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Siracusa e dintorni
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Siracusa, 29 dicembre 2014 – “La revisione del Piano Regolatore della Città è fra i punti di programma politico-amministrativo dell’Amministrazione a guida del Sindaco Giancarlo Garozzo, che a breve sarà posto all’attenzione del Consiglio Comunale, nelle sue linee di massima. L’ambizione è quella di fare di Siracusa una Città Capitale dell’Europa mediterranea ed in tale ottica siamo tutti chiamati ad uno sforzo di ricerca dell'identità (urbanistica) probabilmente smarrita. L’Ambiente, il Paesaggio, l’Archeologia, la Cultura e l’Innovazione, sono i segni distintivi ed al tempo stesso attrattori della Siracusa, che dobbiamo promuovere e realizzare, perché su di essi si fonda il benessere e lo sviluppo della nostra comunità.

La variante punterà ad uno strumento urbanistico di nuova generazione, attraverso il quale la gestione del territorio si affronta con la complessità che una Città europea presuppone , coniugando elementi di salvaguardia con azioni volte allo sviluppo delle economie territoriali. Vi è un’innegabile gerarchia di valori, ben inscritta negli atti fondativi dell’Europa ai quali l’Amministrazione intende dare concreta attuazione, puntando perciò ed in primo luogo alla qualità dell’Ambiente urbano, nell’accezione più ampia possibile. Ma, sarebbe un grave errore, negare l’esistenza di valori altrettanto fondativi, come lo sviluppo socio-economico dei territori, con la conseguente e necessaria creazione di un sistema di welfare urbano e quindi di attrezzature ed infrastrutture in misura adeguata. Il Piano così rinnovato, deve andare oltre la perequazione urbanistica cioè superare quegli strumenti principalmente volti a guidare i processi di trasformazione e di espansione, per privilegiare le migliori soluzioni che la scienza urbanistica mette a disposizione delle Città che puntano ad una rigenerazione del suo tessuto edilizio. Il contenimento del consumo del suolo e quindi la ferma limitazione ad ogni ipotesi di ulteriore espansione del perimetro della Città è un punto non negoziabile del programma. Cosa ben diversa, però, è il congelamento del territorio, quanto meno, come qualcuno ha già autorevolmente detto, fin tanto che esso è palcoscenico di vita reale.

La riprova è che il congelamento, ad oggi esclusivamente applicato ai centri storici, ha sempre fallito, dando luogo a prassi distorte e cioè spacciando per manutenzione il risanamento se non la ristrutturazione del tessuto edilizio. L’auspicio è che la formazione del Piano Regolatore sia il frutto di una partecipazione autentica e non di contrapposte e del tutto inattuali divisioni ideologiche, affidate più agli appellativi che ai contenuti”. 


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