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Autore: Stefano Vaccaro
Editore: Il Convivio Editore
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Pubblicato il saggio di Stefano Vaccaro Silfide, maga e sirena. L’ideale femminile nella letteratura italiana dell’Ottocento

 

“Forse le donne non sono operaie, contadine, impiegate, ogni giorno più numerose? Non equivale almeno al servizio militare, la funzione e il sacrificio materno, che dà i figli all’esercito e all’officina? Le imposte, i dazi di consumo forse sono pagati dai soli maschi?”

Anna Kuliscioff (1854 – 1925) dalle colonne di Critica sociale 

Una figura muliebre vestita di scuro e con un grande velo che poggia sulle spalle estendendosi oltre la cintola. Sguardo fiero e consapevole del suo ruolo di donna. Eppure alcuni tratti somatici, appena adombrati, la ritraggono con una sorta di velata tristezza. Una donna siciliana in lutto o altro? Un enigma, forse. Tale si presenta la copertina, tratta dall’opera di Agache (Énigme, olio su tela, 1888), della recente fatica letteraria del giovane siciliano Stefano Vaccaro, “Silfide, maga e sirena. L’ideale femminile nella letteratura italiana dell’Ottocento” (Il Convivio Editore, Catania, 2018, pp. 128), con cui indaga, attraverso un testo ricco di articolate citazioni e una copiosa bibliografia, la delicata tematica del “conflitto uomo/donna” che funge da leitmotiv alla raffigurazione della femminilità in tutte le sue molteplici sfumature.

La letteratura, annota la prefatrice Maria Lucia Riccioli, non è solo testualità ma è anche e soprattutto rappresentazione in quanto lo scrittore “non solo ritrae, rispecchia, racconta, rielabora, ma dà voce ai personaggi” ponendosi come una sorta di arbiter tra i personaggi e il lettore, affinché le loro diverse sfere di esistenza trovino un punto di incontro e a volte di reciproco “leggersi” ovvero “riconoscersi al contempo diversi e simili”.

Inizia così il viaggio letterario intrapreso da Stefano Vaccaro, figlio degli iblei, laureato in scienze dei Beni culturali presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano con una tesi in letteratura italiana moderna e contemporanea, autore di saggi volti ad analizzare la produzione letteraria italiana delle intellettuali otto-novecentesche con particolare attenzione alle opere e biografie delle autrici siciliane.

Quello di Vaccaro è un itinerario la cui architettura è inanellata di immagini e suggestioni attraverso cui ricostruisce una serie di volti e storie che riflettono la percezione artistica (ma anche sociale) di un secolo in continuo mutamento come l’Ottocento.

È il periodo in cui la produzione letteraria italiana si arricchisce di figure femminili dalle personalità ora bonarie ed amabili, ora diaboliche ed inquietanti. In Verga, ad esempio convivono le opposte, dicotomiche visioni della psiche e della stessa fisicità femminile. Gli scenari piccolo-borghesi e le ambientazioni mondane e rusticane, proprie delle opere verghiane, fanno da sfondo a personaggi e trame dominate in buona parte da due tòpoi letterari ricorrenti sintetizzabili nella “fenomenologia amorosa e nel microcosmo familiare”. Alla base di entrambe queste esperienze risulta essere la donna, nelle sue varianti vitalistiche (e veriste), ora nella sua veste affascinante e risoluta (cliché richiamato nel quarto romanzo di Verga “Una peccatrice”, pubblicato nel 1866, da cui è tratto il titolo del libro di Vaccaro), ora in quella di angelo del focolare, protettivo e amorevole. In questi luoghi di finzione la donna non fa altro che aggiungere “vapore trasparente e illusorio” fomentando così la sua aura di apparizione enigmatica.

 

Cosa ti ha ispirato a scrivere il libro?

“Abitando in centro storico, a Ragusa Superiore, mi è spesso capitato di alzare gli occhi e di scrutare, tra filari di edifici barocchi, una piccola targa recante la scritta: QUI VISSE MARIANNINA COFFA (1860-1876). Nulla di più, nessuna altra didascalia, nessuna altra informazione, il silenzio! Quando in realtà ci sarebbe così tanto da raccontare. La ricerca è stata ispirata dalla storia delle donne che troppo spesso, per troppo tempo, non hanno avuto il giusto riconoscimento o semplicemente l'opportunità di esprimere i propri pensieri perché nate donne, perché ritenuti esseri inferiori. Mi piaceva mostrare, per una volta, l'uomo, la figura maschile, atterrita dalla presenza femminile”.

 

Qual è la figura di donna siciliana che ti ha colpito di più e perché?

“Il periodo che studio è l'Ottocento che è anche l'epoca nella quale un'intera generazione di autrici impugnò la penna per rivendicare - con esiti più o meno riusciti - la necessità di esprimere le proprie idee, di confrontarsi politicamente e intellettualmente, di godere di spazi del sapere prima quasi del tutto preclusi, quali giornali, periodici e riviste, di poter scrivere e pubblicare proprio come gli uomini. Le donne di cui parlo hanno dei nomi anche se a volte sconosciuti alla critica, sono Giuseppina Turrisi Colonna, Letteria Montoro, Rosina Muzio Salvo, Concettina Ramondetta Fileti, Lauretta Li Greci e diverse altre, interpreti del più alto sentire muliebre siciliano e nazionale”.

 

Se dovessi effettuare un excursus sintetico della figura muliebre, con riferimento anche alla dignità del suo ruolo, nella letteratura siciliana dal Duecento all’Ottocento, cosa scriveresti?

“Allargherei decisamente il discorso oltre alla letteratura. La Sicilia è terra di grandi donne che hanno dato un contributo fondamentale alla storia regionale e non solo. Spesso la levatura morale ha coinciso con l'importanza del ruolo ricoperto, altre volte no. Per restare nel comprensorio ibleo penso alla scaltrezza politica di figure come Anna I Cabrera (1459-1526) che seppe legare il suo nome a quello dei reali di Spagna, così come la discendente Vittoria Colonna Cabrera (1558-1633) fondatrice dell'omonima città e in tempi relativamente più recenti gli altissimi esempi di santità delle beate Maria Schininà (1844-1910), Maria Barba (1884-1949) e Maria Curcio (1877-1957), e ancora, quello della filantropa Maria Paternò Arezzo (1869-1908) oltre che della figura rivoluzionaria di Maria Occhipinti (1921-1996). Tutte donne le cui esperienze hanno magnificato la terra iblea illuminandola con sprazzi di luce attraverso il loro stesso vissuto”. 

Giuseppe Nativo


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Libri di Salvo Micciché

La Sicilia dei MiccichéScicli - storia, cultura, religione...Scicli: onomastica e toponomasticaZàghiri e Parmi...Argu lu cani...Dall'Alba ai Girasoli...
La Sicilia dei Micciché Scicli storia cultura e religione (secc. V-XVI) Salvo Micciché, Scicli: onomastica e toponomastica Salvo Micciché, Zàghiri e Parmi - Omaggio al Siciliano: poesia, grammatica, glossario Salvo Micciché, Argu lu cani - Cunti, stori, puisia in lingua siciliana Marco Iannizzotto e Salvo Micciché, Dall'Alba ai Girasoli, Edizioni Biancavela - StreetLib
Salvo Micciché e Giuseppe Nativo La Sicilia dei Micciché Carocci EditoreSalvo Micciché e Stefania Fornaro Scicli - storia, cultura, religione (secc. V-XVI) Carocci Editore Salvo Micciché Scicli: onomastica e toponomastica (con appendice araldica) Edizioni Biancavela - Il Giornale di Scicli - StreetLib Salvo Micciché Zàghiri e Parmi - Omaggio al Siciliano: poesia, grammatica, glossario Edizioni Biancavela - StreetLib Salvo Micciché Argu lu cani - Cunti, stori, puisia in lingua siciliana Edizioni Biancavela - StreetLib Marco Iannizzotto e Salvo Micciché Dall'Alba ai Girasoli Edizioni Biancavela - StreetLib

Biancavela, Carocci Editore, Streetlib, Il Giornale di Scicli

I fatti del Sudest

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Ricordo del pittore modicano Enrico Maltese (1862-1920) nel centenario della morte. Un articolo di Antonio M. Di Raimondo su Archivio Storico Ibleo

 

Tra i personaggi che hanno dato lustro alla città di Modica, va senz’altro ricordato uno dei geniali artisti che la capitale della antica Contea ha prestato al campo delTarte. Ci si riferisce alla figura del valente pittore Enrico Maltese, di cui, quest’anno, ricorre il centenario della morte.


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Argomento: Storia
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Il presente saggio è stato pubblicato da Il Giornale di Scicli (Anno XLIV, n. 7, 5 luglio 2020), che ringraziamo per aver concesso la riproduzione su Archivio Storico Ibleo Ondaiblea

 

Il Collegio dei Gesuiti sin dalla sua istituzione, nel 1631, fu parte importante della storia culturale e sociale di Scicli, essendo stato, tra le altre cose, una delle prime scuole pubbliche della Sicilia post-medievale. Della storia di questa importante istituzione si sono occupati, tra gli altri, l’erudito Antonino Carioti (Carioti 1994), Alfio Crimi (Crimi 1979) e
in particolare Guglielmo Ferro e Luigi Scapellato nel Notiziario Storico di Scicli (Ferro, Scapellato 1998) e ne Il Giornale di Scicli (Ferro, 1991); di recente anche lo scrivente con Giuseppe Nativo, e con Stefania Fornaro per la collana ‘Studi Storici’ di Carocci Editore (Micciché, Nativo, 2019; Micciché, Fornaro 2018).


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Argomento: Poesia
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Modica, 24 giugno 2020 — Nella ricorrenza dei 700 anni dalla morte di Dante, è uscita, in omaggio al sommo poeta, un’opera dall’emblematico titolo Col dire Poesia…, Prova d’Autore editrice, 2020, alla cui stesura ha collaborato, insieme ad altri 39 studiosi poeti e critici italiani, il modicano Domenico Pisana, Presidente del Caffè letterario Quasimodo, con un contributo sul tema «Dove va la poesia contemporanea?»


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Autore: Domenico Pisana
Editore: Armando Siciliano
Titolo: Viaggio nell’area aretusea. Percorsi di poesia narrativa saggistica
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L’Editore Armando Siciliano pubblicherà nei prossimi giorni un nuovo libro di critica letteraria di Domenico Pisana

 

Modica, 28 giugno 2020 — Viaggio nell’area aretusea. Percorsi di poesia narrativa saggistica, 232 pagine, è il titolo del volume, in cui Pisana si occupa di alcuni poeti, scrittori e saggisti dell’area aretusea del Sud est siciliano: Giovanna Alecci - Giuseppe Blandino - Nicola Bono - Corrado Calvo - Luca Campi - Corrado Di Pietro - Angelo Fortuna - Salvatore Ignaccolo - Pina Magro - Piero Meli - Gioia Pace - Ignazia Iemmolo Portelli - Maria Lucia Riccioli -  Annalisa Stancanelli - Stefano Trombatore.


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Autore: Salvo Micciché, Giuseppe Nativo
Editore: Carocci Editore
Titolo: La Sicilia dei Micciché
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Il direttore di RTM (Radio Tramissioni Modica) ha scritto una bella recensione su La Sicilia dei Micciché, il saggio storico di Salvo Micciché e Giuseppe Nativo (Carocci Editore). La riproponiamo qui a beneficio dei lettori di Ondaiblea

 

Da RTM

Nel quadro della ricerca storiografica che porta nuova luce alla conoscenza del tessuto politico, umano, sociale e culturale della Sicilia, merita certamente attenzione la pubblicazione del volume La Sicilia dei Micciché. Baroni e briganti, intellettuali e popolo, di Salvo Micciché e Giuseppe Nativo, dato alle stampe per i tipi di Carocci Editore.
Un testo pensato e costruito dagli autori con una chiara struttura teleologica, quella cioè di far convergere “in unum” e divulgare elementi nonché dati storici in ordine alla presenza di una famiglia siciliana molto influente, quella dei Micciché, nei vari territori dell’isola.


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Autore: Augusto Guida
Editore: Edizioni Dehoniane Bologna
Titolo: Replica a Giuliano Imperatore
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A fine 2019 le Edizioni Dehoniane Bologna hanno dato alle stampe la seconda edizione riveduta ed ampliata della Replica a Giuliano Imperatore di Teodoro di Mopsuestia, che già il curatore, Augusto Guida, aveva pubblicato nel 1994.

La Replica è il primo testo composto da uno scrittore cristiano, intorno al 380 d.C., in risposta all’opera Contro i Galilei che Giuliano (l’imperatore romano noto come ‘Apostata’) ha scritto nel 363, poco tempo prima di morire, facendo particolare riferimento all’opera di Celso e Porfirio, con l’intento di confutare dottrina, principi cristiani e sacri testi dalla religione che lui stesso in un primo momento aveva abbracciato e da cui poi si era allontanato polemicamente e che egli riteneva la religione dei ‘Galilei’. All’Apostata, con la Replica, risponde Teodoro, sicuramente il più importante teologo della scuola esegetica di Antiochia.


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Rubrica: Meeting cultura

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Articolo di Saro Distefano su La Sicilia del 13.07.2020

 

Ragusa, 13 luglio 2020 — L’idea è nata in piena chiusura da pandemia; esattamente a marzo. Domenico (per tutti Mimmo) Arezzo, docente di geometria all’Università di Genova ma ragusano di nascita e formazione, ha compiuto ottanta anni. Da quel momento ha pensato ad una riunione; a far incontrare, cioè, una quindicina di amici “indigeni”, che con lui hanno qualcosa in comune.

Si tratta di ragusani, modicani, sciclitani alcuni dei quali conoscono Mimmo personalmente (qualcuno è suo parente), altri, la gran parte, solo “virtualmente”. Si tratta di un gruppo che spontaneamente quasi ogni giorno si “incontra” sulla pagina Facebook di uno di loro, Piero Muré, titolare di una sterminata collezione di foto d’epoca dell’area iblea. Muré pubblica la foto, spesso la commenta – anche solo coi dati tecnici ma non disdegna il commento ironico – e gli altri amici, a cascata, commentano la foto e i pensieri degli altri. In poche parole, una sorta di cenacolo tra una dozzina di grandi appassioni (e alcuni anche grandi conoscitori) della storia locale.


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Rubrica: Poetando

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Poetando

 

Che cos’è l’affetto di una mamma verso la propria figlia? Non ha prezzo, non ha limiti di spazio né di tempo. È una sorta di tavolozza ricca di colori dalle sfumature diverse ma che serve a dare articolazione alla tela della vita. L’eco di ricordi e parole animano il cuore di Mamma ripercorrendo momenti gioiosi, talora dolorosi, ma sempre vissuti intensamente. Proprio in un pomeriggio estivo, afoso, dove la calura rende asciutti i pennelli che tracciano segni curiosi sul foglio, l’animo artistico ed eclettico di Margaret Carpenzano vola verso una dimensione lirica dove la successione dei lampi di memoria fornisce allo scritto la musicalità della poesia.


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Spigolature iblee

 

Ragusa, 23 giugno 2020 — Gli italiani lo chiamano «bagolaro». Nome anonimo. Il suo nome scientifico è invece molto bello: Celtis Australis. Noi iblei lo chiamiamo «milicuccu».

Però, a dirla tutta, gli italiani oltre che bagolaro chiamano questa pianta della grande famiglia delle Ulmacee, anche Albero dei Rosari e sopratutto “Spaccasassi”. Il motivo è palese: le radici di questa fortissima coltura sono in grado di penetrare anche la roccia – invero è questa una qualità che condivide con altre piante –. Tant’è che è possibile osservare bagolari arrampicati ovunque, che spaccano il calcare e sopravvivono in condizioni molto difficili (e ci si chiede come fanno).


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8xmille Chiesa cattolica: il progetto modicano è una delle opere al centro della nuova campagna informativa C’è un Paese della CEI

 

C’è un Paese è il cuore del messaggio della campagna CEI 8xmille 2020 che mostra, nei fatti, un Paese che accoglie, sostiene, abbraccia e soprattutto consola. 

È l’Italia dell’8xmille alla Chiesa cattolica. Ogni anno, grazie alle firme dei contribuenti, si realizzano, in Italia e nei Paesi più poveri del mondo, oltre 8.000 progetti che vedono impegnati sacerdoti, suore e i tantissimi operatori e volontari che quotidianamente rendono migliore un Paese reale, fatto di belle azioni, di belle notizie. Un Paese che non si è mai fermato, che ha combattuto, che ha costruito e che merita di essere narrato.

 


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Scicli, 6 dicembre 2019 – A Scicli, venerdì 6 dicembre nella Chiesa di San Bartolomeo sarà seguito un concerto in memoria di Giovanni Gazzé, che fu Rettore dell’Arciconfraternita del Santissimo Crocifisso di San Bartolomeo e presidente della Pro Loco e anche assessore al Comune di Scicli.  

Si esibirà il Corpo bandistico Ottavio Penna (diretto dal M° Carmelo Magro), che eseguirà le tradizionali Canzoncine dell’Immacolata, con una sorpresa nel programma relativamente a composizioni inedite di Federico Borrometi in onore alla Madonna Immacolata. 

Prima del concerto, Salvo Micciché ricorderà la figura di Giovanni Gazzé.

Solista sarà Amedeo Falla. Parteciperanno il soprano Giulia Immé e l’Ensemble Vocale “Cantate et Jubilate”.

L’appuntamento è fissato per le ore 20:30.


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Scicli, 26 novembre 2019 – Grande successo sabato 23 novembre a Scicli per il VI Meeting Regionale di Vie Sacre Sicilia, la rete regionale dei cammini tematici siciliani nata nel 2014. 

Organizzatrice della giornata è stata l'Associazione Culturale Tanit Scicli, ideatrice e fautrice di tre cammini sacri nella cittadina iblea e che quest'anno ha avuto l'onore di ospitare a Scicli tutti i camminatori siciliani.


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Leggi tutto: Un successo il meeting Vie Sacre Sicilia a Scicli

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Ragusa, 7 luglio 2020 — Riapre l'arena di Casuzze. «Visti i problemi legati al post Covid, non siamo in grado di fornirvi il programma completo», dicono dalla direzione del Cinema Lumière.

Intanto ecco il programma della prima settimana (nelle foto).


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Leggi tutto: Cinema. riapre Arena Casuzze

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Ragusa, 5 maggio 2020  «C’era una volta...»: iniziavano così le favole, che poi proseguono con magiche storie di draghi, di principesse da salvare, di regine malvagie e principi azzurri. Leggere una favola con gli occhi di un adulto ha un doppio significato: vivere la vita con quella leggerezza e quella ingenuità che caratterizza i più piccoli, e poi poter riflettere sui pregi e difetti dell’essere umano. E ritornare bambini, anche solo per un’ora, è stato possibile grazie all’iniziativa “La Notte delle Favole - Home Edition” dell’attrice Francesca Morselli, veneta d’origine e ragusana d’adozione, via "social", sabato scorso.


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Leggi tutto: Francesca Morselli e la notte delle favole,...

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Continuano le numerose iniziative promosse in questo periodo per aiutare il prossimo: musica giovane per aiutare l'Ospedale Maggiore di Modica in tempo di emergenza

 

Ragusa, 20 aprile 2020 – La Musica, come spesso accade, è quella dimensione capace di portarci indietro nel tempo, facendo rivivere ricordi del passato; capace, anche, di portarci nel futuro facendo sognare. La Musica accompagna le nostre giornate, diventando una valvola di sfogo. Con il progetto #ilmondoinunastanza, l’autore e compositore Peppe Mavilla, pozzallese d’origine e di Capo Passero d’adozione, ha prodotto, insieme all’artista Biagio Puma, il brano “La mia vita adesso”, in questi giorni presente in varie piattaforme digitali pronto per essere acquistato. Cosa molto importante è che una parte dei proventi della vendita sarà donata al reparto di malattie infettive dell’Ospedale Maggiore di Modica, individuato come "ospedale Covid-19" per la provincia di Ragusa. 


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Leggi tutto: La mia vita adesso: un brano di giovanissimi, il...

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Ragusa, 15 maggio 2020 – È noto che attraverso smartphone, videochiamate etelematica è data a tutti la possibilità di sentirsi vicini, anche a diverse migliaia di chilometri di distanza. In Italia, come altrove, si cerca gradualmente di "ripartire", con la riapertura in primis dei negozi, le librerie, e tra qualche giorno la riapertura dei negozi di abbigliamento, bar, parrucchieri, non dimenticando che il miglioramento attuale è passato attraverso due mesi di quarantena e il rispetto di alcune norme.

Questo è ciò che è accaduto qui. E altrove? Com’è la situazione? Lo abbiamo chiesto a Giovanni Gagliano, un giovane di ventisei anni di Bagheria, che si è trasferito nella “Grande Mela” diversi anni fa. Anche lì si sta vivendo una situazione di “restrizione” simile a quella italiana. Ed ecco cosa ci risponde.


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Leggi tutto: Un siciliano a New York, con il cuore Rosanero

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Gli ‘Ultras’ Europei (e quelli del Marina di Ragusa) dicono «no» alla ripresa del Calcio  

 

Ragusa, 13 maggio 2020 – Gli Ultras di tutta Europa dicono «no» alla ripresa del Calcio. Gruppi Ultras e tifoserie, sia italiane che straniere, hanno firmato il documento dal titolo “Stop Football, No Football Without Fans”. Aderisce anche la squadra del Marina di Ragusa.

Oltre ai problemi riguardanti la sicurezza e la salute, la mancanza dei tifosi allo stadio durante una partita appare essere un controsenso rispetto alla natura stessa dello sport. Senza il supporto della tifoseria e del pubblico non si tratterebbe di un Calcio vero, bensì di un qualcosa privato della sua essenza più intrinseca. Da sempre i Tifosi sono considerati l’anima del gioco, il cosiddetto “dodicesimo uomo”, unitamente alla presenza degli striscioni e cori che con la loro presenza dimostrano vicinanza e grande sostegno alla squadra.


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Leggi tutto: Gli `ultras` (e Marina di Ragusa ASD): «il...

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Scicli, 15 luglio 2020 — Comincia venerdì 17 luglio la stagione delle passeggiate estive di Tanit che, come da tradizione ormai, accompagneranno durante la bella stagione sciclitani e viaggiatori desiderosi di scoprire gli angoli più nascosti e le meravigliose opere d’arte di Scicli. 


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Leggi tutto: In estate passeggia con Tanit. A Scicli

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Scicli, 11 luglio 2020 — Riscoprire il sentimento religioso ed il significato letterale e metaforico della festa di Pasqua all’interno di una tradizione cittadina in cui esaltazione, espressività e passione diventano, per i portatori e per la comunità di Scicli, rigenerazione e tripudio per la vita rinata. Questo è il filo conduttore del Convegno che l’Associazione Portatori di Gioia ha organizzato per venerdì 31 luglio 2020 alle ore 20.00 presso il Chiostro del Carmine.


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Leggi tutto: Scicli. La festa del gioia tra religiosità, arte...

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Scicli, 6 luglio 2020 — Ripartire per imparare, in sicurezza e all'insegna del divertimento.
Questo l'obiettivo dell'associazione culturale Tecne99 che inaugurerà il 13 Luglio 2020 il primo Campus delle Arti della provincia di Ragusa.
I laboratori, pensati per sviluppare il potenziale creativo di bambini e ragazzi dai 6 ai 14 anni, si svolgeranno all'aperto a Villa Penna, Scicli, nel pieno rispetto delle norme anti-Covid.


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Leggi tutto: Tecne99: il Campus delle Arti, a Scicli

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Ragusa, 20 agosto 2020 — I direttori, la Redazione e i Collaboratori di Ondaiblea si associano al dolore dell'amico e collega Marco Iannizzotto per la perdita del caro padre, Giovanni Iannizzotto.

I funerali si terranno il 21 agosto 2020 a Ragusa, nella chiesa del SS. Salvatore (Via Salvatore / Via Ognissanti) alle 16:30.


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Ragusa, 6 luglio 2020 — Cambio al vertice del Rotary Club di Ragusa. Il più antico dell’area iblea (e il quinto più antico dell’intero Distretto 2110 Sicilia e Malta) ha celebrato il tradizionale passaggio della campana tra il presidente uscente, Pietro Di Quattro, e l’entrante, Patrizia Rosafalco.


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Leggi tutto: Rotary Ragusa, cambio della campana: Patrizia...

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Covid-19: psicologia dell’emergenza o emergenza psicologica? Abbiamo intervistato la psicoterapeuta Maria Moschetto

 

Ragusa, 21 aprile 2020 – È ormai da diverse settimane che siamo chiamati a fronteggiare diversi interrogativi. Quotidianamente, avvolti in un turbinio di emozioni, siamo impegnati a riflettere sulla drammaticità degli eventi in cui si perdono affetti, si affievoliscono certezze, si alimentano paure. Paura del contatto con l’altro, paura del contagio. Non di rado ci sentiamo sopraffatti da quello che potremmo definire “contagio emotivo”. All’orizzonte si profila un nuovo stress e, non ultimo, l’instaurarsi di comportamenti non abituali. Parola d’ordine: evitare il contatto, lo stare insieme, ma anche lo stare vicini. Immersi in un sogno senza risveglio, sembriamo fantasmi di noi stessi in una città senza guscio, senza anima, dove in ogni istante si avverte, forte e chiara, la presenza inquietante della parola “rischio”. L’emergenza è sanitaria ma anche psicologica. Ma qual è la percezione del rischio, oggi in un momento così difficile? Abbiamo girato il quesito all’acese Maria Moschetto, psicologa e psicoterapeuta, master in psicologia oncologica e con maturata esperienza sul campo dell’assistenza psicologica ai terremotati (nell’ottobre 2009 ha fatto parte di un gruppo di volontari a sostegno della popolazione colpita dal sisma dell’Aquila e Camerino).


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Il dottor Renato Cannizzaro, originario di Scicli (RG) e direttore della struttura di Gastroenterologia Oncologica Sperimentale del CRO di Aviano, entra per rappresentare l’Italia nel prestigioso National Societies Forum di United European Gastroenterology (UEG)


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