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Cronaca
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Siracusa, 16 giugno 2015 – Per tutelare la sicurezza della navigazione, dei traffici marittimi e della vita umana in mare, dalle ore 0700 alle ore 1400 del giorno 17 giugno p.v.,  la zona di mare antistante il porto di Siracusa, interessata da una programmata esercitazione antinquinamento interforze, è stata interdetta con l’ordinanza n. 69 , emanata il 15 giugno 2015,  dalla Capitaneria di porto di Siracusa.

Vengono così attuate, dalla Capitaneria di porto di Siracusa, nel loro complesso, le prerogative legate alla regolamentazione delle attività marittime nel proprio ambito di giurisdizione, esercitando le funzioni di tutela assegnate dalla legge: è alla stessa Capitaneria di porto, infatti, ad essere demandata l'esclusiva responsabilità  della gestione, dell’organizzazione e delle misure di risposta da adottarsi in caso di sversamento in mare di prodotti inquinanti e dell’impiego e coordinamento dei mezzi aeronavali messi a disposizione dalla Marina Militare, dalla Capitaneria di Porto oltre ai mezzi specializzati che fanno capo ai servizi tecnico nautici e della protezione civile, inclusi i mezzi, in convenzione con il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare della società consortile Castalia. 

L’ organizzazione preposta alla prevenzione ed alla lotta agli inquinamenti  è chiamata a dimostrare la propria affidabilità in sede locale. Essa è centrata nella pianificazione operativa adottata dalla Capitaneria di porto di Siracusa, esercitando le responsabilità affidate dalla legge sulla “difesa del mare” (legge n.979 del 1982), al pari di quanto attuato da tutte le Capitanerie di porto presenti lungo gli 8.000 km di litorale.

In tale contesto, l’esercitazione “Aretusa 2015”, voluta dalla Marina Militare, prevede la dichiarazione dell’emergenza locale da parte della Capitaneria di porto di Siracusa, quale responsabile del coordinamento degli interventi.

L’attenzione per tale esercitazione, da parte del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, è particolarmente alta tant’è che ha inviato in qualità di osservatori,  Ufficiali delle Capitanerie di porto del Reparto ambientale marino.

 


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