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Spettacolo

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Arriva il “Jazz Cool” di Dino Rubino in quartetto alle Quam di Scicli. Sabato 13 aprile alle 21 un concerto tra jazz, swing le origini della West Coast 

 

Scicli, 12 aprile 2019 – Sabato 13 aprile alle 21.00 torna Dino Rubino sul palco delle Quam per “Lo Spettacolo del Jazz”. 

Il grande trombettista e pianista siciliano, con alle spalle diversi dischi, porta a Scicli il progetto “Cool”, dove la sua tromba guiderà un quartetto composto anche da Rino Cirinnà (sax tenore), Giuseppe Mirabella (chitarra) e Nello Toscano (contrabbasso). Dopo i ritmi brasiliani di Alfredo Paixão, questo progetto invece renderà omaggio alla musica che nacque nella west coast e che prese il nome di “cool jazz”. Temi quasi cameristici e ricchi di contrappunto che non trascurando la matrice fondamentale del jazz, si spingeranno a toccare lo swing, l’improvvisazione e l’interplay. 

Dino Rubino, classe 1980, è un talento eclettico che è passato dal pianoforte alla tromba, con successo invidiabile, per poi tornare al profondo studio del pianoforte, con un progetto e un disco dedicato, per poi ancora tornare alla tromba in lunghe collaborazioni con artisti come Francesco Cafiso e anche Paolo Fresu, con cui ha diversi gruppi e ha inciso diversi dischi. Inutile elencare i tanti festival in tutto il mondo in cui è stato invitato a suonare, e i tanti progetti incisi da diverse etichette di diversi paesi, dalla Francia al Giappone. 

Dopo il primo sold out di Paixão sabato scorso rimangono ancora pochi posti per Dino Rubino ed è dunque consigliata la prenotazione. 

 

Lo Spettacolo del Jazz 2019: Quam Scicli 6 aprile / 1 maggio 2019 a cura di Alberto Fidone.

 

Info: Quam Scicli via Mormino Penna 79, tel. +0932.931154 

Orari concerti 21.00 

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.   www.vienote.it 

 

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Spettacolo musicale tra recitazione e musica dal vivo

 

Ragusa, 2 aprile 2019 – Far ritrovare ai due ragazzi di Liverpool , alias John Lennon e Paul McCartney ,  la via della riconciliazione . Questo lo spirito che animerà lo spettacolo musicale “The ballad of John and Paul,” una storia in sol minore,  che sarà rappresentato a breve in provincia.  Le date previste sono: a Comiso, il 12 aprile, al Ridotto Teatro Naselli   a Ragusa il 13 aprile , al teatro della Badia di Corso Italia e a Scicli il 14 aprile, da Officinoff.  La storia, scritta da Gianni Marotta e Salvo Giorgio porta la regia di quest’ultimo che ha curato anche le luci e le musiche di scena, la scenografia ed i costumi, invece,  sono di  Alessandro La Cognata. Sul palco la live band “ New Kids in town “(Cristina Gennaro, Marco Comitini, Salvo Giorgio, Massimiliano Coria, Salvo Maione, Alessandro La Cognata, Giovanni Marotta)
Tra recitazione e musica dal vivo, lo spettacolo ricostruisce un immaginario (ma forse nemmeno troppo) incontro tra Paul McCartney e John Lennon, negli studi di registrazione newyorkesi di quest'ultimo nel periodo immediatamente successivo allo scioglimento dei Beatles, quando la tensione tra i due musicisti era ancora elevatissima, tra beghe personali e liti giudiziarie, con Yoko a fare da arbitro e la band di John da fabbrica dei ricordi, nel tentativo improbo di far ritrovare ai due la strada della riconciliazione. Dalla breve sinossi un anticipo di ciò che il pubblico andrà ad assistere: 

“La tua musica è banale alle mie orecchie… eppure in tutti questi anni avresti dovuto imparare qualcosa”… “Troppa gente si sta atteggiando a intellettuale underground e rompe in due i propri colpi di fortuna”… Accuse al vetriolo che all’alba degli anni ’70 costituiscono, apparentemente, l’ultimo filo che – a parte complesse vicende giudiziarie – lega ancora John Lennon a Paul McCartney. Siamo ad un anno dallo scioglimento ufficiale dei Beatles, e una delle principali indiziate di tale crimine prende una posizione inattesa: "... sempre in apparente disaccordo voi due… intimamente consapevoli che la tensione tra Paul e John “uomini” tirasse fuori il meglio di Paul e John “artisti”… Ma troppe volte l’uomo ha rischiato di oscurare l’artista…", avrebbe detto la nota artista giapponese Yoko Ono, da due anni divenuta mrs. Lennon. Avrebbe detto realmente o avrebbe potuto dire? E se, davvero, in un’uggiosa serata newyorkese della fine del 1971, John Lennon e Paul McCartney – su spinta della stessa Yoko – si fossero trovati a confronto proprio quando la tensione tra loro era ancora altissima, in perenne bilico tra magnificenza artistica e ben più prosaiche vicende quotidiane? Tra recitazione e musica dal vivo, lo spettacolo ricostruisce quest’immaginario (ma forse nemmeno troppo) incontro tra Paul e John, con Yoko a fare da arbitro e la band (con cui John aveva appena terminato di incidere l’LP “ Imagine”) nel suggestivo ruolo di fabbrica dei ricordi. Il tentativo, forse vano, di far ritrovare ai due ragazzi di Liverpool la via della riconciliazione apre la strada ad un viaggio tra realtà e fantasia, fatto di ricostruzioni sia storiche che emotive, con un finale dal grande impatto emotivo che, al contrario, è assolutamente reale.

A Comiso l’appuntamento è il 12 aprile alle 19,30, per un aperitivo ed  alle 21 per inizio spettacolo; a Ragusa e a Scicli lo spettacolo avrà inizio alle 21.

 

Giovannella Galliano

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«Nel cinema non esistono “originali”, tutte le copie di un film sono uguali, e nonostante questo accade una magia: a ogni visione il film cambia, perché siamo cambiati noi».

(Alessandro Avataneo, regista cinematografico e teatrale, docente di cinema e storytelling alla Scuola Holden di Torino)

 

La crisi del Cinema è sotto gli occhi di tutti. Tuttavia, a parere di chi scrive (facente già parte della cosiddetta “vecchia generazione”) il Cinema riveste ancora un “fascino” particolare. Questo, forse, è un giudizio di parte in quanto appassionato della settima arte. 

 

E’ veramente così? Abbiamo girato il quesito ad Alessandro Avataneo, regista cinematografico e teatrale. «A tutt’oggi, il Cinema rappresenta l’esperienza narrativa più potente, completa e accessibile, anche se questo primato si esaurirà in pochi anni, forse venti o trenta, quando il cinema, probabilmente, verrà sostituito da una forma ibrida di film interattivo e videogame. Ciò consentirà allo spettatore di essere protagonista di una realtà alternativa, indistinguibile dalla nostra e personalizzabile secondo una serie di parametri e gusti individuali che consentiranno ai più “drogati” di narrazione tra noi di restare immersi nel mondo virtuale e interagire da lì con il mondo reale, e magari guadagnare palate di soldi passando la vita a “giocare” – cosa che peraltro già accade oggi, se pensiamo al fenomeno degli influencer digitali».

Il buio della sala attira ancora?

«Nel buio della sala cinematografica subiamo una mutazione temporanea: entriamo in una specie di letargo, di intorpidimento dei sensi, e viviamo un sogno che si connette con gli strati più profondi della nostra fantasia e del nostro inconscio, fino a incidere il nostro immaginario in maniera indelebile».

Leggi tutto: La crisi del Cinema “non è un fenomeno recente”

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Entrare in una sala cinematografica un tempo richiamava non solo l’attenzione – rivolta a sapere che film era proiettato in quella serata – ma stimolava i sensi perché talora incuriosiva il titolo o la trama, anticipata, qualche settimana prima e in maniera molto sintetica, dai rotocalchi.

Oggi la situazione sembrerebbe cambiata, soprattutto per gli incassi al botteghino e per le presenze in sala sempre più ridotte. Sulla base dei dati statistici raccolti da Cinetel il 2017 ha fatto registrare dati non molto confortanti. Sembra che ciò sia dovuto a quella fase definita “di transizione” legata a nuove norme sul cinema i cui decreti attuativi sono arrivati a fine 2017. Ciò avrebbe inciso, in maniera significativa, sulla pianificazione dei film in sala perché molti operatori del settore sono rimasti in attesa di capire come muoversi.

Sarebbe necessario valutare la possibilità di promuovere iniziative volte a facilitare non solo il recupero del Cinema, ma anche del suo appeal con gli spettatori.

La lettura dei dati del circuito Cinetel si rivela poco confortante: l’intervallo di tempo che va dal 22 al 25 novembre ha fatto registrare un decremento pari al 4,17 per cento rispetto allo stesso periodo del 2017. Tale tendenza sembra proseguire toccando numerose città. Anche il territorio della Sicilia non è immune dalla problematica. A tale proposito si è avuto modo di contattare Marco, che svolge la sua quotidiana attività lavorativa come collaboratore nella gestione di una rinomata sala cinematografica in zona iblea. La sua esperienza, ormai pluriennale, gli consente di esternare alcune riflessioni che possono aiutare a comprendere cosa sta accadendo al comparto.

«Il percorso di disintegrazione degli esercizi cinematografici è già in atto. La fruizione del cinema on line è in forte ascesa. Sono numerosi i siti e le applicazioni per computer, smartphone e tablet che offrono a prezzo da sala cinematografica la possibilità di vedere dei film usciti in sala appena qualche mese prima. Come se ciò non bastasse alcuni produttori hanno scelto di optare per una distribuzione dei film che possa bypassare il consueto passaggio dalla sala cinematografica. È questo il vero terreno di scontro tra gli esercenti cinematografici e i colossi della distribuzione on line. Basti pensare che per la prima volta il film premiato con il Leone d'oro a Venezia Roma di Alfonso Cuaron non avrà un passaggio in sala così come è stato per il film denuncia sulla storia di Stefano Cucchi. Si consideri ancora la crescita esponenziale delle serie tv, su cui da qualche tempo si concentrano i maggiori sforzi dell’industria cinematografica, che sono sicuramente più redditizie delle produzioni da grande schermo e che consentono una diffusione più capillare direttamente a casa dello spettatore. Si aggiunga a questo la diffusione difficilmente arginabile dello streaming illegale che vede come principali fruitori soprattutto i giovanissimi.

D’altro canto, a fronte di un calo vistoso degli incassi, l’avvento del digitale ha comportato un aumento sproporzionato dei costi per gli esercenti e una riduzione dei costi per i distributori che però continuano a imporre condizioni estremamente gravose per il noleggio dei film. A lungo andare questa situazione non potrà che consolidarsi a sfavore delle sale. A mio parere, non sono lontani i tempi in cui il cinema farà a meno delle sale e gli spettatori potranno usufruire del mezzo cinematografico esclusivamente su pc, tablet o smartphone pagandolo comodamente con la propria carta di credito. Il cinema perderà il suo primato a favore del web e tutto diventerà immediatamente fruibile a basso costo e comodamente seduti a casa propria». 

Giuseppe Nativo

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