Comiso, 8 settembre – Il Consiglio comunale è stato convocato dal presidente Raffaele Elia in seduta “aperta” per giovedì 9 settembre alle ore 17.30 presso l'aula consiliare del Municipio, sito in piazza Fonte Diana, per la trattazione del seguente ordine del giorno: Ripescaggio ASD Comiso Calcio.
Comiso
Aeroporto. Digiacomo: «Questa non è la ...Provincia Babba»
Comiso, 7 settembre – Scrive l’on. Pippo Digiacomo: «La partita relativa alla classificazione dell'aeroporto di Comiso è aperta, anzi, apertissima e queste sono ore decisive per il futuro di quella che oggi viene considerata la più grande opportunità per la provincia di Ragusa e chissà fra quando se ne verificherà un'altra simile. Nessuno canti vittoria, perché se lo stato non prenderà impegni ben definiti nei modi e nei tempi, il presidente Lombardo o chi per lui non firmerà proprio un bel nulla.
La vicenda si è semplificata parecchio, adesso, e ci si aspetta dallo stato un segnale non “antimeridionalista”: si faccia per Comiso quel che si fa per tutti gli altri aeroporti italiani di secondo livello e anche di terzo livello (e già, perché lo stato paga le spese anche a quelli di terzo livello).
Quindi è sbagliatissimo disunirsi attorno a questo concetto e dire “andiamo avanti un po', poi si vedrà”: significa svendersi e fare letteralmente scappare il socio privato INTERSAC che in un clima d'incertezza non vorrà investire neanche un euro rispetto ai 22 milioni pronti da impiegare e impiegati. Anzi, li richiederà indietro con i dovuti interessi.
A meno che qualcuno non abbia in mente proprio questo, scoraggiare il socio privato, farlo scappare, e poi con una gara semi-truccata all'italiana, affidarlo a qualche lobby, magari facendosi rifare un bell'appartamento in centro. Sarebbe la fine, Comiso non aprirebbe per i prossimi tre anni.
Invece sono certo che a breve si dimostrerà che così non è, che non c'è puzza di malaffare in giro, che l'aeroporto continua a essere una bella vicenda siciliana, pulita, onesta, dove non c'è stato un avviso di garanzia, dove il tutto è stato protetto da un protocollo di legalità antimafia e le gare sono state di livello europeo, presidente Severino Santiapichi. Adesso il governo faccia il proprio dovere fino in fondo.
Tutti uniti, dunque, a difesa dei nostri interessi sani ed equi, occhi sgranati perché si stava commettendo una grande leggerezza a firmare quel primo protocollo nonostante la deputazione iblea avesse fatto un buon lavoro, a Roma come a Palermo. Veramente da “provincia babba”, ma noi dimostreremo che non lo siamo».
Appello a Lombardo. Nino Minardo: «chi è contro la firma è contro l'aeroporto»
Comiso, 3 settembre – L’on Nino Minardo scrive: «Faccio appello al Governatore della Regione on.le Raffaele Lombardo perché firmi il protocollo d’intesa che passa dallo Stato alla Regione le competenze sul sedime aeroportuale di Comiso, in modo che si sblocchi definitivamente l’iter e ci possiamo avviare davvero verso l’apertura dello scalo.
E questo anche sulla scorta del contenuto della lettera che il Presidente dell’ENAC dott. Vito Riggio ha inviato al Presidente della Regione, in cui spiega che c’è davvero il pericolo di vanificare anni di lavoro e di impegno delle Istituzioni e della Gente di questa provincia, sull’altare di un diniego che rischia di avere come conseguenza la delusione di un intero territorio e dell’intera popolazione iblea, che si è sempre distinta per civiltà, correttezza e rispetto.
E questa delusione sarebbe enorme ed irreversibile. Se il Governatore, dopo aver scritto al Presidente Berlusconi, riuscirà a trovare ristoro al suo aut aut perché sia lo Stato a far fronte agli impegni economici nei confronti dello scalo ibleo, sarà una grande conquista e ne saremo ben lieti, riconoscendoglielo come merito esclusivo. Ma, alla luce di ciò che è oggi e di quanto detto e scritto sugli atti ufficiali in questi mesi, il rischio è che si tiri troppo la corda e che essa si spezzi, con l’unica conseguenza di annullare anni di impegno e di lavoro per vedere aperto l’aeroporto di Comiso. Io credo che chi ha cuore le sorti dell’aeroporto di Comiso ha un solo modo per dimostrarlo: firmare il protocollo d’intesa Stato-Regione.
C’è tutto l’impegno dello Stato intanto di farsi carico degli oneri economici d’avvio della struttura, curando i servizi di assistenza al volo, per i primi tre anni; e che c’è anche la disponibilità a parificare Comiso ad altri aeroporti italiani. E chi dice di rappresentare (ed amare) prima di tutto questa provincia e la sua gente e solo poi la sua appartenenza politica, lo dimostri con i fatti, facendo leva sul Governatore perché dia il via libera alla firma in calce a quel protocollo.
Chi dirà no a questa firma, dirà no all’aeroporto di Comiso, girerà le spalle alla provincia di Ragusa ed al suo futuro e scriverà la parole fine sui sogni di quei Siciliani che vogliono una Sicilia migliore.
La provincia di Ragusa è piccola ma fatta di gente laboriosa e capace e che, se messa in condizione di determinare il suo domani (e l’aeroporto di Comiso è il domani di questa provincia), può dare tanto ad un’intera Isola. Siamo pronti ad azioni di protesta serie e coscienziose, che non siano roba da copertina o di facciata ma abbiano sostanza; ci mobiliteremo come territorio, se tutto lo sforzo fatto in questi anni sarà vanificato, mortificato da scelte sbagliate e se tutti i passi compiuti verso l’apertura dell’aeroporto di Comiso, venissero annullati da decisioni deleterie e gravi».
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All'appello inviato dall'onorevole Nino Minardo si aggiungono le firme di altri parlamentari nazionali: on. Giacomo Terranova, on. Pippo Fallica, on. Francesco Stagno D'alcontres, on. Ugo Grimaldi, on. Enzo Garofalo.
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Anche Dipasquale condivide
Ragusa, 3 settembre – “Condivido in pieno l'appello dell'On.le Nino Minardo rivolto al Presidente della Regione Raffaele Lombardo affinché firmi il protocollo d'intesa a mezzo del quale si stabilisce il passaggio dallo Stato alla Regione delle competenze sul sedime aeroportuale di Comiso”, dice il Sindaco nello Dipasquale che aggiunge: ”Quella dell'aeroporto di Comiso è diventata una storia infinita; non si può più perdere altro tempo ed è venuto veramente il momento di raggiungere l'obiettivo finale che ci porterà all'apertura della struttura aeroportuale. Ognuno di noi deve impegnarsi al massimo per dare finalmente non solo al territorio della provincia di Ragusa ma all'intera Isola una nuova infrastruttura che servirà a far crescere l'economia siciliana”.
Aeroporto di Comiso. Per l’on. Ragusa: «la Regione deve fare la sua parte»
Comiso, 3 settembre – L’on. Orazio Ragusa dice: «L’aeroporto di Comiso deve subito diventare operativo.
Per raggiungere questo obiettivo la deputazione iblea, al completo, deve attivare una forte azione di protesta.
Propongo – aggiunge Orazio Ragusa – l’attivazione di uno specifico Comitato per l’Aeroporto di Comiso.
Siamo tutti d’accordo che gli oneri occorrenti all'espletamento dei servizi a supporto dello stesso Aeroporto, necessari ad assicurare la funzionalità dell'aerostazione, devono essere sostenuti dallo Stato.
Questo però non può diventare un pretesto per un disimpegno del Governo regionale che non firma l’accordo e non cerca soluzioni alternative.
Sono convinto che in ogni caso l’aeroporto deve diventare operativo, anche a costo che la regione Sicilia trovi le necessarie risorse per coprire i costi necessari.
L’impegno diretto della Regione potrebbe diventare, in questo modo, il primo segnale concreto di interesse verso questa laboriosa Provincia».
Aeroporto: niente firma. Il commento di PdL Sicilia e PD. Minardo: «Bene Lombardo»
Comiso, 1 settembre – Non arriva la firma per l’apertura dell’aeroporto.
Si era detto che era “sicura”, “imminente”, ecc…, ma non è arrivata. Almeno sinora.
Preoccupati cittadini e politici, che hanno opinioni opposte, ma comuni incertezze.
Riportiamo alcune tra le posizioni espresse.
Silvio Galizia (PdL Sicilia): «Si scoprono gli altarini»
“Ieri, finalmente, con la mancata firma della Regione sul protocollo d’intesa sul passaggio del sedime aeroportuale dallo Stato alla Regione, abbiamo finalmente scoperto chi ha lavorato per la realizzazione dell’importante infrastruttura e chi invece no”, dice Silvio Galizia, capogruppo del PdL Sicilia al consiglio provinciale.
“Il gruppo consiliare del PdL Sicilia, sosterrà, come ha sempre fatto, l’azione politica del nostro leader, l’On. Nino Minardo, che ha dimostrato come, sulla vicenda aeroporto, abbia portato a termine tutte le azioni affinché la struttura possa diventare il volano di rilancio dell’intero indotto territoriale. Non capisco come, ancora una volta, la nostra provincia rischia di essere relegata nel limbo delle grandi incompiute distruggendo tutto ciò che di buono è stato fatto per l’apertura dello scalo. Ritengo che, a questo punto della vicenda, tutte le forze politiche della provincia diano una prova di forza e di impegno politico per tutelare una struttura che la nostra provincia attende da tantissimi anni. E’ arrivato il momento di battere i pugni sul tavolo e far valere tutte quelle ragioni di sviluppo economico di cui l’aeroporto è in grado di garantire al nostro territorio.
È il momento di agire e di non sottostare a decisioni che ci penalizzano. Abbiamo, tutti, il dovere il difendere ciò che è nostro dando un segnale forte di compattezza politica al fine di ottenere ciò che la nostra provincia ha sempre voluto: l’aeroporto.”
“Spero – conclude il capogruppo del PdL - che nelle prossime ore, il Governatore della Sicilia, Raffaele Lombardo, riveda la sua posizione garantendo la massima disponibilità sulla vicenda che rappresenta la storia ed il futuro economico di questa provincia e dell’intera Sicilia barocca del Sud-Est. Forse a Lombardo non sono bastate le garanzie del deputato nazionale del PdL, Nino Minardo sui costi di gestione. Confidiamo nel buon senso di chi ha a cuore le sorti della provincia di Ragusa”.
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Pippo Digiacomo (PD): «Noi produciamo ricchezza non aeroporti a uso e consumo di ministri e deputati nei fine settimana»
«Non credo che la giornata di ieri sia stata una brutta giornata per l’aeroporto di Comiso. Quantomeno si sono definite le posizioni.
Lo Stato ha confermato l’assoluto disinteresse per il sedime sul quale insiste l’impianto, la Regione Siciliana conferma l’interesse strategico nazionale dell’aeroporto di Comiso.
Cosa del resto ribadita anche da Assindustria e dal suo presidente Taverniti che, per esempio, partners e investitori li ha trovati in giro per l’Europa e per i Paesi Arabi, purtroppo non a Roccalumera.
Ma, dice Lombardo, tutto questo deve essere formalizzato perché da qualche secolo, in Sicilia, alle buone intenzioni non seguono i fatti, e cita a questo proposito l’annosa questione delle accise sui prodotti petroliferi.
Ora, se la Regione indica come altamente strategico l’aeroporto è ovvio che s’impegna, negli anni, a sostenerlo, aiutarlo, collegarlo, promuoverlo, inserirlo nei programmi d’investimento e di potenziamento. Insomma la posizione del presidente Lombardo implica un’attenzione speciale e per il nostro territorio e per la nostra provincia. Noi abbiamo pensato al resto: a costruire l’impianto, trovare i gestori, vincolare centinaia di ettari di terreno su tre comuni per poterlo negli anni ulteriormente sviluppare.
A questo punto credo che lo Stato debba fare fino in fondo la sua parte, garantendo senza limiti temporali i servizi che garantisce anche ad aeroporti che sono serviti e servono a portare ministri e deputati a casa nei fine settimana, regolarmente in passivo clamoroso che la pubblica amministrazione deve poi in qualche modo ripianare. Comiso, invece, non è costato nulla a nessuno, anzi ha sempre pagato tutti, compreso l’ENAC, e ha una società con un sacco di soldi in banca per farlo partire e anche bene (ma non certamente per buttarli nell’incertezza, quei soldi).
Avuta questa formale rassicurazione non credo che la Regione Siciliana abbia alcun problema a firmare tutto ciò che c’è da firmare.
Personalmente sono fiducioso che lo Stato non può tradire in questo modo l’impegno preso nove anni fa, deve dare certezze a lungo termine e deve mettere tutti in condizioni di potere lavorare e investire senza preoccupazioni di scadenza di termini: i gestori neanche un bar potranno concedere senza garanzie a lungo termine, altro che depositi carburante, mezzi di rampa, e cose che ognuna di esse costa centinaia di migliaia di euro.
Tra l’altro, conoscendo l’intelligenza e la laboriosità del mio popolo, produrremo attorno all’aeroporto tanto lavoro e tanta ricchezza che tra il dare e l’avere lo Stato ci guadagnerà».
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Riccardo Minardo: «Bene la forte azione di Lombardo nei confronti del Governo»
«Condivido l’azione forte del Presidente della Regione, on. Lombardo, nei confronti del Governo Nazionale in merito all’aeroporto di Comiso», dice l’on. Riccardo Minardo all’indomani della mancata firma della Regione del protocollo d’intesa per il passaggio delle aree aeroportuali dalla Difesa alla Regione.
«È giusto che il Presidente Lombardo abbia chiesto altri due giorni di tempo per valutare bene tutta la questione in quanto ogni qualvolta si tratta di infrastrutture che riguardano il Sud si intraprendono sempre azioni penalizzanti e questo non può essere avallato in un momento in cui si parla di federalismo fiscale e di sviluppo e crescita del Mezzogiorno.
L’aeroporto di Comiso infatti dev’essere catalogato come scalo di interesse e di rilevanza strategica nazionale per questo la Regione ha chiesto qualche altro giorno di tempo per la decisione definitiva dopo le dovute assicurazioni dal governo centrale e dall’Enac che i servizi di assistenza al volo, vigili del fuoco e tutto ciò che è necessario alla struttura siano a carico dello Stato».
L’on. Riccardo Minardo auspica fortemente che «alla fine si arrivi all’obiettivo prefissato e che possano essere presto superate le perplessità che la momento risultano penalizzanti per il nostro territorio e che possano essere accolte le reiterate richieste del Presidente Lombardo».















