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Siracusa, "Gli Uccelli" di Aristofane. Lunedì sera la prima al teatro greco

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Siracusa, 13 maggio – Dopo le due tragedie il Prometeo di Eschilo e le Baccanti di Euripide la scena si alleggerisce con gli Uccelli, la commedia di Aistofane datata 414 a.C.

L'Utopia politica come filo conduttore e la ricerca della libertà in un mondo alternativo per sfuggire le dinamiche della forza sono le premesse della fondazione della nuova città di Nubicucculia. Presto però la nuova comunità cede alla logica del potere e si corrompe.

Pisetero ed Evelpide sono due Ateniesi stanchi di vivere nella propria città resa opprimente da costanti delazioni e dai processi così che hanno deciso di insediarsi nel mondo degli uccelli, l’unico veramente libero.

Con il sostegno dell’Upupa, l’uccello che un tempo era stato un uomo (il re trace Tereo) i due ateniesi riescono a farsi accettare, nonostante le iniziali resistenze.

Pisetero convince l’Upupa e gli altri uccelli dei vantaggi che avrebbero ricevuto fondando una città tra cielo e terra sosenendo che furono gli uccelli e non gli dei i più antichi abitanti del mondo. La nuova città, battezzata Nubicucculia diventerà potentissima con l'intercettazione dei fumi delle vittime consacrate dagli uomini agli dei e costringerà questi ultimi a scendere a patti con gli uccelli per non morire di inedia.

Inoltre Nubicucculia sarà cinta da un muro impedendo agli dei non poter più soddisfare liberamente le loro voglie tra gli umani senza il benestare degli uccelli. La seduzione del potere trionfa: da Atene giungono persone d’ogni tipo per trarne vantaggio (un sacerdote, un poeta, un oracolista, un geometra, un ispettore, un mercante di decreti). Tutti scacciati da Pisetero insieme a tutti coloro che chiedono asilo come la dea Iride, messaggera di Zeus, entrata in città senza lasciapassare.

E' il momemto della trattativa tra gli dei e gli uccelli. Pisetero che segue le istruzioni del Titano Prometeo, offre alla delegazione divina, giunta a Nubicucculia per trattare, un piatto ricolmo di loro “concittadini” arrostiti: una punizione esemplare per gli oppositori del regime.

Per poter godere ancora dei deliziosi profumi dei sacrifici, alla delegazione formata da Poseidone, Eracle e Triballo non resterà che assecondare la volontà degli uccelli: Zeus dovrà restituire loro lo scettro ed acconsentire al matrimonio di Pisetero con sua figlia Basileia, la depositaria dei fulmini, simbolo del potere assoluto.

Mauro Avogadro è Pisetero (è stato anche Oceano in Prometeo) Sergio Mancinelli (Evelpide) e Rocco Castrocielo (Upupa).

La regia è affidata a Roberta Torre, nipote dell'ingegner aeronautico Pier Luigi Torre, inventore della Lambretta, dei motori dell'idrovolante Savoia-Marchetti S.55A della trasvolata atlantica di Italo Balbo e di un modello avanzato di scatola nera

"Non è solo la storia di due vecchi ateniesi che vogliono fuggire stanchi dalla loro città con l'utopia di poterne fondare una nuova, tema assai contemporaneo e mai passato di moda, ma anche la rappresentazione assai inquietante di una presa di potere basata sulla parola, sull'indottrinamento che porta a mutare gli eventi e infine a impossessarsi tout court del potere" - ha spiegato la regista, milanese di nascita e palrmitana d'adozione - "Aristofane - ci racconta prima di tutto l'eroe comico che, a differenza di quello tragico, naviga felice nel suo egotismo dispotico e illimitato. Un Io che si alimenta fino a scoppiare e che non vuole lasciare nulla a nessuno. Ci racconta insomma molto bene un carattere di uomo contemporaneo che a quanto pare già esisteva all'epoca".

Fonte: Siracusanews


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