Siracusa, 18 maggio – Il consiglio comunale ha indicato all’Amministrazione la strada delle gestione diretta di alcuni servizi comunali oggi affidate a ditte esterne. Ci sono volute cinque ore di dibattito per arrivare al voto di un atto di indirizzo proposto da Giancarlo Lo Manto e sottoscritto da altri 12 consiglieri: 15 sì, 11 no e un’astensione l’esito della votazione. Respinta, invece, con una precedente votazione, una proposta di rinvio ad un mese presentata da Alberto Palestro, mirata a concordare una diversa formulazione dell’atto di indirizzo.
La seduta si è svolta davanti a un folto pubblico di lavoratori delle società che collaborano con l’Ente, prevalentemente della SOCOSI (che gestisce la riscossione dei tributi locali, il cui contratto scade a fine maggio), accompagnati da sindacalisti. In apertura di seduta, il presidente dell’assise, Edy Bandiera, ha letto un loro documento nel quale chiedono garanzia di salvaguardia del posto di lavoro e di evitare una riduzione oraria dei contratti.
Per effetto della decisione di ieri, l’Amministrazione dovrà passare alla gestione “in house” dell’archiviazione ottica, delle luci votive del cimitero, degli impianti pubblicitari e dei parcheggi Molo e Talete e della sosta a pagamento, salvaguardando, però, i posti dei dipendenti delle ditte esterne. Inoltre, sugli altri servizi esternalizzati, dovrà essere istituito un tavolo tecnico, presieduto dal presidente del consiglio comunale, Edy Bandiera, composto dai capigruppo, dai presidente della commissioni consiliari e dai dirigente dei settori competenti per individuare “la forma di gestione più idonea per realizzare l’interesse pubblico che meglio risponda ai criteri di efficienza, economicità, funzionalità, regolarità, imparzialità e buon andamento dell’azione della pubblica amministrazione”.
I servizi individuati sono: “raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani, manutenzione e cura del verde pubblico, custodia canile e accalappiacani, riscossione IMU e TARSU, gestione degli impianti sportivi, portinariato, custodia degli edifici e degli impianti comunali, affissione del materiale pubblicitario, trasporto scolastico, navette cittadine, asili nido, smaltimento dell’amianto, prestazioni semaforiche, telefoniche, elettriche e stradali, i servizi a domanda individuale”. L’atto di indirizzo prevede di sospendere le gare già avviate in attesa della conclusione dei lavori del tavolo tecnico.
Come firmatario del documento, il dibattito è stato aperto da Lo Manto che ha fatto una disamina della situazione del bilancio comunale evidenziandone le criticità: rispetto del patto di stabilità, tagli nei trasferimenti da Stato e Regione, tesoreria unica. Per Lo Manto, portare “in house” i servizi oggi affidati all’esterno, salvaguardando i posti di lavoro, consente di realizzare dei risparmi che possono dare respiro alle casse del Comune. Più nello specifico, analizzando i quattro settori da portate subito alla gestione diretta, si è soffermato sulle lampade votive del cimitero: secondo Lo Manto, costerebbero alla collettività il doppio rispetto a Ragusa e ci sarebbero dubbi legittimità della proroga del contratto.
Fabio Rodante, dopo avere criticato il livello qualitativo di alcuni servizi, ha rimandato la palla nel recinto dell’Amministrazione: “La priorità – ha detto – non è il lavoro dei dipendenti delle società esterne, perché quello non è messo in discussione e deve essere salvaguardato ad ogni costo. La questione è che la Giunta ci deve dire cosa vuole fare dei servizi e come intende risolvere i problemi di gestione”.
Alle questioni poste nei primi interventi ha risposto subito il sindaco, Roberto Visentin. Alcuni servizi dati all’esterno, ha detto, sono il frutto di contratti stipulati da altre amministrazione e che non sono ancora in scadenza. L’archiviazione ottica, ha detto il sindaco, è stata interrotta dopo il fallimento della Rit; il Comune ha assorbito nel bacino del precariato gli 11 ex Lsu che erano stati assunti dall’azienda, mentre mancano le risorse per prendere in carico gli altri 15 lavoratori addetti al servizio.
Quanto al servizio delle lampade votive, si fonda su un contratto trentennale poi prorogato; “penso anch’io che ci sono molti aspetti da chiarire – ha aggiunto Visentin – ma è parere dell’Ufficio legale che bisogna ridiscutere l’accordo e in tale contesto individuare i prezzi”. Gepa, Ast e Socosi (che si occupa della riscossione dei tributi locali e il cui contratto scade a fine maggio) sono, per il sindaco le altre questioni aperte, mentre ha annunciato la pubblicazione entro fine mese del nuovo appalto per la raccolta dei rifiuti solidi urbani. Il cuore della questione, secondo Visentin, resta il bilancio e la stabilità finanziaria del Comune, poiché un eventuale dissesto, “oggi ipotesi lontana”, causerebbe il licenziamento di tutti i precari e l’innalzamento delle tasse.
Poi ha preso la parola Claudio Fortuna, il cui intervento è stato interrotto dopo pochi minuti dal pubblico in aula, motivo per cui il presidente, Edy Bandiera, è stato costretto a fermare i lavori per qualche minuto. Alla ripresa della seduta, Fortuna ha deciso di non andare oltre, non senza avere prima ricordato la necessità di tagliare spese e sprechi, questione per la quale, ha detto, non si fa abbastanza. Marco Mastriani ha sollevato perplessità sulle proposte di internalizzazione estesa dei servizi, affermando che il Comune non avrebbe le competenze e il personale necessari, portando ad esempio il lavoro svolto nella riscossione tributi comunali, le cui entrate, ha detto, sono quintuplicate rispetto al 2000. La svolta sarebbe, allora, di offrire nuovi servizi che portano risorse aggiuntive alle casse comunali.
Giancarlo Garozzo ha criticato l’eccessiva pressione fiscale comunale che grava sui cittadini e la qualità di alcuni servizi, costosi per l’Ente, e dati all’esterno. Poi ha annunciato il voto favorevole al documento sulle internalizzazioni, proprio per garantire i lavoratori delle imprese e impedire che possano perdere il posto a causa della rischiosa situazione finanziaria del Comune. Piero Maltese ha detto che non avrebbe votato il documento e ha tranquillizzato i lavoratori dicendo che nel bilancio del 2012 ci sono le risorse sufficienti. Poi ha indicato alcune scelte che potrebbero essere adottate per portare risorse alla casse comunali: tassa di soggiorno; check point per i bus turistici; recupero dei crediti vantati dalla Provincia per l’utilizzo degli impianti sportivi; risparmio sulle utenze degli asili nido, che oggi sono a carico del Comune e non di chi li gestisce.
Anche Paolo Romano ha chiesto garanzie per i lavoratori, “i quali in questo difficile momento hanno bisogno di garanzie”. Riccardo De Benedictis ha puntato il dito verso gli sprechi, contro i quali si fa ben poco mentre si alza la pressione fiscale anche attraverso l’Imu. Raimondo Giordano ha ricordato che i quattro servizi per i quali si chiede subito l’internalizzazione, sono per il Comune soprattutto voci in uscita perché non portano risorse. Antonio Moscuzza ha evidenziato il rischio che l’internalizzazione dei servizi possa creare nell’organizzazione del personale comunale, perché sarebbero sguarniti uffici già carenti di dipendenti.
Ettore Di Giovanni ha annunciato il voto contrario all’atto di indirizzo perché gli effetti potrebbero essere peggiorativi rispetto alla situazione attuale, mentre il vero problema è di garantire qualità dei servizi e posti di lavoro del personale impegnato nella loro gestione. Per Giuseppe Rabbito, la crisi impone di non aumentare le tasse e di impinguare le casse comunali portando “in house” i servizi che, dati all’esterno, sono solo in perdita. Corrado Grasso ha definito contraddittoria, dal punto di vista delle conseguenze, la proposta di Lo Manto, e ha ribadito la necessità di non perdere di vista il problema principale: la difesa dei posti di lavori. Alberto Palestro ha avanzato la proposta, poi respinta, di rinviare il voto di un mese per approfondire la questione. In particolare, ha chiesto di integrare meglio il documento di Lo Manto specificando che la gestione diretta dei servizi non deve mettere a rischio posti di lavoro e che l’Amministrazione deve impegnarsi a non pubblicare nuovi bandi per l’affidamento di attività a società esterne.
Giovanni Moncada ha lamentato le spese eccessive per il personale comunale e per le indennità dei dirigenti. Fortunato Minimo ha invitato a votare sì perché così facendo si creano i presupposti per il cambiamento e si evita di lasciare le cose come stanno. Per Salvo Sorbello la proposta di Lo Manto ha l’effetto positivo di spingere il Comune a una gestione più oculata, anche dal punto di vista finanziario.
Alfredo Romeo invece ha invitato Lo Manto a ritirare il documento perché la gestione “in house” esporrebbe a rischi i lavoratori della ditte, che non avrebbero garanzie sulla capacità del Comune di assorbirli. L’ultimo intervento, prima del voto, è stato di Alfredo Foti, che ha invitato tutti a non tenere atteggiamenti demagogici perché “la situazione economica generale è tale che nessuno oggi può sentirsi garantito”. Poi ha invitato a non prendere decisioni prima dell’approvazione del bilancio di previsione “perché solo allora si capirà quali sono le reali possibilità finanziaria dell’Ente”.
Il consiglio comunale ieri avrebbe dovuto occuparsi dell’Istituto comunale musicale, tema proposto da Sergio Bonafede, e del trattamento dei rifiuti solidi urbani, su sollecitazione di Fabio Rodante. Vista l’ora tarda, il presidente Bandiera ha proposto un rinvio al 12 giugno, soluzione accolta all’unanimità.
Fonte: Siracusanews
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