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Spettacolo

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La storica band fa tappa in provincia di Ragusa

 

Ragusa, 15 settembre – Prosegue il tour estivo della “Equipe 84 - La Storia”. La prossima data live del gruppo sarà in provincia di Ragusa: appuntamento a Roccazzo, frazione di Chiaramonte Gulfi, domenica 17 settembre in occasione della Sagra dell'Uva con un atteso concerto in piazza, a ingresso libero. Inizio alle ore 21,30. Si prospetta, dunque, una grande serata in compagnia di un ensemble storico.

 

L’Equipe 84, vero e proprio “simbolo” del periodo beat italiano, nasce a cavallo del 1963. La line up originaria è composta da Alfio Cantarella alla batteria, Franco Ceccarelli alla chitarra ritmica e voce, Victor Sogliani al basso e voce, e Maurizio Vandelli alla chitarra solista e voce. Dopo circa due anni di lavoro in balere e night club come orchestra di base, il gruppo incide il suo primo 45 giri: “Quel che ti ho dato”/“Papà e Mammà”. Nel giro di pochi mesi il singolo entra in classifica, e da quel momento inizia la straordinaria storia dell'Equipe. Nel 1965 i quattro inaugurano, in coppia con i Rokes, il mitico Piper di Roma, dove continueranno a esibirsi anche in seguito alternandosi ai vari “complessi” di quel periodo. Nel 1966 registrano la celeberrima “Io ho in mente te”, che li porta alla vittoria del Cantagiro e alla grande notorietà. C’è poi la fortunata collaborazione con Mogol-Battisti, che porta all’incisione di autorevoli evergreen quali “29 settembre”, “Nel cuore nell'anima” e “Ladro”. 


Inoltre il cantautore emiliano Francesco Guccini, vecchio amico dell’Equipe 84, scrive per loro “Auschwitz”, “L’antisociale” ed “E’ dall’amore che nasce l'uomo”. Seguono ancora importanti successi come “Bang Bang”, “4 marzo '43” (in coppia al Festival di Sanremo con Lucio Dalla, che li farà piazzare in terza posizione nella graduatoria finale), “Casa mia”, “Una giornata al mare”, “Tutta mia la città”, “Nel ristorante di Alice”, “Un angelo blu” e “Pomeriggio ore sei”. Tutti brani che oggi la band ripropone abitualmente in concerto. 


Nel 1984, dopo lo scioglimento di tre anni prima, Franco Ceccarelli e Victor Sogliani ricostituiscono l'Equipe 84 dando la priorità alle esibizioni dal vivo perché amano il rapporto con il pubblico e la vita “on the road”. Da questo momento, come è capitato a tutti i gruppi storici della nostra nazione, è un continuo succedersi di musicisti capitanati alla fine dal solo Ceccarelli (Sogliani morirà nel 1995), fino a trovare la definitiva stabilità con l'ingresso di Tony Mione (chitarra e voce), Marco Di Marco (piano, tastiere e voce), Giuliano De Leonardis (basso) e Roberto De Vincentis (batteria).


Nell’arco di sette anni, l’Equipe 84 tiene più di cinquecento concerti, fino a quando Franco Ceccarelli scompare il 21 dicembre 2012, all’età di 70 anni, lasciando il gruppo con un solo desiderio: continuare a girare in lungo e in largo la penisola portando sempre in alto il nome e la storia dell'Equipe 84. Ed è proprio ciò che oggi fa l’Equipe 84 – La storia, sbalordendo il pubblico con il suo elevatissimo tasso professionale e l'attenzione al programma storico dell'Equipe 84 grazie a elaborazioni da autentiche star. Tra l’altro, è recentemente uscito un album con le maggiori hit della formazione più due inediti, uno dei quali si intitola “Il Maestro” ed è dedicato proprio al compianto Franco. La leggenda, dunque, continua anche ai giorni nostri.


L'attuale line up è da intendersi come la vera Equipe 84 e non è assolutamente né una tribute band né un gruppo non ufficiale. La formazione che oggi suona in tutta Italia è stata riconosciuta e autorizzata dal fondatore storico Franco Ceccarelli, insieme al quale gli attuali componenti hanno suonato sin dal 1998. Ceccarelli, il più longevo dell’Equipe con 34 anni di militanza nel gruppo, era proprietario del marchio storico; dopo la sua morte, avvenuta nel 2012, gli attuali componenti hanno proseguito l’attività live dell’Equipe 84 su espressa volontà dello stesso Ceccarelli, tenendo più di mille concerti con recensioni positive e consensi sbalorditivi. Dunque si può affermare, senza alcuna ombra di dubbio, che oggi si esibisce la band che con il nome ‘Equipe 84’ ha accompagnato per anni Franco Ceccarelli, e ne ha poi raccolto l'eredità.

 

Salvo Micciché

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Ragusa 31 luglio 2017 – Grande prova della Compagnia Godot di Ragusa. La presenza si Massimo Venturiello ha siglato la mini rassegna. 

E fu così che “Pirandelliana” conquistò il pubblico a Donnafugata, nello scenario perfetto della scalinata del castello che dirada sul parco. Applausi  e grande ovazione finale ad ogni spettacolo. “Questa sera si recita a soggetto”, “La vita che ti diedi”, “Sei personaggi in cerca d’autore”, “La Patente”, “La giara”, “Così è (se vi pare)” ed altre note pièces teatrali del grande drammaturgo siciliano Luigi Pirandello, curate e adattate dall’attrice Federica Bisegna per la messa in scena della Compagnia Godot,  in una "tre giorni" di grande impatto emotivo al Castello di Donnafugata. L’incipit è stato affidato al tema dell’amore materno in cui una professionale Federica Bisegna ha fatto riapparire sulla scena il pathos della tragedia greca. Con “La vita che ti chiedi”, infatti,  l’amore materno è capace di nutrirsi anche solo del ricordo di un figlio ed il “coro” delle giovani attrici ha intensificato il dialogo esprimendo giudizi differenti sull’argomento.  

Rendere omaggio ad un grande figlio della nostra terra nel suo 150° anniversario dalla nascita: questo l’intento di Federica Bisegna e Vittorio Bonaccorso per questo strepitoso spettacolo che ha coniugato in tutte le sue sfumature il verbo “far teatro” e la presenza dell’attore Massimo Venturiello, artista di grande levatura nazionale, ha accresciuto quel magico mondo pirandelliano la cui lettura ha sempre suscitato curiosità e interpretazioni varie, interrogativi e mai certezze, sorrisi e amarezze. Un continuum di opere che si sono sapientemente intrecciate tra loro e hanno toccato le varie corde dell’animo umano, tra verità e follia. Il tutto realizzato ad arte grazie all’intervento di Vittorio Bonaccorso che ne ha curato la regia e l’impianto scenico, dimostrando ancora una volta, le sue innate e affilate capacità attoriali e direttive.  

Sulla scalinata annessa al castello, gli attori, tra cui molti giovani leve della Compagnia Godot, hanno cambiato pelle e stile e movenze e abito e toni per passare da un personaggio all’altro cavalcando l’onda pirandelliana che li ha totalmente avvolti in quell’atmosfera omonima volutamente resa dalla regia. Dalla signora Frola e il signor Ponza all’umorismo di Zi Dima, dall’aria smarrita e perplessa dei sei personaggi in cerca d’autore alla maschera da menagramo del signor Chiarcaro e così via.  

Il cameo di Massimo Venturiello sul finale e la sua espressiva e accurata cantata in dialetto siciliano hanno impreziosito l’effetto scenico. Con lui ha fatto “ingresso” sulla scena anche la vita e la morte, soggetti poste  sullo stesso piano,  due sorte che giocano costanti nell’opera pirandelliana. 

Un plauso doppio a chi come Federica Bisegna e Vittorio Bonaccorso hanno voluto cimentarsi in temi così impegnati che nonostante le difficoltà interpretative dettate dalla complessità delle opere scelte hanno coinvolto positivamente anche i giovani attori.  Ultima replica domani, 1 agosto 2017, alle 21,30 sempre sulla scalinata del Castello di Donnafugata

 

Giovannella Galliano

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Ragusa, 7 luglio 2017 – Premio dei giornalisti accreditati al corifeo Gabriele Portoghese, un giovane che ha saputo armonizzare canti e poesia in un unicum di melodie in cui l’antico ed il moderno cantano una verità che non conosce tempo.  Svecchiare il classico sembra essere stata la prerogativa del regista Giorgio Barberio Corsetti e la scelta su Ficarra e Picone ne ha decretato il successo. 

Il Dio Dioniso ed il servo Xantia nei panni di Ficarra e Picone: si, potremmo benissimo invertire i personaggi e gli interpreti perché in “Le Rane” di Aristofane quel magico mondo greco si è calato a 360 gradi nell’attualità. 

A delle critiche nascenti su Facebook  e social network, circa la convinzione che quella de “Le Rane” con Ficarra e Picone non stia risultando “fra le migliori recitazioni di cui si fregia il teatro”,  ci viene spontaneo rispondere che a questa edizione 2017  è stata sicuramente data una chiave di lettura moderna a cui potremmo abituarci nei prossimi anni. 

Una recitazione, quella di Ficarra e Picone e degli altri attori in scena, snella e professionale che non ha appesantito la pièce di Aristofane che comunque ha già  poco a che vedere con la strutturazione della tragedia classica a cui siamo soliti assistere.  Il teatro, affollatissimo tutti i giorni dal 29 giugno scorso ad oggi, sta rispondendo bene ad ogni rappresentazione ed assistere a 15 minuti di applausi  ogni sera è già un traguardo che ricompensa gli sforzi e la maestria del regista Giorgio Barberio Corsetti che ha saputo, altresì, fondere l’armonia scenica dei due comici siciliani con il magnifico coro di giovani, i puri di cuore contro gli impostori, diretti da Gabriele Portoghese. Uno svecchiamento dovuto! Ed è così che sulla scena il Dio del teatro, Dioniso, sceglie di anteporre il senso della giustizia e il bene dei cittadini alle proprie preferenze personali. A pensarci bene, calandoci nell’attualità, questa saggezza è sconosciuta tra i nostri politici e governanti, manager e banchieri la cui arroganza e sete di potere impedisce al nostro Paese di uscire dalla situazione disastrosa in cui si trova. E come insegnano i titoli di coda di un film, potremmo dire che  ogni riferimento a persona o cosa è puramente casuale. 

 E Dioniso  a ragione e con saggezza decide di dare la palma della vittoria ad Eschilo, le cui idee “cantate” da poeta tragico possono essere messe in campo per salvare Atene dal disastro.  Le sue idee sono state ritenute più fattibili e meno chimeriche di quelle di Euripide il quale a torto era già stato dato per vincitore tra i due. Ed ecco che ritroviamo  un altro insegnamento valido in politica oggi più che mai: mai fidarsi dalle apparenze, quelli che contano alla fine sono i fatti.  Mai più, sembra dire il regista, una città lontana dal teatro e molto dedita alla politica il  cui iter è sempre più dominato da interessi personali.

Ed  è così che Eschilo, scelto da Dioniso, accetterà questo suo “mandato” con la sua poetica visione del mondo. Ma  prima di tornare tra i vivi farà un patto affinché sul trono, alla destra di Plutone,  sieda Sofocle e mai Euripide. 

Un video, tra  altri molto cari al regista, immortala Ezra Pound, il poeta americano che si ribellò al capitalismo ma anche all’usura ai tempi del fascismo, intervistato da Pier Paolo Pasolini nel 1968. Antico e moderno, tempi che si specchiano l’uno nell’altro: anche il regista oggi ha scelto il suo poeta e con umiltà si è calato nei panni di Dioniso. 

 

Giovannella Galliano

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Cinema Lumière, Ragusa

 

DAL 16 AL 21 GIUGNO:
"CUORI PURI " di Roberto De Paolis, con Barbora Bobulova ed Edoardo Pesce 
ORARI: 18:30 - 21:30
Giovedí 15 e Lunedì 19 Giugno chiuso.

Il terzo appuntamento della rassegna "Giugno d'essai" è l'opera prima di Roberto De Paolis "CUORI PURI",  selezionata a rappresentare l'Italia per la Quinzaine des Réalisateurs del Festival di Cannes 2017.

Il film racconta la storia di Agnese e Stefano. Agnese  è una ragazza di diciotto anni, cresciuta con una madre molto religiosa, che frequenta la chiesa e ha scelto di mantenere la sua verginità fino al matrimonio. Stefano è un ragazzo di venticinque anni dal passato turbolento, che lavora come custode in un parcheggio di un centro commerciale vicino ad un grande campo rom. Agnese e Stefano, seppur diametralmente opposti, si innamoreranno e il loro crescente sentimento li metterà di fronte a scelte difficili.

Il film sarà proiettato dal 16 al 21 giugno alle ore 18:30 e alle 21:30. Giovedi 15 e Lunedì 19 chiuso.

In allegato la locandina del film e una recensione critica.

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Ragusa, 14 giugno 2017 – Forse un giorno saranno pure famosi, ma i bambini di Marina di Acate per adesso sono felici. 

Ci sono stati applausi e lacrime, infatti, per la prima di “Serrerentola” lo spettacolo teatrale che Caritas e Migrantes della diocesi di Ragusa hanno organizzato ieri al Teatro don Bosco di Ragusa con l’idea di restituire momenti di infanzia ai minori che abitano nelle campagne tra Randello e Marina di Acate, in un contesto di lavoro nero, abitazioni fatiscenti, caporalato e segregazione. Alla presenza del Prefetto di Ragusa Maria Carmela Librizzi e del vicario della diocesi di Ragusa don Roberto Asta, ieri è stato tutto come nelle favole: c’era una matrigna, due sorellastre antipatiche, una fatina e degli animaletti magici. E poi c’era lei, Serrerentola, che ama leggere i libri, ma è costretta a lavorare in serra e a sbrigare le faccende domestiche. Fin quando il giovane figlio del proprietario non organizza una festa da ballo.

Per gli organizzatori si tratta di una favola che vuole far sorridere, commuovere e riflettere sulla condizione dei piccoli attori coinvolti, che sono figli dei braccianti agricoli della zona, in maggioranza rumeni o maghrebini, e rappresentano una piccola parte degli oltre 150 minori censiti dal Presidio Caritas che vivono da invisibili sul territorio ibleo.

Molti di loro non frequentano la scuola, non hanno spazi di condivisione con i coetanei, lavorano come baby sitter all’interno o all’esterno della propria famiglia, mentre gli adulti si trovano in serra. Tutti, in definitiva, sono privati della possibilità di vivere pienamente la propria infanzia o adolescenza.

“Con molta delicatezza – dice Domenico Leggio, direttore della Caritas di Ragusa – lo spettacolo presenta gli effetti di un sistema di produzione basato in buona parte sullo sfruttamento e non sul rispetto della persona umana. Con Serrerentola vogliamo far conoscere alla cittadinanza questi minori, renderli finalmente visibili, riflettere sulle conseguenze dei nostri modelli di vita, riconoscerli anche come nostri figli”.

Serrerentola è scritto da Fabio Guastella e Silvia Leggio con musiche di Nicola Randone. Produzione musicale di Lorenzo Licitra e Giuliana Biondo, regia di Fabio Guastella e Lorenzo Licitra, con scene di Laura Cocuzza. Il 15 giugno si replica all’Auditorium Cesar De Bus di Vittoria alle ore 20.

L’applauso che suggellerà la fine di “Serrerentola” sarà per Nicolas, Laura, Sarah, Andrea, Lavinia, Madalina, Dragos, Alex e tutti gli altri bambini il momento di un’ultima magia: trasformarsi da invisibili in cittadini.

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