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Cultura

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Scicli, 31 maggio 2018 – Domenica 3 giugno torna l’appuntamento con la cultura, il divertimento e l’aggregazione targato Tanit Scicli. L’Associazione Culturale sciclitana aderirà, infatti, alla Giornata Nazionale dei Piccoli Musei aprendo al pubblico le porte dell’Antica Farmacia Cartia, il museo dello speziale gestito in collaborazione con il dottor Guglielmo Cartia, ultimo esponente in ordine di tempo della famiglia di farmacisti sciclitani.

Domenica, infatti, si festeggia in tutta Italia la Seconda Giornata Nazionale dei Piccoli Musei, un open day a ingresso gratuito dove i visitatori potranno ammirare la bellezza dell’Antica Farmacia Cartia, ricevendo in cambio anche un piccolo dono, regalato dai componenti di Tanit Scicli per manifestare la propria gratitudine a chi, con la sua visita, omaggia il lavoro e l’impegno quotidiano necessario all’apertura di questo sito culturale. Quest’anno, però, il dono sarà doppio, materiale e culturale, perché Tanit bissa aprendo le porte alle visite guidate gratuite all’interno della Chiesa di San Giuseppe, l’edificio barocco che troneggia tra le vie del quartiere medievale della città: un dono nel dono.

La giornata ha nuovamente il patrocinio speciale di Invasioni Digitali. Sarà infatti organizzata un’invasione digitale all’interno dell’Antica Farmacia e della Chiesa di San Giuseppe, con i visitatori trasformati in guide grazie alle loro foto che possono postare sui social network usando l’hashtag #giornatapm.

Da rimarcare, infine, il contributo de Gli Aromi, l’azienda di piante aromatiche e officinali sciclitana che decorerà l’intera Antica Farmacia Cartia.

Porte aperte quindi alle visite e all’invasione domenica 3 giugno dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 19.00.

Per informazioni, si può scrivere a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. o telefonare al 338 8614973, anche WhatsApp line.

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Riportiamo un articolo da Il giornale di Scicli sul convegno che si è svolto sabato 26 maggio 2018 a Scicli per fare il punto sul castello (Triquetro e "Castellazzo") e per presentare il progetto sui nuovi scavi che permetteranno di fare nuova luce sulla Scicli medievale.

Tra i relatori: Pietro Militello, Giovanni Di Stefano, Salvina Fiorilla, Paolo Nifosì, Giuseppe Barone e il prof. Slawomir  Mozdzioch.

 

Castello dei tre Cantoni: una storia lunga nove secoli. Convegno ricco di notizie e di eccellenti studiosi.

Un’occasione estremamente utile per conoscere la storia della nostra città è stato il Convegno di ieri mattina a Palazzo Spadaro sul Progetto relativo agli scavi al Castello dei Tre Cantoni  (il cosiddetto Castelluccio di Scicli). Una gran quantità di notizie, riferimenti storici, riporti di documenti d’archivio, le risultanze della prima campagna di scavi del 1991. Relatori di riconosciuto valore hanno – come dire – raccolto la vita (e prima ancora la nascita) di uno dei luoghi simbolo della nostra città. E partendo dalla datazione attorno a cui si può ipotizzare una prima edificazione del “monumento” più di un relatore ha citato gli anni tra il 1225 (a quest’epoca risale un documento) e il 1300. 

Opportuni in questo senso i dati portati dal dott. Giovanni Di Stefano, dal prof. Pietro Militello e dal prof. Slawomir  Mozdzioch. E via via una storia di date e di documenti con cui in particolare Militello ha – come dire – riassunto la cronologia del manufatto.  Della città fortezza a città mercato ha relazionato in maniera impeccabile il prof. Giuseppe Barone. Inserisce la storia del Castello di Scicli in quella che a suo giudizio fu uno scontro di civiltà, nel Mediterraneo dal ‘400 al ‘600, tra impero ottomano e potenza spagnola. Il Castelluccio divenne centrale nella difesa di questa parte di Sicilia. Barone è convinto dell’importanza degli scavi: permetteranno una conoscenza più chiara del Medioevo in Sicilia e a Scicli in particolare.

Il prof. Paolo Nifosì ha riletto e spiegato un documento già citato dal conterraneo Bartolo Cataudella, in cui si parla di un maltese, Arch. Antonio Cassar, che nel 1621 è presente a Scicli come capomastro-architetto del San Matteo. Cassar firma un contratto con cui dovrà eseguire lavori – oggi diremmo- di messa in sicurezza di parte del Castello di Scicli.

Diverse le motivazioni che hanno portato la Sovrintendenza ai BB. CC. di Ragusa a proporre e dare il via ad un Progetto di scavi al Castello. Lo hanno spiegato molto bene il Sovrintendente Rizzuto e l’archeologa Sammito. Ripartire dallo scavo del 1991 e da lì procedere secondo un programma già definito di scavi, che al momento ha una previsione di 5 anni e che vedrà coinvolti docenti e studenti della Polonia ma anche di università italiane, con la messa in opera di strumenti e tecniche innovative sul piano della scientificità del progetto stesso. Un ruolo importante avranno anche i volontari di vari gruppi sociali e culturali della città, la stessa Amministrazione comunale e la Confeserfidi, partner quest’ultima nella compartecipazione finanziaria.

Molto utili, anche per capire meglio il progetto, gli interventi dell’archeologa dott.ssa Salvina  Fiorilla e del prof. Mozdzioch. La prima presentando il lavoro di ricerca e di scavi relativo al Castello di Modica, operato negli ultimi anni; il secondo illustrando tecniche e risultati di lavoro scientifico messo in campo per una chiesa di Altavilla Milicia in provincia di Palermo.

Dal 4 giugno il progetto comincerà ad essere operativo. Una prima giornata di  presentazione sui luoghi e quindi la scerbatura e la pulizia del terreno e dei muri emergenti.

Il saluto iniziale e di buon lavoro al Convegno è stato dato dal Sindaco Giannone.

(Foto di Emanuele Caschetto).

 

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