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Libri

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Ragusa, 26 maggio 2017 – Lunedì 5 giugno 2017 alle ore 18 al Centro Studi Feliciano Rossitto (Via Ettore Majorana 5, Ragusa) Paolo Nifosì (Storico dell’arte) presenterà il libro di Nino Sparacino, Modica: dal secolo breve al XXI secolo. Immagini a confronto dopo 100 anni.

 

Saranno esposte foto d’epoca sulla città e sul centro storico di Modica con a fianco le corrispettive foto del 2014 sugli stessi luoghi, con lo stesso punto di vista e con lo stesso punto d’osservazione. 

Quello di Nino Sparacino è un documento che assume un rilevante valore perché attraverso la fotografia fornisce al lettore la possibilità di catapultarsi nella memoria storica della città di Modica e di cogliere angoli, luoghi, spazi temporali e vicende che hanno costruito l’identità collettiva di un agglomerato urbano caratterizzato da una stratificazione culturale non indifferente. 

“Abbiamo voluto dare spazio a quest’opera – spiega Giorgio Chessari – proprio perché il passato contiene in sé elementi di riflessione culturale che spingono a guardare in avanti con la consapevolezza delle nostre radici”.

Autore: Giuseppina Torregrossa
Editore: Rizzoli
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Scicli, 25 maggio 2017 – Domenica 28 alle 19, a palazzo Spadaro (via Mormina Penna), Giuseppina Torregrossa dialogherà con Giuseppe Pitrolo sul romanzo  “Cortile Nostalgia” (Rizzoli).      

L’evento è organizzato da Comune di Scicli, "Brancati", Libreria Giunti di Ragusa. L’ingresso è libero.

Giuseppina Torregrossa è nata a Palermo, ha tre figli e un cane. Si è laureata in medicina a Roma, è specializzata in ginecologia ed ostetricia.

Ha esordito nel 2007 col romanzo L’assaggiatrice, cui sono seguiti Adele (2008), Il conto delle minne (2009), Manna e miele, ferro e fuoco (2011), Panza e prisenza (2012), La miscela segreta di casa Olivares (2014), A Santiago con Celeste (2014), Il figlio maschio (2015).

Con “Cortile nostalgia” (Rizzoli) torna a immergersi nelle atmosfere siciliane che la caratterizzano: a Palermo c’è una piazzetta abitata dalla magia, dove ogni notte sette fate, una chiù bedda di n’autra, rapiscono i passanti per condurli verso luoghi lontani e poi riportarli a casa, storditi dalla meraviglia, alle prime luci dell’alba. È in questo cortile che vive Mario Mancuso, nel cuore dell’Albergheria, tra le abbanniate dei mercanti di Ballarò e i rintocchi del campanile di Santa Chiara. Orfano, ha conosciuto solo l’affetto di zia Ninetta, che però lo abbandona al primo giro di vento, inseguendo i propri sogni.

L’incontro con Melina è la sua occasione per ritrovare in una nuova famiglia il calore che il destino gli ha negato. Per lei, bella e infelice, quel ragazzo rappresenta la libertà da due genitori che l’hanno educata più alle privazioni che all’amore.

Lo sposo però deve partire per Roma, dov’è stato assegnato come carabiniere semplice, così le nozze sono celebrate in fretta e furia, e con la stessa voracità vengono consumate. Forse soltanto un figlio può colmare la distanza tra marito e moglie, sempre in bilico tra tenerezza e passione; ed è così che nasce Maruzza. A legarli sarà una sottile nostalgia, la stessa che gli abitanti della piazzetta, di Paesi e colori diversi, curano ogni sera con i piatti cucinati dalla donna che tutti chiamano Mamma Africa e che sembra avere lo stesso dono delle sette fate.

Con un romanzo corale e pieno di vita, Giuseppina Torregrossa racconta la necessità innata di essere accolti da un abbraccio: quello di una madre, un marito, un amico, o una città che sappia tenere aperte le porte anche nella notte.

Autore: Salvo Micciché
Editore: Biancavela - Il Giornale di Scicli

Valutazione attuale: 5 / 5

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Etimologia e storia dei cognomi e dei luoghi di Xicli con appendice araldica

 

Ragusa, 22 maggio 2017 – Nel 1991 nasce il primo volume dell’Onomastica di Scicli (edizioni Il Giornale di Scicli) e nel marzo 2017 Salvo Micciché pubblica l’evoluzione di tale libro con   “Scicli: Onomastica e toponomastica” (Biancavela - Il Giornale di Scicli). 

Il libro presentato  precedentemente  a Scicli al Caffè Letterario Brancati, ha avuto anche un momento di condivisione con i lettori ragusani nel saloncino della Libreria Flaccavento alla presenza dello storico Giuseppe Nativo, che ha curato la postfazione del volume (la prefazione è di Giuseppe Pitrolo), dell’archeologa Stefania Fornaro che ha contribuito alla stesura con la sua consulenza e con alcuni contributi nel libro. 

Il cospicuo volume di 326 pagine è frutto di un lavoro certosino e di grande conoscenza del territorio da parte di Salvo Micciché, direttore editoriale del quotidiano on line Ondaiblea, studioso di filologia, filosofia oltre che di sicilianità e storia locale, conoscitore di varie lingue come l’inglese, il russo, il francese, lo spagnolo, l’arabo, l’ebraico e, grazie ai sui studi classici, anche di greco e di latino. 

Questo nuovo libro si aggiunge ai fortunati volumi dedicati alla poesia in lingua siciliana, quali “Argu lu cani”, “Zaghiri e Parmi” e a quello di poesia italiana, “Dall’Alba ai Girasoli”, pubblicato insieme a Marco Iannizzotto.  

A 26 anni di distanza dal primo libro, di 85 pagine,  Salvo Micciché riesce  a fare un altro volume sull’etimologia e la storia dei cognomi e dei luoghi di Scicli, con 550 voci onomastiche del precedente libro (ora 1100), aggiungendo 200 toponimi, note storiche, archeologiche, araldiche, etimologiche e semantiche. Il volume, inoltre, fornisce un prezioso stemmario con 138 armi araldiche. Il professore Giuseppe Pitrolo ha  intitolato la prefazione al libro “Il mosaico dei nomi”. In una sorta di  lettera medievale all’autore, sottolinea come il volume “Scicli: Onomastica e Toponomastica, ha perfezionato l’interdisciplinare metodo di lavoro di Micciché, che si fa pure sociologo e storico della contemporaneità, unendo, dice Pitrolo, ”la tua accuratezza con la modestia di chi vuol offrire”materiali” per portare avanti la ricerca”.

“L’onomastica è una scienza - ha detto Nativo - che per troppo tempo ha lamentato interesse, una sorta di sorella minore di altre discipline. La carenza  si nota ancora di più se si pensa all’ampiezza e al fascino dei territori onomastici. Il nostro autore, invece ci fornisce un ampio panorama attraverso il suo libro. Stesso discorso credo si possa applicare alla toponomastica, ovvero a quella disciplina che scopre non solo l’origine ma anche il significato dei luoghi. Tracce  distinte della storia del nostro territorio, crocevia di popoli del nostro mar Mediterraneo. Salvo Micciché accompagna il lettore  in quello che fu il processo di formazione e di trasformazione del territorio sciclitano. Il nostro autore come una sorta di archeologo della lingua va a riportare alla luce del sapere autentiche schegge di lingue ormai dimenticate, incastonate come fossili negli apporti alluvionali delle parlate successive”.

 Importante contributo al libro rappresentano i medaglioni del dottor  Guglielmo Pitrolo (tratti da un libro edito da Il Giornale di Scicli), appassionato cultore di storia e di “spigolature sciclitane”.

L’autore, nella sua introduzione al libro, ci ricorda una descrizione di Scicli della metà del XII secolo, da parte del geografo arabo Al Idrisi che nel libro di Ruggero racconta come “La rocca di Siklah, posta in alto sopra un monte, è una delle più nobili, e la sua pianura delle più ubertose…”. Scicli, infatti, tra il 1100 e il 1200 era uno dei principali centri di vita civile e commerciale della Sicilia. Qui, come nel resto dell’isola, convivevano l’anima araba e quella cristiana. Anche i  cognomi ed i toponimi, dunque, risentono di questa presenza. “In questa prospettiva, dice l’autore, vengono spesso in soccorso la storia (e l’archeologia), l’araldica, l’antropologia e perfino la sociologia; ed è quanto abbiamo tentato cercando di mettere insieme tutte le fonti”.

Il volume non può non alloggiare in una libreria che si rispetti, contiene le origine dei cognomi più noti di Scicli ma anche della provincia, data la diffusione fisiologica, e la discendenza più o meno nobile del casato.

 

Curiosando tra le pagine ecco alcuni esempi: 

Blandino - probabile origine normanna o provenzale. In Francia si trova Blandin, pittore Andrè J. Blandin. 

 Criscione - In Sicilia cresciuni è il lievito madre per il pane. Il cognome è molto diffuso a Ragusa.Furono baroni di Corallo, succeduto a Occhipinti,.. titolo confermato nel 1872

Garofalo -  dal greco  moderno garúfalon. Intorno al 1640 un Biagio Garofalo si trasferì da Comiso a Scicli… A Scicli un Matteo Garofalo donò a Santa Maria della Pietà (poi Santa Maria La Nova) “un censo di 7 tarì con l’obbligo della celebrazione di una messa nei sette venerdì che precedono la festa si Santa Maria della Pietà”

Licitra - In siciliano li citra, gli agrumi (cedri, limoni). Vari toponimi portano questa denominazione. Si trova un atto, in Ragusa del 1543 in cui Andreana Licitra e suo marito Giuseppe Schirinà nominano eredi i figli Paolo, Antonino, Vincenzo e Augustino.

 

Anche sui toponimi riportiamo alcuni esempi:

Arizza - Vi sfocia il Torrente Modica-Scicli. Nel XIX sec. vi erano dei pantani, bonificati poi con l’avvento, dagli anni Trenta, del Consorzio di Bonifica delle Paludi di Scicli.

Cavalarica - Cavadaliga (Cava Larga ma anticamente anche Punta dell’Alga Grande. Comprende varie contrade…

Donnalucata - Si hanno testimonianze arabe (Idrisi):  “fonte delle orazioni”, perché l’acqua non vi sgorga se non durante le ore delle preghiera islamica,  poi anche “il fonte in mezzo al mare”(…). Carioti parla di due fonti e afferma che gli arabi avrebbero cambiato un originario nome di “Fons Acate” in “Ayn Lucat” (che poi fu latinizzato in Donna Lucata)…

 

Altri e più significati possono essere consultati ampiamente nel volume, disponibile già in libreria, in cui ognuno di noi può ritrovare la propria discendenza o catalogare la propria contrada.

 

Giovannella Galliano

Leggi tutto: Scicli: onomastica e toponomastica. Il mosaico di nomi e luoghi e Xicli

Autore: Salvo Micciché
Editore: Biancavela - Il Giornale di Scicli
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Ragusa, 19 maggio 2017 – Nel pomeriggio presso la Libreria Flaccavento di Via Mario Rapisardi a Ragusa il giornalista Giuseppe Nativo e l'archeologa Stefania Fornaro hanno presentato il nuovo libro di Salvo Micciché, Scicli: onomastica e toponomastica (Il Giornale di Scicli - Biancavela).

Sono stati evidenziati aggiunte e nuovi capitoli rispetto a "Onomastica di Scicli", il libro pubblicato da Micciché nel 1991 (edizioni Il Giornale di Scicli) e sono state evidenziate le relazioni tra l'onomastica di Scicli e il territorio vasto degli Iblei, in particolare modo con Ragusa e sono stati trattati alcuni toponimi (da Maulli a Mazzareddi) un tempo ricadenti nel Comune di Scicli ed ora in quello di Ragusa. Giuseppe Nativo ha presentato l'opera e intervistato l'autore, Stefania Fornaro ha illustrato le tesi del libro riprese anche dagli archeologi Elio e Pietro Militello. Salvo Micciché ha citato l'opera di Paolo Militello e Paolo Nifosì, in relazione alla storiografia locale ed ha spiegato alcuni riferimenti onomastici anche in relazione all'araldica e all'etimologia.

Un attento pubblico (tra gli altri, la scrittrice Marinella Tumino, l'archeologo Giovanni Di Stefano, lo scrittore e critico Federico Guastella, il giornalista Saro Distefano, la giornalista Giovannella Galliano...) ha posto poi domande all'autore, in una piacevole serata culturale.

L'Autore ha voluto ringraziare la Libreria Flaccavento per l'ospitalità e la TV Canale 74 per l'intervista di Lucia Nativo.

 

Autore: Salvo Micciché
Editore: Biancavela - Il Giornale di Scicli
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Scicli, 17 maggio 2017 – Presentato, ieri sera, al Caffè Letterario Brancati, nell’ambito delle “Sere di maggio” il libro di Salvo Miccichè “Scicli: Onomastica e toponomastica”.

Tutti concordi i relatori (Giuseppe Pitrolo, Giuseppe Nativo, Stefania Fornaro) e gli intervenuti sulla serietà del lavoro dell’autore. Opera che allarga i temi della storia locale, che dà direttive a indagare in certe direzioni sulle parole, i cognomi, i toponomi del territorio.

Un libro da consultare per meglio capire l’interculturalità che nei secoli si è materializzata  a Scicli e in tanti altri borghi del SudEst siciliano.

Il testo fornisce anche una preziosa parte dedicata all’araldica, con sorprese e conferme che chiariscono l’origine di tante famiglie e casati dello sciclitano. 

 

Venerdì 19 maggio il libro verrà presentato a Ragusa presso la Libreria Flaccavento, alle 18. Interverranno il giornalista Giuseppe Nativo e l'archeologa Stefania Fornaro.

 

da Il Giornale di Scicli on line

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