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 Educazione motoria, sviluppo armonico del corpo, gioco, svago, agonismo ed etica sociale sono i  cardini del programma didattico formativo che la Ciavorella propone per la prossima stagione sportiva

 

Scicli, 6 settembre 2016 – Sono anni ormai che la Ciavorella all’inizio della stagione sportiva traccia le linee programmatiche e di indirizzo intorno a cui definire i programmi didattico – formativi e la sua azione pratica mirata a sollecitare l’azione motoria e a sviluppare i saperi tecnici e morali dei propri atleti ma anche a sollecitare un impegno più collaborativo dei giovani atleti verso la collaborazione tecnica e la direzione di gara.

L’organizzazione di eventi di tipo relazionale come i Memorial, il Campus Estivo Sport Vacanze, i tornei interni, i raduni ed i quadrangolari completeranno il quadro programmatico e formativo.

Su questi temi e su questi principi la Ciavorella ed il suo staff tecnico si proporranno alle famiglie e alla città con la scuola del Centro di Avviamento alla pratica Sportiva (C.A.S.) regolarmente autorizzata dal CONI, con l’attività federale e con l’intenso lavoro di palestra.

L’attività motoria di base viene realizzata dalla Ciavorella a partire dall’età della fanciullezza del giovane e cioè dai cinque per poi proseguire con l’adolescenza con l’insegnamento della tecnica della pallacanestro.

Il fondamento educativo su cui la società si propone è di creare una cultura sportiva mirata a rafforzare nei giovani il valore dell’impegno e del sacrificio, a privilegiare l’incontro con gli altri abituandolo ad agire con correttezza e nel rispetto dell’avversario, ma anche ad abituare il giovane ad utilizzare il proprio tempo libero con equilibrio e soprattutto con gioia e con senso di positività evitando il senso dell’individualità e della solitudine.

Altro punto fondamentale è di abituare il giovane a praticare lo sport serenamente e con gioia, evitando il senso traumatico della sconfitta o viceversa il convincimento di essere un campione in caso di vittoria,  dandogli consapevolezza di aver giocato al meglio la partita con lealtà e soprattutto con il rispetto dell’avversario, infondendogli il rispetto delle regole sapendo che c’è un limite a tutto così nello sport come nella vita.

E come ripetuto altre volte lo sport, così come concepito dalla Ciavorella, mira non alla formazione di campioni né tanto meno a celebrare l’atleta muscoloso, molto spesso poco intelligente e di condotta non irreprensibile, quanto invece alla formazione armonica della persona per abituarla a crescere sana, equilibrata e ricca di valori etici.

Il gesto atletico va seguito e visto in modo normale nel contesto della competitività agonistica che deve essere vissuta in modo regolare e corretta mirando più alla padronanza del corpo e del movimento. 

Lo sforzo fisico deve diventare per il giovane il modo per osservare e, nei limiti del possibile, superare i propri limiti solamente puntando sull’impiego e la padronanza delle proprie risorse evitando di ricercare il guizzo, molto spesso illusorio, di diventare campione.

La bellezza del gesto atletico diventa naturale e crea spettacolo se realizzato in un contesto agonistico regolare e corretto.

Il campione, infatti, non è colui che vive con furbizia e malizia la competizione sportiva, ma è colui che ha capacità di trasferire il faticoso lavoro di palestra nel contesto sociale in cui vive e si muove e si distingue per i suoi valori etici e le sue doti umane.

Gli atleti devono vivere, all’interno dei singoli gruppi in cui è articolata l’attività sportiva della società,

momenti di intensa attività fisica e motoria ma anche momenti di vita associativa improntati sulla qualità dei comportamenti, sull’eticità della vita sociale, sul divertimento e sulla partecipazione ad iniziative ed a gare agonistiche in un rapporto sinergico improntato sulla fiducia collaborativa tra società e genitori.

Di tutto questo il genitore deve farne tesoro nella scelta dell’associazione sportiva dove iscrivere il proprio figlio. 

E la Ciavorella di questi principi ed idee ne ha fatto tesoro puntando, nei suoi programmi formativi, sulla qualità professionale del proprio staff tecnico che risulta formato da laureati in Scienze Motorie, Allenatori Nazionali di Basket e Istruttori Regionali di Minibasket, tecnici di Taping Kinesiologico applicato alla traumatologia sportiva, e sulla qualità educativa delle iniziative relazionali (Memorial, Tornei, Campionati, Raduni di Minibasket, Gemellaggi, Campus Estivo Sport Vacanze, ecc.) che si propone di realizzare nel corso della stagione sportiva.

                                                                                                      

Giuseppe Carestia

 

Lo scopo di un'opera onesta è semplice e chiaro: far pensare. Far pensare il lettore, lui malgrado

Paul Valéry