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Spettacolo

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 Le Baccanti, a Scicli, grazie all'Istituto del Dramma Antico. Domenica 26 marzo alle 18 in via Mormina Penna

 

L'Inda, l'Istituto Nazionale del Dramma Antico di Siracusa, porterà in scena “Le Baccanti” di Euripide, domenica 26 marzo alle 18 in via Mormina Penna, davanti la chiesa di San Michele Arcangelo. La regia è di Carlo Boso. In scena le attrici e gli attori del terzo anno dell'Accademia d'arte del Dramma Antico intitolato alla memoria di Giusto Monaco.

Il progetto è patrocinato dall'assessorato alla cultura del Comune di Scicli, retto da Caterina Riccotti.

 

Leggi tutto: INDA. Le Baccanti a Scicli

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Ragusa, 13 marzo 2017 – In programmazione al Lumière, mercoledì 15 Marzo, "Jackie" di Pablo Larrain con Natalie Portman - candidato a tre premi oscar.

Orari: 18:00 - 20:20 - 22:15

 

Giovedì 16 Marzo, "Lolo - giù le mani da mia madre" Julie Delpy, Dany Boon, Vincent Lacoste.

Orari: 18:30 e 21:30

 

Da venerdì 17 a mercoledì 22 Marzo ancora “Jackie" di Pablo Larrain con Natalie Portman - candidato a tre premi oscar.

Orari: 18:00 - 20:20 - 22:15.

Lunedì 20 chiuso

 

Arriva al cinema Lumière l'atteso film di Pablo Larrain "Jackie" con Natalie Portman nel ruolo di Jacqueline Kennedy  che ad appena 34 anni, quando suo marito venne eletto Presidente degli Stati Uniti, divenne immediatamente un'icona in tutto il mondo, una delle donne più famose di tutti i tempi, Il suo gusto nella moda, negli arredi e nelle arti divenne per molti un modello da imitare. Poi, il 22 Novembre 1963, durante un viaggio a Dallas per la sua campagna elettorale, John F. Kennedy venne assassinato e l'abito rosa di Jackie si macchiò di sangue. Sotto choc e sconvolta dal dolore, nel corso della settimana successiva fu costretta ad affrontare momenti che non avrebbe mai immaginato di dover vivere. 

Il film sara proiettato al Lumière da mercoledì 15 a mercoledì 22 Marzo, esclusi giovedì 16 e lunedì 20, nei seguenti orari: 18:00 - 20:20 e 22:15. 

Giovedì 16  per la rassegna "Appuntamento al buio" sarà proiettata la frizzante commedia "Lo lo - giù le mani da mia madre" (orari: 18:30 e 21:30).

 

Figli della liberta - il 26/03 al cinema Lumière

Il 26/03 alle 10:30 torna al Lumiere, in via sperimentale, il matinée domenicale con la proiezione eccezionale del film "Figli della libertà" un eccezionale documentario sul mondo della scuola, un progetto dal basso attraverso il quale i due registi cercano di sperimentare dei nuovi strumenti di educazione chiedendosi se è davvero possibile imparare fuori dagli schemi e quanto sia giusto educare all'obbedienza. Con Silvano Agosti, André Stern, Daniele Novara, Paolo Mottana e tanti altri. È gia possibile prenotare un posto on line per assistere a questo film attraverso questo link.

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Ragusa, 9 marzo 2017 – In programmazione al Cinema Lumière, dal 10 al 15 marzo: "Moonlight" di B. Jenkins - Premio Oscar 2017.

Orari: 18:30 - 21:00 - Possibile chiusura martedì 14 (info al 3492249680)

Lunedì 13 ore 20:00 - ingresso libero: Gli Invisibili con  Richard Gere, serata organizzata dalla Caritas diocesana di Ragusa

 

Anche quest'anno, come da tradizione,  approda al Lumière (orari: 18:30 e 21:00) il film premio Oscar della stagione cinematografica in corso.

Da mercoledì primo marzo sarà infatti proiettato il film "Moonlight" di Barry Jenkins, vincitore di altri due premi Oscar tra cui migliore sceneggiatura non originale e miglior attore non protagonista a  (Mahershala Ali) e Miglior sceneggiatura non originale (a Barry Jenkins, che è anche il regista, e a Tarell Alvin McCraney, autore del testo teatrale da cui Moonlight è tratto). 

Moonlight racconta l'infanzia, l'adolescenza e l'età adulta di Chiron, un ragazzo di colore cresciuto nei sobborghi difficili di Miami, che cerca faticosamente di trovare il suo posto del mondo. Un film intimo e poetico sull'identità, la famiglia, l'amicizia e l'amore, animato dall'interpretazione corale di un meraviglioso cast di attori.

Giovedì 09 Marzo ritorna la rassegna  "Appuntamento al buio" con la commedia franco islandese "L'effetto acquatico". Orari: 18:30 e 21:30. 

Lunedì 13/03 alle ore 20:00 appuntamento imperdibile con la visione ad ingresso gratuito del film "Gli invisibili" con Richard Gere. Serata organizzata dalla Caritas diocesana di Ragusa

 

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Scicli, 7 marzo 2017 – La Serata di Pirandello, che ha segnato la chiusura, per quest'anno, della Stagione  Teatrale Kiwanis club Scicli, può essere archiviata come una pietra miliare fra tutti gli spettacoli proposti.

La scena si apre su una scenografia ridotta al minimo, appaiono solo dei paraventi bianchi coi quali gli spettatori si devono immaginare le varie stanze i vari ambienti, vi sono solo 4 sedie di quelle chiudibili, da giardino, nei paraventi son appoggiati di volta in volta una giacca, un vestito. 

Nella sua minimalità, ogni cosa ha la sua ragion d'essere, sia per l'utilizzo immediato, sia per ciò che suggerisce, come i gesti lenti, studiati di Rocco portano a pensare allo scorrere del tempo, all'inutilità dell'affanno. 

Tutto viene poggiato sulla Bravura di tre Attori - Laura Sfizio  Marta, Laura Giordani la madre e i tre personaggi maschili interpretati da Antonio Caruso che diventa quasi con naturalezza - Rocco, marito di Marta, Francesco, il padre della stessa Marta e Gregorio, amante letterario e poi vero di Marta.   

Il Lavoro viene guidato sapientemente dall'ottima Regia di Guglielmino.  

Quando un Attore  riesce a recitare con naturalezza vuol dire che è Bravo, quando riesce a cambiare tre ruoli, vuol dire che è Straordinario.

Pure le due Attrici hanno dato vita a una Marta colma di sfaccettature e a una Madre soffusa di  dolore e speranza, sempre a fianco della figlia.

 

Mi ritornano nelle orecchie le grida di Francesco che non accetta il comportamento vigliacco del genero, e gli occhi ancora vedono lo stralucio degli occhiali di Gregorio, simbolo della vanità di quell'uomo.

È questo vero Teatro, è questo il Teatro che a noi piace, è importante il Teatro che insegna la difficile arte del vivere.

Al termine si è svolto il sorteggio delle tre Opere D'Arte. 

l'Esclusa oggi viene riproposta in versione "Matinée" per i ragazzi delle scuole. Ragazzi buona lezione di Crescita.            

 

Donatella Carbonaro

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Tutto esaurito all’Auditorium Feliciano Rossitto per la regia di Giorgio Sparacino

 

Ragusa, 6 marzo 2017 – A parte qualche piccolo disguido tecnico, uno scrosciante e lungo e più volte ripetuto applauso ha contraddistinto la conclusione della serata teatrale di domenica scorsa proposta da Teatro Utopia con i tre atti unici di Anton Cechov per la regia di Giorgio Sparacino: “Fa male il tabacco – Una domanda di matrimonio – L’anniversario”. Luogo della messa in scena è stato il nuovo Auditorium del Centro studi “Feliciano Rossitto” di Ragusa che per l’occasione ha fatto registrare il “tutto esaurito”. Il cast degli attori, costituito da Marco e Pippo Antoci, Pino Arestia, Monica Bisceglia, Ornella Cappello, Giorgio Gurrieri e Natalina Lotta, ha dato il meglio senza far trapelare una pur minima fibrillazione dovuta all’emozione della prima.

 

Nel monologo “Il tabacco fa male” si è notato un Pino Arestia, forse un po’ a corto di voce (che ha poi brillantemente recuperato in corso di recitazione), timorosa vittima di una moglie padrona, il quale finisce per parlare dei propri guai, una volta che può sfogarsi e lamentarsi con qualcuno, invece di spiegare quale veleno possa essere il fumo. 

Ottima performance quella di Giorgio Gurrieri in “Domanda di matrimonio” in cui gli affiatati e bravissimi Marco Antoci e Monica Bisceglia hanno recitato fino in fondo la loro parte caratterizzata da momenti di remissività di un uomo pieno di dolori e tic psicosomatici e in cerca di sistemazione matrimoniale (Marco Antoci) e una donna forse un po’ presuntuosa e in attesa di marito (Monica Bisceglia). I due, sempre preda di irrazionalità e orgoglio malriposto, sono sempre pronti a litigare sulla proprietà di un terreno o sull’abilità dei propri cani, pur avendo in realtà necessità di sposarsi e continueranno quindi la propria lotta, per questioni di principio, all’interno del futuro matrimonio. L’architettura scenica è ruotata attorno ad una proposta di matrimonio incompiuta e alternata a intermezzi significativi e coreografici facendo sì che proprio quei corpi in balìa l’uno dell’altro potessero restituire meglio del dire la versione di un melò depurato e costellato di fissazioni con risate isteriche e sguardi che si accendevano.

Ben calibrata la scelta registica di affidarsi a un’introduzione musicale che funge da prologo agli intrecci scenici che diventano sempre più articolati in “L'anniversario”. Qui è un borioso presidente di una piccola banca (il “brillantato” Pippo Antoci) che si accinge a celebrare l’anniversario della propria fondazione. Attanagliato da mille pensieri, sprofonda in una conversazione caotica e delirante a più voci con la moglie sciocca e svampita (Ornella Cappello), con un impiegato frustrato (Pino Arestia) e con un’anziana e petulante anziana (Natalina Lotta) che pretende con insistenza la risoluzione di una pratica riguardante il marito in precarie condizioni di salute. 

Nei tre atti unici da Anton Cechov, per la regia firmata da Giorgio Sparacino, la sfida vinta è soprattutto lo smacco fisico, la ripetizione del gesto e la sottolineatura similare delle situazioni. Il desiderio è di accomunare senza omologare, di affidarsi allo spunto di un maestro per caratterizzare ironie e tormenti universali. Dalla pagina cechoviana emerge che oggi, rispetto ai suoi tempi, non è cambiato molto. Si è sempre in presenza di un mondo inasprito e decrepito. È questa la condizione di precarietà e d’incertezza che risuona nei suoi personaggi come nelle nostre vite. Siamo ancora qui ad illuderci, tra entusiasmi e smarrimenti d’amore, ma restiamo immobili o addirittura incurvati dall’accidia, dalla brama di possesso e dal denaro. 

 

Perché la scelta è caduta su Cechov?

«Perché questo grande autore del teatro russo e mondiale – ha spiegato il regista Giorgio Sparacino - vissuto tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo, pur nelle sue opere minori, che mettono in mostra un teatro povero, fatto solo di mobili - sedie, tavoli, oggetti di scena (e anche personali) comunissimi - sa come suggerire allo spettatore il metodo per astrarre dai conflitti a cui assistiamo - fra cui, molto presente, quello tra soldi e sentimenti - i valori universali, per spalmarli non solo sui ridicoli protagonisti che abbiamo preso di mira, ma su tutte le società di tutti i Paesi e di tutti i tempi. E poi, abbiamo scelto Cechov anche perché è bello misurarsi con i “grandi”.»

 

Giuseppe Nativo

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