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Cronaca nera e giudiziaria

Tentano di rapinare gioielleria: tre arresti a Siracusa

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Siracusa, 21 maggio – Erano in due, a piedi, fermi sul lato di viale Paolo Orsi, all’altezza del distributore ERG, alle tre di notte, intenti a dialogare fra loro. Ma ad insospettire i Carabinieri, oltre il loro atteggiamento schivo, al momento del passaggio della gazzella della Benemerita, è stata la vicinanza ad un obiettivo sensibile, come la gioielleria nei pressi della Chiesa di Santa Rita.

Quella zona era da tempo controllata dai militari dell’Arma con particolare attenzione, poiché qualche settimana prima, avevano notato segni di effrazione sul portone di ingresso della palazzina confinante proprio con la gioielleria.

Quando la macchina dei militari ha rallentato la marcia, i due soggetti hanno iniziato ad allontanarsi, senza correre, simulando molta calma e tranquillità. Ma intuita la loro intenzione di sottrarsi al controllo, uno dei militari, sceso dal mezzo senza farsi osservare, ha sorpreso i due uomini alle spalle, proseguendo a piedi intorno al quartiere. I due, a quel punto, non potevano più allontanarsi e alla domanda sulle loro identità, il sospetto si è fatto più forte: entrambi con diversi precedenti, provenienti dal catanese, non avevano certo ragione di stare in quel posto e a quell’ora. Perquisiti i due, i militari hanno rinvenuto nella tasca dei giubbotti due ricetrasmettitori, facendo così intuire che vi era un complice in contatto radio con i fermati.

Caricati i due sospetti sulla gazzella e chiamati rinforzi, i Carabinieri si sono messi sulle tracce del terzo uomo, scovando, pochi istanti dopo, dentro una macchina parcheggiata lungo corso Gelone, un soggetto che fingeva di parlare al telefonino con un auricolare. Fatto scendere dal mezzo, i militari hanno accertato che quell’auricolare era collegato ad un radio trasmettitore, identico ai primi due: anche il terzo uomo era una vecchia conoscenza delle Forze dell’Ordine, anche lui catanese, ieri sera impiegato quale “palo” dell’illegale operazione in corso.

Sicuramente era stato proprio lui ad avvertire i due complici della presenza in area dei militari e che, quindi, era opportuno sospendere temporaneamente i “lavori”. Fermati tutti i soggetti coinvolti, a quel punto il sopralluogo è iniziato nell’androne del palazzo attiguo alla gioielleria, sul cui portone vi erano segni evidenti di effrazione e un vetro rotto. All’interno sono stati notati alcuni buchi sulla parete, effettuati in direzione della gioielleria con un trapano di grandi dimensioni, allacciato alla corrente elettrica ricavata da delle prese del palazzo stesso. I malviventi stavano tentando di accedere alla gioielleria bucando la parete che divide l’androne delle scala del vicino condominio, portando al seguito martelli, un flessibile, un piede di porco e, anche, delle lenzuola per attutire i colpi sferrati contro la parete.

Inoltre i malviventi avevano calato una scala di circa sei metri sul retro, per accedere anche al cortile interno del palazzo, utile per operare con maggiore discrezione. A nulla è valsa tutta la loro organizzazione perché i Carabinieri sono riusciti a fermarli prima che il loro piano potesse essere messo a frutto. Ammanettati, i tre uomini sono stati condotti al Comando di viale Tica dove sono stati dichiarati in arresto con l’accusa di tentato furto aggravato.

Si tratta di S.B., classe 1964, R.S., classe 1980, e V.A., classe 1979.

Per tutti e tre si sono aperte le porte del Carcere di Cavadonna, in attesa di comparire davanti al Tribunale di Siracusa per la convalida dei provvedimenti.


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Controlli dei Carabinieri di Vittoria: i risultati

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Vittoria, 21 maggio 2012 – Durante il weekend appena trascorso, il rafforzamento dell’attività di  controllo del territorio da parte dei carabinieri della compagnia di vittoria,  si è concentrato nella zona di Vittoria e Comiso, ove nel corso di un servizio coordinato anticrimine i militari hanno deferito in stato di liberta’:

A. A., comisano del ‘78 e A.S., comisano del ’74, entrambi operai edili, perché seguito di perquisizione domiciliare sono stati trovati in possesso di materiale edile, oggetto di furto, denunciato il 30 aprile 2012 presso la stazione dei Carabinieri di Comiso da un dipendente di un esercizio commerciale di materiale edile di Comiso, e di utensili meccanici e un autocarro Ford Transit denunciato come rubato presso la stazione dei Carabinieri di Comiso dal titolare di un’officina meccanica di comiso il materiale recuperato veniva immediatamente restituito ai legittimi proprietari.

G.R., operaio del ‘61 e R.C., casalinga del ‘64, che avevano denunciato il furto dell’autovettura Volkswagen Polo sottoposta a sequestro il 4 novembre 2010 dalla dipendente aliquota radiomobile per mancata copertura assicurativa ed affidata in custodia giudiziale ai suddetti;

S.R., vittoriese del ’68, ivi residente, pregiudicato, sorpreso alla guida dell’autovettura Toyota Yaris sotto l’influenza di alcool così come accertato dal controllo effettuato con l’etilometro;

B.S., pensionato, poiché è stato accertato che la pistola marca Beretta cal. 7.65, regolarmente denunciata, era custodita all’interno dell’armadio non blindato della camera da letto e quindi non custodita in condizioni di sicurezza come previsto dalla legge; inoltre, è stata rinvenuta una pistola Beretta mod. 35 cal. 7.65 e 31 cartucce cal. 7,65, il tutto illegalmente detenuto e sottoposto a sequestro.

Tutti dovranno rispondere dei reati previsti e puniti dagli articoli 110, 81 e 648 c.p. (ricettazione in concorso), artt. 334 e 335 c.p. (violazione colposa di doveri attinenti alla custodia di cose sottoposte a sequestro), art. 186 co. 2 c.d.s. (guida in stato di ebbrezza alcolica), art. 697 c.p. e art. 20 bis l. 110/75 (detenzione abusiva e omessa custodia di armi).

 

Nel corso servizio, grazie all’ausilio dell’unità cinofila di Nicolosi, venivano segnalati all’ufficio territoriale del governo di Ragusa per detenzione per uso personale di sostanza stupefacente:

un niscemese dell’85, studente universitario, pregiudicato, poiché, sottoposto a perquisizione personale, veniva trovato in possesso di sostanza stupefacente tipo “marijuana” del peso complessivo di gr. 1, verosimilmente acquistata in questa giurisdizione; un tunisino dell’86, domiciliato a Comiso, disoccupato, incensurato, poiché, sottoposto a perquisizione personale, è stato trovato in possesso di sostanza stupefacente tipo “hashish” del peso complessivo di gr. 0,5.

Nel corso del servizio sono stati elevate 35 contravvenzioni al Codice della Strada, decurtati 10 punti dalle patenti di guida, sequestrate 6 autovetture per mancanza copertura assicurativa e un ciclomotore per mancato uso del casco.


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La Guardia di Finanza di Ragusa arresta due tunisini per droga

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Ragusa, 21 maggio 2012 – Nell’ambito di controlli, predisposti a livello provinciale a contrasto dello spaccio, traffico e uso di sostanze stupefacenti, i finanzieri del Nucleo Mobile della Compagnia di Ragusa hanno sequestrato, a due cittadini extracomunitari M.A. di anni 35 e D.W. di anni 20, 60 grammi di Hashish, 1 grammo di cocaina, 1 coltello e € 345,00 provento dello spaccio.

I due sono stati tratti in arresto per violazione art. 73 D.P.R. 309/90,  denuncia per l’irregolare posizione  sulla permanenza nello stato italiano (legge Bossi-Fini 286/98) e per resistenza a Pubblico Ufficiale, art. 337 Codice Penale.

 

Due pattuglie del Nucleo Mobile della Compagnia G. di F. di Ragusa, nell’ambito di  specifici servizi di controllo del territorio e 117 e a contrasto dello spaccio di sostanze stupefacenti, effettuavano una specifica attività in località Punta Braccetto, frazione di Santa Croce Camerina. Il luogo è conosciuto quale punto di riferimento per lo smercio di stupefacenti. Questa volta però i finanzieri si sono organizzati in modo da tirare nella rete, oltre che i potenziali acquirenti anche e soprattutto gli spacciatori. Difatti dopo un appostamento nell’alveo del torrente di Punta Braccetto, il più delle volte utilizzato come nascondiglio dello stupefacente e/o come via di scampo dagli stessi extracomunitari, i finanzieri hanno individuato M.A. intento a cedere della sostanza stupefacente a persone che una volta ricevuta la “roba” si dileguavano tra le campagne evitando di percorrere le normali strade di accesso proprio per paura di essere intercettati dagli operatori di polizia.

I militari decidevano di effettuare un intervento diretto nei confronti dell’extracomunitario, il quale, come previsto alla vista della sola autovettura in uso agli operatori si dava alla fuga dirigendosi verso l’alveo del torrente. Qui ad aspettarlo vi erano altri due finanzieri che hanno bloccato il fuggitivo. Sottoposto a perquisizione veniva trovato in possesso di 12 grammi circa di stupefacente tipo hashish già steccato e pronto per lo spaccio, 1 grammo di cocaina e la consistente somma di € 215,00 provento dello spaccio. All’interno del vano oggetti del ciclomotore veniva trovato altro stupefacente e un coltello a serramanico utilizzato per il taglio dell’hashish.

 

Successivamente, mentre i finanzieri facevano rientro in Caserma per la stesura degli atti di rito, giunti sulla SP 85 Scoglitti-S.C. Camerina nei pressi di un noto esercizio commerciale, si imbattevano in una palese cessione/acquisto di stupefacente ad opera di quattro giovani risultati essere tutti residenti a Mazzarrone, in trasferta in questa Provincia per l’acquisto dello stupefacente. I finanzieri non si sono fatti scappare l’occasione. Infatti nonostante  stessero conducendo in Caserma l’extracomunitario fermato precedentemente, hanno avuto la prontezza e la rapida organizzazione nel sorprendere lo spacciatore e gli acquirenti nell’attimo esatto dello scambio. Da una immediata ricognizione dei luoghi è stato rinvenuto il resto dello stupefacente artatamente nascosto dall’extracomunitario D.W..

 

Benché uno dei quattro giovani avesse tentato di disfarsi dell’hashish acquistato, dopo essere stati fermati e sentiti in atti non è rimasto loro che confessare il fattaccio. Difatti le indagini svolte hanno permesso di accertare che gli stessi avevano fatto una colletta tra loro racimolando la somma di € 100,00, poi spesa per l’acquisto dell’hashish. Conferma ne è stato il ritrovamento nelle tasche del tunisino D.W. delle banconote consegnate dai giovani dopo essere stato sottoposto a perquisizione personale, più altri € 30,00.

 

 

I due extracomunitari, di cui uno con precedenti specifici, dopo le operazioni di rito sono stati arrestati e posti a disposizione dell’A.G. della locale Procura della Repubblica, per l’ipotesi di reato prevista dall’art. 73 D.P.R. 309/90. Mentre i quattro giovani sono stati segnalati all’U.T.G. di Catania per violazione dell’art. 75 del medesimo D.P.R.


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Scoglitti. La Polizia arresta due ladri: smontavano anche una cucina da casa di villeggiatura

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«Contro i furti, molto importante la collaborazione dei cittadini», dice la Polizia…

 

Vittoria, 21 maggio 2012 – Sabato notte, una telefonata giunta al centralino del commissariato segnalava la presenza di persone sospette a Scoglitti, in via Regina Elena.

Una volante del commissariato rapidamente si spostava nella frazione rivierasca sul luogo indicato.

Dopo un controllo a diverse abitazioni, notavano pezzi di vetro frantumato e tracce di sangue fresco in una verandina. Una finestra risultava danneggiata e scardinata, gli agenti entravano in casa e notavano due persone che alla loro vista cercavano di dileguarsi. Uno cercava di arrampicarsi alla grondaia di una tettoia che non reggeva il peso, rovinava  a terra e si lacerava un dito dal quale perdeva copiosamente sangue. L’altro si spostava da un’abitazione all’altra sin quando finiva all’interno del cavedio di un immobile dove era raggiunto e bloccato. In tasca aveva un soprammobile trafugato dall’abitazione in cui si era intruso.

L’ambulanza è intervenuta a soccorrere il ferito.

È stato rintracciato il proprietario dell’immobile col quale è stato effettuato un sopralluogo interno, dal ché si è capito che i due malviventi avevano smontato dalla sua sede un piano cottura che avevano accatastato assieme a numerose suppellettili avvolgendole con una tenda della stessa abitazione e disposto in modo da poter essere portate via.

 

I due malviventi sono due tunisini: M.M., 28 anni, tunisino, in possesso di permesso di soggiorno per motivi umanitari, avendo fatto ingresso nel territorio nazionale nella primavera del 2011 prima del 4 aprile, e I.H.S.M., 27 anni, tunisino, regolare sul territorio nazionale; entrambi incensurati.

Sono stati messi a disposizione dell’Autorità Giudiziaria mediante conduzione presso la casa circondariale di Ragusa.

 

«Comprendiamo pienamente l’apprensione che i cittadini hanno per le loro case estive –dice il commissario Rosario Amarù–, comprendiamo le preoccupazioni e le ansie di chi vede o sente che la propria casa o quella di altri è stata scassinata dai malviventi. Molto spesso si tratta di barbari danneggiamenti per accedere all’immobile e poi sottrarre magari qualche bene di modico valore, creando un grande disordine e lasciando in seno ai proprietari la sensazione di essere stati violati all’interno della sfera personalissima.

Condividiamo gli sforzi e la collaborazione indiretta della gente, che a tutela dei propri beni si è dovuta attrezzare con le cosiddette difese passive – basta fare un giro nelle campagne o sul lungomare per vedere inferriate e grate alle finestre oltreché sofisticati sistemi di allarme–. Tutto ciò sicuramente aiuta, ma non basta. Occorre di più. Occorre la collaborazione diretta della gente.

L’arresto in flagranza di reato di due persone avvenuto sabato notte, sorprese dagli agenti di una volante del commissariato all’interno di una abitazione estiva del centro abitato di Scoglitti dove dopo l’effrazione della persiana e rottura del vetro della finestra, erano entrati e si apprestavano a rubare un piccolo elettrodomestico ed alcune suppellettili, è un’esemplare esempio di collaborazione istituzione-cittadino – ha continuato il poliziotto».

«È stata la tempestiva telefonata, peraltro senza oneri, di un cittadino dotato di grande senso civico e della giustizia che ha consentito agli agenti della volante che mi pregio di dirigere, ai quali va tutto il mio plauso ed ai quali riconosco capacità e qualità professionali elevatissime, di intervenire, da Vittoria a Scoglitti, con estrema rapidità ed efficacia di risultato.

L’episodio è dimostrazione che una vicinanza, una collaborazione sempre più stretta, un rapporto fiduciario tra cittadini e forze dell’ordine è oggi condizione indispensabile al raggiungimento dei migliori risultati e permette di consentire la realizzazione della missione istituzionale dell’autorità di pubblica sicurezza volta al mantenimento dell’incolumità dei cittadini e alla tutela della proprietà».


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Arresto per stalking a Santa Croce Camerina

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Santa Croce Camerina, 21 maggio 2012 – I militari della Stazione di santa Croce Camerina hanno tratto in arresto nella giornata di ieri, in esecuzione di ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Ragusa, che accoglieva la richiesta della Procura della Repubblica, che concordava con le risultanze investigative prodotte dai militari, C.F., comisano di 37 anni, residente in Contrada Punta Braccetto, ma di fatto domiciliato a Comiso, incensurato, poiché responsabile di atti persecutori (stalking) ai danni della sua ex fidanzata, una studentessa di 32 anni, commessi nel periodo novembre 2011 - maggio 2012.

A seguito di denuncia della vittima venivano svolte indagini che consentivano di appurare che, dal momento della fine della relazione, la donna è stata oggetto di una persecuzione continua, fatta di pedinamenti, appostamenti sotto casa, molestie telefoniche, minacce di morte e, in ultimo, di diffusione di fotografie personali, sino a quando la malcapitata, entrata ormai in uno stato ansioso, che l’avevano portata a modificare il suo stile di vita, per non doversi trovare faccia a faccia con l’ex fidanzato, magari appostato fino a tarda notte nei luoghi di abituale ritrovo della donna, ha deciso di rivolgersi ai Carabinieri.

I militari, compresa la gravità della situazione e la pericolosità sociale del soggetto, hanno subito dato inizio alle indagini, raccogliendo elementi sufficienti a consentire l’arresto del persecutore. Il giovane, dopo le formalità di rito, è stato sottoposto agli arresti domiciliari presso la propria abitazione.


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