Comiso, 29 luglio – Nell’ambito dell’attività di controllo del territorio disposta dal Questore Filippo Barboso personale dipendente, alle ore 5, insospettitosi per avere notato un infisso di un’abitazione sita in via Monferrato con degli evidenti segni di “forzatura”, alla luce delle torce elettriche, si prodigava per accertare cosa fosse successo.
Non appena fatto ingresso nell’abitazione ed avere subito notato il particolare disordine dovuto agli esiti del rovistamento da parte di malfattori, notavano un giovane, che riconoscevano, repentinamente scavalcare una finestra che si affaccia su via Rattizzi e darsi alla fuga. Intanto si notava che la porta di una stanza dell’edificio, che si intendeva fosse il bagno, risultava chiusa dall’interno. Coadiuvati da personale degli Uffici di Ragusa e Vittoria che immediatamente sopraggiungevano a dare man forte ai colleghi nell’attività di ricerca del fuggiasco e di controllo dell’appartamento, essendo verosimile la presenza di un altro malfattore all’interno della stanza chiusa, la forzavano con gli attrezzi in dotazione e sorprendevano, accovacciato sotto il lavabo Andrea Lodato, comisano di 29 anni, pregiudicato, già in passato arrestato da personale di quest’ufficio per il furto al chiosco della villa comunale.
Il Lodato è stato tratto in arresto in flagranza per il reato di furto tentato in concorso e resistenza a Pubblico Ufficiale.
Alle ore 10 altro personale rintracciava per Comiso il complice di Lodato, che era stato riconosciuto per Salvatore Battaglia, vittoriese residente a Comiso di anni 31, pregiudicato, nello scorso mese di marzo arrestato per un analogo reato, che veniva tratto in arresto.
L’edificio violato, di proprietà di un’anziana signora che da alcuni giorni si era allontanata per raggiungere dei parenti in Germania, avvisata dai vicini, è stata tranquillizzata.
Entrambi i pregiudicati venivano tradotti presso la Casa Circondariale di Ragusa a disposizione dell’Autorità Giudiziaria
procedente (sost. dr. M. Rota).
Andrea Lodato dal 21 luglio era ricercato sul territorio nazionale. Le ricerche dipendevano non da problemi legati alla giustizia, ma dal fatto che il padre ne aveva denunciato l’allontanamento e temeva una disgrazia.
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