Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookie. 

Info: Garante per la Privacy

Ragusa e dintorni
Typography
  • Smaller Small Medium Big Bigger
  • Default Helvetica Segoe Georgia Times

Valutazione attuale: 0 / 5

Stella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattiva
 
Share/Save/Bookmark

Ragusa, 14 marzo 2017 – C’è condivisione sulla proposta del commissario straordinario del Libero Consorzio Comunale di ragusa, Dario Cartabellotta, di procedere alla costituzione della ‘Comunità iblea’ della Dieta mediterranea Unesco. I sindaci dei comuni iblei, i rappresentanti dei consorzi di tutela e delle associazioni datoriali si sono espressi favorevolmente per la nuova ‘mission’ che l’ex provincia di Ragusa vuole intestarsi coniugando valorizzazione del bene Unesco immateriale per arrivare a presentare il format che dovrà avere l’approvazione del ministero delle Politiche Agricole in forza della carta dei valori della Dieta Mediterranea, approvata nel 2015.

“La provincia di Ragusa sarebbe la prima Comunità – dice il commissario straordinario Dario Cartabellotta – a costituirsi forte della sua vocazione agricola ed imprenditoriale. Dobbiamo come Istituzione favorire un’educazione trasversale facendo convergere salute, ambiente ed identità. Le istituzioni devono diventare ‘cabina di regia’ in modo da regolamentare l’azione di conoscenza ed educazione della dieta mediterranea. Sul piano operativo c’è da dire che il mode,llo di comunicazione deve diventare capillare e diffuso, coinvolgendo anzi tutto gli insegnanti in modo che venga trasmessa un’idea della sostenibilità e della sicurezza alimentare come virtuosa e felice. L’obiettivo è in un rinnovato patto ‘pubblico-privato’ di istituzionalizzare il ‘brand’ della dieta mediterranea riconoscibile e vendibile ma con l’identità iblea”.

In questo senso si era pensato di caratterizzare la Comunità iblea col marchio collettivo ‘Cestobarocco’ già istituito dalla Provincia nel 2003 sfruttando l’attività di promozione messa in campo in questi anni. Su questa scelta si è deciso di imporsi una pausa di riflessione perché a detta di alcuni amministratori e di alcuni imprenditori la scelta di ‘cestobarocco’ non va verso un ‘brand’ di identità della Comunità iblea della dieta mediterranea.

“A parte la scelta del ‘brand’ – aggiunge Cartabellotta – ho potuto riscontrare grande interesse sulla proposta di costituire la Comunità per la Dieta mediterranea dove il valore aggiunto deve essere un nuovo approccio antropologico e culturale. Abbiamo qualcosa in mano in fatto di biodiversità, convivialità, tradizione che gli altri non hanno. E su questo dobbiamo insistere procedendo a grandi passi a costituire la Comunità e a presentare l’istanza al Ministero che deve certificare il nostro ruolo ma inaugurare soprattutto educare e sensibilizzare ad un nuovo stile di vita”.

© Ondaiblea - Biancavela Press, tutti i diritti riservati - Condizioni

 

 

Lo scopo di un'opera onesta è semplice e chiaro: far pensare. Far pensare il lettore, lui malgrado

Paul Valéry