Martedì, 22 Maggio 2012

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Religione

Comiso ha festeggiato la sua Addolorata

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Comiso, 21 maggio 2012 – Comiso ha reso omaggio, con una grande folla di fedeli, a Maria Santissima Addolorata, nonostante un vento impetuoso che ha reso più complesse le varie fasi del rito.

Dopo la solenne celebrazione eucaristica, il fercolo che ospita il settecentesco simulacro della Madonna, messo in rilievo dal magnifico baldacchino dorato, si è mosso lungo la navata centrale della Chiesa Madre sino all’uscita sul sagrato salutata da grida di giubilo.

Da qui il baldacchino è andato avanti lungo il proprio percorso, tra due ali di folla, sostenuto dai portatori che hanno espresso la propria devozione gridando a ripetizione “Viva Maria Addolorata”. Il simulacro ha poi raggiunto piazza Fonte Diana dove il coro di voci bianche ha avuto modo di cantare l’inno composto da monsignor Francesco Rimmaudo e musicato dal maestro Alfio Pulvirenti nel 1910 che esalta l’accorato “Salve alla Madre” di tutti i fedeli presenti. Subito dopo, lo scoppio di una pioggia di quadratini di carta colorati, che sono calati come una pioggia sui fedeli in attesa, ha dato il via alla lunga processione che ha interessato le vie principali della città.

L’arciprete don Antonio Baionetta, il sindaco Giuseppe Alfano, assieme alle altre autorità religiose, civili e militari, hanno preceduto il passaggio del fercolo che è stato salutato con estremo fervore dagli stessi cittadini che hanno così rinnovato il proprio patto di devozione nei confronti dell’Addolorata.

I fiori innumerevoli che sono piovuti da tutti i balconi, l’agitare dei bianchi fazzoletti dei bambini dell’inno, lo scampanio, il tuonare delle bombe, assieme all’esecuzione della storica marcetta delle diverse bande musicali e ai “Viva Maria Addolorata” entusiastici con cui è stato accolto il bel simulacro, soprattutto nel suo primo apparire, tra i fedeli in piazza, hanno avuto una evidenza straordinaria, fornendo a chi assiste una sensazione di pace e letizia. In serata, poi, dopo il completamento del percorso, il simulacro è ritornato in piazza per restituirsi in chiesa subissato da moltitudini di “Viva Maria Addolorata”.

La festa è stata chiusa dallo spettacolo “E io sarò cielo” del regista Umberto Saraceni. Una riflessione sui mali del mondo per aprire le porte alla speranza, accolto con entusiasmo, al posto dei fuochi artificiali, dai fedeli presenti. L’ottavario della festa si terrà da oggi, 21 maggio, sino al 26. Le celebrazioni eucaristiche saranno presiedute dai parroci della città e dagli assistenti dei vari movimenti.

Domenica 27 maggio, alle 11, ci sarà la celebrazione eucaristica animata dal coro dei giovanissimi e giovani della parrocchia, alle 18,30 la recita del Santo rosario e la coroncina del mese di maggio.

Alle 19, invece, è in programma la celebrazione eucaristica presieduta dall’arciprete parroco don Antonio Baionetta e animata dalla corale parrocchiale.

Al termine della celebrazione il comitato consegnerà tre borse di studio a studenti meritevoli.

 

 


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Una pioggia di petali saluta l’Addolorata di Comiso

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Comiso, 20 maggio – Una pioggia di petali di rosa, bianchi e rossi, una cascata lenta, meravigliosa, nella navata centrale della Chiesa Madre che ha reso suggestivo e affascinante il rito della Svelata consumatosi ieri pomeriggio a Comiso, dinanzi ad una folla di fedeli che ha assistito con grande devozione ad uno dei momenti più sentiti dei solenni festeggiamenti in onore di Maria Santissima Addolorata.

Il simulacro settecentesco della Vergine, gelosamente custodito nella nicchia dell’altare laterale, è così riapparso adornato di una splendida veste. Il manto, un’opera di pregevole artigianato locale, di velluto blu scuro tempestato da stelle dorate, è stato realizzato nel 1880 su commissione della signora Giuseppina Ciarcià. Prima della Svelata, il manto (spazio in questo caso a quello nuovo realizzato nel 2000 per salvaguardare l’antico) è stato portato in processione, insieme con la raggiera, la spada, le spille a forma di cuore e al fazzoletto, adagiati su cuscini di seta portati dai paggi dalla chiesa di San Biagio alla Chiesa Madre.

La processione assume la caratteristica denominazione de “A pigghiata ro Mantu” ed è un’altra fase significativa dei festeggiamenti della Vigilia. La Svelata, negli ultimi anni, è stata resa ancora più caratteristica dalla genialità, dalla fantasia e dalla dedizione dei giovani della Chiesa Madre che, oltre a disporre drappi, veli ed elementi architettonici appositamente creati, hanno pure animato la cascata di petali di rose in grado di conferire all’intera cerimonia un fascino insostituibile.

Petali di rosa che costituiscono una speciale cornice durante il ritiro della preziosa tenda in filet, appositamente realizzata nel 1928, che, tra la commozione dei fedeli, svela a tutti il simulacro dell’Addolorata segnando, a tutti gli effetti, l’inizio gioioso della festa. Subito dopo è stato cantato l’inno composto da monsignor Francesco Rimmaudo e musicato dal maestro Alfio Pulvirenti nel 1910.

Lo ha animato uno stuolo di voci bianche che ha dato voce all’accorato “Salve alla Madre” da parte di tutti i fedeli presenti.

 

Oggi pomeriggio si assisterà in piazza all’uscita della Madonna la quale, chiusa nel suo magnifico baldacchino dorato, che ne mette in risalto la solennità, dopo che il coro dei bambini eseguirà nuovamente il canto dell’inno, nella vicina piazza Fonte Diana, sarà portata trionfalmente per tutta la città dal “gruppo dei portatori”.

 

 


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Ultimo aggiornamento Domenica 20 Maggio 2012 07:49 Articolo letto ::118:: volte Leggi tutto...

Ragusa. Centro diocesano di aiuto alla vita

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Un cammino di ascolto iniziato cinque anni fa

È un desiderio, ma è anche volontà. Volontà condita con una buona dose di impegno.

Volontà di essere di sostegno a chi è in difficoltà, a chi necessita di essere ascoltato. Insomma un segno concreto verso chi ha perso il significato di speranza. E la speranza è un dono che deve essere costruito giorno dopo giorno.

Tutto ciò, in estrema sintesi, è quello che si prefigge il Centro diocesano di aiuto alla vita che opera nel capoluogo ibleo.

Il Centro nasce dal progetto di Padre Salvatore Tumino (della Comunità “Eccomi, manda me”) che trova piena attuazione nel 2007 nell’ambito dell’Ufficio diocesano per la pastorale della famiglia.

La struttura offre un servizio di aiuto a donne e famiglie del territorio ragusano che si trovano in condizioni di disagio personale, economico e sociale. In particolare si propone di custodire e affermare la uguale dignità di ogni essere umano sin dal momento del concepimento.

Il Centro si prefigge come obiettivo anche quello di portare a conoscenza delle donne che chiedono di interrompere la gravidanza i progetti di aiuto alle madri. E’ anche su quest’ultimo obiettivo che il Centro pone la massima attenzione attraverso un gruppo di volontari e operatori con competenze in ambito medico e psicologico e avvalendosi degli specialisti del consultorio familiare di ispirazione cristiana.

 

Ma qual è l’aiuto psicologico e spirituale che viene dato alle donne che desiderano superare il trauma dell’aborto?

Abbiamo girato la domanda a Carlo Moltisanti, uno dei responsabili del Centro.

«L’aiuto psicologico ruota su due fattori molto importanti quali l’accoglienza e ascolto empatico.

A ciò segue la proposta di incontri con delle figure professionali, presenti nel Consultorio di Ragusa di ispirazione cristiana, che aiutano le donne a risalire dal trauma subìto dall’aborto. L’aiuto spirituale è dato dal servizio accompagnato da una preghiera costante e silenziosa fatta da noi volontari e dalle Suore del Carmelo di Ragusa il cui obiettivo si prefigge un cammino di guarigione interiore del cuore che aiuta la donna a riconciliarsi con Dio e con la sua creatura».

Donne nel silenzio delle loro angosce.

È necessario ascoltare e quindi infondere fiducia non solo mediante fatti concreti ma anche attraverso la parola. Talora il silenzio non è l’opposto ma l’altra faccia della parola. Se parola e silenzio si integrano la comunicazione si rigenera.

 

Come cercate di far rivivere, tramite la parola, l’esperienza religiosa molto spesso sopraffatta dal frastuono contemporaneo delle inquietudini?

«È difficile, nel frastuono dell’inquietudine contemporanea, cercare di far rivivere tramite la parola l’esperienza religiosa. Ci viene in aiuto la nostra spiritualità che esalta il primo annuncio del messaggio cristiano “kèrigma” ovvero proclamare e annunciare Gesù che ama, come ci ricordano gli evangelisti Matteo e Luca.

Anche il servizio attento e premuroso che noi volontari svolgiamo porta queste donne a degli interrogativi affinché nel loro cuore possa nascere il desiderio di ricercare la fede per fare esperienza dell’amore di Gesù».

Giuseppe Nativo



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Maria Santissima Addolorata di Comiso: domani la festa

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Comiso, 19 maggio – Giornata ricca di appuntamenti, domani, domenica 20 maggio, per i solenni festeggiamenti in onore di Maria Santissima Addolorata, In occasione dell’Ascensione di Nostro Signore, la città di Comiso celebra la festa che sarà annunciata dall’armonioso suono delle campane e dal vigoroso sparo di salve a cannone.

Alle 9 e alle 17 i corpi bandistici eseguiranno marce sinfoniche per le principali vie cittadine.

Il primo appuntamento è fissato alle 9 con la celebrazione eucaristica presieduta da don Santo Vitale, vicario parrocchiale.

Alle 11, la solenne celebrazione eucaristica presieduta dall’arciprete parroco don Antonio Baionetta e animata dal coro dei giovanissimi e giovani della chiesa madre. L’altra solenne celebrazione eucaristica della giornata è in programma alle 17 e sarà presieduta dal reverendo Giuseppe Berenato e animata dalla corale parrocchiale.

Alle 17,30, la spettacolare uscita del venerato simulacro della Vergine Addolorata che, muovendo dalla chiesa madre sul fercolo spinto da un numeroso gruppo di giovani, farà il suo trionfale ingresso in piazza Fonte Diana, dove sarà accolto da una moltitudine di fedeli e dall’osannante coro di voci bianche, che eseguirà il tradizionale canto dell’inno a cui farà seguito lo sparo di fuochi e volantini.

La processione seguirà le seguenti vie: San Biagio, viale della Resistenza, Pico della Mirandola, Maddalena, principessa Mafalda, piazza Aurelio Saffi, generale Amato, generale Cascino, Mario Rapisardi, Veneto, Goito, Doria, piazza Carlo Marx, Giovanni Pascoli, Tolomeo, Quasimodo, dei Larici, degli Eucalipti, parrocchia Sant’Antonio, degli Eucalipti, dei Castagni, Garcia Lorca, Einstein, Benedetto Croce, La Grange, San Biagio, Morso, Santuario dell’Immacolata, San Francesco, parrocchia Maria Santissima delle Grazie, Tasso, Crispi, Ricasoli, corso Vittorio Emanuele, parrocchia Maria Santissima Annunziata, parrocchia San Giuseppe, generale Amato, via Attilio Regolo, Naselli, corso Umberto, Principe di Napoli, Veneto, Casmene, Apollo, Giotto, corso Umberto I, Fonte Diana, Mons. Rimmaudo, chiesa madre. Alle 19, la celebrazione eucaristica sarà presieduta dal parroco della basilica Maria Santissima Annunziata don Giuseppe Cabibbo.

Alle 23,30, il solenne ingresso del simulacro in piazza Fonte Diana, dove seguirà lo spettacolo “E io sarò cielo”.

Grande partecipazione di fedeli, intanto, giovedì sera, alla celebrazione eucaristica presieduta dal vescovo della diocesi di Ragusa, mons. Paolo Urso, che ha messo in rilievo le sofferenze dell’Addolorata associandole a quelle con cui il mondo, al giorno d’oggi, fa i conti.

Subito dopo la messa, si è tenuto un momento di riflessione intercalato da canti eseguiti dal coro “Lauda Dominum Casmenae” in occasione del decimo anniversario dell’ordinazione episcopale di monsignor Urso.

 

 


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Ultimo aggiornamento Sabato 19 Maggio 2012 08:57 Articolo letto ::105:: volte Leggi tutto...

Domani la “svelata” dell’Addolorata di Comiso

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Comiso, 18 maggio – Domani la Svelata.

Dopo un anno, il simulacro settecentesco della Vergine, gelosamente custodito nella nicchia dell’altare laterale a Lei dedicato, riapparirà agli occhi dei tantissimi fedeli che gremiscono la chiesa.

L’altare maggiore in cui viene disposto il simulacro, si adorna di una splendida veste, quasi a volere imitare il Trono celeste in cui la Vergine dimora.

La genialità, la fantasia e la dedizione dei giovani della chiesa madre, nel disporre drappi, veli ed elementi architettonici appositamente creati, e le migliaia di rose (oltre tremila negli addobbi degli ultimi anni) e ceri, fanno dell’altare maggiore l’elemento di distinguo e di sorpresa di questo significativo momento.

Il ritiro della preziosa tenda in filet, appositamente realizzata nel 1928, tra il lancio di petali di rose lungo la navata centrale e la commozione di tutti i fedeli presenti, segna l’inizio gioioso del particolare rito. Subito dopo viene cantato l’inno composto da mons. Francesco Rimmaudo e musicato dal maestro Alfio Pulvirenti nel 1910.

Uno stuolo di voci bianche (oltre 160 nell’ultima edizione dei solenni festeggiamenti) darà voce all’accorato Salve alla Madre di tutti i fedeli presenti. Un altro momento di vibrante emozione.

Questi, nel dettaglio, gli appuntamenti di domani.

Si comincia alle 8,30 con lo sparo di salve di cannone e lo scampanio festoso in chiesa madre che sarà ripetuto alle 12.

Alle 17 le principali vie della città saranno allietate da marce sinfoniche eseguite dai corpi bandistici e dalle percussioni dei “Tamburi di Buccheri”.

Alle 19, ci sarà il raduno dei fedeli nella chiesa di San Biagio a cui seguirà la processione verso la chiesa madre al seguito della reliquia della Beata Vergine. Il corteo festoso con il prezioso manto, la raggiera, le stelle e la spada che ornano il simulacro della Madre Addolorata percorrerà le seguenti vie: viale della Resistenza, via Generale Amato, corso Umberto I, via Di Vita, piazza Fonte Diana, via Mons. Rimmaudo.

Alle 19 il rito della Svelata a cui seguirà la solenne celebrazione eucaristica presieduta dall’arciprete parroco don Antonio Baionetta.

 


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Ultimo aggiornamento Venerdì 18 Maggio 2012 08:13 Articolo letto ::92:: volte
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