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Ragusa e dintorni
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Ragusa, 15 maggio 2015 – Il default delle Province siciliane è ormai acclarato.

Tutti i 9 enti della Regione siciliana hanno un disavanzo strutturale di competenza che mette a rischio la loro sopravvivenza nel giro di pochi mesi.

Il problema non riguarda solo l’ex Provincia di Ragusa, oggi Libero Consorzio Comunale, ma tutte le 9 province siciliane, anzi perfino tutte le province italiane.

L’allarme non arriva dai dipendenti che fra qualche mese non potranno percepire lo stipendio ma dalla Corte dei Conti che ha rilevato il disallineamento tra le entrate e le spese per la copertura dei servizi che sono in capo alle Province.

Tutti i dipendenti delle 9 province siciliane hanno tenuto oggi nei propri Enti assemblee per lanciare l’allarme e avviare una vasta mobilitazione per denunciare lo stato di abbandono in cui versano da anni e il rischio che corrono anche i cittadini già privati – da anni – di molti servizi.

La Provincia di Ragusa è nell’impossibilità di chiudere il bilancio di previsione perché registra un disavanzo di 8 milioni di euro per il prelievo alla fonte che riceve da parte dello Stato di 4,8 milioni di euro che mai e poi mai potrà coprire la Regione siciliana per assicurare il pagamento degli stipendi dei dipendenti e le rate dei mutui con la Cassa Depositi e Prestiti. Ecco che si impone una modifica legislativa alla legge di Stabilità dello Stato 2015 che ha fissato questi prelievi alla fonte e solo un’azione concentrata tra Regione e Stato può eliminare questa ‘forbice’, altrimenti il default è conclamato con la sospensione dei servizi per gli studenti disabili con l’inizio del nuovo anno scolastico, la mancata manutenzione degli edifici scolastici di competenza delle Province, la manutenzione stradale e l’illuminazione delle arterie provinciali. Di fronte a questi scenari l’assemblea ha proposto di avviare una fase di sensibilizzazione sul default annunciato con la deputazione regionale ma anche con i rappresentanti del privato sociale, del partenariato socio-economico e di tutte le categorie sociali che vivono direttamente e indirettamente i problemi finanziari della Provincia, prima di una grande manifestazione regionale a Palermo.

 


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Ragusa, 15 maggio 2015 – Il default delle Province siciliane è ormai acclarato.

Tutti i 9 enti della Regione siciliana hanno un disavanzo strutturale di competenza che mette a rischio la loro sopravvivenza nel giro di pochi mesi.

Il problema non riguarda solo l’ex Provincia di Ragusa, oggi Libero Consorzio Comunale, ma tutte le 9 province siciliane, anzi perfino tutte le province italiane.

L’allarme non arriva dai dipendenti che fra qualche mese non potranno percepire lo stipendio ma dalla Corte dei Conti che ha rilevato il disallineamento tra le entrate e le spese per la copertura dei servizi che sono in capo alle Province.

Tutti i dipendenti delle 9 province siciliane hanno tenuto oggi nei propri Enti assemblee per lanciare l’allarme e avviare una vasta mobilitazione per denunciare lo stato di abbandono in cui versano da anni e il rischio che corrono anche i cittadini già privati – da anni – di molti servizi.

La Provincia di Ragusa è nell’impossibilità di chiudere il bilancio di previsione perché registra un disavanzo di 8 milioni di euro per il prelievo alla fonte che riceve da parte dello Stato di 4,8 milioni di euro che mai e poi mai potrà coprire la Regione siciliana per assicurare il pagamento degli stipendi dei dipendenti e le rate dei mutui con la Cassa Depositi e Prestiti. Ecco che si impone una modifica legislativa alla legge di Stabilità dello Stato 2015 che ha fissato questi prelievi alla fonte e solo un’azione concentrata tra Regione e Stato può eliminare questa ‘forbice’, altrimenti il default è conclamato con la sospensione dei servizi per gli studenti disabili con l’inizio del nuovo anno scolastico, la mancata manutenzione degli edifici scolastici di competenza delle Province, la manutenzione stradale e l’illuminazione delle arterie provinciali. Di fronte a questi scenari l’assemblea ha proposto di avviare una fase di sensibilizzazione sul default annunciato con la deputazione regionale ma anche con i rappresentanti del privato sociale, del partenariato socio-economico e di tutte le categorie sociali che vivono direttamente e indirettamente i problemi finanziari della Provincia, prima di una grande manifestazione regionale a Palermo.

 


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