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Rubgy. Il Padua perde la finale per il terzo posto e chiude una stagione splendida

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Ragusa, 20 maggio 2012 – Un grande cuore non basta al Padua Rugby Ragusa per battere il forte Viterbo e continuare la corsa verso la serie B.

I ragusani, pur dovendo rinunciare a Giovanni Tumino, Giuseppe Di Mauro, Paolo Bellio, Antonio Francone, Saro Di Maria, Giorgio Criscione, tutti assenti per diversi motivi, e con soli sei uomini in panchina, tra cui Giovanni Raspaglia, Damiano Stracquadaini e Michele Campanella che non hanno ancora recuperato dagli infortuni e gli Under 20 Giulio Battaglia e Peppe Modica, giocano alla pari con i laziali per tutto l'incontro, e se alla fine di questi play off c'è qualcosa da rimpiangere, non dev'essere certo per come hanno giocato la partita di oggi. Tutt'altro.

Oggi, infatti, i ragazzi di Peppe Gurrieri hanno attaccato con veemenza e difeso con grinta, gettando il cuore oltre l'ostacolo per tutti gli ottanta minuti della partita.

Se sofferenza c'è stata, bisogna allora cercarla nel gioco di mischia, dove i laziali sono stati leggermente superiori ai ragusani. Per il resto, due squadre speculari, che sono affrontate a viso aperto, in un incontro che si è giocato soprattutto nei 40 metri centrali, e che è stato vinto dal Viterbo, 17 a 11 il risultato finale, solo perché i laziali sono stati più bravi a concretizzare le poche occasioni avute.

A passare in vantaggio è, però, il Padua. Calcio d'invio di Pappe Iacono, fuorigioco di un giocatore viterbese poco fuori la linea dei 22 e occasione per il piede di capitan Iacono; occasione che non viene sprecata. 3 a 0.

Il Viterbo reagisce, il Padua risponde. E per 20 minuti si gioca nella zona centrale del campo, con qualche fiammata ora da una ora dall'altra parte, ma senza che nessuna delle due squadre riesca a segnare.

Al 20° l'equilibrio viene spezzato dalla meta dell'ala viterbese Valerio Bonucci. C'è una mischia con introduzione ragusana nei 22 iblei. L'ovale però esce dalla parte del Viterbo; il mediano laziale apre sul lato chiuso, la difesa biancazzurra non si aspetta l'attacco e per l'ala gialloblu è uno scherzo arrivare sotto i pali. Facile la trasformazione di Moreno Menghini 3 a 7.

Il Padua reagisce, il Viterbo risponde, ma l'andamento della gara non cambia.

Al 36°, però, un placcaggio alto di Peppe Iacono dà ancora un'occasione all'apertura viterbese di allungare. Menghini non la spreca. 3 a 10.

Poco dopo l'arbitro manda i trenta giocatori negli spogliatoi.

Alla ripresa il Viterbo parte subito forte e costringe nei propri 22 i ragusani, che però difendono bene e ricacciano puntualmente indietro gli attacchi laziali.

Al 48° Menghini avrebbe l'occasione per allungare ulteriormente, ma questa volta il cecchino gialloblu non centra i pali.

È invece il Padua, tre minuti dopo, ad accorciare, grazie al piede di Peppe Iacono. 6 a 10.

Alla ripresa del gioco coach Gurrieri richiama in panchina Alessandro Denaro, ottima la sua prova, e Adriano Nicita e manda sul polveroso rettangolo di gioco (ma non c'era un campo più decente per questa finale?) Giovanni Raspaglòia e Michele Campanella.

E l'incontro torna equilibrato.

Dieci minuti dopo l'episodio che cambia il corso della partita: Gianfranco Arrabito scivola e fa crollare una maul del Viterbo; l'arbitro, il buon Franco Tarlini della sezione di Firenze, lo manda a riposare per 10 minuti.

Il Viterbo si riversa allora nella metà campo biancazzurra e, forte dell'uomo in più, prova in più occasioni a violare la meta ragusana. La difesa iblea è però attenta e riesce ogni volta a rintuzzare gli attacchi avversari.

Al 65° però nulla può contro il carrettino organizzato dai giocatori di coach Scorzosi, che entra fin dentro l'area di meta iblea permettendo al tallonatore laziale Carlo Borgatti di schiacciare in meta. Il solito Menghini trasforma. 6 a 17.

Il Padua reagisce, ma segnare con l'uomo in meno non è facile. I ragusani si riversano nella metà campo laziale ma per il Viterbo non è difficile resistere all'assalto.

Al 70° Carlo Borgatti placca alto Antonio Modica e il signor Tarlini manda il giocatore viterbese sotto i pali avversari per 10 minuti.

A questo punto, a parità numerica ristabilita, i ragusani ci credono e si lanciano all'attacco con il coltello tra i denti.

Due minuti dopo, con il rientro di Arrabito, il Padua sente che è arrivato il momento dell'“ora o mai più”. Il Viterbo vacilla, boccheggia, ma ai ragusani manca la lucidità necessaria per segnare la meta che riaprirebbe la partita.

Al 75° Peppe Iacono si lancia in uno slalom in mezzo alla difesa avversaria ma viene fermato a pochi metri dalla meta da un placcaggio alto. Potrebbe essere meta tecnica e altro cartellino giallo; invece l'arbitro non si accorge di nulla e il Viterbo ringrazia.

L'appuntamento con la meta è però solo rinviato. Al 77 capitan Iacono batte veloce una punizione sui 5 metri, sorprende la difesa laziale e può tuffarsi in area di meta. La successiva trasformazione però si spegne al lato dei pali. 11 a 17.

A questo punto mancano solo un paio di minuti al fischio finale. I ragusani giocano il tutto per tutto, ma le gambe non rispondono più come dovrebbero, i viterbesi rintuzzano ogni attacco e al fischio finale possono festeggiare il successo che darà loro la possibilità, domenica prossima, di giocarsi la serie B con il Cus Siena.

Per il Padua, invece, stagione finita e appuntamento a fine agosto per la ripresa degli allenamenti in vista della nuova stagione.


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Rugby. "Last call" per il Padua Ragusa

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Domenica, a Pomigliano d’Arco, Padua Ragusa e Viterbo hanno l’ultima opportunità per non perdere il treno che porta alla serie B. La vincente se la vedrà con il fortissimo Siena

 

Ragusa, 18 maggio – Dopo quattro giorni di comunicati ufficiali, frenetiche telefonate tra la dirigenza del Padua Rugby Ragusa e la Federazione Italiana Rugby, avvertimenti, minacce di adire le vie legali e proposte improponibili, finalmente è ufficiale: la finale per il terzo posto dei play off tra la squadra iblea e il Viterbo si giocherà domenica a Pomigliano d’Arco, in provincia di Napoli.

Fino a ieri pomeriggio, però, lo svolgimento di quest’incontro era legato a un filo perché la società iblea aveva deciso di rinunciare alla trasferta in quanto riteneva che quella sede, imposta dal Comitato Regionale Laziale nella veste di organizzatore della fase play off, non tenesse conto del criterio di equità.

«C’è un’evidente disparità di trattamento», ci aveva detto il Presidente Tumino nei giorni scorsi. «Così facendo ci obbligano a uno spostamento di ben 696 km, a fronte dei 312 dei nostri avversari. Oltre a questo, tenendo conto che per arrivare a Pomigliano ci vorranno almeno 10 ore, mentre ai viterbesi ne basteranno meno di tre, saremo costretti a pernottare nella città campana, con un conseguente notevole aumento del costo della trasferta. A queste condizioni, noi non partiremo!».

La società iblea, tuttavia, non si era limitata ad preannunciare la rinuncia ma aveva anche presentato ricorso contro questa decisione, proponendo, al contempo, Cosenza come sede della finale o, in alternativa, Roma, a condizione però che la Federazione si accollasse le spese della trasferta. La Fir aveva accettato quest’ultima proposta solo che la cifra stanziata copriva solo la metà delle spese. Il Padua aveva allora suggerito, a parità di contributo Fir, di far giocare la partita al Goretti di Catania, con i ragusani che si sarebbero eventualmente fatti carico di colmare sia la differenza tra il contributo Fir e il costo dei biglietti aerei per i viterbesi che i costi del terzo tempo.

La telenovela si è finalmente chiusa ieri pomeriggio quando la Fir ha dato la propria disponibilità, prendere o lasciare, a finanziare l’intera trasferta del Padua purché si giocasse a Pomigliano.

La società biancazzurra, a quel punto, ha deciso di accettare, anche se a malincuore, la proposta.

Peppe Gurrieri, l’head coach biancazzurro, non nasconde però il suo disappunto: «Non penso che tutte queste storie siano nate per la volontà di favorire una squadra. Comunque sia, noi stiamo andando a giocare la finale con i soldi della Federazione, del rugby italiano. E non mi sembra giusto!».

C’è un filo di rabbia nei suoi toni. «Sì, è vero, sono arrabbiato per come siamo stati trattati. Ma sono anche deluso, perché se si voleva, si poteva trovare una soluzione equa e senza costi per il movimento rugbystico. Già da tempo si conoscevano i nomi delle squadre che avrebbero giocato i play off; sarebbe bastato mettersi alla ricerca dei campi idonei in quel momento, per non trovarsi adesso in questa assurda situazione. Evidentemente non si è voluto fare, e adesso noi ne pagheremo le conseguenze perché io probabilmente non potrò contare sull’intera rosa, visto che non tutti sabato potranno assentarsi dal lavoro; e lunedì mattina andremo al lavoro dopo un lungo viaggio e poche ore di sonno. Non credo che Viterbo avrà di questi problemi».

Polemiche a parte, i giocatori si sono allenati con impegno per tutta la settimana, pur non sapendo, fino a ieri, se e dove si sarebbe giocato. «I ragazzi, per come si sono allenati, sono da encomio. Forse anche perché si tratta di una partita molto sentita; ho visto che dentro hanno quel filo di rabbia che permetterà loro di giocare con la giusta tensione».

Ma quali sono le reali possibilità che ha il Padua di passare il turno? «Non lo so! Il Viterbo è una squadra forte, e per questo non aveva certo bisogno di aiutini. Durante la stagione regolare non ha mai perso e ha totalizzato 105 punti in 22 partite: significa che giocheremo con una squadra pressoché imbattibile. I favori del pronostico sono tutti dalla loro parte, ma noi faremo del nostro meglio per sovvertirli».

Si giocherà su un campo in terra battuta, un altro motivo per cui è incomprensibile la rigidità del Comitato Laziale nel non voler spostare la partita in un’altra sede. Gurrieri, però, non se ne preoccupa più di tanto: «Il fatto che si giochi su un campo in terra, non avvantaggerà nessuna delle due squadre. Mi auguro solo che non sia un campo pericoloso, che sia in terra battuta e non in cemento battuto, così come ce ne sono tanti in Sicilia. Credo sia arrivato comunque il momento di intraprendere una tranquilla discussione su questo tema. La crescita del nostro sport dipende anche dagli impianti in cui si gioca».

La comitiva biancazzurra partirà stasera, in pullman, alla volta di Pomigliano, dov’è previsto che si arrivi nelle prime ore del mattino di sabato.

La partita, invece, si giocherà al Campo Leone, a partire dalle ore 14:00, e sarà trasmessa in diretta audio sui siti www.ragusarugby.it e www.rugbyterzotempo.net


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