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Pachino 28 Novembre 2016 – È iniziata oggi una massiccia operazione di bonifica dell’amianto abbandonato sull’intero territorio comunale: previsti 22 delicati interventi di pulizia in altrettante discariche a cielo aperto. 

L’attività è stata programmata dall’amministrazione comunale a seguito di un controllo del territorio e grazie anche alle segnalazioni delle forze dell’ordine e dei cittadini. 

Si è proceduto ad una prima fase di sopralluoghi da parte del personale dell’Ufficio Ecologia a cui è seguita una seconda fase di mappatura dei siti. 

Sono stati individuati ventidue siti disseminati su tutto il territorio con presenza del pericoloso materiale (lastre, serbatoi, canne fumarie), in parte anche frantumato e, quindi, in condizione di estrema pericolosità.

Il servizio di bonifica è stato affidato alla ditta Dusty, che procederà allo smaltimento secondo la normativa attuale, e il costo complessivo è di 22 mila euro.

«I lavori sono stati avviati solo stamattina – ha dichiarato l’assessore all’Ecologia, Andrea Nicastro – dopo che la ditta ha ottenuto l’approvazione del piano-lavoro da parte dell’Azienda sanitaria. Un’operazione particolarmente complessa, partita quasi un anno fa con la mappatura dei siti contaminati poi confluita nel piano comunale amianto, aggiornato man mano spuntavano nuove discariche. Ricordiamo che l’abbandono di amianto è un reato penale le cui pene sono state aggravate. Chi vuole disfarsene deve rivolgersi a ditte specializzate. Per qualsiasi informazione e assistenza può rivolgersi all’Ufficio Ecologia”.

«L’amianto rappresenta un pericolo per la salute – ha dichiarato il sindaco, Roberto Bruno - e una minaccia per l’ambiente, con evidenti ricadute negative anche per l’economia del nostro territorio. La tutela della salute dei nostri cittadini è al centro del programma amministrativo e quest’intervento massiccio per le sue dimensioni ne rappresenta una concreta attuazione. Per questa ragione abbiamo attuato ogni forma di contrasto nei confronti di questi reati ambientali, anche costituendoci parte civile nei processi penali che hanno visto coinvolti coloro che abbandonano l’amianto in giro, attentando alla salute dei cittadini».


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