Religione
Typography
  • Smaller Small Medium Big Bigger
  • Default Helvetica Segoe Georgia Times

Ragusa, 9 febbraio 2015 – “Una celebrazione molto suggestiva perché ha parlato in maniera eloquente attraverso i segni. È bastato guardare e ascoltare per rendersi conto del significato ricco di ciò che abbiamo fatto”. 

Il vescovo della Diocesi di Ragusa, mons. Paolo Urso, ha descritto sinteticamente con queste parole il rito della dedicazione della chiesa e dell’altare celebrato ieri sera a San Pier Giuliano Eymard, a cinquant’anni dall’erezione canonica dell’edificio di culto, sito in via Grasso a Ragusa.

“Una chiesa – ha detto mons. Urso – viene dedicata al Signore, ha dei titoli, dei riferimenti ai santi, ma la dedicazione è sempre a Colui che è Padre, il Signore della Storia e della nostra vita. 

L’aspetto più importante è che la comunità avverta nella chiesa-edificio l’immagine di quello che deve essere. 

Una chiesa-edificio è il luogo in cui la gente si ritrova, il luogo in cui la gente si incontra e si incontra con Dio. Ed è bello vedere la comunità cristiana come il luogo dell’incontro, il luogo dell’accoglienza, il luogo della preghiera e il luogo della fraternità. E’ quello che auguriamo per il futuro alla parrocchia San Pier Giuliano Eymard”. 

Sono stati giorni di festa questi per la comunità parrocchiale. 

Il rito ha preso il via con la benedizione dell’acqua e l’aspersione. Il vescovo ha percorso gli spazi della chiesa aspergendo con l’acqua benedetta i fedeli, le pareti dell’edificio e l’altare. Quindi, dopo la liturgia della parola e le litanie dei santi, è iniziata la preghiera di dedicazione. Il vescovo, quindi, ha consegnato al parroco, don Giuseppe Russelli, il sacro crisma per ungere le pareti dell’edificio. Poi, versato il sacro crisma al centro dell’altare e ai quattro angoli, ha unto tutta la mensa. Dopo il rito dell’unzione, è stato collocato sull’altare un braciere per farvi ardere l’incenso. Dopo che lo stesso è stato posto nel turibolo, si è proceduto ad incensare l’altare. 

Terminata l’incensazione, l’altare è stato asperso e la mensa ricoperta con una tovaglia. Il vescovo ha quindi consegnato ad alcuni ministri delle candele accese. Le candele poste davanti alle croci della dedicazione sono state accese nello stesso momento e la chiesa si è illuminata a festa. In segno di gioia, quindi, si sono accese tutte le luci intorno all’altare. In ogni chiesa in cui è effettuata la dedicazione, le croci sono dodici, in ricordo degli apostoli. 

“È stato un momento davvero emozionante – dice il parroco don Russelli – ringrazio il vescovo e tutti gli altri sacerdoti che hanno voluto essere presenti in questo speciale momento. Ringrazio  il mio predecessore, don Vincenzo La Porta, e gli altri parroci don Giovanni Leggio e don Giovanni Occhipinti che sono stati assieme a noi con lo spirito. La nostra comunità è ora illuminata da una nuova luce da seguire secondo l’insegnamento di nostro Signore e di San Pier Giuliano Eymard, fondatore dei padri sacramentini”. 

Erano presenti, tra gli altri, il vicario generale della Diocesi, don Salvatore Puglisi, il parroco della Cattedrale, don Gino Alessi, il parroco del Preziosissimo Sangue, don Roberto Asta, don Giuseppe Antoci, direttore dell’Ufficio beni culturali del vescovado e rettore del seminario, don Pippo Occhipinti, responsabile della segreteria del Vescovado.

 

 

 

Lo scopo di un'opera onesta è semplice e chiaro: far pensare. Far pensare il lettore, lui malgrado

Paul Valéry