Spettacolo
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Ragusa, 21 aprile 2015  – Teatro di narrazione, ma “senza reti” per  “L’amore ai tempi del colera” di Gabriel Garçia Marquez nella tre giorni proposta dalla Compagnia “GoDoT”  per la decima edizione della rassegna teatrale “Palchi Diversi”.

Venerdì, sabato e domenica l’inaugurazione del Teatro Ideal è stata segnata dalla recitazione. 

Federica Bisegna  ha raccontato l’amore che Marquez ha descritto e ambientato in un paese dei Caraibi nel XIX secolo e ha voluto proporre questo spettacolo proprio nel primo anniversario della morte del grande autore. Rappresentarlo, poi, al Teatro Ideal è stato un privilegio.

Il sogno di Federica Bisegna e del regista Vittorio Bonaccorso è quello di poter gestire questo spazio, per avere un posto fisso per le rappresentazioni e poi, se non altro, perché negli anni hanno dimostrato di essere all’altezza e le diverse stagioni teatrali proposte ne sono un esempio. Federica Bisegna anche questa volta, ha infatti dato il massimo ed il pubblico ha gradito tanto con una standing ovation finale. 

Due ore di narrazione che superano i minuti dei precedenti testi raccontati tra cui “Il Profumo” di Suskid, il “Cirano”di Rostand, il “Macbeth” di Shakespeare ed ancora “La tessitrice delle notti” da “Le mille e un notte”, “La favola dei saltimbanchi” di Ende. 

Al suo pubblico la Bisegna ha dato la freschezza della parola in divenire che nasce in quel preciso momento e che si nutre del respiro del pubblico. La narrazione di Federica Bisegna, infatti, supera i canoni del teatro di narrazione. Non c’è un testo da imparare a memoria ma una sorta di “invenzione” in cui la Bisegna mette tutte le sue capacità perché incamera la storia: “più racconta e più le vengono le immagini - ha precisato Vittorio Bonaccorso - Una tecnica che in Italia, forse, ha solo lei per le sue particolari doti”.

L’opera del romanziere colombiano, ben 400 pagine, viene narrata, infatti ogni volta con parole diverse e non da canovaccio tranne in alcuni punti fondamentali in cui l’attrice recita le frasi proprie del romanzo. Una tecnica molto particolare che non si basa dunque su alcun copione e che ha visto la Bisegna, leggere e rileggere da un anno le 400 pagine del romanzo di Marquez per incamerare il più possibile la storia e per mantenere la promessa fatta alla morte del grande romanziere: dare alle scene “L’amore ai tempi del colera”. 

Con la Bisegna sul palco è emersa tutta la malinconia di Florentino Ariza, giovane tipografo innamorato da sempre della bella Fermina Daza, donna che non potrà mai possedere come le sue innumerevoli amanti se non nella senilità. Mezzo secolo di attesa, ovvero “53 anni, 9 mesi e 11 giorni notti comprese”.

Come Marquez ha tenuto sospeso e vigile il fiato e l’attenzione del lettore in 400 pagine di romanzo, così la Bisegna nelle due ore di narrazione ha leggiadramente coinvolto tutti fino alla fine dello spettacolo: dall’acerbo sentimento giovanile al compimento dell’amore nella maturità. 

Lo spettacolo rientrava nella programmazione di “Ragusa in Fiore”, il cartellone di eventi promosso dal Comune di Ragusa, ente che patrocina la rassegna “Palchi Diversi”. 


Giovannella Galliano

 

 

Lo scopo di un'opera onesta è semplice e chiaro: far pensare. Far pensare il lettore, lui malgrado

Paul Valéry

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