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Scicli. L’archivio musicale “Federico Borrometi” al Museo del Costume

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In esposizione alcune preziose testimonianze della vasta e varia attività compositiva del Maestro Federico Borrometi (1851-1940)

 

Scicli, 29 luglio – Da sabato 7 agosto sarà in mostra al Museo del Costume di Scicli una parte del vasto archivio musicale del Maestro Federico Borrometi, il compositore sciclitano di cui quest’anno ricade il sessantesimo anniversario della morte.

La volontà degli eredi di affidare al Museo le preziose testimonianze della feconda attività compositiva del Maestro, consentirà di conoscere parte di quella vasta e varia produzione, purtroppo caduta in oblio. Nonostante, infatti, molte delle opere siano ancora eseguite e riescano a catturare la sensibilità popolare, spesso si ignora chi ne sia stato l’Autore. Si pensi, ad esempio, alle Canzoncine popolari per Santa Maria la Nuova e quelle per l’Immacolata di San Bartolomeo, scritte dal Maestro rispettivamente nel 1887 e nel 1890, entrambe radicate nella religiosità popolare al punto da essere state inserite, recentemente, tra le eredità dei Beni immateriali. Su quelle note la folla di fedeli, in processione lenta per le strade dei quartieri del paese, ogni anno intona l’inno alla Madonna Immacolata nel giorno che precede la festa. Per le antiche rivalità tra le due Chiese, Santa Maria La Nuova e San Bartolomeo, le canzoncine vengono tuttora eseguite dal coro di gente in giorni diversi, con le musiche che il Maestro aveva composto sul finire dell’Ottocento. Fu autore prolifico. Sono, infatti, oltre 450 le opere giunte fino a noi; molte sono andate distrutte o donate dall’Autore a chi gliene faceva richiesta. Scrisse brani per pianoforte, organo, strumenti a fiato, musica per banda. Tra i generi di musica si cimentò in serenate, preludi, fantasie, marce, fino ai ballabili e, tra questi ultimi, soprattutto il valzer, a cui il Maestro era particolarmente affezionato. Dedicò una buona parte delle sue composizioni alla religiosità popolare e all’arte sacra, come l’Ave Maria dell’Addolorata, l’Inno di ringraziamento alla Maria Vergine delle Milizie e le Canzoncine popolari. Molte composizioni furono ispirate ad avvenimenti del tempo, come la marcia funebre per la morte di Giuseppe Garibaldi (Una lagrima a Giuseppe Garibaldi; 1882) o la marcia scritta in occasione dell’inaugurazione del monumento a Pietro Lorenzo di Busacca. Molti sono i brani scritti per balli in piazza o per feste da salotto. Scrisse persino la marcia funebre per il suo funerale (Dopo la mia morte) ma, essendo stata scritta per orchestra, non venne mai eseguita. Iniziò a comporre sin dall’età di sette anni, quando, si racconta, scriveva musica sotto il bancone della falegnameria paterna. Suo fervido ammiratore fu il nobile Ottavio Penna, cultore anch’egli di musica, che lo avviò negli studi e lo incoraggiò a comporre musica. Partecipò a numerosi concorsi nazionali di composizione ricevendo riconoscimenti con diplomi e medaglie; tra questi, nel 1899, vinse a Palermo la Medaglia d’Argento con la romanza Amore e odio e, nel 1913 a Napoli, ottenne la Croce per Merito Artistico e la Medaglia d’oro. Dal 1900, diresse la banda musicale di Scicli succedendo nell’incarico ad Ottavio Penna, morto nel 1895. Continuò a dirigere la banda sino ad età avanzata. Morì a Donnalucata il 18 settembre 1940. Sull’epigrafe funeraria così fu scritto: “Dai sette ai novant’anni trovò le sue delizie nel dare sfogo al suo genio in un volontario nascondimento, superando lotte ed amarezze con alto spirito di sacrificio”.
L’esposizione del materiale proveniente dall’archivio del Maestro è stata realizzata grazie al contributo della Provincia regionale di Ragusa, del Comune di Scicli e della Banca Agricola Popolare di Ragusa. L’apertura al pubblico avverrà sabato 7 agosto, preceduta, alle ore 21.00 da una presentazione del Prof. Paolo Militello dell’Università di Catania, il quale illustrerà il valore storico e il contenuto dell’archivio musicale “Federico Borrometi”. Seguirà un concerto con musiche di Borrometi eseguite dal trio dei Maestri Gianluca Campagnolo al clarinetto, Sebastiano Molè al flauto e Gianluca Abbate al pianoforte.

 

Marianna Buscema

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