Siracusa, 31 gennaio – Un appello corale rivolto ai governi nazionale e regionale e a Trenitalia affinché cessino i tagli dei treni e si scongiuri la progressiva marginalizzazione della provincia di Siracusa. Il messaggio è partito ieri mattina nel corso del consiglio comunale aperto tenuto nell’androne della stazione ferroviaria, convocato dalla conferenza dei capigruppo su richiesta del consigliere Sergio Bonafede.
Erano presenti i deputati regionali Roberto De Benedictis e Bruno Marziano e i rappresentati sindacali di Cgil, Cisl, Uil eUgl. Il verbale e una registrazione della seduta, sempre su proposta di Bonafede, saranno inviati al ministro delle Infrastrutture, Corrado Passera, all’amministratore delegato di Ferrovie dello Stato, Mauro Moretti, e all’assessore regionale ai Trasporti, Pier Carmelo Russo.
I lavori, moderati dal vice presidente del consiglio comunale Franco Formica (il presidente Edy Bandiera era assente per altri impegni istituzionali), sono stati aperti da Bonafede che ha evidenziato il rischio di fare di Siracusa, a causa dei tagli delle Ferrovie, “un’isola nell’isola”. Il consigliere comunale ha indicato come fondamentali la ripresa degli investimenti, a cominciare del collegamento tra la stazione di Bicocca e Fontanarossa che consentirebbe ai siracusani di raggiungere in treno l’aeroporto di Catania. Dopo essersi rammaricato per le tante assenze istituzionali, soprattutto dei sindaci degli altri comuni, ha incitato tutti a fare fronte unico nell’ingaggiare “una battaglia civile nell’interesse dei nostri figli, di chi è più sfortunato, degli studenti e dei lavoratori”.
Il primo a intervenire è stato il sindaco, Roberto Visentin, che ha denunciato la sordità di Ferrovie dello Stato rispetto alle tante richiesta di incontro partite dagli enti locali. Per Visentin, che ha chiesto la firma in tempi brevi del contratto di servizio tra Regione e azienda, i recenti blocchi stradali hanno dimostrato l’importanza dei collegamenti su rotaie ed è “inaccettabile” che gli investimenti nel settore riguardino solo il centro-nord. L’abbandono di una regione come la Sicilia, ha aggiunto, è un fatto grave e rende vani gli sforzi che gli enti locali, pur in un momento di crisi finanziaria, mettono in campo per il turismo.
Contro la marginalizzazione del nostro territorio è intervenuta Franca Mandanici, in rappresentanza della Consulta comunale femminile.
Per Paolo Sanzaro, segretario provinciale della Cisl, Siracusa deve tornare ad essere una stazione di testa, come è storicamente stata, e bisogna fare pressione sulla Regione affinché si arrivi alla firma del contratto di servizio; e Francesco Di Stefano, della Fit Cisl, ha evidenziato le conseguenze che i tagli delle Ferrovie stanno comportando sui posti di lavoro. Roberto Alosi, della Cgil, Siracusa e la Sicilia stanno piano piano perdendo il ruolo di piattaforma economica strategica nel Mediterraneo e le politiche aziendali “stanno mettendo in discussione il diritto inalienabile alla mobilità delle persone”, senza contare le conseguenze per il trasporto delle merci.
Anche Bruno Marziano ha evidenziato la necessità del collegamento Bicocca-Fontanarossa, che darebbe un impulso all’intero settore visti i sei milioni di viaggiatori che ogni anno passano per l’aeroporto catanese. Per il deputato regionale, è giusto fare pressioni su Palermo per la firma del contratto di servizio ma, allo stesso tempo, enti locali, Regione e parlamentari devono pretendere dallo Stato una soluzione di tipo nazionale visto che, tra ammodernamento e velocizzazione delle rete, ci sono 120 milioni di euro “che Ferrovie deve spendere e non lo fa”.
Marco Mastriani, a nome del gruppo consiliare del Pid, ha proposto un documento che chiede la conferma di Siracusa come stazione di testa, il ripristino delle tratte a lunga percorrenza, il collegamento Bicocca-Fontanarossa e l’apertura definitiva dello scalo merci di Pantanelli con relativa platea di lavaggio. Infine, per Fabio Rodante la questione è talmente grave che deve essere prioritaria per il governo Monti. “Investire in Sicilia per potenziare le ferrovie – ha detto – significa abbattere i costi dei trasporti e significa venire incontro alle istanze che la gente ha sollevato con le proteste di questi giorni”.
Fonte: Siracusanews
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