Gio04172014

Aggiornamento05:22:58

Font Size

Screen

Profile

Layout

Menu Style

Cpanel
Banner

Chi è online

 734 visitatori online

A Palazzo Cannì “Tutto può diventare arte”

  • PDF
Valutazione attuale: / 4
ScarsoOttimo 
Condividi
  • Prec.
  • 1 of 2
  • Succ.

“Tutto può diventare arte” è lo slogan della mostra di arte povera, che si terrà giovedì venti dicembre, alle ore 16.30, presso Palazzo Cannì, via San Vito 129, Ragusa, e rimarrà aperta dal venti al trentun dicembre.

Le ideatrici, nonché pittrici e artiste, sono: la professoressa Elvira Ferrara, l’insegnante Maria Luisa Le Moli e la signora Katia Gurrieri.

Arte, dunque, tutta al femminile proposta da tre brillanti signore, le quali, con le loro mani preziose e abili, hanno realizzato delle vere e proprie opere d’arte, utilizzando oggetti semplici. Un comune denominatore che non solo caratterizza la loro estrosità artistica ma che li accomuna in un unico obiettivo: quello cioè di presentare al grande pubblico forme creative di espressione  estetica frutto di abilità innate e fortemente corroborate dallo  studio e dall’esperienza quotidiana.

Ma qual è il segreto della cosiddetta “arte povera”?

È quello di impiegare materiali “poveri”, come stoffa, carta, creta e trasformarli in oggetti unici, attraverso la creatività, la fantasia e la dedizione dell’artista.

Elvira Ferrara, professoressa di educazione artistica, ex allieva dell’Accademia di Belle arti di Catania, amante della pittura e di tutte le sfumature dell’arte, espone ben cinquanta pezzi, tra pitture di tempera all’uovo su tavola, quadretti, icone e oggetti in ceramica.

Per quanto riguarda le icone, potremo ammirare “La Madonna di Chico”, “La Madonna di Valverde”.

Il pezzo forte è il “Cristo Pantocratore”: raffigurazione di Gesù, ritratto in atteggiamento maestoso e severo, seduto su un trono, nell’atto di benedire con le tre dita della mano destra, che presenta un forte richiamo alla tipica raffigurazione di Gesù nell’arte bizantina.

Potremo anche apprezzare i cinque quadretti che raffigurano degli angeli. Per questi quadretti, la professoressa Elvira Ferrara si è ispirata agli angioletti di Raffaello; tali angioletti spesso vengono riprodotti come un unico soggetto indipendente, ma, in realtà, si tratta di angioletti pensierosi che fanno parte di un unico dipinto intitolato “Madonna Sistina” (olio su tela, sempre di Raffaello, in cui al centro è raffigurata Maria col bambino in braccio, guardando davanti a sé, verso lo spettatore. Ai lati di Maria, i santi Sisto Papa e Barbara. In alto a destra e a sinistra si può notare una tenda verde scostata, invece in basso il quadro termina con gli angioletti pensierosi appoggiati a una superficie).

Per quanto riguarda i pezzi in ceramica, potremo non solo guardare, ma anche provare e indossare gioielli, come medaglioni, bracciali, anelli, collanine, tutte prodotte a mano da Elvira Ferrara. In esposizione anche altri pezzi artigianali, come scatole di creta, di varia misura, “svuota-tasche” e “centro-tavola”.

Sicuramente non passerà inosservato quanto esposto dalla brillante estrosità da Maria Luisa Le Moli e dalla signora Katia Gurrieri.

Maria Luisa Le Moli è un’insegnante specializzata nella didattica differenziata. Si è anche distinta per i suoi studi non solo sul campo dell’antropologia, ma anche in quelli della sociologia e psicologia dell’età evolutiva. È autrice di numerosi libri per bambini come “Fior di loto” e il “Veliero magico”.

La sua sensibilità artistica si esprime anche attraverso versi poetici. In occasione della mostra, espone venti pezzi tra angeli, bambole, centro-tavola, sculture in pasta di pane e un meraviglioso abito del diciottesimo secolo.

La signora Katia Gurrieri è una designer e presenta trenta pezzi, tra gioielli con pietre dure, cristalli, accessori di moda e accessori per la casa.

Si tratta, dunque, di una mostra che non è solo una semplice esposizione di oggetti, ma un intreccio, quasi uno sposalizio, tra arte, scultura e pittura, in cui materiali semplici diventano pezzi unici e sicuramente irripetibili.

Quindi, tutto può diventare arte.

 

Lucia Nativo

 


© Riproduzione Riservata (Condizioni) :: Notizie Ragusa e Siracusa, Il Quotidiano del Sudest (Val di Noto) - NoveTV
comments

Ultimo aggiornamento Domenica 16 Dicembre 2012 19:56

SocialTwist Tell-a-Friend

Articoli correlati

 

Lo scopo di un'opera onesta è semplice e chiaro: far pensare. Far pensare il lettore, lui malgrado

Paul Valéry

Share/Save/Bookmark