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La Madre dei Ragazzi. La vita e la lotta di Felicia Impastato

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I Viaggi dell’Anima, l’Istituto Comprensivo Statale “Verga” di Canicattini Bagni, “Passwork” scs Onlus presentano “La Madre dei Ragazzi. La vita e la lotta di Felicia Impastato” di e con Lucia Sardo

Regia Marcello Cappelli

Lunedì 19 Marzo 2012 ore 10,30 Teatro “Teamus” via Antonino Uccello – Canicattini Bagni

 

Canicattini Bagni, 16 marzo – Lucia Sardo, l’attrice che ha ricoperto nel film di Marco Tullio Giordana, I cento passi, interpreterà il ruolo di Felicia Impastato, la coraggiosa madre di Peppino Impastato, giovane militante di sinistra di Cinisi ucciso dalla mafia il 9 maggio del 1978 con una carica di tritolo, la protagonista dello spettacolo teatrale “La madre dei ragazzi. La vita e la lotta di Felicia Impastato”, scritto e recitato dalla stessa attrice francofontese, con la regia di Marcello Cappelli, che andrà in scena lunedi 19 Marzo 2012 alle ore 10,30 al Teatro Teamus di via Antonino Uccello a Canicattini Bagni.

 

L’appuntamento teatrale, alla quale prenderanno parte gli studenti dell’Istituto Comprensivo Statale “G. Verga” di Canicattini Bagni, diretto dalla professoressa Giovanna Rubera, si inquadra nell’ambito delle iniziative previste dal progetto “I Viaggi dell’Anima”, promosso già dallo scorso anno dall’Istituto scolastico canicattinese e dal 2° Istituto d’Istruzione Secondaria Superiore di Palazzolo Acreide, in partnership con l’impresa sociale Passwork presieduta dal sociologo dottor Sebastiano Scaglione, e  finanziato dalla Regione Siciliana - Assessorato dell’Istruzione e della Formazione Professionale (POR FSE Sicilia 2007-2013 “Progetti per Sostenere Azioni Educative e di Promozione della Legalità e Cittadinanza Attiva”), per contrastare l’emarginazione sociale e la dispersione scolastica, attraverso percorsi formativi che garantiscono a tutti l’accesso ai saperi e alle nuove tecnologie, nel riconoscimento delle singole abilità e senza alcuna discriminazione.

Un viaggio, che ha visto coinvolti gli alunni di questi due Istituti scolastici, attraverso itinerari e laboratori di lettura, scrittura, creatività, teatro, ma anche nel ricco e frastagliato territorio delle tradizioni e delle tecnologie guardando al futuro e costruendo democrazia e percorsi di legalità che li ha portati a conoscere le esperienze di magistrati uccisi dalla mafia come Falcone, Borsellino, Chinnici, o giudici come Antonino Caponnetto che tennero in via il pool antimafia, sacerdoti come don Puglisi, giovani come Peppino Impastato, Associazioni antiracket come “Addiopizzo”, Cooperative nate sulle terre confiscate alla mafia come  “Lavoro e Non solo” di Corleone, e “Libera” di don Ciotti.

In quest’ambito è maturato l’incontro con Lucia Sardo che con il suo spettacolo, dopo averla interpretata al cinema, rivolge un omaggio a Felicia Impastato, morta a Cinisi a 88 anni, per metterne in luce quella sua lotta costante che ha dato una nuova speranza alla Sicilia, una speranza di riscatto e cambiamento.

Sicuramente una delle “partigiane” più determinate della “resistenza” contro la mafia, Felicia, moglie di mafioso,  trasgredisce il codice della mafia, rinunziando al silenzio e al sistema della vendetta, e affidando allo Stato il compito di punire l’assassino di suo figlio, il capo mafia Tano Badalamenti che Peppino dai microfoni di Radio Aut si divertiva a schernire e a ridicolizzare per far crescere tra la gente la coscienza antimafia.

 

Felicia si costituisce parte civile nel processo contro ignoti e non esita ad accusare Badalamenti.

Una tenacia che l’ha portata, dopo 24 anni dalla morte del figlio, a vedere condannato all’ergastolo il mandante del suo assassinio.

Lunghi anni di lutto che Lucia Sardo ripercorre assieme al doloroso percorso di questa donna coraggiosa che trasformò la sua casa in un luogo d’incontro, una casa della memoria, di  stimolo e testimonianza,  dove far rivivere gli ideali della lotta di Peppino e trasmetterlo alle nuove generazioni.

Gli avvenimenti narrati in questo monologo alternano momenti di lotta ad attimi di vita quotidiana, nel tentativo di ridare un ritratto di questa donna scevro di ideologia e mito.


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