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Libri

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Scicli, 23 agosto 2017 – Si concludono in (grande) bellezza le “Conversazioni a Scicli″ del “Brancati”: Venerdì  25 alle 21,00 “Serata Caravaggio” al torrente Aleardi: Paolo Nifosì intervisterà gli autori del libro “Dilemma Caravaggio”, Fabrizio Antonelli e Lucia Della Giovampaola. Nell’occasione si terrà la proiezione in formato gigante delle principali opere del Merisi. Raffaele La Capria ha affermato: “Gli autori di questi scritti sono del tutto autonomi, come se per primi avessero aperto gli occhi sui quadri di cui parlano, e nessuno prima di loro lo avesse fatto. E così i rapporti, le connessioni, le scoperte che essi fanno sono insieme ‘tecniche’ e ‘immaginifiche’. Essi usano l’azzardo con disinvoltura”.

Domenica 27 alle ore 21,00 al torrente Aleardi l’ospite sarà il dott. Sandro Franchini, autore del saggio “Quando cultura e politica salvarono Venezia”, saggio dedicato alla figura di Giacomo Boni, che, legato alla sensibilità e alla cultura della conservazione di cui John Ruskin fu uno dei massimi esponenti, intervenne attivamente nel vivace dibattito che tra Otto e Novecento oppose quanti volevano operare rivoluzionarie trasformazioni al tessuto urbanistico veneziano, compresa la costruzione di più ponti per congiungere la città storica alla terraferma, per renderla il più possibile «una città come le altre», a quanti - come Pompeo Molmenti e Camillo Boito - volevano invece conservarne la specificità urbanistica e il carattere di insularità. L’incontro sarà condotto da Franco Causarano e Paolo Nifosì.

Ingresso libero.

È rinviata invece a data da destinarsi la conversazione con Lisa Sforza già prevista per sabato 26. 

Giuseppe Pitrolo

Leggi tutto: Le Conversazioni a Scicli del Brancati terminano con Caravaggio e Venezia

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Scicli 30 luglio 2017 – Continuano le “Conversazioni a Scicli” del “Brancati”: Martedì 1 Agosto alle 21.30 in via Aleardi (Scicli) Marco Causarano dialoga con NINO AMADORE («Il Sole 24 ore»), che ne “Il mutamento. Davvero le mafie hanno cambiato pelle?” ha analizzato la criminalità organizzata di questi anni. 

Lunedì 7 Agosto alle 21.30 PIETRANGELO BUTTAFUOCO col suo “I baci sono definitivi” ci farà emozionare e riflettere dialogando con Giuseppe Pitrolo. Ogni giorno Buttafuoco – col suo zaino  da pendolare, con il suo ufficio sulle spalle – lascia  la luce e scende nel buio della metropolitana. Entra nel vagone e si ritrova dentro un incantesimo. Ruba le storie della vita dei pendolari e ne fa cunto. Tutte le mattine il viaggio sotterraneo gli regala una nota per il suo quaderno: incontri straordinari, storie d’innamorati, struggenti malìe, canzoni, dediche  ed epiche vissute tra i sedili, i corrimani, le scale mobili e i nodi delle stazioni della metropolitana. Reticoli che si dipanano poi nel groviglio seducente di transiti ferroviari, navigazioni, viaggi in automobile o passeggiate lungo strade di un mondo svelato agli occhi dell’immaginazione. Esercizi di osservazione destinati al taccuino, messe in scena che diventano preghiere, realtà strappate alle quotidianità per svelare la verità della poesia. Tutto si mostra in un solo istante per durare poi un’eternità.

Mercoledì 09 Agosto alle 21.30 sarà la volta di ADRIANO PADUA, che con “Still life” – conversando con Pitrolo - ci introdurrà alla poesia in forma di rap. “Padua costruisce i versi con pulizia, con fantasia, tra il dire e il non dire, tra rime nascoste, rime palesi, rime interne, parole che suonano vicine, si chiamano di lettera in lettera. Mi viene in mente una cosa che mi è capitata di dire molte volte sulle poesie lette in pubblico, sulla poesia orale, sul modo in cui si possa e si debba leggere, e cioè che poesie belle come quelle di Adriano Padua giustificano l’uscita di casa per ascoltarle in una bella serata, con i musicisti che lo accompagnano, ma non rimangono lì, non sono finite lì davanti al microfono, dopo l’applauso, ma continuano, te le puoi portare a casa, te le puoi reinventare” (Gianni Montieri).

Domenica 13 Agosto, alle 21.30, LORENZO MANENTI con “La quarta sponda” ci parlerà degli italiani in Libia.

Giovedì 17 Agosto alle 21.30 FILIPPO NICOSIA col romanzo “Un’invincibile estate” ci parlerà di un romanzo di formazione.

Domenica 20 Agosto, alle 21.30, il giornalista GAETANO SAVATTERI ci provocherà col saggio “Non c’è più la Sicilia di una volta”.

Sabato 26 Agosto alle 21.00 incontro con la “nuova sciclitana” LISA SFORZA, che con “Ceylon colomba verde” ha unito sogno, viaggio, poesia e immagini.

Domenica 27 Agosto alle 21.00 il “nuovo sciclitano” (o “foresto”) SANDRO FRANCHINI ci parlerà di “Quando politica e cultura salvarono Venezia”.

 

Tutti gli incontri sono condotti da Giuseppe Pitrolo, tranne quello con Amadore, a cura di Marco Causarano, e quello con Franchini, a cura di Franco Causarano e Paolo Nifosì. 

Non è previsto un biglietto.

Leggi tutto: Amadore, Buttafuoco, Padua e altri alle Conversazioni del Brancati

Autore: Ignazio La China
Editore: Il minuto d'oro
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Scicli, 22 giugno 2017 – Una giornata alla scoperta del Beato Guglielmo, delle radici socio-culturali di Scicli, quella che si svolgerà nella cittadina barocca iblea il prossimo 24 giugno, alle ore 16:30 presso la Chiesa Madre, con la presentazione del libro, edito da Il Minuto d’Oro, di don Ignazio la China, Il processo di beatificazione di san Guglielmo Eremita.

Alla discussione interverranno, moderati dal Professor Giuseppe Pitrolo, i sacerdoti Ignazio Petriglieri, Antonio Sparacino e studiosi come i professori Paolo Militello, Paolo Nifosì e il dottor Alessio Ruta e, all’interno della chiesa, si potranno ammirare per tutta la giornata i manoscritti originali del processo di beatificazione di san Guglielmo.

Subito dopo la fine della conferenza, dalla Chiesa Madre partirà una passeggiata alla scoperta dei luoghi di San Guglielmo a cura dell’Associazione Culturale “Tanit Scicli” che toccherà diverse tappe fondamentali nella vita dell’eremita come la chiesa di San Matteo, l’eremo dove è vissuto e morto e la chiesa di Santa Maria la Nova, sito finale dell’escursione e sede, dalle 20.45 del concerto per organo a canne presso con musiche dal ‘500 al ‘700 tenuto dal M°. Marcello Giordano Pellegrino.

Originale iniziativa sarà, infine, quella che si potrà letteralmente gustare sabato e domenica nei ristoranti che hanno aderito all’iniziativa, ovvero un menu tematico e dedicato alla vita e ai miracoli di San Guglielmo.

Sarà possibile acquistare il libro durante la presentazione dello stesso, anche con pacchetti dedicati che comprendono anche la passeggiata o ancora la passeggiata e la cena tematica.

 

Per informazioni: 

Edizioni Il Minuto d’Oro, 3401268917

Associazione Culturale Tanit Scicli, 3388614973 –  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo." Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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Successo e partecipazione alla Mondadori Point di Comiso - “Le amiche del ventaglio”: romanzo di Maria Concetta Distefano

 

Comiso, 21 giugno 2017 – Presentato alla Mondadori Point di Comiso il primo romanzo della scrittrice Maria Concetta Distefano “Le amiche del ventaglio,” edito da Hogwords.  La presentazione è stata affidata alla giornalista Giovannella Galliano. Presente un folto pubblico di amiche storiche, conoscenti e di appassionati di lettura, abituali frequentatori della libreria.  La scrittrice vive a Torino ma è nata a Ragusa. Ha frequentato a Comiso, dove ha vissutto fino a 19 anni,  il liceo classico G. Carducci. Si è laureata in Lingue e Letterature Straniere a Pisa.  Per circa trenta anni ha insegnato inglese presso l’istituto tecnico “Russell-Moro” di Torino. 

Già traduttrice dall’inglese di “gialli” Mondadori e di “rosa” (Ed. Corno), già collaboratrice di Confidenze e Confessioni Donna, scrive da più di venti anni per la rivista Intimità. Suoi racconti sono presenti in varie antologie di premi letterari quali “Voci di Donne” di Savona, “Fascino, Mistero e Seduzione” di Sassello (SV), “D come Donna” di Segrate, “Ninfa Camarina”, “Sotto i cieli di Torino”, “Premio città di Rivoli, Club des Poètes”.  Tra premi e altri riconoscimenti vari e di rilievo ricordiamo che un suo racconto, “Ci vediamo a Chisinau”,  è stato pubblicato nell’antologia Lingua Madre 2008;Le rrughe di Tanusha” nell’antologia Lingua Madre 2012, “Registro del professore” nell’antologia Lingua Madre 2015. Un suo racconto, “Seduto sedato”, si trova nella raccolta Ti amo, ti odio.  (Confidenze/Mondadori, giugno 2015).

Da due anni collabora con la casa editrice EDISCO di Torino per la produzione di Easy Readers (Letture semplificate di capolavori della letteratura inglese e americana).

 Le amiche del ventaglio è il suo primo romanzo, appena presentato al Salone del Libro di Torino, il 21 maggio scorso. Il romanzo  è uno spaccato di vita quotidiana di una professoressa, Irene, e delle sue amiche. Molte delle quali insegnanti come lei. E’ dai social che nasce  questo suo romanzo, quasi autobiografico . Le protagoniste del club “Le amiche del ventaglio” , infatti, sono social, comunicano tramite WhatsApp per incontrarsi  o semplicemente dirsi ciao, buongiorno e come va, ma non solo. 

Questo intrigante romanzo  rispecchia un po’ la vita di molte  donne over 50 alle prese con il lavoro, i figli, i mariti, la cucina, le aspettative e soprattutto con le caldane della menopausa, la quale fin dalle prime righe è una costante ma, come dice la stessa autrice,  non è una malattia ma 100 malattie diverse. Da questa obbligata situazione femminile scaturiranno i vari umori, i vari acciacchi ed il ventaglio non può che essere l’unico refrigerio momentaneo ai vari sintomi in agguato. “ Di’, Irene, perché non fondiamo un bel “Fan Club” fan nel senso di ventaglio in inglese, e quindi un bel club del Ventaglio? Insomma, sarebbe carino vederci una volta o due al mese in un momento tutto nostro per sventagliarci all’unisono giacchè siamo tutte in menopausa”…potresti scriverci un romanzo..scriverci..un romanzo..”

L’idea di scrivere un romanzo sulle loro abitudini è presa alla lettera proprio dalla protagonista,  Irene. E’ lei che mette in atto una serie di rendez-vous a casa dell’una o dell’altra amica per una cena in cui, oltre al cibo che rispecchia tanto le loro personalità, protagoniste saranno loro stesse con i loro segreti, le loro manie ed i loro pettegolezzi costruttivi. Loro, infatti, non spettegolano per cattiveria, anzi . A volte alcune amiche, tra cui Irene, si trasformano in detective per dar loro una mano a risolvere i problemi o semplicemente per scoprire verità nascoste. Da mettere in evidenza in questo romanzo è anche la descrizione minuziosa dei luoghi sia visitati dall’autrice  che della stessa Torino in cui è ambientato il romanzo, con le sue vie, le sue piazze i suoi palazzi  tra XVIII e XIX sec. Un’abilità  questa,  che solo pochi scrittori riescono ad esternare nei loro racconti. Questa ed altre citazioni denotano la grande cultura della scrittrice in vari campi del sapere tra cui l’arte in cui ha vissuto, grazie al papà,  fin dai suoi primi vagiti;  la musica, i viaggi e le culture del luogo, le lingue sono anch’esse una costante erudita in questo romanzo apparentemente rosa. La cultura dell’autrice  spazia anche nell’enograstronomia internazionale ed i vini citati ne sono un esempio palese, anche per il nostro palato che , alla sola lettura,  sembra quasi gustarne e sentirne il  vero sapore. Come in un film tutto è talmente descritto alla perfezione e così verosimile da vederne le sequenze, le luci, le ombre, da sentirne anche la musica da sottofondo. La sua è una scrittura visiva.

Nel romanzo c’è tanto di autobiografico e di biografico. Le amiche, infatti sono vere, hanno le abitudini e le fattezze descritte, hanno vissuto anche quelle stesse situazioni . “E’ inutile dire- ha sottolineato Maria Concetta Distefano- che qualcuna c’è rimasta male a vedersi descritta così verosimilmente ma soprattutto a leggere i propri problemi di coppia scaturiti da una reale scappatella da parte del marito. Penso- conclude con una risata- non mi rivolgeranno più la parola”. Un inciso accompagna ti tanto in tanto i vari capitoli. E’ quello della “figlia” che analizza i fogli del racconto lasciati dalla madre vicino al computer. E’ una sorta di “guardarsi allo specchio” dell’autrice, autoironica e a volte spietata : “ per distrarmi dalle ultime vicende personali prendo in mano i nuovi fogli stampati vicino al PC di mia madre e leggo le ultime nefandezze che è riuscita a ascrivere sulle Vecchie Bacucche….. Per quanto riguarda il vestiario delle sue amiche..Dico io..ma si è mai guardata allo specchio lei?”

Il romanzo ha anche pagine di grande tenerezza e poesia legate al dolore sia fisico che morale, pagine dedicate all’amore perduto, non curato a suo tempo, trascurato per orgoglio o solo per pudore, pagine dedicate ad una malattia: “otros destinos”

Il libro può essere scaricato anche in e-book su Amazon.

Leggi tutto: Le amiche del ventaglio

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Ragusa, 6 giugno 2017 – Venerdì 9 giugno 2017 alle ore 18 nella sala del Centro Studi Feliciano Rossitto - Via Ettore Majorana, 5 a Ragusa Giuseppe Tumino (già docente di Filosofia e Storia al Liceo classico di Ragusa) presenterà il volume di Achille Occhetto.

 

Pensieri di un ottuagenario - Alla ricerca della libertà nell’uomo (Sellerio Editore, Palermo, 2016).

Concluderà l’incontro l’Autore.

 

Un lungo viaggio tra politica e filosofia. Una riflessione sul tema della libertà e del determinismo attraverso la lezione dei filosofi letti da Achille Occhetto nel corso del tempo.

L’Autore è stato, negli anni dell’indeterminatezza e dell’inaspettato, nel giro di boa concitato di fine secolo, l’ultimo segretario del Pci e il primo segretario del Pds. Questa passione, costante e immutabile per l’impegno politico e civile, rappresenta, nelle pagine di Pensieri di un ottuagenario, il vero motore della ricerca.

Classe 1936, tra i suoi libri: Il sentimento e la ragione (1994); Governare il mondo. La nuova era della politica internazionale (1998); Secondo me. Brani di una sinistra difficile (2000); Potere e antipotere (2006); La gioiosa macchina da guerra. Veleni, sogni e speranze della sinistra (2013); L’Utopia del possibile (2016). 

 

 

Giuseppe Nativo

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