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Siracusa, 28 maggio 2015 – La Capitaneria di Porto comunica di aver pubblicato sul sito istituzionale  l’ Ordinanza n. 62/2015  al fine di regolamentare l’uso dell’area portuale per la manifestazione dedicata al 69° anniversario a ricordo  della proclamazione della Repubblica Italiana.

 

A decorrere dalle ore 8 del giorno 2 giugno 2015 fino a termine esigenze nell’area della banchina “Bronzo” (ormeggio numero 5) del Porto Grande di Siracusa  è vietato il transito e la sosta di veicoli, ancorché in possesso di regolare autorizzazione in corso di validità.

L’area portuale è riservata all’ormeggio delle unità navali partecipanti alla manifestazione di cui sopra.

Per qualunque emergenza in mare è possibile contattare la Guardia Costiera telefonicamente al numero blu 1530 o chiamare direttamente al numero telefonico +39.0931.481011 o +39.0931.481004. 

    Per qualunque informazione attinente le attività della Capitaneria di Porto di Siracusa, compresa la visione dell’Ordinanza in questione, gli utenti possono visitare il sito  www.guardiacostierasiracusa.it.


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Libri di Salvo Micciché

Scicli - storia, cultura, religione...Scicli: onomastica e toponomasticaZàghiri e Parmi...Argu lu cani...Dall'Alba ai Girasoli...
Salvo Micciché, Scicli: onomastica e toponomastica Salvo Micciché, Scicli: onomastica e toponomastica Salvo Micciché, Zàghiri e Parmi - Omaggio al Siciliano: poesia, grammatica, glossario Salvo Micciché, Argu lu cani - Cunti, stori, puisia in lingua siciliana Marco Iannizzotto e Salvo Micciché, Dall'Alba ai Girasoli, Edizioni Biancavela - StreetLib
Salvo Micciché e Stefania Fornaro Scicli - storia, cultura, religione (secc. V-XVI) Carocci Editore Salvo Micciché Scicli: onomastica e toponomastica (con appendice araldica) Edizioni Biancavela - Il Giornale di Scicli - StreetLib Salvo Micciché Zàghiri e Parmi - Omaggio al Siciliano: poesia, grammatica, glossario Edizioni Biancavela - StreetLib Salvo Micciché Argu lu cani - Cunti, stori, puisia in lingua siciliana Edizioni Biancavela - StreetLib Marco Iannizzotto e Salvo Micciché Dall'Alba ai Girasoli Edizioni Biancavela - StreetLib

Biancavela, Carocci Editore, Streetlib, Il Giornale di Scicli

I fatti del Sudest

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Argomento: Arte

Valutazione attuale: 5 / 5

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Una mostra fotografica all’ex Convento del Carmine 

 

Modica, 30 maggio 2019 – “Donna iraniana racconta donna iraniana - 100 fotografe 100 immagini” è il titolo della mostra fotografica che si terrà a Modica (Ragusa), presso l’ex Convento del Carmine (Piazza Matteotti), dal 1° al 16 giugno e dal 3 al 25 agosto (da martedì a domenica, ore 17 – 21, lunedì chiuso). L’inaugurazione sarà sabato 1° giugno alle ore 11. L’iniziativa è resa possibile grazie alla sinergica collaborazione del Comune di Modica, Fondazione Teatro Garibaldi Modica, woart.ir, festivart.it.

L’allestimento è curato da Tonino Cannata, sovrintendente della Fondazione Teatro Garibaldi, e dal prof. Paolo Nifosì (storico dell’arte), con la collaborazione di Hamid Tabaei, Stephanie Johnson e Najme Arshadi. Quest’ultima è una giovane ragazza iraniana che, dopo aver frequentato il liceo artistico di Shiraz, sua città natale, ha proseguito gli studi universitari a Isfahān e Teheran, perfezionando la sua conoscenza artistica a Firenze. Le piace molto la Sicilia e, in particolare, è innamorata della città di Modica da cui vuole iniziare a parlare delle sue connazionali.


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Troiane al museo

Ragusa, 17 maggio 2019 –  Per la Festa dei Musei l’Istituto d’Istruzione Superiore “G. Mazzini” di Vittoria (diretto dalla prof. Emma Barrera) e il Polo Regionale per i siti culturali di Ragusa (diretto dal prof. Giovanni Distefano) presentano “Troiane di Euripide”, con la regia di Gianni Battaglia, collaborazioni musicali di Mila Pisani, direzione operativa di Marina Selvaggio.

La rappresentazione sarà tenuta presso il Museo Archeologico Ibleo (Via Natanelli, Ragusa), diretto da Giovanni Cassarino, domenica 19 maggio alle ore 10.

s. m.


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Argomento: Musei
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Festa dei Musei
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Modica, 16 maggio 2019 –  La Festa dei Musei a Modica , il 18 e 19 maggio, inizia con  la cerimonia di apertura presso la scalinata della chiesa madre di San Pietro alle 18.

Presenta Elena Barrano.

Sarà seguito l’inno nazionale a cura del Quintetto di Ottoni del Liceo Musicale “G. Verga” di Modica, diretto dal prof. Paolo Ilaqua; seguiranno brani di Domenico Modugno su testi di Salvatore Quasimodo (Ora che sale il giorno, Le morte chitarre) eseguiti dal maestro Gesuele Sciacca.

Dopo i saluti del sindaco Ignazio Abbate e dell’assessore Maria Monisteri e l’intervento di Alessandro Quasimodo, seguiranno visite nei siti museali.

In serata la Notte Europea dei Musei. Ed è subito sera…

s. m.

 


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Allegati:
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Autore: Carlo Ruta et alii
Editore: Edizioni di storia e studi sociali
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«Roma e Cartagine: due città del mondo antico che si contendono l'egemonia del Mediterraneo. Nella prima fase trattano, si accordano sui commerci, cercano di stabilire modi di convivenza con vantaggi reciproci. Poi si dipana una lunga vicenda di conflitti che alla fine vede Roma vincitrice e la città punica umiliata nel 146 a.C. fino alla distruzione...»

Così inizia, in quarta di copertina, la sinossi del libro Roma e Cartagine - due civiltà a confronto (Edizioni di Storia e studi sociali) che vede come autori Maurizio Massimo Bianco, Pino Blasone, Alfredo Casamento, Massimo Cultraro, Rossana De Simone, Massimo Frasca, Francesca Oliveri, Carlo Ruta, Francesco Tiboni e Sebastiano Tusa. Il libro è stato presentato a Ragusa, presso il Museo archeologico ibleo, martedì 30 aprile.

Dopo l'introduzione di Enzo Piazzese (presidente di Archeoclub d'Italia sezione di Ragusa), il prof. Giovanni Distefano (direttore del Polo Regionale di Ragusa per i siti culturali e docente presso l'Università della Calabria e Roma 2 Tor Vergata) ha condotto la conferenza, presentando i saggi contenuti nel libro e dando poi la parola a tre degli autori presenti: il saggista e storico Carlo Ruta, il prof. Massimo Frasca, docente di archeologia classica all'Università di Catania e il prof. Massimo Cultraro, primo ricercatore CNR e docente di preistoria egea e paletnologia presso l'Università di Palermo.

I relatori hanno sottolineato come, al di là, di facili luoghi comuni che riducono tutto ad uno scontro militare tra le due civiltà mediterranee, c'è molto altro, con una Cartagine "modello" per i romani che ne riconoscono la supremazia nei commerci e nella navigazione e presto sentono l'esigenza di imitare il modello ma anche di liberarsi dalla sudditanza allo stesso modello, rendendosi liberi e pronti a dominare il Mediterraneo. Cartagine dopo le guerre puniche è apparentemente distrutta ma invero rinasce, soprattutto con l'imperatore Ottaviano Augusto, dalle stesse sue ceneri, per divenire avamposto romano nella "Libia", come allora veniva definito il nord'Africa. Ma non solo, la città punica, rinasce anche idealmente, con le sue tradizioni fenicie, attraverso il mito virgiliano di Didone e il culto della dea madre Tanit faccia di Baal, quella dea che nell'immaginario romano prende nome e sembianze di Dea Coelestis.


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Autore: Salvo Micciché et alii
Editore: Biancavela Press et alii

Valutazione attuale: 5 / 5

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Maggio dei Libri Licodia Eubea

Licodia Eubea, 26 aprile 2019 – La seconda edizione de “Il Maggio dei Libri - Leggere fa Crescere 2019” si svolgerà a Licodia Eubea dale 4 maggio al 1° giugno 2019.

La rassegna di autori, quest’anno , ha per tema “La Sicilitudine - tratto distintivo dell’essere siciliano e metafora di una condizione esistenziale”.

Il programma prevede quattro incontri:

• 4 maggio Salvo Micciché con Zàghiri e parmi, Biancavela Editore

• 11 maggio Marinella Fiume con La bolgia delle eretiche, Editore AEB

• 25 maggio Giovanni Distefano e Giovanni Modica con L’edificio antico di Mezzagnone, Baglieri editore

• 1 giugno Anna Clara Rizzo Giacobbe con All’ombra del castello e La mia parte maschile, Carthago.

La manifestazione è organizzata da Associazione Sen e Archeoclub d'Italia sezione di Licodia Eubea.

Presentazione e incontri si terranno a Licodia Eubea presso l’ex chiesa S. Benedetto e S. Chiara, in Piazza Stefania Noce, alle ore 19.


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Autore: Salvo Micciché e Stefania Fornaro
Editore: Carocci Editore
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Ragusa, 2 maggio 2019 – Proponiamo ai nostri lettori la recensione di Giuseppe Nativo e Concetta Ferma sul mensile di Modica Dialogo (diretto da Piero Vernuccio) del libro ‘Scicli. Storia, cultura e religione (secc. V-XVI)" edito da Carocci Editore (autori Salvo Micciché e Stefania Fornaro).

Gli autori della recensione hanno sottolineato anche la recente presentazione a Ragusa, presso il Centro Studi Feliciano Rossitto, a cura dello stesso centro, del Polo Regionale di Ragusa per i siti culturali, di Archeoclub e di CSC (Centro Servizi Culturali Emanuele Schembari), con la collaborazione della nostra rivista, Ondaiblea.

Relatori della presentazione sono stati il prof. Giovanni Distefano (archeologo, direttore del Polo), Enzo Piazzese (presidente Archeoclub Ragusa), Giorgio Chessari (presidente del Centro Studi F. Rossitto).

Si ringrazia il direttore Vernuccio che ancora una volta ha gentilmente ospitato notizie sulla nostra attività e sui libri da noi proposti.

 

Nell'allegato si può leggere la recensione.


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Una nuova storia di navi e nuova avventura. La storia racconta un Natale particolare, quello del 2007, vissuto da tutto l’equipaggio della ‘Polar Aegle’

Nel 1969 iniziò l’avventura in grande stile, forse la prima al mondo, di trasporto di Gas Naturale Liquefatto, tra l’America (Alaska) e il Giappone. Le Compagnie petrolifere americane, Phillip 66 o Phillips Petroleum Company (in seguito divenuta ConocoPhillips) e la Marathon Oil Corporation proprietarie di alcuni pozzi di Gas Naturale in Alaska, avevano concluso un contratto ventennale con le società giapponesi Tokyo-Gas (TG) e Tokyo Electric Power Company (TEPCO). Alla scadenza il contratto veniva ridiscusso e rinnovato in base quinquennale. Agli inizi del nuovo secolo, avvicinandosi l'esaurimento dei pozzi di Gas delle due compagnie americane, si cominciò a vociferare della fine del contratto e della possibile vendita delle navi a nuova Compagnia per impiego su altre rotte. Agli inizi del 2007 la voce della compravendita delle navi si fece sempre più insistente e certa. Cominciò allora una contrattazione tra gli equipaggi e la Marathon circa la fine degli equipaggi e un eventuale compenso economico in base agli anni di servizio prestati sino al momento della compravendita nei mesi tra agosto e ottobre dello stesso anno fu raggiunto un accordo tra le parti, la Marathon e la ConocoPhillips che a compravendita avvenuta avrebbero noleggiato le navi dal nuovo armatore sino allo scadere del contratto con il Giappone previsto a fine 2010.

Il capitano Gaetano D’Agostino è protagonista di questo viaggio e di questo racconto. A Dicembre 2007 infatti, si trovava a bordo e al comando della nave denominata ‘Polar Eagle’ mentre sulla gemella ‘Arctic Sun’ si trovava il suo collega M. Bianco.

 

Capitano, ricorda cosa accadde il 16 dicembre del 2007 quando lei si trovava a bordo della “Polar Eagle”?

Con la Polar Eagle siamo partiti in zavorra da Yokohama il 16 dicembre alle 08:30 ora locale (JST) mentre la Artic Sun era partita carica qualche ora dall'Alaska, dopo qualche ora ad un orario prefissato (GMT) quando ormai entrambi le navi ci trovavamo in acque internazionali ci hanno comunicato telefonicamente e in simultanea l'avvenuta vendita delle navi e quindi la dismissione (cambio) ufficiale di bandiera da quella della Liberia a quella delle Marshall Islands. A bordo abbiamo dovuto registrare il tutto autocertificando anche il giuramento di fedeltà alla nuova nazione di bandiera acquisita dalla nave. Mi è stato ordinato di dirigermi nel porto giapponese di Muroran in Hokkaido. Arrivammo il giorno dopo all’alba e verso le ore 11 salpammo e ripartimmo alla volta del porto di caricazione, Nikiski (Alaska).

Durante la traversata fummo avvisati che avendo la nave, avendo cambiato ufficialmente il nome da Polar Eagle a Polar Spirit e cambiato anche il colore e il logo di Compagnia della ciminiera, non poteva ritornare in Giappone se non avesse cambiato il nome scritto sui due masconi e a poppa della nave stessa e contemporaneamente il colore della ciminiera e il logo sociale di appartenenza. Cosa questa impossibile da fare in navigazione e non facile da fare anche in porto in Alaska in quel periodo dell'anno.

 

Ricevette dunque un ordine praticamente impossibile... Ci racconti del grande sforzo e del lavoro del suo equipaggio per onorare quella richiesta…

Si doveva a tutti i costi cambiare la vecchia scritta  con il nuovo nome e con i colori e il logo sulla ciminiera per evitare che al prossimo arrivo in Giappone potessimo avere problemi burocratici che ci avrebbero costretto a grossi ritardi e pesanti sanzioni pecuniarie. Feci quindi radunare tutto l’equipaggio libero dal servizio, ufficiali e comuni, ed esposi loro le richieste della Compagnia. Collaboratori e professionali come sempre tutti mi dissero: «Faremo ciò che è necessario anche se le condizioni di tempo non ci saranno favorevoli». Studiammo e stilammo il piano come procedere per minimizzare rischi e prevenire qualsiasi possibilità di incidente.

Arrivammo in porto il mattino del 24 Dicembre 2007, era molto freddo, la temperatura era oltre i 10 - 15 gradi sottozero, in mare lastroni di ghiaccio andavano su è giù strusciando sulla fiancata della nave, a tratti nevicava. Avevamo preparato tutto il materiale necessario per il lavoro e appena finite le pratiche burocratiche e iniziato le operazioni di caricamento, con tutto il personale disponibile organizzammo tre squadre di lavoro, una per cambiare il nome della nave sui masconi di prua, una a poppa e una per iniziare a cambiare colore alla ciminiera per poi dipingere il nuovo logo sociale. Il personale si alternava, un paio di ore di lavoro con brevissime pause per bere qualcosa di caldo e un paio di ore di riposo.

Gli ufficiali si alternavano tra il turno in sala controllo carico e quello che seguiva le squadre all’opera. Io mi alternavo tra la sala radio da dove comunicavo e mandavo foto agli uffici di terra per mostrare lo stato di avanzamento del lavoro, il mio studio dove di tanto in tanto riposavo una mezz'oretta e i vari posti di lavoro per vedere come andava, per far vedere ai ragazzi che ero con loro e per assicurarmi che di tanto in tanto gli addetti alla cucina provvedessero a portare latte e caldo per riscaldare chi lavorava.

 

Un’operazione in cui remavano contro sia il tempo a disposizione che le condizioni atmosferiche e il mare ghiacciato dell’Alaska. Quante ore impiegaste per riuscire in questa difficile operazione?

Quel giornosmettemmo che erano le 22 passate, mandai tutti a riposare dicendo che il giorno dopo, che era Natale, si sarebbe ricominciato alle 5 dell'alba e si sarebbe proseguito sino la fine. Non avremmo otuto festeggiare il santo Natale, non avremmo fatto pranzi speciali, potevamo avere solo brevi pause per far riposare e scaldare chi era sottoposto maggiormente al tempo poco amichevole, per mangiare qualcosa di leggero e caldo. Il lavoro doveva essere completato il prima possibile: il giorno seguente, il 26 dicembre dovevamo ripartire e il lavoro doveva essere completato. Avevo anche ordinato che un rimorchiatore stazionasse nei pressi della nave pronto ad intervenire nel caso disgraziato che qualcuno, non seguendo tutte le norme di sicurezza ce avevamo stabilito, potesse cadere in mare (con quelle temperature pochi minuti in acqua potevano essere letali).

Tutto il personale lavorò sodo, senza tregua, erano ammirevoli, alla mia richiesta avevano risposto senza indugio alcuno, sapevano che io ero con loro. Ricordo che un marinaio mentre si trovava sulla sommità della ciminiera per pitturarne l'esterno, con una mano calzata da un guanto ormai bagnato, toccò erroneamente uno dei tubi di scarico della ciminiera che era molto caldo, rischiando una brutta scottatura. Ebbe la sveltezza di togliersi il guanto e scendere giù per essere assistito, gli feci immergere la mano in acqua ghiacciata per alcuni minuti affinché il calore preso si disperdesse e non avesse il tempo di procurargli scottature alla pelle e bolle… Andò bene, non si manifestò nessuna bolla dovuta alla scottatura e dopo un'oretta di riposo, decise di ritornare a lavorare.

Durante l'avanzamento progressivo dei lavori di tanto in tanto scattavo foto sia da bordo che da sopra il pontile per documentare. Il meteo variava: nevischio, neve, nuvoloso, ma fortunatamente non soffiava un alito di vento, calma piatta; se fosse stato altrimenti tutto sarebbe stato vano, direi impossibile da farsi. Quando finalmente, dopo un giorno e mezzo di lavoro, tutto fu finito, abbiamo consumato tutti insieme un pasto più abbondante, che niente aveva a che fare con i nostri soliti pranzi luculliani delle feste natalizie.

 

Un Natale particolare, senza fasti o grandi pranzi ma col morale alle stelle per il lavoro ben riuscito. Come si sentivano i suoi ragazzi?

Erano contenti del lavoro fatto e fatto professionalmente bene e senza intoppi. Io ero e sono ancora orgoglioso di loro. Pensai che si meritavano a pieno titolo un’ottima ricompensa. Ma le cose non andarono proprio in questo modo… Ripensandoci oggi, però, mi sento ancora mortificato per quei ragazzi che hanno dato l’anima per completare il lavoro e sacrificare il giorno di festa.

 

Cosa accade di preciso il giorno dopo?

Il giorno seguente partimmo, con il nostro carico di Gas Naturale Liquefatto alla temperatura di 161° C sotto lo zero, dentro le nostre stive , alla volta del Giappone. Destinazione Negishi-Yokohama.

Il 27 di mattina contattai il ‘Vessel Team Manager’ che era responsabile del gruppo di navi al quale appartenevamo Team Libra mandandogli il resoconto dettagliato di tutto ciò che era stato fatto e le foto di prima e dopo del lavoro. Gli chiesi pure di farmi sapere come e con cosa la Compagnia avrebbe compensato coloro che fisicamente avevano fatto il lavoro, disagiato, in condizioni avverse e sopratutto non di routine, fatto senza neanche festeggiare i Natale.  La risposta mi lasciò di stucco.

 Vessel Team Manager mi rispose il giorno seguente con una email, scrivendo che era orgoglioso del lavoro fatto e che come premio avrebbe potuto pagare 5 - 6 ore extra di straordinario (in più della normale paga prevista come straordinario fatto), come regalo, a coloro che lo avevano eseguito.  Mi sentii fortemente offeso: ciò che offriva equivaleva a circa 20-30 dollari a persona, in tutto più o meno 500 dollari. Risposi con distacco che ringraziavo a nome dell'equipaggio ma che a nome loro non accettavo elemosine alcune e che 500 dollari al mio equipaggio eventualmente avrei potuto darli prelevandoli dal mio stipendio. Sinceramente mi aspettavo qualcosa di molto più congruo, qualche centinaio di dollari a persona almeno. La precedente Compagnia mi avrebbe sicuramente risposto: «Comandante, vedi tu cosa pensi che meritano e facci sapere».

 

Come reagirono i suoi uomini?

Chiamai a raccolta l'equipaggio e feci leggere loro tutta la comunicazione avvenuta, dicendo che quella somma se loro avessero accettato l'avrei pagata io poiché io avevo rifiutato l'offerta della Compagnia. In coro mi risposero: «Comandante, abbiamo fatto il lavoro perché ce lo hai chiesto tu, questi nuovi padroni non li conosciamo ancora, come loro non conoscono noi. Non vogliamo niente. Scrivilo pure a Glasgow, che abbiamo fatto questo regalo a loro perché noi a bordo da anni ormai siamo un vero team». Mi si rigavano gli occhi, e li avrei abbracciati uno ad uno.

Alcuni mesi dopo l’autore dell’email cadde in disgrazia da parte del Consiglio di Amministrazione della Compagnia (Board of Directors) e fu epurato in maniera che potrei definire ‘poco ortodossa’. In quell'occasione scrisse a tutti i Comandanti delle navi del Team Libra, come a chiedere supporto affinché lo sostenessimo per non farlo mandar via. Gli risposi: «Ognuno ha quel che si merita, umanamente mi dispiace, ma non ho altro da dire», solo queste parole...

Il nuovo Vessel Team Manager, era un indiano, che una volta assunta la responsabilità del suo nuovo incarico societario, mi chiamò al telefono per dirmi che sapeva tutto ciò che era accaduto e che probabilmente sarebbe venuto a trovarmi a bordo e fare una traversata con noi. E infatti fu così. Da allora cominciammo ad avere nuovamente un rapporto umano, ci siamo rivisti diverse volte, sia a bordo che durante alcuni seminari professionali, in Spagna, in Scozia, in Norvegia. Un vero amico.

  

***

Una storia di navi e una storia di uomini. Uomini diversi che popolano il mondo, che solcano mari, che soffrono, che amano il loro lavoro, che fanno la differenza. Appare chiaro che gli uomini dell’equipaggio ci misero il cuore oltre che le braccia per eseguire un ordine del loro comandante. Chi un cuore non lo possedeva non avrebbe potuto apprezzare quel piccolo grande gesto sotto Natale. Onore al merito!

Giovannella Galliano


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Ragusa, 17 dicembre 2018 – Il Natale in Sicilia, si sa, è incredibilmente suggestivo ed emozionante, ricco di tradizioni sacre, profane e gastronomiche. Una triade, quest’ultima, non di poco conto che tiene conto di tanti fattori, non ultimo quello del territorio.

Fino a qualche anno fa l’atmosfera natalizia iniziava ad avvertirsi solo a partire dall’inizio di dicembre, quando per la celebrazione dell’Immacolata Concezione ogni famiglia addobbava l’albero di Natale e, soprattutto, si preparava il tradizionale Presepe. Oggigiorno, influenzati dalle usanze provenienti dai paesi del nord Europa, il clima natalizio anche in Sicilia fa il suo ingresso con un po’ di anticipo.

Ogni luogo dell’Isola secondo le proprie usanze si tinge di Natale non solo con luci e decori, ma anche con profumi gastronomici che solleticano l’olfatto fino a lambire dimensioni che si sposano bene col gusto. Connubio vincente di un buon piatto, specie quello natalizio.

Nasce, pertanto, la classica domanda che le signore – ma non solo – si pongono, ovvero “cosa preparare per la cena di Natale?”. Anche noi di Ondaiblea.it siamo incappati nel medesimo interrogativo e abbiamo subito girato il quesito a Giuseppe Maurizio Favara, cuoco di alta gamma, accreditato in F.I.C. (Federazione Italiana Cuochi), componente della Associazione Provinciale Cuochi Etnei e membro dell’Unione Regionale Cuochi Siciliani.

 

Prima di passare alla domanda clou (sopra evidenziata e virgolettata), stuzzichiamo Favara chiedendo: Come si può raccontare, in ambito culinario, la cucina popolare iblea in occasione del santo Natale?

«Raccontare la cucina popolare iblea, in particolar modo in occasione del santo Natale, rappresenta un viaggio nella storia di un territorio che parte dal mare per arrivare sino alle colline, dai boschi rigogliosi alle brulle sterpaglie, con paesaggi, territori e microclimi talmente diversi da dare facilmente l’opportunità di vagare tra profumi e sapori totalmente differenti sia nella natura della materia prima sia nelle preparazioni finali».

 

Viene subito in mente il suino la cui carne è molto apprezzata nel territorio ibleo e, soprattutto, perché si utilizzano tutte le sue parti.

«Certo. La carne di suino è sicuramente uno degli alimenti principi della tavola natalizia iblea. Non dimentichiamo che la gelatina si può gustare in tutta la provincia iblea e, in particolare, a Giarratana, Monterosso Almo e Chiaramonte Gulfi. Da non trascurare l’antica preparazione del cosiddetto “Sancieli” (sanguinaccio). Se ci spostiamo a Ispica troviamo i “miliddi e baccalà”; a Pozzallo i buonissimi polipetti di scoglio “ammuttunati”, e poi i ravioli, cavati e “tomasini” a Modica.

 

Una cucina che si avvicina molto al territorio?

«Una cucina comunque povera, non ricercata, figlia di un territorio per lo più votato alla pastorizia ed agricoltura, un territorio produttivo dove molto tempo si dedicava al lavoro e quindi pochissimo ne rimaneva da dedicare ad altro, figurarsi ai fronzoli culinari. Oggigiorno tutto sembra stravolto o comunque cambiato. Il territorio ragusano è meta di turismo d’élite. Gli abitanti stessi diventano più esigenti. Non bisogna dimenticare che la città di Ragusa è divenuta l’élite delle stelle Michelin, trasformandosi nella provincia più stellata di Sicilia. Segno questo di una evoluzione culturale e di una presunzione gastronomica che affonda le radici nella tradizione strizzando, consapevolmente, l’occhio all’innovazione e alle preparazioni gourmet».

 

Detto questo, quale menu consiglia per la cena di Natale?

«Da parte mia, girovago del gusto e accanito sostenitore della tradizione anche se conditissima d’innovazione, per questo Natale 2018, sulle tavole dei ragusani vedrei: 

- come ANTIPASTO, dei “tomasini” di pasta fillo conditi con ricotta allo zenzero e ciccioli di maiale serviti con una riduzione di cerasuolo di Vittoria (Rg); 

- il primo lo farei riempendo, di cavatelli ai cardoncelli, una melanzana perlina (Comiso) che andrei poi a adagiare su una passata di pomodorino di pachino e infine guarnita con chips di pancetta; 

- mai d’accordo che terra e mare non possono entrare nello stesso menù, come secondo farei dei polipetti di scoglio di Pozzallo, cotti sottovuoto a bassa temperatura adagiati su una mousse di baccalà macchiata con la riduzione del loro liquido di cottura, e finiti con del finocchietto selvatico fritto; 

- al dolce, considerato che il panettone non può mancare mai, andrei a farcire - con una crema di ricotta setacciata con zucchero di canna, e condita con grappa di frappato docg, e scaglie di cioccolato di modica - la fetta che andrà servita su un piatto con una colata di crema al basilico». 

 

Ci può dare un anticipo almeno con una ricetta?

«Inizierei con i “tomasini” natalizi.

Per la pasta fillo: 200 gr di farina manitoba, 105 ml di acqua calda, 2 cucchiai di olio di oliva, 1 cucchiaino di sale fino.

Per preparare la pasta fillo iniziate ad impastare tutti gli ingredienti con l’aiuto di una planetaria o di un robot da cucina fino ad ottenere un panetto elastico. Dividete l’impasto ottenuto in tante palline dello stesso peso e poi bagnatele sulla superficie. Coprite con un panno da cucina e lasciate riposare per 40 minuti. Successivamente stendete con l’aiuto della macchinetta per la pasta e trasferite su di un piano infarinato, spennellate con l’olio e sovrapponete quattro fogli di pasta. La pasta è pronta per essere utilizzata o congelata.

Per la ricotta ordinatene una da 1/2 kg e tenetela un giorno a spurgare in frigo affinché possa rilasciare il liquido in eccesso risultando in tal modo asciutta. Poi amalgamatela con lo zenzero e/o ginger grattugiato nella proporzione di un pezzetto di radice da tre centimetri per 1/2 kg di ricotta; se utilizzate quella vaccina mettete anche 1/2 cucchiaino di sale, se usate quella di pecora va bene così come si trova.

Prepariamo adesso i ciccioli.

Prendiamo un chilo di pancetta di suino e la facciamo bollire a fuoco lento. Appena si sarà formato il liquido per effetto dello scioglimento dei grassi, filtriamo il tutto in modo che la parte liquida lasci la carne. La parte liquida, così ottenuta, conservatela, solidificata non è altro che una buona sugna fatta in casa; la carne, invece, spremetela con lo schiacciapatate in modo da privarla totalmente dei liquidi. Avete ottenuto così i famosissimi ciccioli!

Adesso prepariamo la riduzione al vino:

500 ml di vino rosso, 250 ml di brodo vegetale, 50 g di burro, 1 scalogno, 30 g di farina, sale q.b. e 1 foglia di alloro.

Usciamo il burro dal frigo e lo facciamo ammorbidire. Poi, facciamo sciogliere in padella, a fuoco basso, metà del burro facendolo dorare per alcuni minuti e badando bene a non farlo bruciare. Aggiungi lo scalogno tagliato finissimo. Quando lo scalogno sarà leggermente imbiondito, aggiungiamo il vino.

Alziamo per un paio di minuti la fiamma (in questo modo faremo evaporare l’alcool dal vino). Uniamo la farina setacciata con il restante burro e il brodo; uniamo il tutto e cuociamo a fiamma moderata sino a quando il liquido si sarà ridotto di più della metà; logicamente prima dell’utilizzo filtrare il tutto.

Passiamo alla preparazione del piatto:

cerchiamo di riprodurre la forma del “tomasino” con l’aiuto del ripieno di ricotta a cui avremo aggiunto i ciccioli. Questi vanno fritti in un tegame con la sugna prima ottenuta dalla loro scolatura e quando raggiungono un colore ben dorato, adagiamoli sul piatto completandoli con un filo di riduzione che faremo scendere sul prodotto aiutandoci con un cucchiaio!

Sicuramente è un piatto di molto effetto e ricco di gusto e anche di calorie. Questa è la tradizione che guarda all’innovazione,

Vi auguro buon appetito, e alla prossima ricetta». 

 

a cura di Giuseppe Nativo

 


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Storie di Navi tocca, in questo breve racconto dell’artista internazionale Dina Smadar, i luoghi della memoria con l’incagliamento del barcone Pentcho, carico di ebrei, nel 1940. 

Grazie all’intervista effettuata per noi dalla scrittrice Marinella Tumino, a Dina Smadar, figlia di Zvi e Gitta Newman protagonisti del naufragio, abbiamo potuto ricostruire in sintesi l’accaduto. Altri sopravvissuti hanno avuto modo di raccontare questa storia in modo più dettagliato, poiché testimoni diretti. Possiamo trovare altre angolature del naufragio del Pentcho, infatti nel libro Odissey di John Bierman, o in quello di Gianfranco Moscati  in Documenti e immagini dalla persecuzione alla Shoah o ancora in un blog  del giornalista nonché storico Mario Avagliano, Stori@,  in cui l’autore  raccoglie la testimonianza dell’ebreo tedesco Heinz Wisla. Inoltre, l’intera vicenda la troviamo documentata nel Bollettino d’archivio della Marina Militare: Il salvataggio di naufraghi ebrei nelle Isole Italiane dell’Egeo (1939-1942). L’avventura del Pentchodi Giuliano Manzari.

 Il nostro intento è stato quello di riportare una fonte diretta corredata da notizie storiche. Con la testimonianza di Dina Smadar, forse siamo riusciti ad aggiungere un altro tassello a questa incredibile storia. I suoi genitori si conobbero nel campo di internamento diFerramonti ed è lì che lei nacque.  La premessa e la conclusione di questa storia l’affidiamo alle parole di Marinella Tumino la quale ci fa partecipe delle sue ricerche storiche sull’accaduto ma la testimonianza, ovvero l’intervista ,riporta  le parole  esatte della Smadar che ha risposto per iscritto , in inglese,  al nostro invito.

 

C‘è un luogo, in un angolo di Italia, che pochi conoscono; profuma di dolore, di speranza, di storia.

È il campo di internamento di Ferramonti di Tarsia, situato a pochi km da Cosenza, nel cuore della Calabria. L’inizio delle attività del campo di Ferramonti fu il 20 giugno del 1940 quando vi giunse un primo piccolo gruppo di 160 ebrei provenienti da Roma. Proprio in questo campo arrivarono anche i sopravvissuti Ebrei (circa 500) partiti da Bratislava a bordo di un barcone fluviale chiamato Pentchoe dopo aver percorso il Danubio giunsero nel Mar Egeo.

Il vento, che li aveva scortati per tutto il percorso quasi senza tregua, si era calmato ma quando tutto sembrava andasse per il meglio accadde la sciagura: un guasto al motore invalidò ogni tentativo di procedere. Allora tentarono di creare delle vele con delle lenzuola. L’obiettivo immediato era quello di raggiungere degli isolotti avvistati poco distanti ma ecco che il vento riprese prepotente e presto il “Pentcho”, in prossimità di un isolotto disabitato, si incagliò e si frantumò. Oggi la storia del piroscafo è documentata, ma ce la raccontano ancora alcuni sopravvissuti, testimoni preziosi di uno dei periodi più bui del Novecento, come l’artista internazionale Dina Smadar, nata nel 1944 nel Campo di Ferramonti e con la quale sono entrata in contatto dopo aver visitato con corpo e anima il Campo in questione e dove l’artista, che vive in Israele, cura il Museo. Dina è figlia di Zvi e Gitta Newman che convolarono a nozze proprio all’interno del Campo.

 

La storia

Mio padre Zvi Newman lasciò la casa dei suoi genitori in Slovacchia quando l’antisemitismo era in aumento. Partì da solo all’età di 17 o 18 anni. Essendo sputato, deriso ed essendogli vietato studiare in accademia, non lasciò spazio a dubbi e decise di partire per la Palestina con alcuni compagni…A questo punto inizia la sua avventura sul piroscafo Pentcho, una storia a sé stante.

C’erano 514 rifugiati sulla barca fluviale, un'ex imbarcazione utilizzata per trasportare animali o grano, che, secondo quanto ha scritto Halevi, “La funzione del battello era di trasportare centinaia di Ebrei in rive sicure, viaggiando su un percorso non segnato.

Nessuno dei passeggeri si è mai illuso di fare un buon viaggio; le difficoltà, le avventure e il rischio del pericolo di vita erano stati presi in considerazione in anticipo. La piccola imbarcazione già debole per la vecchiezza poteva difficilmente galleggiare nel Danubio. Ha resistito a tempeste, scossoni e colpi. Con pochi viveri e scarse riserve d’acqua, senza carte nautiche e al timone un ex ufficiale della marina zarista avevano ridisceso il Danubio attraversando ben cinque Stati (Slovacchia, Ungheria, Jugoslavia, Bulgaria e Romania), per poi sfociare nel mar Nero e, dopo aver attraversato lo Stretto dei Dardanelli, sbucare nell’Egeo.Durante il difficile viaggio, il battello, a causa del forte vento, si incagliò sull’isolotto di Kamilonisi nel mare Egeo. Tutti i passeggeri raggiunsero la riva dove provarono a recuperare eventuali parti rimanenti dell’imbarcazione che potevano essere utili. La mattina, i sopravvissuti si resero conto che l’isolotto roccioso era desolato e disabitato. Essi inviarono una barca a cercare aiuto ma essa non tornò mai. Dopo, appresero che i passeggeri furono ricoverati in ospedale in Egitto. Dopo molti giorni, una nave di salvataggio italiana arrivò e i sopravvissuti furono trasferiti a Rodi e da lì al campo di Ferramonti in Calabria…

In effetti, un grande plauso va alla motonavedella Reale Marina Italiana Camoglie al suo comandante Carlo Orlandi. La nave italiana riuscì a trarre in salvo i naufraghi, nonostante fossero stati avvistati dagli inglesi che non andarono in soccorso. I superstiti avevano affrontato il viaggio della speranza tra affanni e imprevisti, tra amori e dolori, un viaggio lungo quasi cinque mesi durante i quali nessun Paese che attraversarono volle dare loro cibo, acqua e il prezioso olio combustibile indispensabile per la navigazione. Gli unici aiuti arrivarono dalle comunità ebraiche locali. Un viaggio dunque che finì nell’Egeo, all’epoca zona di guerra sotto il controllo italiano.

La Camogli giunse fino all’isola di Rodi e lì gli sfortunati furono internati in un campo di tende e poi in una caserma fino agli inizi del 1942.Uno degli internati riuscì ad ottenere un visto per il Portogallo e a lasciare l’isola greca, quindi passò da Roma, dove fu ricevuto da papa Pio XII, al quale raccontò la storia dei naufraghi del Pentcho rimasti a Rodi. Il papa prese a cuore la vicenda e, grazie alla sua intercessione, una nave della Croce Rossa prelevò i naufraghi e in due momenti (febbraio e marzo 1942) li condusse in Italia. Un provvedimento provvidenziale, visto che le autorità italiane avevano chiesto ai nazisti di prendersi carico dell'intero gruppo per trasferirli in Germania.

Gli ebrei furono destinati al campo di concentramento di Ferramonti di Tarsia, in provincia di Cosenza, dove la maggior parte di loro riuscì a salvarsi grazie alla liberazione nel settembre 1943 ad opera degli Alleati, scampando così alla deportazione. 

Giovannella Galliano


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È stata un grande successo la passeggiata al Cimitero Monumentale di Scicli organizzata dall’Associazione Culturale Tanit Scicli e svoltasi lo scorso sabato 25 maggio

Scicli, 4 giugno 2019 – Il percorso, primo di questo genere in provincia di Ragusa, è stata ideato e promosso dall’associazione sciclitana e messo a punto dopo due anni di ricerche archivistiche e sul campo, volte alla creazione di un percorso pieno di sorprese tra monumenti ottocenteschi e novecenteschi intrisi di simbolismo e cappelle gentilizie custodi di personaggi che hanno fatto la storia della nostra città. Le famiglie Mormino, Emmolo, Spadaro, Bonelli, Penna, Cartia, Favacchio, Peralta, Pluchinotta, Cataudella, Betto, personaggi come i Canonici Carpentieri e Carnemolla, il compositore Federico Borrometi, gli artisti Pietro e Bartolomeo Militello, il Carabiniere Vincenzo Garofalo sono stati raccontati e narrati, cogliendone contemporaneamente il lato umano e l’opera in vita. 


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A distanza di due anni dall’ultimo incontro, San Giorgio ritorna a Ragusa nuova

 

Ragusa, 1 giugno 2019 – La spettacolare uscita del Santo cavaliere, i colori delle luminarie, la tipica “ballata” del simulacro e la grande devozione che i ragusani nutrono per il proprio Patrono. Sono questi gli ingredienti che hanno caratterizzato la giornata di ieri, quando, dopo aver lasciato l’Arca Santa nella chiesa “Anime Sante del Purgatorio”, il simulacro di San Giorgio, ha raggiunto le vie ragusane, insieme ai portatori, il parroco Don Pietro Floridia, numerosi fedeli e il corpo bandistico “San Giorgio - Città di Ragusa”.


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Ragusa, 23 maggio 2019 – L’Istituto delle Suore del Sacro Cuore di Ragusa, nato dal Cuore di Cristo, ad opera della Fondatrice Maria Schininà (1884–1910), nobildonna ragusana che, dopo essersi guardata attorno e aver scoperto la miseria e le necessità di tanti fratelli, dà una svolta decisiva alla sua vita e si dedica alle cose che contano: all’amore di Dio, espresso nel Cuore aperto di Cristo, e ai fratelli bisognosi, dando vita, il 9 maggio 1889, all’Istituto delle Suore del Sacro Cuore, oggi presenti in Sicilia, con numerose Comunità, in Calabria, nel Salernitano, nel Lazio, nell’Emilia Romagna, negli Stati Uniti, in Canada, in Madagascar, nelle Filippine, in Nigeria, in Romania, in India, Guinea Equatoriale dove le suore , figlie della Beata Maria Schininà, esplicano il loro campo di apostolato secondo il  Carisma: «Amore e Riparazione» che consiste in un amore incondizionato per il Sacro Cuore di Gesù, fonte di immensa misericordia e bontà, amore non corrisposto, che spinge le Suore a consacrare la vita interamente a Dio, alla sua Chiesa e ai fratelli, ad amarlo nei bisognosi dove è maggiormente emarginato e disprezzato.


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Ragusa, 28 maggio 2019 – Cineteatro Lumière, Ragusa: da giovedì 30 maggio a mercoledì 5 giugno: "Rocketman" (genere biografico), diretto da Dexter Fletcher, con Taron Egerton e Bryce Dallas Howard.
Orari: 18:30 E 21:30.
Tutti i giorni escluso lunedì 03 giugno


***

Rocketman, il flm diretto da Dexter Fletcher, racconta l'incredibile storia del fantastico percorso di trasformazione del protagonista, da timido pianista prodigio Reginald Dwight a superstar internazionale Elton John (Taron Egerton). Questa storia - accompagnata dalle canzoni più amate di Elton John - narra di come un ragazzo di provincia sia diventato una delle figure più iconiche della cultura pop.


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Nel mezzo del cammin di nostra vita

mi ritrovai per una selva oscura,

chè la diritta via era smarrita

 

Ragusa, 25 maggio 2019 – Inizia così il primo canto dell’Inferno della grande opera di Dante Alighieri, la Divina Commedia, poema scritto in lingua volgare, universalmente riconosciuto come uno dei più grandi capolavori della letteratura di tutti i tempi e studiato in tutto il mondo.

E proprio “L’Inferno di Dante” è lo spettacolo portato in scena in questi giorni, per la regia di Giovanni Anfuso, a Cava Gonfalone a Ragusa, una location naturalistica e allo stesso tempo ricca di storie del passato, per un totale di dieci repliche nell’arco di tre giorni.

Tra una replica e un’altra, è stato possibile fare una chiacchierata proprio con Dante Alighieri, ovvero Angelo D’Agosta, artista a 360 gradi, attore, regista e autore teatrale, diplomato nel 2011 alla Scuola d’Arte Drammatica del Teatro Stabile di Catania.


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Dentro Caravaggio

La programmazione del Cineteatro Lumière, a Ragusa, dal 23 al 29 maggio 2019.

Dolor y gloria (23-29 maggio) – Dentro Caravaggio.

Info e prenotazioni: +39.0932.682699 / +39.349.2249680


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Ragusa, 8 maggio 2019 – Le promesse della squadra Biancoverde sono state mantenute: la Passalacqua Ragusa vola in gara 4, dopo aver battuto Famila Schio, nel match disputato ieri sera al Palaminardi, valido come gara 3 della finale scudetto.

Una partita difficile e molto sentita, non solo per il quintetto ragusano, ma anche per tutti i tifosi e simpatizzanti delle Aquile che si sono presentati numerosi al palazzetto per assistere a quella che si è rivelata una gara mozzafiato, dal primo minuto di gioco all’ultimo.

Già nel primo quarto la formazione ragusana, formata inizialmente dal quintetto Kuster, Hamby, Harmon, Consolini e Soli, ha sfoderato da subito grinta e determinazione. Infatti, nonostante le avversarie non abbiano mai allentato il loro ritmo, la Passalacqua ha chiuso il primo quarto con un vantaggio di tre punti.

Stessa determinazione negli altri tre quarti, cercando di mantenere una certa distanza da Schio e la lucidità necessaria per evitare di commettere errori.

La squadra Biancoverde ha chiuso dunque gara 3 con il risultato di 67- 62, accorciando le distanze nella serie e portandosi sul 2-1.

“È stata una gara difficilissima, ma le ragazze sono state grandiose”, commenta a caldo Gianni Recupido, coach della Passalacqua Ragusa. “Abbiamo lottato su ogni palla, e nonostante Schio in diverse situazioni ci abbia messo in difficoltà, siamo stati bravi a chiuderla in vantaggio”.

Ora occhi puntati a domani sera, quando le Aquile torneranno sul parquet del Palaminardi per affrontare nuovamente Schio, match valido come gara 4 finale scudetto. 

Lucia Nativo


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Giorgio Avola

Intanto al Palamoak si festeggia il quinto posto di Leonardo Napolitano (spada)

 

Modica, 30 aprile 2019 – Dopo la pausa seguita all’ultima prova Gran Prix FIE di Anaheim a metà marzo, riprende il via nel fine settimana la Coppa del Mondo da San Pietroburgo, tappa che segna anche l’avvio della qualificazione olimpica del fioretto maschile italiano e che vede Giorgio Avola tra i protagonisti. L’appuntamento in Russia vedrà la disputa sia della prova individuale che di quella a squadre, e segnerà il primo appuntamento valido del lungo percorso a cavallo di due stagioni, e che alla data del 31 marzo 2020 segnerà i verdetti per la partecipazione ai prossimi Giochi Olimpici di Tokyo. Olimpiadi che vedranno per la prima volta il programma delle gare di scherma al completo, per le prove individuali e per le prove a squadre; quindi per il fioretto italiano così come per tutte le altre armi obiettivo puntato sulla qualificazione della squadra, che permette  di avere il numero massimo di 3 atleti qualificati nella prova individuale. Le squadre qualificate saranno le prime 4 del ranking internazionale al 31 marzo 2020, oltre ad altre 4 squadre nell’ordine della migliore per ogni continente (America, Europa, Africa, Asia e Oceania). La squadra italiana di fioretto maschile, confermata nel quartetto campione del mondo in carica formato da Giorgio Avola, Andrea Cassarà, Daniele Garozzo ed Alessio Foconi, e attualmente numero 2 del ranking internazionale, è chiamata a confermare quanto di buono ha in questa stagione di coppa fatto, non scendendo mai dal podio, con l’obiettivo dichiarato di conquistare  il vertice del ranking FIE. Stagione di Coppa del Mondo ben disputata anche individualmente da Giorgio Avola, con due podi ed una finale al suo attivo in questo 2019, che gli hanno garantito il 5 posto nel ranking individuale; e che ha preparato l’importante appuntamento di San Pietroburgo con la nazionale in ritiro collegiale al centro di preparazione olimpica di Tirrenia già dal lunedì di Pasqua.


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Auto 500

Scicli, 17 marzo 2019 – Si scaldano i motori della 19esima edizione del Raid Fiat 500 Città di Scicli organizzato dal "Gruppo 500 dei Tre Colli Scicli."

L’evento, divenuto maggiorenne lo scorso anno, è molto atteso da tantissimi club di tutta la Sicilia.

Anche quest'anno la manifestazione si svolgerà la seconda domenica di Maggio, in occasione della Festa della Mamma, il 12 Maggio. Non mancheranno le iniziative in ricordo di Leuccio Avola scomparso prematuramente a causa di un incidente sulla strada, il Raid Fiat 500 a lui è dedicato.

Nel corso degli anni gli organizzatori, assieme ai genitori di Leuccio Avola, hanno pensato per gli ospiti arrivati da ogni dove con le mitiche Fiat 500, ma anche per cittadini e turisti presenti in città, di organizzare anche eventi di intrattenimento e giochi in Piazza. 

Gli organizzatori suggeriscono ai Gruppi e Club legati alla Fiat 500 sono avvisati di non prendete impegni per giorno 12 Maggio: tutti a Scicli!

A breve il Gruppo 500 dei Tre Colli Scicli renderà noto il programma.


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Cimitero monumentale Scicli

Scicli, 22 maggio 2019 – Mancano pochi giorni ormai a sabato 25 maggio quando si svolgerà uno dei più interessanti percorsi culturali sciclitani degli ultimi anni:  Non Omnis Moriar, la passeggiata all'interno del Cimitero Monumentale di Scicli, un viaggio nel passato e nell'arte assolutamente inedito ed emozionante, organizzato dall'Associazione Culturale Tanit Scicli e inserito nel calendario regionale dei Cammini Sacri di Vie Sacre Sicilia.


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Parlamento Europeo: Un nutrito gruppo di giovani e adulti in visita alla sede dell’Unione Europea a Bruxelles 

 

Ragusa, 18 maggio 2019 – Si è conclusa venerdì scorso l’articolata e, soprattutto, emozionante avventura vissuta dalla Sezione Iblea del Movimento Federalista Europeo a Bruxelles.

La programmata visita ha rappresentato, per la Sezione Iblea del Movimento, l’atto conclusivo delle attività che hanno visto tutti i componenti coinvolti nel corrente anno sociale con numerosi seminari nelle scuole e in città, e a coronamento della celebrazione della Festa dell’Europa (9 maggio). Per l’occasione, la Sezione iblea ha anche ottenuto l’accreditamento per una visita alla sede di Bruxelles del Parlamento Europeo in qualità di gruppo moltiplicatore di opinione.

Per il bel gruppo di docenti e una nutrita rappresentanza di studenti della sede ragusana della facoltà di Lingue dell’Università di Catania si è certamente rivelata un’occasione unica da cogliere al volo, molto apprezzata e ripetibile sotto ogni aspetto.


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Alunni Berlinguer all'ARS

Ragusa, 17 maggio 2019 – Gli alunni della classe 4a del Plesso F. Grimm , I.C. “Berlinguer” di Ragusa diretto dalla Dott.ssa Ornella Campo, accompagnati dall’ins. Marinella Pitino e da un nutrito gruppo di  genitori sono stati ricevuti a  Palazzo Reale – Sala d’Ercole – sede dell’Assemblea regionale Siciliana dall’Onorevole Nello Dipasquale e dall’Onorevole Giorgio Assenza.

L’iniziativa si inserisce all’interno di un percorso didattico di “Cittadinanza e Costituzione” che mira ad avvicinare gli alunni ai basilari concetti di partecipazione, di democrazia e di amministrazione della “cosa” pubblica. I piccoli studenti si sono fatti portavoce di una serie di problematiche  legate alla mancanza di infrastrutture e servizi, che danneggiano il territorio ragusano e lo rendono marginalizzato rispetto alle altre zone dell’isola. Sono state  proposte soluzioni creative ai problemi individuati e avanzate richieste di   risorse e interventi congiunti che, al di là della diversa appartenenza  politica, mirano alla realizzazione di opere migliorative per la qualità della vita, per il benessere economico e l’incremento turistico dell’area ragusana. 

“Questo è il luogo del confronto e del dialogo": con queste parole il consigliere regionale Nello Dipasquale, ha accolto gli alunni  ragusani nell’aula consiliare e ha proseguito con una dettagliata spiegazione della vita istituzionale e organizzativa della Regione, delineando anche le competenze di tale istituzione, al fine di promuoverne la conoscenza  e far comprendere agli studenti  quell’idea di  “politica  partecipata” che tanto favorisce  la formazione di cittadini consapevoli e attivi. La visita ha avuto, tra l’altro, l’ obiettivo  di avvicinare gli alunni alle istituzioni,  in un contesto reale. Essi hanno vissuto questa esperienza da veri protagonisti, interloquendo direttamente con i consiglieri regionali ai quali  hanno rivolto i loro  interrogativi e le loro proposte. Gli Onorevoli Assenza e Di Pasquale sono stati disponibili al dialogo  e al confronto, hanno   ascoltato e accolto i suggerimenti  formulati dagli studenti, contestualizzandoli e offrendo loro interessanti spunti riflessivi pluriprospettici.

La visita guidata si è protratta lungo i meandri del Palazzo per la restante parte della giornata, alla scoperta delle bellezze architettoniche  celate al suo interno. Ai ragazzi, a fine giornata, sono stati consegnati dei gadget dell’Assemblea  regionale in ricordo di questa emozionante esperienza.

 

Marinella Pitino


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Formazione

Ragusa, 3 giugno 2019 – Professionalità, terapia e prevenzione. Tre grandi qualità concentrate in un unico convegno svoltosi a Comiso nella giornata di sabato, 1° giugno, dal titolo “I Professionisti Sanitari si confrontano”.

Un evento formativo rivolto principalmente agli iscritti all’Ordine che nasce nel 2018 con la Legge Lorenzin e che unisce le professioni sanitarie di aree diverse, tecniche riabilitative unitamente a quelle che ruotano nell’ambito della prevenzione.


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Teruar

L’associazione culturale Arsura – Sete Etica, presenta Teruar – Fiera del Vino Etico, dal 17 al 20 maggio 2019 presso l’Ex Convento del Carmine a Scicli

Scicli, 17 marzo 2019 – Teruar è la prima fiera del vino naturale di Scicli e della Sicilia Orientale che mette al centro la figura del vignaiolo e l’idea di viticoltura etica: una produzione biologica o biodinamica, non intensiva, sostenibile, rispettosa della natura e della tradizione, ma sempre con uno sguardo al futuro.


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Ragusa, 10 maggio 2019 – La festa dell'Europa (9 maggio) celebra la pace e, soprattutto, l’unità in Europa. La data rappresenta l'anniversario di quella che fu la storica dichiarazione di Schuman. In occasione di un discorso a Parigi, nel 1950, l'allora ministro degli Esteri francese Robert Schuman formulò la sua idea di una nuova forma di sinergia politica per l'Europa. Il suo obiettivo era quello di creare un'istituzione europea che avrebbe messo in comune e gestito la produzione del carbone e dell'acciaio. Appena un anno dopo venne firmato un trattato che dava vita ad una simile istituzione. La proposta di Schuman è considerata l'atto di nascita di quella che oggi è l'Unione europea. 

In occasione di tale giornata si è celebrata in alcune scuole di Modica e Ragusa l'annuale ricorrenza. Diverse iniziative hanno visto coinvolte a Modica tutte le scuole superiori che coesistono in piazzale Baden Powell e che hanno lavorato con grande sinergia organizzando l’intera giornata. Nel capoluogo ibleo l’Istituto “Galileo Ferraris” ha organizzato un’articolata mattinata avente per tema principale la storia dell’Unione Europea.

Il Movimento Federalista Europeo - Sezione iblea, che ha stimolato l’iniziativa, ha voluto regalare ai giovani coinvolti una informazione quanto più completa possibile sulla problematica europea per consentire così una scelta consapevole sui vari temi che in questo momento sono dibattuti.


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