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La saga dei Florio tra illustrazioni e disegni a fumetti nel libro di Giuseppe Micciché

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Nella primavera del 1944 i coniugi Florio sono imprigionati dai tedeschi

 

C
orre l’anno 1944.

I coniugi Don Vincenzo Florio (nato a Palermo nel 1883 e ideatore, nel 1906, della leggendaria “Targa Florio” che dominerà tutto il secolo ventesimo) e Donna Lucia, sposini da poco più di un decennio, si trovano a Roma. I Tedeschi stringono in una morsa la città eterna. È un periodo difficile per tutti, sia da un punto di vista economico che bellico. La seconda guerra mondiale travolge gli italiani e una fatalità, che può tramutarsi in tragedia, sfiora la famiglia Florio.

Vincenzo e Lucia, attraversando un momento problematico caratterizzato da difficoltà economiche, decidono di porre in vendita alcuni gioielli di famiglia. I Tedeschi, avvertiti da qualcuno, sono del parere che i coniugi Florio stiano trattando la vendita dei gioielli della Corona.

“Gli zii – scrive Costanza Afan de Rivera, ultima discendente dei Florio – vengono così arrestati e portati in via Tasso. Ignazio e Franca Florio, subito informati, si rivolgono alla figlia Giulia che si trovava a Roma. Mia madre riesce ad avere un appuntamento con Kappler, da cui dipende qualsiasi decisione”.

Sono momenti concitati, gravidi di incognite e preoccupazioni, trascorsi da tutta la famiglia con il cuore in gola. L’incontro è fissato per il 20 marzo 1944 nella splendida cornice della villa Volkonsky, a San Giovanni, presso l’ambasciata tedesca a Roma.

“Mia madre – scrive ancora Costanza Afan de Rivera – era incinta del terzo figlio”. La caparbietà e l’insistenza di Giulia viene premiata. Attraverso il colloquio con Kappler, riesce a dimostrare, con documenti alla mano, non solo l’estraneità degli zii all’entourage di Casa Savoia ma anche che i gioielli in vendita sono di loro proprietà. Dopo i necessari controlli, la mattina del 21 marzo 1944, così come promesso dal generale Kappler, Vincenzo e Lucia Florio sono liberati ed accompagnati alla loro abitazione. Appena in tempo. Qualche giorno dopo, a seguito di attentato subito dai soldati tedeschi, si verifica il tragico massacro delle fosse Ardeatine: efferata risposta delle forze di occupazione tedesche nei confronti degli italiani.

 

È una pagina drammatica, triste e a fosche tinte, che viene ricordata dalla Marchesa Signora Costanza Afan de Rivera, ultima discendente della famiglia Florio, nel suo intervento pubblicato sul volume “I Florio” di Giuseppe Micciché (Edizioni Santocono, Rosolini 2010, pp. 112).

Il libro sarà presentato nella giornata conclusiva di una articolata manifestazione culturale sul fumetto, giunta quest’anno all’ottava edizione, promossa ed organizzata dall’architetto Giuseppe Micciché nella qualità di presidente del Museo del Fumetto Xanadu di Santa Croce Camerina, unica realtà siciliana, con i suoi 150 mq di estensione, in cui sono conservati ed esposti diverse migliaia di “giornalini” dagli albori fino ai nostri giorni.

Una settimana (dal 20 al 25 settembre) di eventi che si terranno nell’incantevole Castello di Donnafugata (Rg), con il patrocinio della Regione Sicilia, del Comune e dell’Amministrazione Provinciale di Ragusa, dei Comuni di Santa Croce Camerina e di Comiso nonché con il contributo di numerosi sponsor, all’insegna della pittura (il 20 settembre sarà inaugurata una Personale del maestro Giovanni Puglisi, conosciuto in campo regionale e nazionale), della poesia (la giornata del 23 settembre sarà dedicata alla “Dissertazione sulla poesia” con Antonella Galuppi e Maria Luisa Occhipinti Le Moli), del fumetto (con la presenza di grandi firme che hanno disegnato Diabolik, Tex e Topolino).

Grande attesa, dunque, per sabato 25 settembre quando sarà presentato il volume “I Florio”.

“Il libro – aggiunge Micciché – è stato studiato in una forma narrativa diversa dal consueto. Illustrazioni, disegni e fumetti rappresentano la struttura essenziale su cui si basa tutto il contesto storico preso in disamina che si rivolge soprattutto ai ragazzi e ai giovani, in una duplice chiave di lettura. Da una parte la conoscenza dei Florio con tutto quello che rappresentarono per la Sicilia, dall’altra un amore scientemente nutrito per la nostra isola. I disegni e illustrazioni sono curati da Biagio Biondo, mentre la parte fumettata è stata affidata a Philip Ferrara, due emergenti giovani talenti del territorio ibleo”.

 

Ultimo aggiornamento Martedì 07 Settembre 2010 21:00

Successo alla prima settimana del Settembre Kasmeneo

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Comiso, 7 settembre – Migliaia di persone hanno riempito ieri sera piazza Fonte Diana per assistere al concerto di Eugenio Bennato nell'ambito del Settembre Kasmeneo 2010.

Sole e terra, ritmo e poesia gli ingredienti vincenti di una genere musicale che guarda al Sud del mondo e che rilancia la tradizione della musica popolare italiana. Un mix che ha entusiasmato il pubblico del Settembre Kasmeneo che ha lungamente applaudito il cantautore napoletano e la sua “Taranta Power”.

Folto pubblico anche per la presentazione del libro “La Malapianta” di Nicola Gratteri e Antonio Nicaso, introdotto dal giornalista Antonio Nicosia, che, presso il Cortile della Fondazione Bufalino, ha preceduto il concerto di Bennato. Uno spaccato veritiero, aggiornato alle ultime indagini, della 'Ndrangheta e delle sue ramificazioni nella società contemporanea.

“Siamo a metà percorso del Settembre Kasmeneo 2010 e il primo bilancio della manifestazione può dirsi già molto buono – commenta l'assessore allo Spettacolo Raffaele Puglisi -. Sono davvero molte migliaia le persone che stanno seguendo la manifestazione con numerose presenze anche da fuori provincia come confermano ristoratori e albegatori che registrano, in questi giorni, il tutto esaurito. Anche il gradimento del pubblico per questa edizione del Settembre Kasmeneo è altissimo e ciò vuol dire che avevamo visto giusto nel ridisegnare una manifestazione che, dopo le edizioni scorse, aveva bisogno di una ventata di freschezza e novità per un suo rilancio. La collaborazione con Rai Radio 1 e la presenza di Gian Maurizio Foderaro che ha curato diversi speciali in diretta da Comiso, si è rivelata preziosa sotto questo profilo e il direttore artistico Alessandro Di Salvo ha saputo approntare, quest'anno come già l'anno scorso, una manifestazione di qualità, varia e ricca di personaggi e artisti che incontrano il favore del pubblico. Aspettiamo la conclusione per trarre un bilancio definitivivo che, visti i numeri attuali, si preannuncia davvero positivo”.

Questa sera il programma prevede il concerto di Max Gazzè, inizio alle ore 21.30 in piazza Fonte Diana, ospite Demo Laura Lala e Sade Mangiaracina.

Domani, presso il Cortile della Fondazione Bufalino e con inizio alla stessa ora, si svolgerà lo spettacolo “Musicanuda” con Petra Magoni & Ferruccio Spinetti. L'ospite Demo sarà Tom Phillips Bangura.

Ultimo aggiornamento Martedì 07 Settembre 2010 22:41

Diabolik al Castello di Donnafugata

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I
n tanti anni di lotta contro Diabolik, l’ispettore Ginko ha visto di tutto: pericolosi inseguimenti, fughe rocambolesche, l’impossibile che diviene possibile, il logico che si trasforma in assurdo…

Ma mai si sarebbe immaginato che l’ennesimo nuovo duello avrebbe avuto inizio... al Castello di Donnafugata.

 

Potrebbe essere questo l’inizio di una ulteriore ed avvincente avventura a fumetti di Diabolik ambientata proprio in territorio ibleo.

Nato nel lontano novembre del 1962 dalla fervida fantasia delle sorelle Angela e Luciana Giussani, Diabolik (quest’anno compie quarantotto anni sotto il segno dello Scorpione), l’inimitabile capostipite del fumetto nero, appassiona ancora lettori e collezionisti. Nelle sue vene scorre sangue, o meglio, inchiostro fiorentino. Dello staff di disegnatori chiamati a creare graficamente il “Re del terrore” (questo il titolo del primo numero della serie) fa parte anche Giuseppe Di Bernardo, nato a Firenze nel 1971. Uno dei veterani è però Mario Gomboli, classe 1947, che verso la fine degli anni ’90 è chiamato da Luciana Giussani “a continuare la sua diabolika avventura” con il ruolo di socio e direttore generale della Casa Editrice Astorina. Dopo la scomparsa delle due editrici e scrittrici che avevano creato il fortunato personaggio, Gomboli assume interamente l’impegno editoriale compiendo scelte innovative attraverso il coinvolgimento di nuovi autori.

 

Sono questi due delle prestigiose firme che insieme ai disegnatori di Tex (Roberto Diso; Luigi Corteggi, Art Director della Editrice Bonelli) e Topolino (Giorgio Cavazzano) faranno parte della squadra, unitamente a Luciano Tamagnini (giornalista e critico), chiamata dall’architetto Giuseppe Micciché, direttore del Museo del Fumetto Xanadu di Santa Croce Camerina, ad intrattenere il pubblico e la stampa in occasione dell’ottava edizione del convegno sul fumetto che avrà per tema “Diabolik, Tex e Topolino: le tre icone del fumetto italiano”. Un’articolata kermesse culturale che si terrà nella splendida location del Castello di Donnafugata, con il patrocinio della Regione Sicilia, del Comune e dell’Amministrazione Provinciale di Ragusa, dei Comuni di Santa Croce Camerina e di Comiso nonché con il contributo di numerosi sponsor. Una settimana ricca di eventi, dal 20 al 25 settembre, all’insegna della pittura (il 20 settembre sarà inaugurata una Personale del maestro Giovanni Puglisi, conosciuto in campo regionale e nazionale) e della poesia (la giornata del 23 settembre sarà dedicata alla “Dissertazione sulla poesia” con Antonella Galuppi e Maria Luisa Occhipinti Le Moli).

 

“Il convegno di quest’anno – spiega Giuseppe Micciché – giunge proprio al decennale della nascita del Museo del Fumetto di Santa Croce Camerina, unica realtà siciliana che conta diverse migliaia di esemplari che, con le loro storie, attraversano tutto il Novecento. Anche in questa edizione si parlerà del Fumetto tra cultura e didattica”.

La “letteratura disegnata”, espressione coniata da Hugo Pratt (noto fumettista, romanziere e saggista italiano del ‘900), essendo anche un linguaggio iconico, verbale, sonoro ma anche geografico apre a numerosi percorsi didattici. Malgrado l’avvento di altre dimensioni virtuali (utilizzo del computer, navigazione internet, etc.), il fumetto, oggi, riesce a conservare quel fascino verso i giovani e i meno giovani che può senz’altro perpetuarsi come strumento di comunicazione.

 

Giuseppe Nativo

 

Ultimo aggiornamento Venerdì 03 Settembre 2010 15:24
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