fbpx

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookie. 

Info: Garante per la Privacy

Cronaca
Typography
  • Smaller Small Medium Big Bigger
  • Default Helvetica Segoe Georgia Times
Share/Save/Bookmark
Stella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattiva

La Polizia di Stato esegue misura cautelare per violenza sessuale ai danni di minore degli anni 14. Squadra Mobile e Polizia Postale svolgono accurate indagini a carico di un pozzallese che adescava le vittime nel suo paese e dopo averle costrette a subire atti sessuali, le continuava a molestare attraverso Facebook

 

#Pozzallo, 27 novembre 2015 – La #Polizia di Stato - Squadra Mobile e Polizia Postale – ha eseguito un provvedimento di misura cautelare emesso dal GIP presso il Tribunale di Ragusa, su richiesta della Procura della Repubblica.

G.S. nato (di anni 53) a Ragusa residente a Pozzallo, è accusato di violenza sessuale aggravata, perché con più azioni esecutive del medesimo disegno criminoso, con movimenti subdoli e repentini, costringeva minori degli anni 14 a subire atti sessuali.

L’uomo, dopo aver adescato le vittime carpendo la loro fiducia presentandosi come amico dei loro genitori, offriva passaggi in auto e gelati. Ad ogni momento utile, accarezzava i glutei della vittima…

La polizia racconta di altri particolari di scurrilità dell’indagato, che evitiamo ai nostri lettori.

Le vicissitudine dei ragazzini sono state esaminate dalla Squadra Mobile per gli aspetti di competenza della Sezione specializzata e dall’audizione delle vittime e dalle indagini sulla persona dell’indagato emergeva che le piccole non aveva riferito tutta la verità ai genitori. Le ragazzine per il trauma subito e per non fare preoccupare i genitori fornivano una versione parziale di quanto accaduto. Contestualmente la Polizia Postale ha esaminato  il profilo Facebook di G.S. acquisendo altri importanti elementi indiziari a suo carico dai quali era facile intuire le abitudini del soggetto.

Avvisata la Procura della Repubblica, il Sost. Proc. titolare delle indagini, delegava la Sezione specializzata Reati sessuali della Squadra Mobile e la Sezione Polizia Postale di Ragusa ad effettuare ogni utile attività d’indagine con estrema urgenza. L’audizione protetta delle vittime e degli amici testimoni presso la nuova sala della Questura di Ragusa, con la costante presenza di una psicologa permetteva di raccogliere le denunce delle piccole vittime e gravi indizi di reità.

Al termine delle indagini, la Procura della Repubblica ha chiesto l’applicazione di una misura cautelare a carico di G.S. che il GIP ha accolto, pertanto gli investigatori della Polizia di Stato hanno dato subito esecuzione al provvedimento.

«La Polizia di Stato di Ragusa ha potuto avviare delicatissime indagini, grazie alla fiducia riposta dalle vittime negli investigatori, in quanto spesso accade che fatti così gravi non vengano denunciati. Anche in questo caso le minori non avevano riferito ogni elemento ai genitori, dato che inizialmente non ha permesso di comprendere la gravità dei fatti che, sono emersi solo dopo l’audizione protetta presso gli uffici della Squadra Mobile. Bisogna continuare ad informare i giovani di non fidarsi di sconosciuti pronti a tutto pur di ottenere favori sessuali o di altro tipo e che ogni fatto reato va denunciato, confidando alla propria famiglia o direttamente alla Polizia di Stato quanto subito», hanno detto dalla procura.


© Ondaiblea - Biancavela Press, tutti i diritti riservati - Condizioni




 

 


© Ondaiblea - Biancavela Press, tutti i diritti riservati - Condizioni




 

 

 

Lo scopo di un'opera onesta è semplice e chiaro: far pensare. Far pensare il lettore, lui malgrado

Paul Valéry