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Smantellata Urologia a Comiso: proteste

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Comiso, 23 gennaio – L’immediata revoca dell'ordine di servizio che trasferisce a Ragusa il personale medico operante presso il reparto di Urologia all'interno dell’Ospedale Regina Margherita di Comiso, è stato richiesto dal sindaco Giuseppe Alfano, allarmato per la chiusura di fatto dello stesso reparto del noscomio comisano.

“Il provvedimento adottato quest'oggi da parte  del prof. Serrao, responsabile del dipartimento chirurgico del'Asp Ragusa, è di una gravità inaudita – dichiara il sindaco Alfano -. Una decisione schizofrenica che va contro gli interessi della tutela del diritto alla salute dei cittadini di un ampio bacino d'utenza, quale quello ipparino e in controtendenza con gli ottimi risultati conseguiti da quando il dottor Cannata  è stato assegnato al reparto di Urologia del Regina Margherita e al conseguente potenziamento del personale medico ivi operante che ha visto quadruplicare il numero di interventi chirurgici.

Così facendo, l'Asp Ragusa non rispetta gli impegni assunti solennemente sia a Palermo sia nel corso degli incontri tenutisi a Ragusa presso la sede della stessa Asp iblea,  finalizzati al sostegno, al rilancio e potenziamento del Regina Margherita stesso. Per accordi intercorsi, infatti, l'Asp Ragusa aveva assicurato che il dottor Cannata sarebbe rimasto ad operare a Comiso con la concreta prospettiva dell'assegnazione di due posti letto ordinari. A ciò, tra le altre problematiche, si aggiunga  il grido di dolore lanciato più volte dal primario di Chirurgia Generale che ha da tre mesi chiede l'assegnazione di un ulteriore medico essendo insufficienti gli attuali tre medici operanti presso il reparto.  Invito, pertanto, il direttore generale Ettore Gilotta a far revocare l'ordine di servizio del dottor Serrao e a provvedere ad assegnare un altro chirurgo al reparto di Chirugia Generale del Regina Margherita. In caso contrario,  l'assemblea cittadina già convocata per sabato 28 gennaio prossimo per discutere sui temi della sanità iblea e ipparina, potrà decidere di assumere  ad oltranza forti forme di protesta”.


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