Mercoledì, 8 Settembre 2010

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Ragusa. Solidarietà del sindaco ai 34 lavoratori del Pozzo Tresauro

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Ragusa, 8 settembre – “Esprimo la mia solidarietà nei confronti dei trentaquattro lavoratori impegnati nei lavori del pozzo Tresauro nei pressi di Contrada Puntarazzi (sulla S.P. Ragusa-Santa Croce Camerina),  per i quali tra un paio di settimane incombe il rischio di perdere il posto di lavoro a causa della sospensione dei lavori di trivellazione”.

A dichiararlo è il Sindaco di Ragusa Nello Dipasquale che assicura il suo personale interessamento affinché sia scongiurata la perdita del lavoro che metterebbe in seria difficoltà trentaquattro famiglie in un periodo in cui, in ogni parte del nostro Paese, si registra una crisi occupazionale.

“Mi appello inoltre - aggiunge inoltre il primo cittadino - alla sensibilità del nuovo Soprintendente ai beni culturali ed ambientali di Ragusa, Alessandro Ferrara e sono fiducioso del suo autorevole  intervento utile a superare gli ostacoli che consentiranno il normale proseguimento dell'attività delle trentaquattro unità lavorative”.

Armao a Ragusa. Il PdL Sicilia: «No al piano paesistico»

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Ragusa, 7 settembre – «La visita dell’assessore regionale Gaetano Armao all’Ente di Viale del Fante, nella sala conferenze, non ha fatto altro che rafforzare la linea del no al Piano Paesistico calato dall’alto. Ed è stato un no che tutte le parti politiche presenti in consiglio provinciale, hanno ribadito al rappresentante della Regione», scrive il capogruppo al consiglio provinciale del PdL Sicilia, Silvio Galizia, dopo l’incontro che l’assessore Armao ha avuto alla Provincia.

«Nel mio intervento – dice Galizia – ho confermato la linea politica che il PdL Sicilia porta avanti in sede regionale, cioè di una battaglia al fine di evitare che altri possano gestire il futuro del Piano Paesistico in provincia di Ragusa.

Ho voluto ribadire che la battaglia mira esclusivamente alla difesa del territorio. Difesa che deve passare necessariamente da una concertazione tra forze politiche, Enti coinvolti ed associazioni di categoria. Siamo a favore di uno sviluppo ecosostenibile del nostro territorio e tutto ciò non può non essere considerato da chi, oggi, ha voluto affermare il Piano Paesistico sulla nostra terra.

È stato sbagliato l’iter, visto che nessuna rappresentanza politica, amministrativa e associativa è stata coinvolta nel progetto. Anche solo per sentire il parere (seppur non decisionale) avrebbe consentito un approccio più morbido nella stesura del progetto del Piano Paesistico.

Come consiglieri provinciali, siamo interlocutori del Piano Paesistico. Siamo attori che vogliono il bene di questo territorio e continueremo a difendere le nostre idee contro chi decide di gestire il futuro della provincia di Ragusa, soprattutto con il Piano Paesistico. Siamo vicini a tutti gli agricoltori che hanno le loro aziende insistere all’interno del Piano e che quindi rischiano di vedersi ridurre ulteriormente i loro interessi. Non è possibile rovinare, o distruggere in qualche caso, quanto di buono hanno realizzato i nostri agricoltori che, oggi, sono già in ginocchio a causa di una crisi che li ha colpiti prima di tanti altri imprenditori.

Armao – conclude Galizia – è ancora in tempo per rimediare e migliorare il Piano Paesistico. Tutto questo avverrà solo ed esclusivamente se la Regione vorrà coinvolgere tutte le forze coinvolte che gravitano attorno al Piano Paesistico. Per questo, ho invitato l'assessore,  da capogruppo del PdL Sicilia di impedire, per le volte successive,  di doverci difendere piuttosto che invitare al dialogo coloro i quali lo sostengono come partito a livello regionale».

Ragusa. Raccolta di firme per salvare Sakineh

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Ragusa, 7 settembre – L’Assessore alle Politiche Sociali della Provincia Regionale di Ragusa Piero Mandarà, il Centro Servizi Donne e le Responsabili del Progetto d’integrazione sociale e occupazionale degli immigrati “Memorie al di là del mare, esprimono solidarietà alla donna iraniana di 43 anni, Sakineh Mohammadi Ashtiani, condannata alla pena di morte per lapidazione dopo un’accusa di adulterio.

“Oltre Sakineh – dichiara Mandarà - ci sono altre 150 donne in attesa di lapidazione in Iran e riteniamo che un governo come quello dell’Iran abbia, ancora oggi, una considerazione spregevole delle donne che non rispecchia quanto dettato dal Corano.

Pertanto, invitiamo le cittadine ed i cittadini della nostra Provincia ad esprimere  il proprio dissenso contro la lapidazione di Sakineh, firmando una petizione on line

che verrà poi inviata al dipartimento nazionale Pari Opportunità e all’Ambasciata iraniana in Italia.”

Per firmare la petizione e ricevere gli aggiornamenti sul caso occorre collegarsi al seguente sito www.centroservizidonne.it ciccando sul link “news”.

Ragusa. Visita al Comune del nuovo direttore IPA

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Ragusa, 7 settembre – Visita di cortesia stamani a Palazzo dell’Aquila del nuovo direttore dell’ispettorato agrario provinciale, Giorgio Carpenzano.

Nel corso dell’incontro il primo cittadino ha espresso la sua soddisfazione per il ruolo assunto dal dott. Carpenzano: conoscendolo come persona e professionista  sono sicuro che saprà dare un contributo forte e determinato  nel nostro territorio in una fase delicata dell’economia  agricola e zootecnica. Consideriamo la presenza del dott. Carpenzano un valore aggiunto e gli auguriamo buon lavoro, certi che non mancherà mai da parte nostra spirito di collaborazione e sinergia. Il direttore dell’IPA, ritenendo opportuno incontrare il sindaco del comune capofila e ringraziando vivamente per l’accoglienza e la stima espressa dal primo cittadino, ha assicurato la piena disponibilità sua e degli uffici a collaborare con le istituzioni sulle  tematiche riguardanti il settore dell’agricoltura e della zootecnia: garantirò  il massimo impegno a sostegno di  questo settore in provincia.

 

Ragusa. La situazione politico-amministrativa alla Provincia vista da Mpa

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Ragusa, 7 settembre – Piero Barrera, Consigliere Provinciale Capogruppo Mpa: «Il presidente dell’Ente di viale del Fante ha tirato fuori dal suo cilindro un nuovo ed interessante slogan magico: “Si al patto di fine legislatura”, il cui significato è poco chiaro, ma par che sia la nuova formula magica partorita dalla mente di Antoci, la panacea, insomma, capace di curare tutti i mali della provincia”.

Il Presidente Franco Antoci ha infatti annunciato che entro la seconda settimana di settembre verificherà lo stato politico amministrativo della provincia con la “sottoscrizione di un patto di fine mandato”, quasi ad indicare egli stesso la nuova politica per il “nuovo Partito della Nazione”, ammonendo nel contempo i deputati iblei della sua coalizione di maggioranza di cui non si esime dal sottolineare i “troppi personalismi”, considerato che “i tempi della verifica politico-amministrativa alla Provincia sono maturi”.

“Il gruppo consiliare dell’Mpa, nel prendere atto della diplomatica e sottile sfumatura di ammissione di fallimento amministrativo della sua amministrazione, non può non sottolineare la distrazione di Antoci che s’è accorto a distanza di tre anni di amministrazione provinciale, che molte cose non funzionano – dice Barrera - e che, in viale del Fante, i partiti, anzi i deputati iblei dei partiti che compongono la maggioranza, non hanno fatto altro che curare i propri interessi e quelli degli amici, disattendendo il mandato affidato loro dai cittadini. E, comunque meglio tardi che mai”.

L’Mpa si augura che le eventuali future trasformazioni di Antoci e dei suoi alleati non siano una sorta di metempsicosi di carattere filosofico o un’autentica gattopardesca trasformazione di cambiamento di tutto per non cambiare proprio nulla (utilizzando un termine che il Presidente Antoci stesso ama ripetere). I Consiglieri di opposizione dell’Mpa al Consiglio provinciale con soddisfazione e piacere prendono atto, poi, del fatto che il Presidente Antoci si riscopre neofita “autonomista”, che ammonisce tutti perché s’impegnino “seriamente in politica” e si riapproprino del proprio territorio mettendosi al servizio della gente “senza farsi travolgere dai personalismi che in questa fase stanno predominando, e provocano nei cittadini disaffezione, disagio e rabbia” come Antoci stesso ha affermato.

“L’Mpa non può non tenere in seria considerazione le dichiarazioni del Presidente Antoci – dice Barrera – che invita ad effettuare una più larga e ampia esplorazione fra tutti i partiti e movimenti presenti nell’arco provinciale al fine di verificare se esistono ancora le condizioni per continuare ad amministrare l’Ente o rimettere il mandato nelle mani dei cittadini. L’Mpa si dichiara pronto e disponibile se dovessero giungere segnali nuovi di cambiamento per rimettere in cammino la Provincia e il suo sviluppo, pronto a scendere in campo e a far la propria parte con tutti coloro che propongono programmi efficaci e innovativi in favore dei giovani per la loro occupazione e per lo sviluppo del territorio, al di sopra e al di là di personalismi e diatribe, contrariamente a quanto s’accanisce a sostenere l’on. Innocenzo Leontini che riesce a guardare soltanto attraverso i suoi specchi che riflettono simpatie, antipatie e interessi di tutt’altra natura che nulla hanno a che vedere con gli interessi della collettività e lo sviluppo del territorio ibleo. L’Mpa – conclude Barrera - guarda unicamente in direzione di programmi seri che rilancino gli investimenti (utilizzo immediato e rimodulazione dei fondi ex Insicem) l’amministrazione dell’Ente e salvaguardino gli interessi del territorio e della collettività. Diversamente si dia la parola ai cittadini”», si legge in un comunicato di MpA.

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