Chiaramonte Gulfi, 27 gennaio – L’autismo è un disturbo del neurosvilupppo che configura una disabilità permanente complessa, di natura neurobiologica, con esordio nei primi tre anni di vita.
Le aree prevalentemente interessate sono quelle relative alla comunicazione, all’interazione sociale reciproca ed al repertorio di interessi-attività (selettivi e ripetitivi) e le anomalie comportano una significativa compromissione dello sviluppo delle funzioni mentali con la conseguenza di una grave disabilità che può assumere espressività variabile lungo il ciclo di vita.
La patologia è stata fotografata in questi termini nel corso della prima giornata del workshop formativo in fase di svolgimento a Chiaramonte Gulfi e che, promosso dall’associazione socio-culturale Namastè, con la collaborazione dell’Asp 7, sostenuto dall’Amministrazione comunale di Chiaramonte e dalla Provincia regionale di Ragusa, andrà avanti sino a domenica. Oltre cento i corsisti che si sono ritrovati nella sala convegni “Leonardo Sciascia” i quali, dopo i saluti istituzionali del sindaco Giuseppe Nicastro, hanno ascoltato dalla viva voce di Giuseppe Morando, dirigente responsabile dell’Unità operativa di Neuropsichiatria infantile del distretto di Ragusa, le dimensioni del fenomeno.
“Le linee guida ci dicono – ha chiarito Morando – che abbiamo a che fare con 10 casi per 10.000. Secondo tali dati di prevalenza, in Sicilia si stimerebbero circa 5.000 soggetti con disturbi dello spettro autistico. Secondo recentissimi lavori, la prevalenza risulterebbe di 3.4 su mille con rapporto maschio-femmina pari a 3.8 su 1. Vale a dire è più facile registrare l’insorgenza della patologia tra i maschi”.
La psicologa Elena Gorini, responsabile dei progetti Autismo dell’Aulss 9 di Treviso, ha invece puntato l’attenzione sulle caratteristiche formative del workshop.
“Abbiamo cominciato esaminando gli aspetti principali del disturbo – ha detto – sino ad arrivare, nella giornata di domenica, ai comportamenti problematici che rappresentano una sfida per operatori e genitori. Fondamentale ascoltare le esperienze di tutti i colleghi che abbiamo invitato e che chiariranno come è affrontato il fenomeno nei vari contesti territoriali del nostro Paese”. La psicologa Ivana Tidona dell’associazione Namastè, nel contesto del progetto Autismo, ha parlato delle criticità che emergono sul territorio per la rilevazione del bisogno e l’erogazione dei servizi. “Dalla rete dei servizi siciliani – ha aggiunto – così come è venuto fuori anche dalla relazione del dott. Morando, risulta la difficoltà a condividere un comune approccio diagnostico e la conseguente difficoltà nel creare modelli di intervento. Ma non solo. E’ un problema anche la carenza di formazione delle varie figure professionali: ne derivano difformità e mancata condivisione di protocolli diagnostici/terapeutici”. Il workshop proseguirà anche domani, a partire dalle 9, con l’illustrazione del percorso dalle linee guida al lavoro di rete, a cura del dott. Morando. Poi la dottoressa Gorini parlerà delle basi teoriche del progetto psicoeducativo oltre che del “Verbal behavior”, gli operanti verbali, e delle procedure di insegnamento. Francesca Costa, responsabile interventi di sostegno del liceo “Leopardi-Majorana” di Pordenone si occuperà di analizzare “L’inclusione possibile nella scuola del nuovo millennio”, facendo riferimento a buone prassi di integrazione scolastica. Alberto Roman, neuropsicomotricista dell’età evolutiva al Centro Samarotto Aulss 9 di Treviso, si soffermerà, invece, sulla “Terapia psicomotoria”.

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