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Ondaiblea la Rivista del Sudest

Cronaca
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#Ragusa, 16 marzo 2016 – Non ha rispettato le prescrizioni imposte dall’Autorità Giudiziaria e ha continuato a molestare e minacciare la moglie con l’intento di ritornare ad ogni costo all’interno dell’abitazione famigliare. 

È stato così nuovamente arrestato dagli uomini dell’Ufficio Volanti e della Squadra Mobile di Ragusa, G. M., in esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare disposta dal Giudice per le indagini preliminari Andre Reale su richiesta del Pubblico Ministero D.ssa Giulia Bisello.

L’uomo già qualche mese prima era stato tratto in arresto dagli agenti dell’Ufficio Volanti della Questura di Ragusa per aver colpito ripetutamente con calci e pugni prima la moglie e poi il figlio che era intervenuto in difesa della madre. Con lui era finito in carcere anche il cognato, fratello della vittima che aveva partecipato all’aggressione  colpendo la donna a terra e provocandole ferite al volto e agli arti. 

Dalla successiva denuncia era emersa una situazione familiare fatta di soprusi e violenze che perduravano da tempo. 

La donna aveva raccontato come il matrimonio, durato più di trenta anni, era stato caratterizzato da soprusi ed episodi di violenza nei suoi confronti che, in più occasioni, l’avevano costretta alle cure del pronto soccorso, con un caso anche di rottura delle costole. Mai una denuncia, credendo alle promesse mai mantenute di cambiare atteggiamento da parte del marito violento, e per amore dei figli. Le violenze invece sono continuate nel tempo fino a quando la donna ha deciso di separarsi da quell’uomo che però è rimasto nella casa coniugale in assenza di altre possibilità. Poi l’epilogo violento e l’arresto in flagranza di reato per maltrattamenti in famiglia.

Ritornato in libertà l’uomo ha ricominciato ad insultare la donna minacciandola di gravi conseguenze se i congiunti non avessero acconsentito alla ripresa della convivenza nell’abitazione famigliare.

Le segnalazioni pervenute alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Ragusa hanno immediatamente portato all’emissione di un ordinanza di custodia cautelare in regime degli arresti domiciliari. 

Ieri il personale dell’Ufficio Volanti ha rintracciato l’uomo notificandogli l’ordinanza che lo obbliga a non lasciare il proprio domicilio in attesa del processo penale nel quale dove rispondere del reato di maltrattamenti in famiglia.


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#Ragusa, 16 marzo 2016 – Non ha rispettato le prescrizioni imposte dall’Autorità Giudiziaria e ha continuato a molestare e minacciare la moglie con l’intento di ritornare ad ogni costo all’interno dell’abitazione famigliare. 

È stato così nuovamente arrestato dagli uomini dell’Ufficio Volanti e della Squadra Mobile di Ragusa, G. M., in esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare disposta dal Giudice per le indagini preliminari Andre Reale su richiesta del Pubblico Ministero D.ssa Giulia Bisello.

L’uomo già qualche mese prima era stato tratto in arresto dagli agenti dell’Ufficio Volanti della Questura di Ragusa per aver colpito ripetutamente con calci e pugni prima la moglie e poi il figlio che era intervenuto in difesa della madre. Con lui era finito in carcere anche il cognato, fratello della vittima che aveva partecipato all’aggressione  colpendo la donna a terra e provocandole ferite al volto e agli arti. 

Dalla successiva denuncia era emersa una situazione familiare fatta di soprusi e violenze che perduravano da tempo. 

La donna aveva raccontato come il matrimonio, durato più di trenta anni, era stato caratterizzato da soprusi ed episodi di violenza nei suoi confronti che, in più occasioni, l’avevano costretta alle cure del pronto soccorso, con un caso anche di rottura delle costole. Mai una denuncia, credendo alle promesse mai mantenute di cambiare atteggiamento da parte del marito violento, e per amore dei figli. Le violenze invece sono continuate nel tempo fino a quando la donna ha deciso di separarsi da quell’uomo che però è rimasto nella casa coniugale in assenza di altre possibilità. Poi l’epilogo violento e l’arresto in flagranza di reato per maltrattamenti in famiglia.

Ritornato in libertà l’uomo ha ricominciato ad insultare la donna minacciandola di gravi conseguenze se i congiunti non avessero acconsentito alla ripresa della convivenza nell’abitazione famigliare.

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