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Ing. Luigi Francesco Cantamessa Armati (Direttore Fondazione FS) - Sandro Pappalardo (Assessore Regionale del Turismo) - Daniele Pavone

Ragusa, 11 aprile 2019 – Dopo il convegno tenutosi lo scorso 10 febbraio a Milano in occasione della BIT, questa mattina ho avuto il piacere di partecipare a Catania alla presentazione dei “Treni Storici del Gusto 2019” tenuta dal Presidente Nello Musumeci insieme al Direttore della Fondazione FS Italiane Ing. Luigi Francesco Cantamessa Armati e all’Assessore Regionale del Turismo Sandro Pappalardo.

Piace constatare la riuscita sinergia tra il Governo Regionale e la Fondazione FS che, con il fondamentale contributo dei volontari delle associazioni di appassionati, ha fatto della Sicilia un punto di riferimento nel settore dei treni storici turistici: di anno in anno si registra un’offerta crescente, sempre più destagionalizzata e che riguarda ormai l’intera isola, con il dichiarato intento di valorizzare non solo il viaggio su rotaia in sé, ma anche i territori attraversati con il loro patrimonio storico, artistico ed innanzitutto enogastronomico, grazie alla collaborazione con Slow Food Sicilia, servendo località anche non direttamente raggiungibili tramite ferrovia. Non solo: l’attenzione si allarga alle linee dismesse, con lo scopo di recuperarle per inserirle in una rete di sentieri naturalistici. Appassionate le parole di Musumeci nel descrivere i suoi ricordi di ragazzo all’arrivo delle locomotive a vapore: è la premessa per annunciarne il ritorno in Sicilia per l’effettuazione di alcuni dei treni in programma.

Note meno positive riguardano invece il territorio dell’ex Provincia di Ragusa: al netto di alcuni refusi e di alcuni dettagli che – mi è stato riferito – sono ancora rivedibili, nonostante siano molto presenti in un filmato promozionale proiettato questa mattina, le nostre città sono interessate da un numero sempre minore di questi treni, segno tangibile della scelta di sacrificare qualcosa per consentire una redistribuzione nella prospettiva dell’aumento e della destagionalizzazione dell’offerta complessiva. Ed ecco che se il programma 2018 vedeva nove treni che facevano variamente tappa tra Scicli, Modica, Ragusa, Donnafugata e Comiso, nel programma 2019, fatto salvo l’inserimento di Ispica che sarà raggiunta il 27 e il 28 aprile, avremo solo un treno l’8 settembre (Siracusa-Donnafugata-Comiso dedicato alle mandorle e alle conserve iblee) e altri due il 27 ottobre (un Catania-Scicli-Modica dedicato alle “dolcezze iblee d’autunno” e un Siracusa-Ragusa-Modica “delle scacce iblee e del cioccolato modicano”, il tutto a pochi giorni dalle date previste per il ChocoModica...). Nettamente meglio servita rispetto allo scorso anno Noto, che da un solo treno passa a quattro (più un quinto per Noto Antica). Desta poi più di qualche perplessità il legame del Castello di Donnafugata con le mandorle e le conserve iblee, il che lascia intendere che il principale attrattore turistico ibleo sia stato considerato solo una tappa "mordi e fuggi" o, forse, che ne siano poco conosciute le peculiarità. Ancora una volta, nell’apprezzare tutta la positività di questa sinergia tra Regione e Fondazione FS che consente già ora di pensare al 2020, resta tangibile per il nostro territorio la necessità di superare quegli evidenti difetti di comunicazione tra gli uffici competenti locali e quelli regionali che, di fatto, sinora hanno fatto sì che questa importante iniziativa sia più recepita a cose fatte che coordinata in fase di programmazione nel comune interesse di migliorare l’offerta.

Daniele Pavone


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Ragusa, 11 aprile 2019 – Dopo il convegno tenutosi lo scorso 10 febbraio a Milano in occasione della BIT, questa mattina ho avuto il piacere di partecipare a Catania alla presentazione dei “Treni Storici del Gusto 2019” tenuta dal Presidente Nello Musumeci insieme al Direttore della Fondazione FS Italiane Ing. Luigi Francesco Cantamessa Armati e all’Assessore Regionale del Turismo Sandro Pappalardo.

Piace constatare la riuscita sinergia tra il Governo Regionale e la Fondazione FS che, con il fondamentale contributo dei volontari delle associazioni di appassionati, ha fatto della Sicilia un punto di riferimento nel settore dei treni storici turistici: di anno in anno si registra un’offerta crescente, sempre più destagionalizzata e che riguarda ormai l’intera isola, con il dichiarato intento di valorizzare non solo il viaggio su rotaia in sé, ma anche i territori attraversati con il loro patrimonio storico, artistico ed innanzitutto enogastronomico, grazie alla collaborazione con Slow Food Sicilia, servendo località anche non direttamente raggiungibili tramite ferrovia. Non solo: l’attenzione si allarga alle linee dismesse, con lo scopo di recuperarle per inserirle in una rete di sentieri naturalistici. Appassionate le parole di Musumeci nel descrivere i suoi ricordi di ragazzo all’arrivo delle locomotive a vapore: è la premessa per annunciarne il ritorno in Sicilia per l’effettuazione di alcuni dei treni in programma.

Note meno positive riguardano invece il territorio dell’ex Provincia di Ragusa: al netto di alcuni refusi e di alcuni dettagli che – mi è stato riferito – sono ancora rivedibili, nonostante siano molto presenti in un filmato promozionale proiettato questa mattina, le nostre città sono interessate da un numero sempre minore di questi treni, segno tangibile della scelta di sacrificare qualcosa per consentire una redistribuzione nella prospettiva dell’aumento e della destagionalizzazione dell’offerta complessiva. Ed ecco che se il programma 2018 vedeva nove treni che facevano variamente tappa tra Scicli, Modica, Ragusa, Donnafugata e Comiso, nel programma 2019, fatto salvo l’inserimento di Ispica che sarà raggiunta il 27 e il 28 aprile, avremo solo un treno l’8 settembre (Siracusa-Donnafugata-Comiso dedicato alle mandorle e alle conserve iblee) e altri due il 27 ottobre (un Catania-Scicli-Modica dedicato alle “dolcezze iblee d’autunno” e un Siracusa-Ragusa-Modica “delle scacce iblee e del cioccolato modicano”, il tutto a pochi giorni dalle date previste per il ChocoModica...). Nettamente meglio servita rispetto allo scorso anno Noto, che da un solo treno passa a quattro (più un quinto per Noto Antica). Desta poi più di qualche perplessità il legame del Castello di Donnafugata con le mandorle e le conserve iblee, il che lascia intendere che il principale attrattore turistico ibleo sia stato considerato solo una tappa "mordi e fuggi" o, forse, che ne siano poco conosciute le peculiarità. Ancora una volta, nell’apprezzare tutta la positività di questa sinergia tra Regione e Fondazione FS che consente già ora di pensare al 2020, resta tangibile per il nostro territorio la necessità di superare quegli evidenti difetti di comunicazione tra gli uffici competenti locali e quelli regionali che, di fatto, sinora hanno fatto sì che questa importante iniziativa sia più recepita a cose fatte che coordinata in fase di programmazione nel comune interesse di migliorare l’offerta.

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