Scicli
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Scicli, 31 ottobre 2014 – Undici avvisi di conclusione delle indagini sono stati notificati in queste ore dalla procura di Catania agli altrettanti indagati per associazione a delinquere di stampo mafioso per l’inchiesta dei rifiuti a Scicli.

Anche al sindaco di Scicli, Franco Susino, è stato notificato l’avviso di conclusione indagini. 

Oltre a lui ad altre 10 persone, tra questi gli arrestati dello scorso giugno: F.M., 45 anni, sorvegliato speciale di Pubblica Sicurezza, I.M., 26 anni, G.M., 46 anni, G.F., 45 anni, pluripregiudicato, già detenuto per altra causa, e U.L., 54 anni, pluripregiudicato con precedenti per associazione a delinquere di stampo mafioso.

L’accusa è di associazione per delinquere di stampo mafioso finalizzata alla violenza privata e all’estorsione e all’infiltrazione criminale sul territorio e nell’impresa da cui dipendevano per acquisire di fatto profitti e vantaggi ingiusti. Il sindaco è accusato di concorso esterno. Susino ha sempre rigettato ogni accusa sottolineando che il Comune, invece, aveva messo i mezzi per frenare la situazione.

Gli altri indagati sono R.G., L.T., G.D.S. e V.T., accusati, con i parenti M., di truffa, B.C., accusato di favoreggiamento.

Secondo le indagini, avrebbero costituito un sodalizio criminale a Scicli, che aveva il suo leader in F.M., il quale avrebbe assunto il controllo della Ecoseib, attraverso intimidazioni dirette ed indirette e anche estorsioni nei confronti del legale rappresentante della società ma anche del capo cantiere e di alcuni operai, per ottenere indebiti profitti mediante falsa rendicontazione delle spese di carburante, assunzioni di alcune persone e il licenziamento di altre.

Inoltre l’organizzazione criminale avrebbe anche gestito, in monopolio, le affissioni dei manifesti dei candidati alle amministrative del 2012.

 

 

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