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Cultura
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Argomento: Cultura
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Ragusa, 6 dicembre 2020 — Autori locali che attraverso le loro opere valorizzano la Sicilia e la sicilianità. A loro è andato il premio letterario “Sicilia d’Autore”, organizzato dall’Associazione CSM (Centro formazione servizi iniziative per la Sicilia), rappresentata da Patrizia Antoci, con il supporto della Casa Editrice G. A. fondata dall’editore Giuseppe Angelica sempre molto attento agli autori che raccontano le realtà territoriali locali.

L’iniziativa, alla sua prima edizione e patrocinata dall’Ars Sicilia, si sarebbe dovuta svolgere a Monterosso Almo, ma a causa delle disposizioni legate al Covid, si è tenuta online con la conduzione di Claudia Trapani. Anche se in forma virtuale, Monterosso è stato il Comune che ha ospitato l’iniziativa, una circostanza testimoniata dalla presenza del sindaco della città montana, Salvatore Pagano, che ha parlato del ruolo della cultura all’interno dell’agenda politica di un’amministrazione comunale, ruolo che deve diventare sempre più centrale.

Di editoria e autori locali ha parlato anche il giornalista del quotidiano La Sicilia Carmelo Riccotti La Rocca che ha sottolineato come, in un momento storico in cui la cultura è stata relegata ai margini, iniziative come il premio letterario Sicilia D’Autore, siano importanti non solo per dare spazio a scrittori emergenti e non, ma anche per riflettere sui temi legati alla valorizzazione del  territorio attraverso le opere letterarie che rappresentano di certo uno strumento importante per permettere che le nuove generazioni non perdano il contatto con le radici e con le tradizioni popolari.

 

Per la prima edizione del premio Sicilia d’Autore, sono stati sei gli autori premiati: Giuseppe Scollo (per 4 volumi: “Uomo e/o donna“, “Scontro di civiltà”, “Globalismo ed individualismo”, “Questione meridionale…o questione Italia?”); Santi Benincasa per il saggio “Curarsi con il movimento degli occhi” ; Luciano Nicastro per “Uomo migliore, fratello universale”, Pietro Mineo per il volume “Sovrano Ordine Militare e Ospitaliero di Santa Maria di Betlemme”, Daniela Iurato per “Viaggio oltre i confini” e Giovanni Distefano per “L’Urtima Spagghiata”.

 

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