fbpx

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookie. Maggiori info sulla policy Ondaiblea.

Info generali: Garante per la Privacy


Ondaiblea la Rivista del Sudest

Cronaca
Typography
  • Smaller Small Medium Big Bigger
  • Default Helvetica Segoe Georgia Times
Stella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattiva

#Modica, 15 gennaio 2016 – La Polizia di Modica nella nottata ha tratto in arresto quattro uomini ed una donna, che avevano creato una vera e propria fabbrica del sesso nella tranquilla cittadina modicana. 

D.R.C., 54 anni, originario D.R. ma residente a Siracusa, l’avolese R.G., di anni 53 e i modicani I.L., di anni 41 e R.G.  di anni 37 e a compagna rumena di quest’ultimo, M.R., di anni 37 sono stati arrestati, perché ritenuti responsabili di associazione a delinquere finalizzata al favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione. 

Le indagini della Polizia di Modica sono partite all’inizio del 2014 per contrastare il diffuso fenomeno della prostituzione che più volte era stato segnalato dai residenti, ingenerando allarme sociale.

L’attività investigativa degli uomini del Commissariato, coordinata dal Procuratore Capo Presso la Procura della Repubblica di Ragusa, Carmelo Petralia e dal Sostituto Procuratore Gaetano Scollo, grazie all’impiego di attrezzature tecniche con cui si effettuavano riprese all’esterno e all’interno del luogo monitorato, ha accertato l’esistenza di una illecita attività di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione di donne rumene in territorio di Modica. 

La scoperta  è avvenuta anche grazie ai servizi di osservazione e appostamento che vedevano impegnati numerosi poliziotti, i quali registravano la presenza assidua in questo comune del D.R., già peraltro conosciuto alla Polizia di Modica per i suoi trascorsi penali (e per essersi reso responsabile in concorso con il R., di un’estorsione ai danni di un farmacista avolese), intenti a gestire un’associazione senza fini di lucro, conosciuta ai più come  “Night club Paradise”, al cui interno però si svolgeva l’attività illecita in questione, sempre remunerativa grazie al costante interesse dei clienti per il sesso, così come acclarato dalle riprese in ore notturne, in cui si notava  un andirivieni dal locale di auto e uomini fintamente soci tesserati.

Le indagini e l’acquisizione di atti svelavano come i principali indagati, D.R. e R.,  assieme  ad altri  due modicani e ad una donna rumena, dopo aver rilevato tempo addietro il night  “Le Chat Noire”  nella  periferia di Modica, avevano pensato di dichiararlo “associazione culturale senza scopo di lucro” per aggirare ogni norma di legge sui locali pubblici, nel tentativo di eludere i controlli di Polizia. 

Tuttavia, nonostante tali stratagemmi adottati dagli indagati, che avevano anche provveduto a cambiare la denominazione in “Club Paradise”, non è sfuggito agli investigatori  l’avvenuta trasformazione dell’insospettabile associazione in una vera e propria casa chiusa, all’interno della quale venivano condotte e fatte prostituire numerose donne rumene. Alcune di esse risultavano stabilmente residenti a Modica, mentre altre, “pendolari del sesso”, venivano ospitate per brevi periodi  in una abitazione rurale di Via Fiumara, che gli  indagati da tempo avevano affittato per tale scopo, dimostrando una organizzazione già consolidata che aveva pianificato lo sfruttamento nei minimi particolari, anche per quanto riguardava la situazione alloggiativa delle donne. 

La Polizia ha scoperto che l’organizzazione aveva anche ideato una rete di pubblicità via internet, con  veri e propri annunci/offerte di lavoro indirizzate a “ballerine, ragazze immagine e figuranti di sala” intenzionate a trovare lavoro presso detto Club.

In effetti, tale stratagemma fungeva da vero e proprio “specchietto per le allodole” per richiamare da ogni provincia d’Italia donne “disponibili”  e dai territori confinanti con la provincia di Ragusa, uomini “allettati” dalla  possibilità di fare sesso.

Peraltro, proprio l’astuzia criminale dell’organizzazione aveva elaborato dei sistemi per intercettare anzitempo  eventuali controlli della Polizia, infatti avevano installato fuori dal locale numerose  telecamere a difesa della privacy, un sistema di allarme ed una porta in metallo munita di finestrella, al fine di verificare l’identità degli avventori prima del loro accesso all’interno del club, in modo da precludere, di fatto, un accesso immediato della Polizia ed impedendo  al fenomeno delittuoso  più vecchio del mondo di emergere. 

Erano stati stipulati perfino contratti di lavoro come operai anche a favore dei complici R. G., I. L. e M. R., circostanza questa che mirava a fuorviare eventuali controlli sulla reale funzione di questi all’interno del locale in cui fattivamente favorivano la prostituzione. 

L’attività di indagine fortemente voluta dalla Polizia di Modica e durata alcuni mesi, proprio nella decorsa nottata ha dato i suoi frutti; infatti, in esecuzione dell’ordinanza applicativa di misura cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Ragusa Claudio Maggioni, il D.R. C., capo dell’organizzazione criminosa, è stato tratto in arresto e condotto presso il carcere di Ragusa, mentre  R. G., I.L., R. G. e  la rumena, sono stati tratti in arresto e sottoposti alla misura degli arresti domiciliari. 

Contestualmente, la perquisizione effettuata all’interno del locale in cui venivano catturati tre dei componenti l’associazione investigata,  dava ulteriore riscontro positivo in ordine ai reati contestati, atteso che veniva trovata la somma in contanti di euro 3.340 e varia documentazione attestante le responsabilità penali degli arrestati. Infatti, all’interno del locale venivano identificate numerose donne straniere e vari clienti della provincia di Ragusa e Siracusa.   

 Inoltre, nella medesima ordinanza il Giudice ha disposto il sequestro preventivo dell’immobile di Contrada Musebbi ove si trova il night “Paradise Club”, ponendo definitivamente fine all’uso di detto immobile per finalità illecite.


© Ondaiblea - Biancavela Press, tutti i diritti riservati - Condizioni 

Logo Ondaiblea


  

#Modica, 15 gennaio 2016 – La Polizia di Modica nella nottata ha tratto in arresto quattro uomini ed una donna, che avevano creato una vera e propria fabbrica del sesso nella tranquilla cittadina modicana. 

D.R.C., 54 anni, originario D.R. ma residente a Siracusa, l’avolese R.G., di anni 53 e i modicani I.L., di anni 41 e R.G.  di anni 37 e a compagna rumena di quest’ultimo, M.R., di anni 37 sono stati arrestati, perché ritenuti responsabili di associazione a delinquere finalizzata al favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione. 

Le indagini della Polizia di Modica sono partite all’inizio del 2014 per contrastare il diffuso fenomeno della prostituzione che più volte era stato segnalato dai residenti, ingenerando allarme sociale.

L’attività investigativa degli uomini del Commissariato, coordinata dal Procuratore Capo Presso la Procura della Repubblica di Ragusa, Carmelo Petralia e dal Sostituto Procuratore Gaetano Scollo, grazie all’impiego di attrezzature tecniche con cui si effettuavano riprese all’esterno e all’interno del luogo monitorato, ha accertato l’esistenza di una illecita attività di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione di donne rumene in territorio di Modica. 

La scoperta  è avvenuta anche grazie ai servizi di osservazione e appostamento che vedevano impegnati numerosi poliziotti, i quali registravano la presenza assidua in questo comune del D.R., già peraltro conosciuto alla Polizia di Modica per i suoi trascorsi penali (e per essersi reso responsabile in concorso con il R., di un’estorsione ai danni di un farmacista avolese), intenti a gestire un’associazione senza fini di lucro, conosciuta ai più come  “Night club Paradise”, al cui interno però si svolgeva l’attività illecita in questione, sempre remunerativa grazie al costante interesse dei clienti per il sesso, così come acclarato dalle riprese in ore notturne, in cui si notava  un andirivieni dal locale di auto e uomini fintamente soci tesserati.

Le indagini e l’acquisizione di atti svelavano come i principali indagati, D.R. e R.,  assieme  ad altri  due modicani e ad una donna rumena, dopo aver rilevato tempo addietro il night  “Le Chat Noire”  nella  periferia di Modica, avevano pensato di dichiararlo “associazione culturale senza scopo di lucro” per aggirare ogni norma di legge sui locali pubblici, nel tentativo di eludere i controlli di Polizia. 

Tuttavia, nonostante tali stratagemmi adottati dagli indagati, che avevano anche provveduto a cambiare la denominazione in “Club Paradise”, non è sfuggito agli investigatori  l’avvenuta trasformazione dell’insospettabile associazione in una vera e propria casa chiusa, all’interno della quale venivano condotte e fatte prostituire numerose donne rumene. Alcune di esse risultavano stabilmente residenti a Modica, mentre altre, “pendolari del sesso”, venivano ospitate per brevi periodi  in una abitazione rurale di Via Fiumara, che gli  indagati da tempo avevano affittato per tale scopo, dimostrando una organizzazione già consolidata che aveva pianificato lo sfruttamento nei minimi particolari, anche per quanto riguardava la situazione alloggiativa delle donne. 

La Polizia ha scoperto che l’organizzazione aveva anche ideato una rete di pubblicità via internet, con  veri e propri annunci/offerte di lavoro indirizzate a “ballerine, ragazze immagine e figuranti di sala” intenzionate a trovare lavoro presso detto Club.

In effetti, tale stratagemma fungeva da vero e proprio “specchietto per le allodole” per richiamare da ogni provincia d’Italia donne “disponibili”  e dai territori confinanti con la provincia di Ragusa, uomini “allettati” dalla  possibilità di fare sesso.

Peraltro, proprio l’astuzia criminale dell’organizzazione aveva elaborato dei sistemi per intercettare anzitempo  eventuali controlli della Polizia, infatti avevano installato fuori dal locale numerose  telecamere a difesa della privacy, un sistema di allarme ed una porta in metallo munita di finestrella, al fine di verificare l’identità degli avventori prima del loro accesso all’interno del club, in modo da precludere, di fatto, un accesso immediato della Polizia ed impedendo  al fenomeno delittuoso  più vecchio del mondo di emergere. 

Erano stati stipulati perfino contratti di lavoro come operai anche a favore dei complici R. G., I. L. e M. R., circostanza questa che mirava a fuorviare eventuali controlli sulla reale funzione di questi all’interno del locale in cui fattivamente favorivano la prostituzione. 

L’attività di indagine fortemente voluta dalla Polizia di Modica e durata alcuni mesi, proprio nella decorsa nottata ha dato i suoi frutti; infatti, in esecuzione dell’ordinanza applicativa di misura cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Ragusa Claudio Maggioni, il D.R. C., capo dell’organizzazione criminosa, è stato tratto in arresto e condotto presso il carcere di Ragusa, mentre  R. G., I.L., R. G. e  la rumena, sono stati tratti in arresto e sottoposti alla misura degli arresti domiciliari. 

Contestualmente, la perquisizione effettuata all’interno del locale in cui venivano catturati tre dei componenti l’associazione investigata,  dava ulteriore riscontro positivo in ordine ai reati contestati, atteso che veniva trovata la somma in contanti di euro 3.340 e varia documentazione attestante le responsabilità penali degli arrestati. Infatti, all’interno del locale venivano identificate numerose donne straniere e vari clienti della provincia di Ragusa e Siracusa.   

 Inoltre, nella medesima ordinanza il Giudice ha disposto il sequestro preventivo dell’immobile di Contrada Musebbi ove si trova il night “Paradise Club”, ponendo definitivamente fine all’uso di detto immobile per finalità illecite.


© Ondaiblea - Biancavela Press, tutti i diritti riservati - Condizioni 

Logo Ondaiblea


  

Libri di Salvo Micciché

Scicli - storia, cultura, religione...Scicli: onomastica e toponomasticaZàghiri e Parmi...Argu lu cani...Dall'Alba ai Girasoli...
Salvo Micciché, Scicli: onomastica e toponomastica Salvo Micciché, Scicli: onomastica e toponomastica Salvo Micciché, Zàghiri e Parmi - Omaggio al Siciliano: poesia, grammatica, glossario Salvo Micciché, Argu lu cani - Cunti, stori, puisia in lingua siciliana Marco Iannizzotto e Salvo Micciché, Dall'Alba ai Girasoli, Edizioni Biancavela - StreetLib
Salvo Micciché e Stefania Fornaro Scicli - storia, cultura, religione (secc. V-XVI) Carocci Editore Salvo Micciché Scicli: onomastica e toponomastica (con appendice araldica) Edizioni Biancavela - Il Giornale di Scicli - StreetLib Salvo Micciché Zàghiri e Parmi - Omaggio al Siciliano: poesia, grammatica, glossario Edizioni Biancavela - StreetLib Salvo Micciché Argu lu cani - Cunti, stori, puisia in lingua siciliana Edizioni Biancavela - StreetLib Marco Iannizzotto e Salvo Micciché Dall'Alba ai Girasoli Edizioni Biancavela - StreetLib

Biancavela, Carocci Editore, Streetlib, Il Giornale di Scicli

Libri consigliati

San Guglielmo Cuffitella...Appunti per una Storia della Pietà...La Sacra Rappresentazione delle Milizie...
Ignazio La China, San Guglielmo Cuffitella - un profilo agiografico, Edizioni ilminutod'OroIgnazio La China, Appunti per una Storia della Pietà popolare a Scicli, Editrice SionLa Sacra Rappresentazione delle Milizie, Editrice Sion
Ignazio La ChinaSan Guglielmo Cuffitella - un profilo agiografico Edizioni ilminutod'OroIgnazio La China Appunti per una Storia della Pietà popolare a Scicli Editrice SionIgnazio La China La Sacra Rappresentazione delle MilizieEdizioni ilminutod'Oro

 

Lo scopo di un'opera onesta è semplice e chiaro: far pensare. Far pensare il lettore, lui malgrado

Paul Valéry