Cultura
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Due giorni all'Umberto I di Ragusa per leggere e ascoltare le parole dei grandi utili per diventare grandi

 

Ragusa, 8 novembre 2016 – Le parole dei grandi hanno sempre qualcosa da dire al cuore degli uomini. 

Nell’ambito del progetto “Libriamociascuola”, patrocinato dal MIUR e che ha coinvolto più di settecento scuole in tutta Italia, il Liceo classico di Ragusa ha organizzato due momenti interamente dedicati all’ascolto e alla lettura ad alta voce.

La scorsa settimana, nella storica palestra dell’Umberto I, ragazzi di tutte le classi si sono alternati nella lettura di autori italiani e stranieri. Tutte le epoche toccate: il frammento di Mimnermo (VII VI sec. a.C.) sui mirabili doni di Afrodite è stato accompagnato dal discorso tenuto da Borsellino in commemorazione della morte di Giovanni Falcone o, ancora, dalla musicalità delle pagine di Baricco, piuttosto che dai versi immortali della Szymborska o di Withman.

Non meno ricco il programma del giorno successivo. Grazie al sostegno dell’Associazione “Noi dell’Umberto I” , in un auditorium pieno di ascoltatori di ogni età, giovani lettori, genitori, poeti ed attori si sono susseguiti in un reading quanto mai ricco e vario. Le letture hanno spaziato dai temi della legalità a quello del razzismo, dalla ricerca della felicità all’ironia, leggera e suadente, sui siciliani e i loro riti.  

Si è dato spazio anche alla letteratura straniera letta in lingua originale. Così si è potuto godere della musicalità dell’idioma francese nei versi della Fedra di Racine, o della forza delle parole del teutonico Goethe o della travolgente passione del castigliano o, ancora, dell’energia del discorso pronunciato dal shakespeariano Enrico V alla vigilia della battaglia di Agincourt.

Le letture sono state impreziosite dall’intervento di illustri ospiti locali. Lo scrittore Michele Arezzo ha voluto dedicare la sua lettura ai ragazzi che concludono il percorso scolastico ed intraprendono il viaggio della vita, servendosi delle forti immagini di Cesare Pavese.

Il poeta dialettale Pippo di Noto, invece, ha posto l’accento sulla forza e l’energia del siciliano, una lingua, più che un dialetto, ricchissima di un patrimonio di idee e di sensibilità spesso ancora poco conosciute. Apprezzati anche gli interventi dello scrittore Emanuele Cavarra, che ha presentato una sua opera, e della professoressa, nonché attrice, Simonetta Cuzzocrea, che ha letto alcune gustosissime pagine dell’”Arte di annacarsi” dello scrittore palermitano Alajmo.

Le letture sono state intervallate da altrettanto mirabili momenti musicali curati dai ragazzi dell’istituto. I fratelli Cutello, musicisti ormai di fama internazionale, si sono alternati con Giovanni Accardi che ha accompagnato con la chitarra la lettura del duecentesco “O jubilo del core“ di Jacopone da Todi.

La serata di è conclusa con la travolgente “ I still never found “ degli U2.

“E’ stato un bellissimo momento di condivisione all’insegna della cultura e del piacere della lettura  - ha commentato Don Paolo La terra, presidente dell’Associazione “Noi dell’Umberto I“  - che ci ha spinti a fermarci e ad ascoltare in un  momento in cui la velocità dei mezzi di comunicazione rischia di farci perdere l’abitudine di guardarsi dentro. Noi vogliamo salvaguardare la necessità tutta umana della lentezza dell’ascolto. E chi se non i gradi scrittori può insegnarcelo?”.

 

Lo scopo di un'opera onesta è semplice e chiaro: far pensare. Far pensare il lettore, lui malgrado

Paul Valéry