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“Del mio tempo”, Personale di pittura di Giuseppe Fratantonio, in arte GiEffe

 

Ragusa, 25 maggio 2018 – Inaugurazione sabato 26 maggio 2018, ore 19.00, presso la Sala Borsa della Camera di Commercio di Ragusa. Interverranno: Nicola Colombo, Antonella Modica, Salvatore Parlagreco. La mostra sarà inaugurata il 26 maggio e si concluderà l’8 giugno. 

Immaginate di dipingere tra le pareti di un grazioso ma minuscolo studiolo con vista che domina sul mare blu cobalto di Pozzallo. Immaginate che tale azione si svolga nelle ore libere dai pesi dell’attività lavorativa. Immaginate anche che tutto ciò si trovi immerso in una sorta di ascesi irrituale, irrefrenabile approccio a quella dimensione dove fiorisce il dialogo con la parte più autentica di sé. In questa intima dimensione il pensiero artistico diventa immagine foggiata dal pennello sulla tela. Ecco, adesso vi trovate insieme con Giuseppe Fratantonio, in arte GiEffe, artista di spiccata creatività e dotato di “uno spirito inquieto e profondo”. Uno “sperimentatore” che, attraverso un’instancabile ricerca, ha raggiunto da tempo elevati livelli espressivi esplorando temi sempre nuovi, in continua rielaborazione e “sempre personalizzati”. Un percorso consolidato il cui iter artistico dura da oltre quarant’anni. L’obiettivo perseguito è rivolto alle emozioni. E non solo. Il prodotto artistico “deve polarizzare lo spettatore in un momento sinestetico durante il quale tutti i sensi vengono coinvolti, fino a immergerlo in quel vortice espressivo, che, nei suoi intenti ideali, deve trasfondersi dall’artista all’osservatore tramite le sue opere”. Così lo descrive il critico d’arte Salvatore Parlagreco nella sua presentazione alla personale di pittura di Giuseppe Fratantonio, “Del mio tempo”, che aprirà i battenti il 26 maggio presso la Sala Borsa della Camera di Commercio di Ragusa.

Classe 1954, GiEffe è di origine modicana ma pozzallese di adozione. Malgrado i molteplici impegni professionali, sia nella scuola, che nel campo del restauro dell’edilizia pubblica, non abbandona la pittura che, nel tempo, diventa un’esigenza sempre più presente. Nel corso della sua maturazione espressiva diviene determinante l’incontro con il maestro Salvatore Fratantonio, avvenuto nel 2014, seguita dalla formazione del gruppo “Sentire in Bottega” a cui partecipa con due mostre collettive firmando, da quel momento, le sue opere con l’acronimo “GiEffe”. L'esperienza acquisita dal dialogo con il maestro Salvatore Fratantonio e del gruppo diventa uno stimolo per ulteriori ricerche sulla rilettura del paesaggio ibleo, saldando ulteriormente il legame tra l’artista ed il suo territorio.

In questa personale GiEffe presenta situazioni e combinazioni da una particolare dimensione prospettica, da finestre di luoghi vissuti del suo passato ma anche del suo presente. Ritrae di spalle la moglie mentre guarda qualcuno o qualcosa da una porta che dà su un balcone e la stessa donna non fa altro che infrangersi sullo sfondo del paesaggio senza conferire alcun calore alla scena. Il confine tra realtà e finzione è molto sottile, ciò che appare è il regno interiore dell’artista, talora rappresentato da “figure di uomini e donne, viste in lontananza, in ambienti disadorni”. E’ presente anche l’uso di colori accesi che esprime carica energetica e, al contempo, coinvolge l’osservatore immergendolo in una mediterraneità evocata dai meandri delle stanze e verso l’esterno. Un esterno che a volte si fa riconoscibile, nei palazzi, nelle case, nei cortili e nelle viuzze della sua città natale, nella sua stessa dimora dove, ad esempio, il rosso di una di una poltrona, elemento ricorrente, simboleggia la domesticità. Il tutto sembra interrompere l’incantesimo di un mondo che sembra essersi fermato per qualche istante. 

Giuseppe Nativo


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