Ciccio Belgiorno, Piero Guccione e Lorenzo Maria Bottari, 2002

Cultura
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A Modica (Casa Natale di Quasimodo) la mostra "Quasimodo quasi sognato" di Lorenzo Maria Bottari, giovedì 20 dicembre alle ore 18:30 la presentazione presso la Società Operaia di Mutuo Soccorso in Corso Umberto I n. 157. Sarà presente l'Autore

La presentazione giovedì 20 dicembre alla Società Operaia

 

Modica, 17 dicembre 2018 – Ritorna a Modica dove ha già riscosso grande successo la mostra "Quasimodo Quasi Sognato" di Lorenzo Maria Bottari organizzata dall'Associazione Proserpina con l'alto patrocinio dell'Assessorato alla Cultura del Comune di Modica.

L'artista palermitano che nella sua vita ha esposto le proprie opere a New York ed in alcune tra le più importanti città europee, nel bagaglio delle esperienze personali porta con sé il rapporto di profonda amicizia con Alda Merini e la frequentazione di artisti di fama mondiale tra i quali De Chirico, Guttuso e Kodra; oggi vive a Milano e dopo la tappa di Roccalumera presso il Parco Letterario Salvatore Quasimodo, vuole così omaggiare ancora una volta la Città di Modica, ove le sue opere saranno nuovamente esposte presso la Casa Natale del premio Nobel in Via Posterla n. 84 che le aveva già ospitate fino allo scorso 9 dicembre.

La presentazione si terrà giovedì 20 dicembre alle ore 18:30 presso la Società Operaia di Mutuo Soccorso in Corso Umberto I n. 157, in collaborazione con l'Enoteca Cioccolateria “Sotto San Pietro”.

Particolarmente apprezzata da Alessandro Quasimodo ed inserita nel quadro delle celebrazioni per il cinquantenario della scomparsa del Poeta, la mostra propone una serie di opere di Bottari – disponibili in un catalogo e riprodotte anche in uno splendido calendario artistico – che offrono un’interpretazione onirica della poesia quasimodiana in cui il colore è assolutamente protagonista con visioni che sfiorano le corde dell’anima, ma con discrezione, senza mai eccedere neppure nei casi in cui il contrasto tra toni caldi e freddi potrebbe risultare stridente; ad esempio, ciò è particolarmente apprezzabile in “Lettera alla madre” del 2002, quadro dalla struggente delicatezza emotiva in cui una luce divina si proietta a raggiera da un punto di fuga centrale, attorno al quale la figura materna è raccolta su sé stessa in posizione fetale a formare un cuore, rosso come il sangue e caldo come l’amore che simboleggiano la vita ed a cui si contrappone un paesaggio onirico dai toni freddi ma non cupi, che ricordano la serenità di quell’al di là ormai prossimo per l’anziana madre di Salvatore Quasimodo, riprodotto in basso a sinistra, di spalle, con il suo «mantello corto ed alcuni versi in tasca» e lo sguardo rivolto verso la figura di lei e oltre, a supplicare la gentile morte di non toccare quell’«orologio in cucina che batte sopra il muro / tutta la mia infanzia è passata sullo smalto del suo quadrante, su quei fiori dipinti».

Prima delle celebrazioni quasimodiane di quest’anno, nell’ormai lontano 2002, Lorenzo Maria Bottari aveva già esposto alcune opere presso la Società Operaia di Mutuo Soccorso - nel cui salone da allora campeggia un suo quadro - accogliendo tra gli altri in quella circostanza due visitatori d'eccezione: Ciccio Belgiorno e Piero Guccione. Oggi, la decisione di ritornare pochi giorni dopo il termine inizialmente previsto per la mostra, oltre che un segno di particolare affezione, rappresenta per la Città di Modica un’opportunità per rafforzare il legame con Salvatore Quasimodo e gli artisti che a lui si sono ispirati, riaffermandone il ruolo di polo culturale di riferimento per l’area iblea.

Daniele Pavone

 

 

Lo scopo di un'opera onesta è semplice e chiaro: far pensare. Far pensare il lettore, lui malgrado

Paul Valéry