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Cronaca
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Ragusa, 1 luglio 2015 – Gli uomini dell’ufficio Volanti della Questura di Ragusa hanno fermato e denunciato per tentato furto aggravato in concorso di un ciclomotore due giovani cittadini tunisini.

Nel pomeriggio di ieri al 113 una cittadina ha segnalato la presenza di due giovani sospetti che poco prima erano stati sorpresi ad armeggiare su un ciclomotore nei pressi di Piazza Salvatore, a Ragusa, tentando di forzare il blocco del manubrio.  Gli agenti in sala operativa hanno inviato sul posto una volante acquisendo direttamente in tempo reale le descrizioni fisiche dei responsabili, che, resisi conto di essere stati scoperti, hanno tentato la fuga.

Gli agenti giunti sul posto hanno accertato l’effrazione commessa sul ciclomotore che si presentava in parte danneggiato nel tentativo sboccarlo, ottenendo dalla proprietaria del mezzo ulteriori dettagli descrittivi risultati poi decisi per l’individuazione dei responsabili. La sala operativa ha diramato alle pattuglie in zona tutti gli elementi utili al rintraccio dei due soggetti in fuga. I controlli a tappeto hanno permesso di fermare, nei pressi di Corso Italia, due giovani di origini tunisine, in tutto rispondenti alle descrizioni fisiche rilasciate dalla parte offesa.  Al momento del controllo il più grande, B.M. , ventenne, cercava di liberarsi, senza riuscirci, di una grossa vite in acciaio, un chiodo ed un fil di ferro lavorato, utensili artigianali utilizzati per forzare il blocco di accensione dei ciclomotori al fine di asportarli.

A seguito dei successivi accertamenti i due giovani di origini tunisine, residenti a Vittoria, venivano identificati per B.M. di anni venti e C.A. diciassettenne, con a carico precedenti di polizia. 

 A carico dei due scattava la denuncia per tentato furto aggravato in concorso.

«L’importante risultato è stato raggiunto grazie alla decisiva collaborazione dei cittadini che segnalando in tempo reale al 113 situazioni sospette hanno consentito alla Polizia di Stato di sventare un furto, assicurando alla giustizia i responsabili», dice il Commissario Filiberto Fracchiolla. 


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