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Cronaca
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Ragusa, 22 settembre 2014 – Sabato, intorno alle 13, sulla linea 113 il titolare di una gioielleria sita in Ragusa, tra via Roma e Corso Italia segnalava che un uomo aveva tentato di effettuare un pagamento con una carta di credito intestata ad una donna: accortosi della discrasia di titolarità, il gioielliere pur avendo effettuato la transazione si rifiutava di consegnare quanto acquistato e pertanto il soggetto in questione si allontanava speditamente dal negozio, adducendo come scusa all’esercente che la donna intestataria della carta di pagamento fosse la sorella, impossibilitata ad esser presente all’acquisto. 

Dopo pochi minuti, analoga telefonata segnalava stesso modus operandi ai danni di una seconda gioielleria sita in Corso Italia: gli uomini di una Squadra Volante, tempestivamente sul posto, raccoglievano le prime informazioni da parte dei negozianti ed una descrizione sommaria delle fattezze fisiche dell’uomo acquisendo altresì le immagini carpite dall’impianto di videosorveglianza di cui era dotato il secondo esercizio commerciale, grazie alle quali i poliziotti riconoscevano senza ombra di dubbio un noto pregiudicato ragusano, il 37enne R.M., già condannato per furto aggravato con sentenza definitiva ed ammesso alla misura dell’affidamento in prova ai servizi sociali che stava scontando presso un Centro di recupero sito a Ragusa.

Dal riconoscimento dell’autore del reato, gli operatori della Volante intervenuta avviavano le prime ricerche del soggetto, decidendo così di entrare in una terza gioielleria – sita sempre in via Roma – ove in effetti il proprietario confermava che poco prima un uomo aveva fatto ingresso presso il suo negozio comprando gioielli per un valore di 180.00 euro, pagando con una carta di credito: solo dopo aver effettuato l’operazione di pagamento, si accorgeva della discrepanza tra l’intestatario della carta esibita ed il soggetto presente in negozio, e quindi si rifiutava di consegnare la merce all’uomo, il quale si allontanava in tutta fretta.

Con l’aiuto di una seconda Volante, continuavano incessantemente le ricerche dell’uomo, considerata anche la coincidenza dell’orario di chiusura dei numerosi negozi ubicati in centro: dopo poco tempo, si intercettava l’uomo nelle pertinenze di un noto negozio di telefonia ove veniva bloccato.

Alle richieste dei poliziotti, R.M. ha detto di aver regolarmente acquistato un telefono cellulare smartphone del valore di 89 euro, comprensivo di scheda e cover: dalle informazioni assunte dal titolare del negozio, anche in questo caso il R. aveva corrisposto il prezzo con la medesima carta di credito intestata alla donna; presso gli Uffici in intestazione, l’esercente formalizzava regolare denuncia ove spiegava altresì che aveva in buona fede, erroneamente, creduto che in effetti la donna titolare della carta di credito fosse la sorella del R., così come sostenuto da questi. 

Dall’attività di indagine condotta dai poliziotti dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico si appurava che l’arrestato, in due distinte occasioni, si era introdotto all’interno di un Istituto Scolastico, a Ragusa, ove aveva per l’appunto asportato documenti e denaro contante dalle borse di due insegnanti: mentre la prima aveva formalizzato regolare denuncia in data 18 settembre, la seconda – per l’appunto la proprietaria della carta di pagamento utilizzato nella fattispecie - si avvedeva del furto solo dopo essere stata contattata dalla Polizia, stante che il medesimo era stato consumato poche ore prima da R., il quale tratto in arresto dagli uomini della Squadra Volante veniva visto e riconosciuto dalla proprietaria della borsa come l’uomo già visto, proprio nel corso della mattinata, presso la Segreteria dell’Istituto Scolastico, teatro dell’evento. 

1.250.00 euro la somma complessivamente risultata dalle transazioni eseguite da R. con la carta di credito della professoressa: gli importi corrispondenti alle transazioni eseguite presso i negozi situati tra via Roma e Corso Italia – così come accertate dalla Polizia - sono state contestualmente versate in contanti nelle mani della denunciante nel pomeriggio dello stesso sabato. 

Messo alle strette, il pregiudicato ragusano ammetteva di essersi introdotto all’interno dell’istituto scolastico anzidetto proprio nel corso della mattinata e da dove aveva sottratto un portafogli da donna contenente la carta di credito dal medesimo utilizzata; stesse modalità erano state consumate solo pochi giorni addietro.

Sulla scorta delle indicazioni fornite, è stato possibile altresì rinvenire il portafogli che, subito dopo il furto, era stato occultato all’interno del cestino dei servizi igienici di un bar ubicato nel locale Viale Europa, successivamente recuperato dagli operatori.

Sottoposto a fotosegnalamento presso la Polizia Scientifica, assunte le informazioni dai testimoni e formalizzate le denunce, il 37enne pregiudicato ragusano veniva tratto in arresto in flagranza per truffa continuata aggravata e sottoposto al regime di arresti domiciliari a disposizione del PM Gaetano Scollo.

Denunciato altresì per i reati di furto aggravato consumati nell’occorso e per utilizzo indebito di carta di credito.  

Solo il 19 luglio di quest’anno, R. M. – che annovera svariate condanne per furto aggravato, rapina ed evasione – era stato scarcerato dalla Casa Circondariale di Augusta per essere ammesso al regime di affidamento in prova ai servizi sociali quale misura alternativa alla detenzione in carcere: sarà ora il Tribunale di Sorveglianza di Catania a dover valutare la revoca del provvedimento de quo. 


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