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Ragusa, 23 settembre 2014 – Giovedì, 25 settembre alle ore 9.00  nella sala conferenze “Enzo Di Geronimo”, ospedale “R. Guzzardi” di Vittoria, parte la prima giornata formativa del workshop: “Sicurezza in Ospedale”. 

L’altro incontro è fissato per il 9 ottobre, sempre alla stessa ora. 

Responsabile scientifico del  corso il dr. Giuseppe Drago, direttore sanitario del presidio ospedaliero. 

Sono previsti 7,1 crediti formativi per i partecipanti. 

Il corso è gratuito, rivolto a  tutte le professioni ed è a numero chiuso (n. 50). 

 

È stato realizzato dall’Asp – PP.OO. di “R. Guzzardi” Vittoria e “Regina Margherita” Comiso, U.O.C. Direzione Sanitaria,  con il contributo dell’INAIL – Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro – Direzione Regionale della Sicilia e dall’ANMDO – Associazione Nazionale dei Medici delle Direzioni Ospedaliere -  sezione Sicilia.

 

Nella prima giornata, 25 settembre,  è  previsto il saluto del direttore generale, dr. Maurizio Aricò e delle Autorità.

 

L’inizio del  corso sarà dato  dal dr. Giuseppe Drago. 

 

Numerosi i relatori che tratterranno argomenti relativi  alla sicurezza nell’Ospedale, realtà  che costituisce un ambiente di lavoro che presenta una molteplicità e variabilità di rischi sia per chi ci lavora, sia per coloro che vengono in qualche modo a contatto con l’ambiente sanitario. 

La conoscenza dei rischi, la prevenzione, l’informazione  e la formazione sono elementi fondamentali per la diffusione della cultura della sicurezza e la riduzione concreta del fenomeno infortunistico. 


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Libri di Salvo Micciché

La Sicilia dei MiccichéScicli - storia, cultura, religione...Scicli: onomastica e toponomasticaZàghiri e Parmi...Argu lu cani...Dall'Alba ai Girasoli...
La Sicilia dei Micciché Scicli storia cultura e religione (secc. V-XVI) Salvo Micciché, Scicli: onomastica e toponomastica Salvo Micciché, Zàghiri e Parmi - Omaggio al Siciliano: poesia, grammatica, glossario Salvo Micciché, Argu lu cani - Cunti, stori, puisia in lingua siciliana Marco Iannizzotto e Salvo Micciché, Dall'Alba ai Girasoli, Edizioni Biancavela - StreetLib
Salvo Micciché e Giuseppe Nativo La Sicilia dei Micciché Carocci EditoreSalvo Micciché e Stefania Fornaro Scicli - storia, cultura, religione (secc. V-XVI) Carocci Editore Salvo Micciché Scicli: onomastica e toponomastica (con appendice araldica) Edizioni Biancavela - Il Giornale di Scicli - StreetLib Salvo Micciché Zàghiri e Parmi - Omaggio al Siciliano: poesia, grammatica, glossario Edizioni Biancavela - StreetLib Salvo Micciché Argu lu cani - Cunti, stori, puisia in lingua siciliana Edizioni Biancavela - StreetLib Marco Iannizzotto e Salvo Micciché Dall'Alba ai Girasoli Edizioni Biancavela - StreetLib

Biancavela, Carocci Editore, Streetlib, Il Giornale di Scicli

I fatti del Sudest

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«L’uomo nella prosperità non comprende – dice un salmo della Bibbia –, è come gli animali che periscono» (Sal 49,21) – queste alcune delle parole pronunciate venerdì scorso da Padre Raniero Cantalamessa durante l’omelia della Celebrazione della Passione del Signore presieduta da Papa Francesco in una Basilica di San Pietro vuota.


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Leggi tutto: Gli uomini e l’illusione di onnipotenza

credits Vaticanews.va (link)

Cultura

Argomento: Cristianesimo
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Pasqua 2020, una pasqua particolare, vissuta in casa per il "lockdown" dovuto all'emergenza Covid-19. Dopo le lacrime arriva il godimento, dopo la contrizione la gioia: con queste riflessioni del dott. Enrico Spadaro (dottore di ricerca in Letteratura inglese ad Aix-en-Provence / Marsiglia) auguriamo ai lettori di Ondaiblea una serena Pasqua, di ripartenza e voglia di vita, di resurrezione e speranza (sm)

 

È con sensazioni di triste gioia che sembra avvicinarsi questa Pasqua, in cui quasi tutti i cristiani non possono fisicamente partecipare ai riti della Settimana Santa. Sembra quasi un paradosso, un ossimoro pronunciare queste parole, “triste gioia”: “gioia” nell’imminente resurrezione di Cristo, “triste” perché forse non totalmente vissuta.

Eppure esiste un termine greco, che racchiude un concetto forse maggiormente conosciuto nel mondo cristiano ortodosso, “charmolypi” (χαρμολύπη), che esprime al tempo stesso sentimenti di gioia (hara) e di tristezza (lypi). Si ritrova tale termine negli scritti di San Giovanni Climaco (525/575-603/650), monaco che visse quasi tutta la vita presso il monastero del Sinai. Nella sua dottrina, e in particolare nel suo scritto più celebre, La Scala della divina ascesa, vengono prevalentemente esaltati coloro che dopo aver peccato si pentono, poiché i dolori patiti permettono loro – attraverso il pentimento – di accedere alla vera “gioia” del Paradiso. Questi peccatori redenti sembrano aver provato la morte per poi essere risorti come Cristo, sono stati abbandonati e infine salvati dal Padre. Le lacrime che hanno versato sono così benedette: “Beati i sofferenti, perché essi saranno consolati”. (Matteo 5,4).


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L’idea di Giuseppe Nuccio Iacono, coordinatore dell’associazione Case della Memoria in Sicilia

 

Ragusa, 24 marzo 2020 - La bellezza dei versi di Dante come auspicio che si possa uscire il prima possibile dalla ‘selva oscura’ che avvolge tutto il mondo, per ‘riveder le stelle’. Il coordinatore delle Case della Memoria della Sicilia, Giuseppe Nuccio Iacono, propone l’idea di invitare tutte le realtà dell’Associazione Nazionale Case della Memoria a pubblicare, dal 25 marzo in poi, sui propri siti e social network alcuni passi della Divina Commedia.


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Il direttore di RTM (Radio Tramissioni Modica) ha scritto una bella recensione su La Sicilia dei Micciché, il saggio storico di Salvo Micciché e Giuseppe Nativo (Carocci Editore). La riproponiamo qui a beneficio dei lettori di Ondaiblea

 

Da RTM

Nel quadro della ricerca storiografica che porta nuova luce alla conoscenza del tessuto politico, umano, sociale e culturale della Sicilia, merita certamente attenzione la pubblicazione del volume La Sicilia dei Micciché. Baroni e briganti, intellettuali e popolo, di Salvo Micciché e Giuseppe Nativo, dato alle stampe per i tipi di Carocci Editore.
Un testo pensato e costruito dagli autori con una chiara struttura teleologica, quella cioè di far convergere “in unum” e divulgare elementi nonché dati storici in ordine alla presenza di una famiglia siciliana molto influente, quella dei Micciché, nei vari territori dell’isola.


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Autore: Augusto Guida
Editore: Edizioni Dehoniane Bologna
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A fine 2019 le Edizioni Dehoniane Bologna hanno dato alle stampe la seconda edizione riveduta ed ampliata della Replica a Giuliano Imperatore di Teodoro di Mopsuestia, che già il curatore, Augusto Guida, aveva pubblicato nel 1994.

La Replica è il primo testo composto da uno scrittore cristiano, intorno al 380 d.C., in risposta all’opera Contro i Galilei che Giuliano (l’imperatore romano noto come ‘Apostata’) ha scritto nel 363, poco tempo prima di morire, facendo particolare riferimento all’opera di Celso e Porfirio, con l’intento di confutare dottrina, principi cristiani e sacri testi dalla religione che lui stesso in un primo momento aveva abbracciato e da cui poi si era allontanato polemicamente e che egli riteneva la religione dei ‘Galilei’. All’Apostata, con la Replica, risponde Teodoro, sicuramente il più importante teologo della scuola esegetica di Antiochia.


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recensione di Annamaria Amitrano

 

È stato ampiamente sottolineato come la personalità di Domenico Pisana, sia a “a largo spettro”, e come, nella sua poesia, appaia il suo grande impegno spirituale, etico, e civile. Il fatto è che il poeta Pisana, senza nulla togliere alla sua scrittura lirico-emozionale, coglie il suo dover essere “lettore” del divenire che lo avvolge; offrendo il punto di vista del poeta sulla contemporaneità che lo coinvolge e lo induce, comunque, al commento.


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Ragusa, 4 aprile 2020 – In 230 scatti (in 95 minuti) l'astrofotografo Gianni Tumino presenta una delle più belle atrofoto di sempre, osservando il cielo di Ragusa, il 28 marzo.

Con comprensibile entusiasmo ce ne parla Giuseppe Fiasconaro in questo interessante articolo di Media Inaf (blog dell'Istituto nazionale di astrofisica) che scrive: «Guardatela bene, l’immagine che vedete qui sotto. Posateci sopra gli occhi per qualche istante. È psichedelica. All’interno di quei cerchi concentrici sullo sfondo sembra di perdersi. Ipnotizzano. Danno come l’impressione di percorrere un tunnel spazio-temporale che porta verso chissà quale altro mondo dell’universo. In basso, testimone della danza delle stelle di questo vortice luminoso, c’è lo splendido capoluogo siciliano che ha dato i natali al celebre astronomo Giovanni Battista Odierna, la città di Ragusa. Lo scatto è così bello che il 28 marzo scorso la Nasa l’ha scelto come Apod, Astronomy Picture Of the Day.»


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L’attesa di un bacio… 

Il bacio per i poeti romantici e contemporanei è «l’apostrofo rosa sulle parole t’amo», per i comuni mortali è un primo approccio, un avvicinarsi, un modo per sentire l’altra persona.
Il bacio può essere voluto, desiderato, rubato, spiato; anche un bacio d’addio, un bacio iniziatore di una relazione, un bacio dato per gioco, un bacio per capire la reazione della persona che lo riceve.


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Una nuova storia di navi e nuova avventura. La storia racconta un Natale particolare, quello del 2007, vissuto da tutto l’equipaggio della ‘Polar Aegle’

Nel 1969 iniziò l’avventura in grande stile, forse la prima al mondo, di trasporto di Gas Naturale Liquefatto, tra l’America (Alaska) e il Giappone. Le Compagnie petrolifere americane, Phillip 66 o Phillips Petroleum Company (in seguito divenuta ConocoPhillips) e la Marathon Oil Corporation proprietarie di alcuni pozzi di Gas Naturale in Alaska, avevano concluso un contratto ventennale con le società giapponesi Tokyo-Gas (TG) e Tokyo Electric Power Company (TEPCO). Alla scadenza il contratto veniva ridiscusso e rinnovato in base quinquennale. Agli inizi del nuovo secolo, avvicinandosi l'esaurimento dei pozzi di Gas delle due compagnie americane, si cominciò a vociferare della fine del contratto e della possibile vendita delle navi a nuova Compagnia per impiego su altre rotte. Agli inizi del 2007 la voce della compravendita delle navi si fece sempre più insistente e certa. Cominciò allora una contrattazione tra gli equipaggi e la Marathon circa la fine degli equipaggi e un eventuale compenso economico in base agli anni di servizio prestati sino al momento della compravendita nei mesi tra agosto e ottobre dello stesso anno fu raggiunto un accordo tra le parti, la Marathon e la ConocoPhillips che a compravendita avvenuta avrebbero noleggiato le navi dal nuovo armatore sino allo scadere del contratto con il Giappone previsto a fine 2010.

Il capitano Gaetano D’Agostino è protagonista di questo viaggio e di questo racconto. A Dicembre 2007 infatti, si trovava a bordo e al comando della nave denominata ‘Polar Eagle’ mentre sulla gemella ‘Arctic Sun’ si trovava il suo collega M. Bianco.

 

Capitano, ricorda cosa accadde il 16 dicembre del 2007 quando lei si trovava a bordo della “Polar Eagle”?

Con la Polar Eagle siamo partiti in zavorra da Yokohama il 16 dicembre alle 08:30 ora locale (JST) mentre la Artic Sun era partita carica qualche ora dall'Alaska, dopo qualche ora ad un orario prefissato (GMT) quando ormai entrambi le navi ci trovavamo in acque internazionali ci hanno comunicato telefonicamente e in simultanea l'avvenuta vendita delle navi e quindi la dismissione (cambio) ufficiale di bandiera da quella della Liberia a quella delle Marshall Islands. A bordo abbiamo dovuto registrare il tutto autocertificando anche il giuramento di fedeltà alla nuova nazione di bandiera acquisita dalla nave. Mi è stato ordinato di dirigermi nel porto giapponese di Muroran in Hokkaido. Arrivammo il giorno dopo all’alba e verso le ore 11 salpammo e ripartimmo alla volta del porto di caricazione, Nikiski (Alaska).

Durante la traversata fummo avvisati che avendo la nave, avendo cambiato ufficialmente il nome da Polar Eagle a Polar Spirit e cambiato anche il colore e il logo di Compagnia della ciminiera, non poteva ritornare in Giappone se non avesse cambiato il nome scritto sui due masconi e a poppa della nave stessa e contemporaneamente il colore della ciminiera e il logo sociale di appartenenza. Cosa questa impossibile da fare in navigazione e non facile da fare anche in porto in Alaska in quel periodo dell'anno.

 

Ricevette dunque un ordine praticamente impossibile... Ci racconti del grande sforzo e del lavoro del suo equipaggio per onorare quella richiesta…

Si doveva a tutti i costi cambiare la vecchia scritta  con il nuovo nome e con i colori e il logo sulla ciminiera per evitare che al prossimo arrivo in Giappone potessimo avere problemi burocratici che ci avrebbero costretto a grossi ritardi e pesanti sanzioni pecuniarie. Feci quindi radunare tutto l’equipaggio libero dal servizio, ufficiali e comuni, ed esposi loro le richieste della Compagnia. Collaboratori e professionali come sempre tutti mi dissero: «Faremo ciò che è necessario anche se le condizioni di tempo non ci saranno favorevoli». Studiammo e stilammo il piano come procedere per minimizzare rischi e prevenire qualsiasi possibilità di incidente.

Arrivammo in porto il mattino del 24 Dicembre 2007, era molto freddo, la temperatura era oltre i 10 - 15 gradi sottozero, in mare lastroni di ghiaccio andavano su è giù strusciando sulla fiancata della nave, a tratti nevicava. Avevamo preparato tutto il materiale necessario per il lavoro e appena finite le pratiche burocratiche e iniziato le operazioni di caricamento, con tutto il personale disponibile organizzammo tre squadre di lavoro, una per cambiare il nome della nave sui masconi di prua, una a poppa e una per iniziare a cambiare colore alla ciminiera per poi dipingere il nuovo logo sociale. Il personale si alternava, un paio di ore di lavoro con brevissime pause per bere qualcosa di caldo e un paio di ore di riposo.

Gli ufficiali si alternavano tra il turno in sala controllo carico e quello che seguiva le squadre all’opera. Io mi alternavo tra la sala radio da dove comunicavo e mandavo foto agli uffici di terra per mostrare lo stato di avanzamento del lavoro, il mio studio dove di tanto in tanto riposavo una mezz'oretta e i vari posti di lavoro per vedere come andava, per far vedere ai ragazzi che ero con loro e per assicurarmi che di tanto in tanto gli addetti alla cucina provvedessero a portare latte e caldo per riscaldare chi lavorava.

 

Un’operazione in cui remavano contro sia il tempo a disposizione che le condizioni atmosferiche e il mare ghiacciato dell’Alaska. Quante ore impiegaste per riuscire in questa difficile operazione?

Quel giornosmettemmo che erano le 22 passate, mandai tutti a riposare dicendo che il giorno dopo, che era Natale, si sarebbe ricominciato alle 5 dell'alba e si sarebbe proseguito sino la fine. Non avremmo otuto festeggiare il santo Natale, non avremmo fatto pranzi speciali, potevamo avere solo brevi pause per far riposare e scaldare chi era sottoposto maggiormente al tempo poco amichevole, per mangiare qualcosa di leggero e caldo. Il lavoro doveva essere completato il prima possibile: il giorno seguente, il 26 dicembre dovevamo ripartire e il lavoro doveva essere completato. Avevo anche ordinato che un rimorchiatore stazionasse nei pressi della nave pronto ad intervenire nel caso disgraziato che qualcuno, non seguendo tutte le norme di sicurezza ce avevamo stabilito, potesse cadere in mare (con quelle temperature pochi minuti in acqua potevano essere letali).

Tutto il personale lavorò sodo, senza tregua, erano ammirevoli, alla mia richiesta avevano risposto senza indugio alcuno, sapevano che io ero con loro. Ricordo che un marinaio mentre si trovava sulla sommità della ciminiera per pitturarne l'esterno, con una mano calzata da un guanto ormai bagnato, toccò erroneamente uno dei tubi di scarico della ciminiera che era molto caldo, rischiando una brutta scottatura. Ebbe la sveltezza di togliersi il guanto e scendere giù per essere assistito, gli feci immergere la mano in acqua ghiacciata per alcuni minuti affinché il calore preso si disperdesse e non avesse il tempo di procurargli scottature alla pelle e bolle… Andò bene, non si manifestò nessuna bolla dovuta alla scottatura e dopo un'oretta di riposo, decise di ritornare a lavorare.

Durante l'avanzamento progressivo dei lavori di tanto in tanto scattavo foto sia da bordo che da sopra il pontile per documentare. Il meteo variava: nevischio, neve, nuvoloso, ma fortunatamente non soffiava un alito di vento, calma piatta; se fosse stato altrimenti tutto sarebbe stato vano, direi impossibile da farsi. Quando finalmente, dopo un giorno e mezzo di lavoro, tutto fu finito, abbiamo consumato tutti insieme un pasto più abbondante, che niente aveva a che fare con i nostri soliti pranzi luculliani delle feste natalizie.

 

Un Natale particolare, senza fasti o grandi pranzi ma col morale alle stelle per il lavoro ben riuscito. Come si sentivano i suoi ragazzi?

Erano contenti del lavoro fatto e fatto professionalmente bene e senza intoppi. Io ero e sono ancora orgoglioso di loro. Pensai che si meritavano a pieno titolo un’ottima ricompensa. Ma le cose non andarono proprio in questo modo… Ripensandoci oggi, però, mi sento ancora mortificato per quei ragazzi che hanno dato l’anima per completare il lavoro e sacrificare il giorno di festa.

 

Cosa accade di preciso il giorno dopo?

Il giorno seguente partimmo, con il nostro carico di Gas Naturale Liquefatto alla temperatura di 161° C sotto lo zero, dentro le nostre stive , alla volta del Giappone. Destinazione Negishi-Yokohama.

Il 27 di mattina contattai il ‘Vessel Team Manager’ che era responsabile del gruppo di navi al quale appartenevamo Team Libra mandandogli il resoconto dettagliato di tutto ciò che era stato fatto e le foto di prima e dopo del lavoro. Gli chiesi pure di farmi sapere come e con cosa la Compagnia avrebbe compensato coloro che fisicamente avevano fatto il lavoro, disagiato, in condizioni avverse e sopratutto non di routine, fatto senza neanche festeggiare i Natale.  La risposta mi lasciò di stucco.

 Vessel Team Manager mi rispose il giorno seguente con una email, scrivendo che era orgoglioso del lavoro fatto e che come premio avrebbe potuto pagare 5 - 6 ore extra di straordinario (in più della normale paga prevista come straordinario fatto), come regalo, a coloro che lo avevano eseguito.  Mi sentii fortemente offeso: ciò che offriva equivaleva a circa 20-30 dollari a persona, in tutto più o meno 500 dollari. Risposi con distacco che ringraziavo a nome dell'equipaggio ma che a nome loro non accettavo elemosine alcune e che 500 dollari al mio equipaggio eventualmente avrei potuto darli prelevandoli dal mio stipendio. Sinceramente mi aspettavo qualcosa di molto più congruo, qualche centinaio di dollari a persona almeno. La precedente Compagnia mi avrebbe sicuramente risposto: «Comandante, vedi tu cosa pensi che meritano e facci sapere».

 

Come reagirono i suoi uomini?

Chiamai a raccolta l'equipaggio e feci leggere loro tutta la comunicazione avvenuta, dicendo che quella somma se loro avessero accettato l'avrei pagata io poiché io avevo rifiutato l'offerta della Compagnia. In coro mi risposero: «Comandante, abbiamo fatto il lavoro perché ce lo hai chiesto tu, questi nuovi padroni non li conosciamo ancora, come loro non conoscono noi. Non vogliamo niente. Scrivilo pure a Glasgow, che abbiamo fatto questo regalo a loro perché noi a bordo da anni ormai siamo un vero team». Mi si rigavano gli occhi, e li avrei abbracciati uno ad uno.

Alcuni mesi dopo l’autore dell’email cadde in disgrazia da parte del Consiglio di Amministrazione della Compagnia (Board of Directors) e fu epurato in maniera che potrei definire ‘poco ortodossa’. In quell'occasione scrisse a tutti i Comandanti delle navi del Team Libra, come a chiedere supporto affinché lo sostenessimo per non farlo mandar via. Gli risposi: «Ognuno ha quel che si merita, umanamente mi dispiace, ma non ho altro da dire», solo queste parole...

Il nuovo Vessel Team Manager, era un indiano, che una volta assunta la responsabilità del suo nuovo incarico societario, mi chiamò al telefono per dirmi che sapeva tutto ciò che era accaduto e che probabilmente sarebbe venuto a trovarmi a bordo e fare una traversata con noi. E infatti fu così. Da allora cominciammo ad avere nuovamente un rapporto umano, ci siamo rivisti diverse volte, sia a bordo che durante alcuni seminari professionali, in Spagna, in Scozia, in Norvegia. Un vero amico.

  

***

Una storia di navi e una storia di uomini. Uomini diversi che popolano il mondo, che solcano mari, che soffrono, che amano il loro lavoro, che fanno la differenza. Appare chiaro che gli uomini dell’equipaggio ci misero il cuore oltre che le braccia per eseguire un ordine del loro comandante. Chi un cuore non lo possedeva non avrebbe potuto apprezzare quel piccolo grande gesto sotto Natale. Onore al merito!

Giovannella Galliano

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Scicli, 6 dicembre 2019 – A Scicli, venerdì 6 dicembre nella Chiesa di San Bartolomeo sarà seguito un concerto in memoria di Giovanni Gazzé, che fu Rettore dell’Arciconfraternita del Santissimo Crocifisso di San Bartolomeo e presidente della Pro Loco e anche assessore al Comune di Scicli.  

Si esibirà il Corpo bandistico Ottavio Penna (diretto dal M° Carmelo Magro), che eseguirà le tradizionali Canzoncine dell’Immacolata, con una sorpresa nel programma relativamente a composizioni inedite di Federico Borrometi in onore alla Madonna Immacolata. 

Prima del concerto, Salvo Micciché ricorderà la figura di Giovanni Gazzé.

Solista sarà Amedeo Falla. Parteciperanno il soprano Giulia Immé e l’Ensemble Vocale “Cantate et Jubilate”.

L’appuntamento è fissato per le ore 20:30.


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Scicli, 26 novembre 2019 – Grande successo sabato 23 novembre a Scicli per il VI Meeting Regionale di Vie Sacre Sicilia, la rete regionale dei cammini tematici siciliani nata nel 2014. 

Organizzatrice della giornata è stata l'Associazione Culturale Tanit Scicli, ideatrice e fautrice di tre cammini sacri nella cittadina iblea e che quest'anno ha avuto l'onore di ospitare a Scicli tutti i camminatori siciliani.


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Leggi tutto: Un successo il meeting Vie Sacre Sicilia a Scicli

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Il Teatro è tante cose. Un luogo dove trascorrere una piacevole serata, dove ascoltare storie lontane, inventate o realmente accadute. Ma soprattutto il Teatro è fatto di persone vere, che mettono l’anima sul palco e raccontare, interpretando ruoli ora vicini ora distanti dal proprio essere. Parlando di teatro pensiamo anche al regista Germano Martorana e alla sua Compagnia Bottega dell’Attore, che ci hanno regalato parecchie emozioni e, pochi mesi fa, un magico periodo natalizio.

 


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«È sempre stata l’arte a raccontare la storia dell’uomo e portarla avanti in una continua rinascita»: intervista alla Compagnia Godot

 

Ragusa, 27 marzo 2020 – Oggi è la Giornata mondiale del Teatro, giornata istituita nel 1962 dall’Istituto Internazionale del Teatro a sostegno delle arti di scena.

Oggi, come non mai, si sente il bisogno di arte, di storie raccontate, per cercare di trascorrere al meglio questo difficile periodo di emergenza sanitaria e di “Io resto a Casa”. Si sente il bisogno di parlare, di sentirsi uniti nonostante la distanza. Per questo abbiamo intervistato chi di storie ne hanno raccontate tante: Vittorio Bonaccorso e Federica Bisegna della Compagnia Godot, affiatato gruppo d’arte teatrale che è riuscito a mettere in scena commedie per divertire, tragedie per evidenziare i vizi e le virtù degli uomini e fiabe per i più piccoli.

 


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Quattro chiacchiere con Alessandro Sittinieri, concorrente de L'Eredità, condotto da Flavio Insinna

 

Ragusa, 23 marzo 2020 – Sembra davvero complicato al momento parlare e scrivere di tante cose. Eppure, in qualche modo, occorre vivere le giornate come meglio si può, restando a casa e, perché no, rivivere alcuni ricordi e raccontare delle storie. Questa volta il protagonista è un ragusano doc, Alessandro Sittinieri, avvocato, di 49 anni, che qualche settimana fa ha partecipato, come concorrente, al programma televisivo “L’Eredità”. In quel periodo, ancora non si parlava insistentemente di Coronavirus anche se già si percepiva che sarebbe cambiato qualcosa. Andiamo con ordine e facciamo quattro chiacchiere con Alessandro Sittinieri.


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Leggi tutto: Dal Teatro Donnafugata… al programma `L’Eredità`

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Ragusa, 31 marzo 2020 – Non bastano quasi le parole per evidenziare i numerosi gesti di solidarietà e le iniziative che si stanno svolgendo in Italia e nel mondo in generale, e in Sicilia e a Ragusa in particolare in questo difficile periodo di emergenza per l'epidemia. Una bella iniziativa è quella della Lega Fantacalcio di Ragusa, la quale ha donato alla Caritas l’intera quota di partecipazione. Un vero goal, come si direbbe in termini calcistici, al coronavirus, un modo utile per aiutare, nell’immediato, le persone più bisognose.


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Leggi tutto: `Lega Fantacalcio` Ragusa dona alla Caritas la...

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Ragusa, 24 febbraio 2020 – Grande partita e vittoria meritata per l’Azzurra Basket Pozzallo, che ha vinto il match di sabato scorso contro Centro Olimpia Domenico Savio Ragusa, al Palazama di Ragusa, gara valida come penultima giornata di campionato, ovvero ottava di ritorno del campionato di serie D Regionale.


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Leggi tutto: Basket Serie D: Azzurra Pozzallo batte Savio...

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Ragusa, 28 aprile 2020 – Tra restrizioni e voglia di ripartire al più presto e, soprattutto, voglia di pensare in maniera molto positiva, anche a Ragusa (città siciliana al momento la città con meno casi di contagi), si ha voglia di normalità. Ma l’intera comunità ragusana come sta attraversando questo periodo di "riposo forzato"?

Lo abbiamo chiesto a Daniele Vitale, presidente provinciale AIAC (Associazione Italiana Allenatori Calcio) e consigliere comunale.


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Leggi tutto: Ragusa e `lockdown`: intervista a Daniele Vitale...

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Scicli: da Boccaccio all’antica Grecia passando per le case degli sciclitani, è questa l’idea che hanno avuto i membri dell’Associazione Culturale Tecne99 di Scicli «in tempo di Coronavirus»

 

Scicli, 27 febbraio 2020 – L’idea è semplice ma originale allo stesso tempo: usare l’arte e la cultura in tutte le loro declinazioni per unire in maniera creativa e propositiva tutti gli utenti del web, riqualificando lo spazio virtuale durante il periodo di quarantena che tutti stiamo vivendo.


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Modica, 21 marzo 2020 – Stanotte è venuto a mancare all’affetto dei suoi Cari e di tutti gli amici e conoscenti il prof. Piero Vernuccio, conosciuto da parecchi modicani come “Piero”. Ricoverato dai primi di dicembre dello scorso anno, ha subìto due interventi chirurgici e ha combattuto da “guerriero”, con dignità e coraggio, fino agli ultimi istanti di vita, nei confronti di un male che gradualmente lo ha soffocato nella carne ma non nell’animo e nella mente.
Direttore responsabile, sin dal 1976, del mensile Dialogo (pubblicato ininterrottamente fino a queste ultime settimane), è stato da sempre molto attento alle variegate problematiche della sua Modica, in particolare in ambito urbanistico. Per diversi anni, insieme ad altri amici, ho collaborato con lui di cui conservo un ottimo ricordo per le sue graffianti riflessioni, nei confronti della burocrazia e della classe politica, che ha sempre esternato, con i dovuti modi e una dialettica sempre costruttiva, attraverso i suoi non pochi contributi giornalistici, opere e scritti vari. Nei confronti di noi collaboratori e amici lascia un vuoto incolmabile perché ha dato un costante esempio non solo si serietà deontologica e professionale ma anche di serietà e attenzione ai grandi valori umani.
Da qualche anno aveva assunto anche la direzione della testata on line ecodegliblei.it.
Ondaiblea.it ha ospitato, a maggio del 2018, un suo contributo sulla figura di “Aldo Moro, l’uomo”.
Oggi lo ricordiamo con immutato affetto attraverso il contributo di Giuseppe Nativo, ragusano ma innamorato dell’antica "Mohac".


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Il dottor Renato Cannizzaro, originario di Scicli (RG) e direttore della struttura di Gastroenterologia Oncologica Sperimentale del CRO di Aviano, entra per rappresentare l’Italia nel prestigioso National Societies Forum di United European Gastroenterology (UEG)


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Modica, 27 gennaio 2020 – Lo scorso 25 gennaio il “sabato letterario” del Caffè Quasimodo è stato incentrato sulla giornata della memoria che si tiene il 27 gennaio, puntando l’attenzione su “Il diario poetico di Pietro Garofalo (1943-1945).

Garofalo, modicano novantottenne ancora vivente e residente nel quartiere Sacro Cuore della città, è nato nel settembre del 1921, ha frequentato il Liceo Classico di Modica ed è stato seminarista dal a Noto dal 1935 al 1940. Nel 1942 partì come recluta e dopo il giuramento partecipò alla Seconda Guerra mondiale; dopo l’8 settembre 1943 fu fatto prigioniero e visse da internato militare prima a Karlovac in Croazia, poi in Germania Neubrandeburg, ove su mandato a lavorare ad Hagenow nella fabbrica Anschuz nel Fliegerhorts.  


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Storia della moneta ed economia circolare per sensibilizzare i ragazzi  

 

Ragusa, 17 gennaio 2020 – I club Rotary di Ragusa e Ragusa Hybla Heraea, sul solco tracciato nel corso della precedente esperienza formativa, risultata molto positiva e coronata da notevole successo e di partecipazione degli alunni e di comunicazione mediatica, hanno progettato per l’anno sociale 2020-2021 lo svolgimento di un concorso tra gli alunni delle 1^ classi delle scuole secondarie di Ragusa sul tema: “Dal primo centesimo di Zio Paperone”. Obiettivo è quello di far conoscere ed approfondire le tematiche inerenti alla storia della moneta e alla consapevolezza dell’uso del denaro nella vita quotidiana. Il concorso sarà diviso in due sezioni: produzione di un testo narrativo e realizzazione di un elaborato grafico pittorico.


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