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Cronaca
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Modica, 20 gennaio 2015 – L’intensificazione dei servizi di prevenzione e repressione messi in campo dalla Polizia di Stato, a seguito dei recenti fatti di cronaca che hanno allarmato i cittadini modicani, nella giornata di ieri hanno dato esiti positivi. 

Infatti, proprio tre insospettabili  venivano sorprese in flagranza di reato e arrestate per tentato furto.

Si tratta di tre donne zingare di etnia rom che avevano deciso di commettere un furto nell’abitazione di una famiglia modicana, residente nel quartiere Dente,  all’interno della quale credevano non vi fosse nessuno.  

Quivi,  avvalendosi  di un neonato, che una di esse portava appeso con un marsupio,  suonavano ripetutamente il campanello bussando incessantemente sul portone dell’appartamento, proprio allo scopo di assicurarsi che all’interno della casa non vi fosse nessuno, dimostrando in ciò una professionalità criminale nel commettere furto in abitazione. 

Tuttavia accadeva che all’interno dell’abitazione i residenti comprendevano cosa stesse accadendo, atteso che dall’occhiello del portone  venivano notate  le tre donne che, iniziavano ad armeggiare sulla serratura dopo aver  colpito  ripetutamente con calci il   portone   per tastarne  la  vulnerabilità.  

Infine,  poiché i residenti, all’interno iniziavano a chiamare la Polizia chiudendosi bene a chiave,  le donne, udito  il rumore   si precipitavano per le scale condominiali dandosi a precipitosa fuga a bordo di un’auto con cui si avviavano in direzione Ragusa.

Proprio durante la fuga, la Polizia le intercettava bloccandole, con un neonato a bordo, ancora in territorio di Modica e procedendo alla perquisizione del veicolo all’interno del quale venivano trovate  un paio di forbici modificate ad arte  ed una chiave adulterina.

Quindi, l’immediato intervento della Polizia di Modica e le  prove acquisite  consentivano di assicurare alla giustizia le donne, tutte con precedenti penali per furto, di cui una  ancora minorenne  che venivano tratte in arresto per tentato furto e  per le quali,  le Autorità Giudiziarie Competenti  disponevano, ognuno per la parte di competenza, l’invio   in regime carcerario  (Carcere femminile di Catania,   Istituto  minorile carcerario  di Caltanissetta per la minore, arresti domiciliari in un centro di accoglienza di Modica  per la donna  che ha commesso il furto avvalendosi del  proprio figlioletto di pochi sismi mesi).

Viene ulteriormente intensificato il servizio di controllo del territorio a Modica, soprattutto   nelle aree periferiche e rurali, ove la Polizia di Stato ha specificatamente predisposto apposti pattugliamenti con finalità preventive e repressive  volte a impedire la commissione di ulteriori reati analoghi a quelli registrati nelle settimane scorse assicurando alla giustizia i responsabili.


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