Cultura
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Ispica, 14 luglio 2014 – Individuati i vincitori dell’undicesima edizione del concorso di poesia “E’-vViva la Mamma” che si svolgerà la sera del 27 luglio a Villa Anna, in contrada Graffetta ad Ispica (Ragusa).

Concorso ideato da Giorgio Fratantonio e in sinergia con Agimus e la direzione artistica del maestro Giovanni Cultrera., e ovviamente con l’associazione “E’-vViva la mamma”.

La giuria, presieduta dalla professoressa Grazia Dormiente, dopo varie riunioni ha infatti indicato le composizioni poetiche a cui andrà il premio. I tre finalisti, ma il posto in classifica sarà svelato soltanto durante la cerimonia di premiazione, sono Patrizia Stefanelli di Itri (LT) con la poesia “È un mistero”, Raffaele Tesi di Roma con la poesia “Alma Mater” e Sandro Chiappori di Cagliari con la poesia “Come dici tu”. 

La giuria ha anche previsto tre menzioni speciali assegnate a Carmelo Sessa di Avola (SR) con la poesia “il tuo fazzoletto bianco”, Nicolò Mazza di Roma con la poesia “Ricordo di mia madre” e Irene Carta di Cagliari con la poesia “Alzheirmer”. 

Numerosi i concorrenti che da tutta Italia hanno aderito al concorso divenuto ormai un punto di riferimento per quanto riguarda le poesie e i componimenti dedicati alla figura della mamma. E per tale ragione la giuria ha voluto segnalare anche le poesie di Elisa Chitotti di Cesano Boscone (MI) dal titolo “A Nicola e a sua madre”, Giovanni Rosa di Modica (RG) con la poesia “Fìggh’i mamma” (Figli di mamma), Valter Simonini di Massa con la poesia “Madre che spargi amore”, Maria Rosaria Filangieri di Sava (TA) con la poesia”l’ombra del gelso”, Maria Barreca di Reggio Calabria con la poesia “ Compleanno”, Maria Grazia Vai di Bubbiano (MI) con la poesia “il silenzio delle conchiglie”, Caterina Cellotti di Ragusa con la poesia (Con te non invecchiavano le ortensie”, Giuseppe Androne di Roccalumera (ME) con la poesia “Ninna Mamma”, Giulia Anfuso di Gravina di Catania (CT) con la poesia “Dolce sentire”, Sara Rodolao di Imperia con la poesia “Unica mamma”.

 

Lo scopo di un'opera onesta è semplice e chiaro: far pensare. Far pensare il lettore, lui malgrado

Paul Valéry