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«differenziare” col sistema del “porta a porta”»

 

Canicattini Bagni, 23 settembre 2014 – I rifiuti come risorsa e non più come un problema ed una pesantezza per le amministrazioni pubbliche e per gli stessi cittadini. È questa la “rivoluzione culturale” che il nuovo Piano di Intervento per la gestione dei rifiuti solidi urbani, in particolare per la raccolta differenziata, introdurrà a breve in sei dei sette Comuni dell’Unione dei Comuni “Valle degli Iblei”, che hanno aderito all’ARO “Valle dell’Anapo”  (Buccheri, Buscemi, Canicattini Bagni, Cassaro, Ferla, Palazzolo Acreide), l’Ambito Raccolta Ottimale, previsto dalla  nuova normativa regionale con la scomparsa degli ATO e la nascita delle SRR.

Il Piano, che ridisegna tutto il sistema della gestione dei rifiuti, massimizzando la differenziata attraverso il sistema di raccolta “porta a porta” e “lettura elettronica immediata del prodotto conferito”, è stato redatto, per conto dell’ARO, dall’ingegnere Cristina Monsone, esperto indipendente per l’Ambiente e l’Energia presso la Commissione Europea, che da anni si occupa della redazione di modelli gestionali ed impiantistici  a livello nazionale e internazionale, ed approvato lo scorso luglio dall’Assessorato regionale all’Energia, diventando, pertanto, il percorso futuro che i sei Comuni che l’hanno voluto seguiranno insieme, unificando i servizi e riducendo così notevolmente i costi di gestione che ormai devono essere ricoperti al 100% dai cittadini con la TARI.

Il Piano dell’ARO, seguendo una calendarizzazione che i Comuni aderenti si sono data, è stato presentato sabato scorso alla cittadinanza e  ai consiglieri comunali di Canicattini Bagni. Presenti il sindaco Paolo Amenta, l’assessore all’Ecologia, Salvatore La Rosa, i colleghi della Giunta, l’ingegnere Cristina Monsone, che ha redatto il Piano, il dirigente dell’Ufficio Tecnico, geometra capo Giuseppe Carpinteri, e il responsabile del servizio, geometra Carmelo Santoro.

Ad aprire i lavori, seguiti da un pubblico attento e coinvolto, è stato il presidente del Consiglio comunale, Antonino Zocco, che ha lasciato al primo cittadino la presentazione complessiva degli obiettivi e delle motivazioni che hanno spinto Canicattini bagni e gli altri cinque Comuni a mettersi insieme per la gestione dei rifiuti.

Partendo dai risultati raggiunti già negli anni da Canicattini Bagni con il 20% di differenziata ed un Isola Ecologica sulla Maremonti che raccoglie gli “ingombranti” (uno dei pochi Comuni in provincia e in Sicilia ad aver raggiunto già da tempo questi risultati), il primo cittadino ha ripercorso l’esperienza negativa degli Ato Rifiuti in Sicilia (oltre un miliardo di deficit maturato), sino alla loro cancellazione con una legge della Regione e la nascita delle SRR (Società per la Regolamentazione del servizio di gestione Rifiuti), di competenza dei Comuni, dove all’interno è possibile costituire degli ambiti ottimali più ristretti, gli ARO (Ambito Raccolta Ottimale), per una più funzionale gestione, valorizzando e puntando al massimo sulla raccolta differenziata.

Un’opportunità che 6 dei 7 Comuni dell’Unione “Valle degli Iblei” hanno subito colto (manca Sortino), costituendo, appunto, l’ARO “Valle dell’Anapo” autorizzata dalla Regione, e dotandosi di un Piano “condiviso”  e “innovativo” sulla gestione dei rifiuti in tutte le sue fasi.

Il problema che i Comuni continuano ad affrontare rispetto al passato, ha sottolineto il sindaco Amenta, è però la totale assenza di un Piano regionale sull’impiantistica, discariche e piattaforme per il conferimento, che in Sicilia restano ancora in mano a poche famiglie o nell’interesse dell’ecomafia. Ciò costringe i Comuni, come avviene ormai da mesi in provincia di Siracusa con la chiusura della discarica di Costa Gigia ad Augusta, a conferire i rifiuti in siti sempre più lontani, con la conseguente lievitazione dei costi che poi si ripercuotono sui cittadini. 

Nel caso di Canicattini Bagni, ha ricordato ancora Amenta, con il trasferimento dei conferimenti da Augusta alla discarica nei pressi di Lentini, i costi sono passai da 95 euro a tonnellata a ben 140 euro a tonnellata, ovvero 10 mila euro in più al mese, che il Comune è costretto a pagare (da 20 mila a 30 mila euro mensili) per conferire i propri rifiuti. 

Diventa allora non più prorogabile mettere in atto interventi ottimali di riduzione dei rifiuti da portare in discarica, indirizzando tutte le risorse verso la raccolta differenziata (principalmente carta, plastica, vetro, lattine, umido, materiali ferrosi, legno, elettrico ed elettronico, oli minerali), attraverso il sistema ormai collaudato ed efficiente della raccolta “porta a porta” e l’eliminazione dei cassonetti stradali. 

Tentando, insieme, quella che ha definito “una vera rivoluzione culturale”,  di superare anche lo scoglio della mancanza di piattaforme di conferimento del rifiuto umido, che rappresenta la parte più consistente dei rifiuti, con il suo 30%, considerato che l’unica piattaforma più vicina al territorio ibleo, ma non ottimale dal punto di vista dei costi, è quella nei pressi di Caltagirone dove per conferire occorrono 85 euro a tonnellata. Per questo, ha illustrato il primo cittadino, i Comuni dell’ARO sono intenzionati ad utilizzare la struttura CCR comprensoriale già esistente nell’area della discarica di Palazzolo Acreide, a Timpa di Corvo, dove sono presenti scarrabili e contenitori, per fare sostare l’umido che poi verrebbe trasferito in grossi quantitativi riducendo, anche in questo caso, i costi. 

L’obiettivo, ha tenuto a precisare il sindaco Amenta, è quello di attrezzare l’ARO con proprie piattaforme in modo da tagliare anche questi costi, interloquendo, come per gli altri materiali, con i gestori del rifiuto riciclato in modo da averne il massimo del guadagno nell’interesse dell’ambiente, dei cittadini, migliorando la qualità della vita dell’intero territorio.

Dopo l’intervento del sindaco Amenta è stata l’ingegnere Cristina Monsone ad illustrare il Piano di Intervento, partendo dalle normative nazionali e regionali che regolano la materia.

“Un Piano che valorizza i cittadini e trasforma i rifiuti in risorsa per la comunità”, ha detto, cambiando totalmente le abitudini dei cittadini dei 6 Comuni dell’ARO che, con la sua attuazione, dovranno misurarsi con quello che viene definito il miglior sistema gestionale, il “porta a porta”, diventandone protagonisti. 

In particolare, nel Piano, ricorda la Monsone, la frazione dei rifiuti fondamentale per il raggiungimento degli obiettivi fissati dai Comuni, in fase di start up, è quella della raccolta della frazione organica, che costituisce già di per sé la parte più consistente dei RSU. Una strategia, ha rimarcato la professionista, che è totalmente coerente con le Linee Guida dell’ Aggiornamento del Piano Regionale dei Rifiuti della Regione Sicilia (Giugno 2012). Oltre a ciò, si ha un recupero in termini di sostenibilità ambientale, come previsto dagli obiettivi del Protocollo di Kyoto sulle emissioni di gas serra, e l’ulteriore importante obbiettivo di diventare un ARO ad emissione zero, con la priorità della riduzione della spesa pubblica e dei costi a carico dei cittadini che, al contrario, ne avranno solo vantaggi, ambientali e finanziari. 

Perno strutturale (per la sua posizione baricentrica rispetto ai 6 Comuni aderenti) sarà l’impianto CCR di Palazzolo, destinato allo stoccaggio provvisorio di rifiuti urbani o assimilabili, per lo più di natura recuperabile, anche se, come già ricordato dal sindaco Amenta,  l’ARO intende comunque dotarsi nel prossimo futuro di sistemi impiantistici, come impianti di compostaggio e selezione della frazione secca, che siano funzionali al sistema di gestione della raccolta differenziata. 

Fasi importanti del progetto sono, dunque, la raccolta della frazione organica con identificazione dell’utente attraverso la lettura, tramite un palmare, del codice a barre inserito nel contenitore in dotazione al cittadino-utente con l’indicazione in tempo reale anche del quantitativo differenziato; l’incentivazione del compostaggio domestico e di prossimità; la raccolta differenziata con l’eliminazione delle campane stradali; la raccolta differenziata di materiali RAEE e ingombranti  a chiamata; la realizzazione di Ecopunti; e  la realizzazione futura di impianti a servizio del ciclo di gestione integrata dei rifiuti. I dati raccolti dal palmare verranno scaricati in una Base Station.

Conclusa l’illustrazione del Piano, l’ingegnere Monsone ed il sindaco Amenta, hanno poi risposto alle numerose domande da parte del pubblico, tecnici, gruppi, e consiglieri comunali, presenti nell’aula di via Principessa Jolanda. Tutti, nei loro interventi, hanno manifestato apprezzamento nei confronti del Piano ARO e del progetto avviato dall’Amministrazione comunale.

In particolare, sono state indirizzate sollecitazione al sindaco affinchè il sistema dei rifiuti diventi realmente una risorsa anche occupazionale per i giovani della città e dell’intero territorio, attraverso la gestione di tutte le sue fasi di riciclaggio e riuso. 

Altre particolari attenzioni sono state poste sulla forma di gestione del progetto, se in affidamento con bando pubblico a terzi, o gestione diretta, così come sui controlli, e sull’informazione ai cittadini-utenti. 

Per Amenta, i sindaci dei 6 Comuni dell’ARO sarebbero indirizzati verso una gestione diretta, con la costituzione di una società pubblica, dove ognuno conferisce mezzi e personale già in carico, riducendo così i singoli costi, superando il bando di affidamento a terzi che, al contrario, resta la scelta proposta dal capogruppo della minoranza  “Trasparenza e Cambiamento”, Pietro Savarino, “per evitare che controllato e controllore siano gli stessi soggetti pubblici”. 

Puntare sulla raccolta dell’umido per trasformarlo in compost di qualità per arricchire i terreni agricoli e riequilibrare l’ambiente, altresì, diventa una scelta da percorrere per il capogruppo della maggioranza “Sviluppo e Futuro”, Gaetano Amenta, così come la necessità di dotare l’ARO di piattaforme per il conferimento che lo rendano autonomo e libero dai “vincoli di discariche e piattaforme sempre più lontane dai nostri Comuni che si ripercuotono sui costi del servizio che dovranno pagare i cittadini”. 

Un concetto quest’ultimo delle discariche attualmente esistenti in Sicilia e del loro controllo nelle mani di poche famiglie, che costringono i Comuni a sostenere prezzi di conferimento esorbitanti, che è stato ribadito anche dal capogruppo del “Gruppo Misto”, Sebastiano Cascone.

Sui controlli, ha ribadito l’ingegnere Cristina Monsone, il Piano è già ben chiaro, nella consapevolezza che il  passaggio da una metodologia di conferimento a cassonetto ad una domiciliare, comporta per l’utente un evidente aggravio di responsabilità. Nel regolamento per la gestione dei rifiuti urbani, ha  concluso la professionista, possono essere opportunamente previste alcune soluzioni: attraverso i Vigili Urbani, in questo caso non sono necessarie attribuzioni di poteri sanzionatori in quanto agenti di pubblica sicurezza; attraverso l’istituzione di specifica Vigilanza Ambientale, da ricercarsi all’interno dei dipendenti dei Comuni, dotandoli di poteri sanzionatori; attraverso le Guardie Ecologiche Volontarie, per mezzo di convenzioni, anche in questo caso dotandoli di poteri sanzionatori.

Infine, sull’informazione ai cittadini, l’assessore all’Ecologia, Salvatore La Rosa, ha dato notizia che nei prossimi giorni un depliant informativo del Comune sulla Raccolta dei rifiuti, sulla differenziata e sulle norme comportamentali, verrà distribuito a tutte le famiglie, mentre è in preparazione una campagna intensa di informazione e di incontri con i cittadini, ad iniziare dalle scuole.

 


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