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Cronaca
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La Polizia di Stato, chiude la prima “casa a luci rosse” del 2016 a Donnalucata (Scicli). Segnalato il proprietario di casa e diffidato dal continuare a favorire la prostituzione. Il fenomeno delle “case del piacere” tende a spostarsi dal centro cittadino di Ragusa ai paesi e frazioni marinare, per evitare i controlli della Polizia di Stato. La Squadra Mobile nel 2014 ha chiuso 9 case a differenza delle 15 del 2015

 

#Scicli (#Ragusa), 22 gennaio 2016 – La Polizia di Stato, anche nel 2016 continuerà l’attività di contrasto alla prostituzione in provincia di Ragusa ed ha avuto inizio a Donnalucata, frazione marinara di Scicli. 

La Squadra Mobile è stata informata da alcuni residenti della zona che avevano notato uno strano via vai nell’abitazione, solitamente disabitata nel periodo invernale, pertanto immediate sono state le indagini.

I poliziotti, non appena arrivati in via Micciché hanno notato subito che dalla porta d’ingresso corrispondente alla casa di prostituzione segnalata, si affacciava una donna  come per controllare; dopo qualche secondo, la porta si apriva completamente e  usciva un uomo che si allontanava frettolosamente. L’uomo è stato subito fermato e identificato e contestualmente si accedeva nell’appartamento in questione, ove vi si trovava una donna in abiti succinti di circa 40 anni di Santo Domingo (Repubblica Domenicana) e residente a Madrid in Spagna, in possesso del permesso di soggiorno spagnolo, valido per tutta l’Europa.

Su un tavolo vicino alla porta d’ingresso si notava una confezione di preservativi ed altri oggetti utilizzati per pratiche erotiche.

La ragazza ha chiarito che non avrebbe detto al proprietario di avere l’intenzione di prostituirsi all’interno del suo immobile, ma aveva avuto nel contempo la sensazione che egli ne fosse a conoscenza. Appena stabilitasi nell’appartamento, la donna metteva un annuncio su internet su un sito specializzato, inserendo fotografie inequivocabili, per pubblicizzare le sue “prestazioni” a pagamento. Raccontava inoltre (storie già sentite da altre prostitute) di aver girato tutta l’Europa prostituendosi, cambiando città di volta in volta grazie al passaparola tra “colleghe”.

 

Nel 2015 sono state chiuse ben 15 case, la maggior parte nel comune di Ragusa ma anche in altre zone. Diversi sono stati i sequestri delle abitazioni adibite dai proprietari o locatari a luoghi dove poter consumare sesso a pagamento.

Anche in questo caso si trovano conferme sul giro d’affari che è di rilevante entità, tutto dipende dalle richieste dei clienti, i prezzi oscillano da 50 a 200 euro, dipende dai “gusti” e dalle richieste sessuali, a volte possono arrivare a prezzi ancora più alti, come per il sesso di gruppo. 

La Squadra Mobile, per ordine del Questore di Ragusa Giuseppe Gammino, sta effettuando diverse verifiche sugli immobili segnalati dai cittadini, al fine di permettere a tutti gli abitanti delle zone interessate in provincia di non avere problemi nel vivere quotidiano. 

Il fenomeno sembra essersi spostato verso le zone rivierasche, stante la poca frequentazione in inverno dei proprietari degli immobili, valutazione fatta proprio da quest’ultimi che hanno così modo di locare appartamenti che nessuno in inverno abiterebbe, traendo peraltro un buon guadagno.

 «La Polizia di Stato di Ragusa ha subito messo fine all’attività illecita del proprietario di casa che, consapevole dell’attività di meretricio, lucrava sulla attività di prostituzione. Il segno positivo del 2016 è stato già registrato, anche questo risultato è stato raggiunto, ancora una volta, grazie alle segnalazioni dei cittadini», hanno detto il Questore Gammino e il Commissario Ciavola. 

 


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