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Ragusa, 28 aprile 2015 – Si è tenuta ieri, 27 aprile, presso la tenuta Magnì di contrada Magnì  (SP25 Ragusa – Marina di Ragusa) la presentazione del Progetto “Costruiamo Saperi”, selezionato e finanziato da Fondazione con il sud attraverso la “Iniziativa Immigrazione” .

Erano presenti il Vescovo di Ragusa, Mons. Paolo Urso, S.E. il Prefetto di Ragusa dott. Nunziato Vardé; il direttore della Caritas di Ragusa, Domenico Leggio, Silvia Nessi ed Elisa Gulino di Architetti senza frontiere Onlus, Fethia Bouhajeb dell’associazione Uniti senza frontiere, Giovanni Gulino di Confcooperative Sicilia: tutti i partner del progetto per presentare quello che è stato a più voci definito un sogno che si fa tangibile.

“Con questo progetto – ha detto Mons. Paolo Urso – vogliamo tenere saldo il timone, anche in mezzo alle difficoltà. Il nome del progetto, “Costruiamo saperi”, rimanda alla bellezza del sapore della vita, che si ritrova nel gusto, nel cibo sano, nell’agricoltura, nella cultura, nell’attenzione all’altro. Dire che questa struttura è della Diocesi significa dire che è della gente e proprio alla gente è rivolto l’invito principale, quello a riprendere coraggio”.

Il Prefetto ha sottolineato l’importanza del progetto in un territorio, quale quello ragusano, che oltre ad intendere l’immigrazione come accoglienza e soccorso, deve progettare a lungo termine per l’integrazione, per valorizzare l’apporto di ricchezza che uomini e donne immigrate rappresentano per la comunità. 

E’ stato il direttore della Caritas, Domenico Leggio, a presentare le linee generali del progetto: “Villa Magnì vuole diventare luogo pulsante di economia civile ed intercultura. Nella tenuta si creerà sviluppo attraverso il lavoro nei settori dell’agricoltura e dell’allevamento, dell’edilizia, della valorizzazione di antichi saperi, della cooperazione. Si impianteranno coltivazioni di nicchia, si agirà una ristrutturazione con il coinvolgimento di maestranze locali che formeranno i destinatari durante i lavori, sorgerà una bottega/spazio educativo nel centro storico di Ragusa, si promuoverà la creazione di auto impresa. Preannunciamo già un prossimo bando per la selezione di 50 persone immigrate, non solo giovani e di cui 15 donne, per l’avvio di work experience e la creazione di cooperative. 

L’investimento è importante: 300 mila euro da Fondazione con il Sud, 75 mila euro dalla Diocesi e 5 mila euro dai partner. Il sogno è quello di un’economia diversa, che non ricerchi la massimizzazione del profitto ma metta al centro la persona”.

 

 

Elisa Gulino e Silvia Nessi di Architetti senza Frontiere, onlus di Milano che opera nel settore della cooperazione internazionale e locale, hanno messo in risalto l’esigenza di rigenerazione urbana del centro storico di Ragusa. Una rigenerazione “dal basso” che tragga forza da chi vive l’appartenenza ai luoghi della città. “Vogliamo individuare saperi locali che possano generare sviluppo e rispondere alle difficoltà di inclusione, soprattutto abitativa, di tanti migranti. Il nostro contributo specifico – afferma Silvia Nessi – sarà quello di condurre il processo di trasformazione edile come reale percorso di formazione e scambio, per generare un modello produttivo e sociale di inclusione dei cittadini”.

Fethia Bouhajeb, dell’associazione Uniti Senza Frontiere, ha ringraziato quanti hanno creduto in questo “sogno bellissimo di un’integrazione a 360 gradi, un’integrazione che si fa concreta e non più solo dichiarata. Dobbiamo coinvolgere tutti – ha affermato Fethia – diventando ambasciatori di questo sogno”.

E infine Gianni Gulino, esponente di Confcooperative Sicilia, ha evidenziato l’importante e fervido lavoro di co-progettazione dietro a questo risultato: “Vogliamo rispondere con la legalità e il senso di accoglienza a tante situazioni di sfruttamento che si vivono nel nostro territorio. Casa e lavoro sono le dimensioni che danno dignità alla persona: fare cooperazione significa pensare che nessuno di noi può farcela da solo, che bisogna creare squadra rispondere concretamente canalizzando le energie e le competenze che già ci sono”.

“Costruiamo saperi”: un noi inclusivo che non si limita al gruppo di lavoro, ma che vuole coinvolgere la città e farsi trasformare dalla partecipazione di tutti.


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