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Entrare in una sala cinematografica un tempo richiamava non solo l’attenzione – rivolta a sapere che film era proiettato in quella serata – ma stimolava i sensi perché talora incuriosiva il titolo o la trama, anticipata, qualche settimana prima e in maniera molto sintetica, dai rotocalchi.

Oggi la situazione sembrerebbe cambiata, soprattutto per gli incassi al botteghino e per le presenze in sala sempre più ridotte. Sulla base dei dati statistici raccolti da Cinetel il 2017 ha fatto registrare dati non molto confortanti. Sembra che ciò sia dovuto a quella fase definita “di transizione” legata a nuove norme sul cinema i cui decreti attuativi sono arrivati a fine 2017. Ciò avrebbe inciso, in maniera significativa, sulla pianificazione dei film in sala perché molti operatori del settore sono rimasti in attesa di capire come muoversi.

Sarebbe necessario valutare la possibilità di promuovere iniziative volte a facilitare non solo il recupero del Cinema, ma anche del suo appeal con gli spettatori.

La lettura dei dati del circuito Cinetel si rivela poco confortante: l’intervallo di tempo che va dal 22 al 25 novembre ha fatto registrare un decremento pari al 4,17 per cento rispetto allo stesso periodo del 2017. Tale tendenza sembra proseguire toccando numerose città. Anche il territorio della Sicilia non è immune dalla problematica. A tale proposito si è avuto modo di contattare Marco, che svolge la sua quotidiana attività lavorativa come collaboratore nella gestione di una rinomata sala cinematografica in zona iblea. La sua esperienza, ormai pluriennale, gli consente di esternare alcune riflessioni che possono aiutare a comprendere cosa sta accadendo al comparto.

«Il percorso di disintegrazione degli esercizi cinematografici è già in atto. La fruizione del cinema on line è in forte ascesa. Sono numerosi i siti e le applicazioni per computer, smartphone e tablet che offrono a prezzo da sala cinematografica la possibilità di vedere dei film usciti in sala appena qualche mese prima. Come se ciò non bastasse alcuni produttori hanno scelto di optare per una distribuzione dei film che possa bypassare il consueto passaggio dalla sala cinematografica. È questo il vero terreno di scontro tra gli esercenti cinematografici e i colossi della distribuzione on line. Basti pensare che per la prima volta il film premiato con il Leone d'oro a Venezia Roma di Alfonso Cuaron non avrà un passaggio in sala così come è stato per il film denuncia sulla storia di Stefano Cucchi. Si consideri ancora la crescita esponenziale delle serie tv, su cui da qualche tempo si concentrano i maggiori sforzi dell’industria cinematografica, che sono sicuramente più redditizie delle produzioni da grande schermo e che consentono una diffusione più capillare direttamente a casa dello spettatore. Si aggiunga a questo la diffusione difficilmente arginabile dello streaming illegale che vede come principali fruitori soprattutto i giovanissimi.

D’altro canto, a fronte di un calo vistoso degli incassi, l’avvento del digitale ha comportato un aumento sproporzionato dei costi per gli esercenti e una riduzione dei costi per i distributori che però continuano a imporre condizioni estremamente gravose per il noleggio dei film. A lungo andare questa situazione non potrà che consolidarsi a sfavore delle sale. A mio parere, non sono lontani i tempi in cui il cinema farà a meno delle sale e gli spettatori potranno usufruire del mezzo cinematografico esclusivamente su pc, tablet o smartphone pagandolo comodamente con la propria carta di credito. Il cinema perderà il suo primato a favore del web e tutto diventerà immediatamente fruibile a basso costo e comodamente seduti a casa propria». 

Giuseppe Nativo


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