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SITE SPECIFIC presenta UNA NUOVA MOSTRA DI PITTURA, una "processione" nell'arte di Francesco Lauretta. Immagini, visioni e riflessioni sulla pittura invadono tre diversi spazi della città di Scicli: SITE ART, Palazzo Beneventano e SITE MILL

 

Scicli, 30 luglio 2014 - Giovedì 7 agosto alle ore 21:00, SITE SPECIFIC inaugura a Scicli la nuova personale di Francesco Lauretta, Una nuova mostra di pittura. Il progetto si articola in tre diversi spazi cittadini SITE ART, PALAZZO BENEVENTANO e SITE MILL e propone una riflessione sulla natura generativa e immaginifica della pittura.

«L’artista ci svela un progetto lungo una vita, ambizioso, e cioè quello di poter attraversare la pittura demolendo, ricostruendo e infine redimendo il medium stuzzicandoci già col titolo dove la parola “nuovo”  dice la necessità, feroce, di poter modellare e ridefinire una chance per l’obsoleta pittura, come a voler aggiungere millimetri al passo e alla sua esistenza, dopo tutto, spostandosi come un funambolo e formando quasi un itinerario, una processione, in alcuni spazi della città di Scicli. Lauretta esordisce così con un corteo funebre, un funerale che attraversa le due stanze budello della galleria Site Art, un attraversamento e ostacolo all’osservatore che è costretto quasi ad urtare sia fisicamente, e idealmente, l’opera, una processione (come a ricordarci quel Cacciatore Gracco di K.) pare portarsi avanti e indietro nel tempo coinvolgendo tutti noi a riflettere della destinazione che potremmo estendere su ogni cosa, l’umano e inumano, le opere e le cose. Generare la pittura è l’ambizione di Lauretta con una prolifica indistinzione di generi come a superarne la rigidità cadaverica con il permanere dello “stile” univoco e stabile e lo fa inseguendo il costante flusso del corso tipico della condizione umana, progettando. Così uscendo dal primo spazio è possibile informarsi sul processo disseminato nei vari punti della città. A Palazzo Beneventano ci si può imbattere su un’area distesa sul pavimento, Terra, solcata dallo scotch impregnato di baffi di colore che l’artista ha raccolto col tempo, scarto di pittura in esubero che in qualche modo ha dato “perimetro”  ai quadri dove la “pittura ballabile” invita il pubblico a godere di un momento assai caro all’artista che da sempre si veste di stimoli musicali  in questo caso esibiti per far danzare tutti. E in questo clima di festa che si può andare, poi, a Site Mill, il Mulino di San Nicolò, dove la pittura è distesa, completamente, su e giù nello spazio, suggestivo. Due teche mostrano tutte le opere pittoriche di Lauretta: circa 120 quadri riprodotti su piccole cartoline o, meglio, su carte della grandezza delle carte da gioco, sono disposti come a far “memoria”, passo indietro verso il passato, ma anche come suggerimento del nuovo.

Questi sono solo alcuni degli spunti che Lauretta offrirà e che insieme a molti altri percorsi che la pittura ha attraversato nella sua ricerca ci portano dentro una processualità densa. In uno spazio esterno, nel giardino di Site Mill ci accoglie un'installazione sonora, I racconti funesti, vere allegorie narrative sullo stato di salute della pittura, chiudono e aprono gradevoli opportunità di riflessione sull‘esistenza. Alla fine del corso si ha l’impressione che Lauretta stia trascorrendo tutta la vita come a dipingere un unico e solo quadro.

Site Specific conferma l'impegno per lo sviluppo dell'arte e prosegue instancabile con la creazione e la sperimentazione di nuovi progetti. Con Una nuova mostra di pittura si conferma l'impegno e la volontà di rendere sempre più vivace il fermento artistico che sta invadendo la città di Scicli».

 

L’organizzazione

 

 

Francesco Lauretta

Nato ad Ispica (Ragusa) nel 1964, Francesco Lauretta, dopo aver intrapreso degli studi tecnici vani, si trasferisce a Venezia dove frequenta l'Accademia di Belle Arti, seguendo i corsi del maestro Emilio Vedova; lì si diploma nel 1989, nel ‘91 si trasferisce a Torino, e ci resta fino al 2008, anno in cui si sposta a Firenze, città dove tutt’oggi vive.

Non è facile circoscrivere il lavoro di Francesco Lauretta, artista pluridisciplinare, restio a definirsi “semplicemente” pittore.

Per raccontare un po’ la sua storia partiamo dagli anni piemontesi; è in quel periodo che entra in contatto con gli artisti dell'Arte Povera, si avvicina ai loro linguaggi e approda alla realizzazione di alcuni lavori installativi. Le prime opere “bianche”, le sculture monumentali e i mobili destrutturati hanno un sapore quasi minimalista, e gli aprono la strada verso l’approccio partecipativo e coinvolgente nei confronti del pubblico, che manterrà sempre. Inizia anche a lavorare con il testo, ed espone lettere e scritti. A partire dal 1992 comincia a riflettere sulle possibilità della pittura e realizza la prova di un primo quadro…

Questi primi “esperimenti”, definiti "fotocoppie", venivano eseguiti copiando minuziosamente - con colori ad acqua, in bianco e nero - vere e proprie fotocopie di opere note di maestri classici e contemporanei, come Duchamp, Magritte e Mantegna; poche opere, oggi cancellate, che hanno dato il via alla condizione di pittore che gli si rivelerà definitivamente nel 1999, anno della sua prima vera mostra personale.

Nel 2003, di ritorno da un breve viaggio in Sicilia, si dichiara pirandellianamente pittore, e da quel momento approfondisce il tormentato rapporto con questo medium.

La sua pittura inizia a diventare fortemente emotiva; le sue visioni si riempiono di immagini mutuate dalla tradizione: le feste di paese, i Santi portati in processione, le bande musicali, i dolci tipici presentati quasi come ex-voto, e ancora scene bucoliche e frammenti di esistenze vissute semplicemente, di cui riusciamo a cogliere odori, rumori e sapori, ma in cui l’artista pone l'accento non tanto sulla mera rappresentazione, quanto sulla costruzione e sulla significazione di essa. 

Una pittura che nella sua riconoscibilità spiazzante, nella sua indole iperrealista, viene avvolta da molteplici accezioni, profonde e concettuali, che esprimono il valore sacro della vita, e che diventano testimonianza dell’incertezza del destino di ogni cosa, dove si riflette  la perfezione e la fragilità della nostra temporaneità.

Negli ultimi dieci anni ha anche realizzato molti video, a volte grotteschi, spesso divertenti, rigorosamente in dialetto, con sottotitoli in inglese, che prendono spunto e aprono riflessioni sui luoghi comuni degli artisti, e sui rapporti marginali tra arte e territorio.

Si è fatta inoltre sempre più presente l’esigenza dello scrivere; raccontare, appuntare, testimoniare. "I racconti funesti", ad esempio, sono una “raccolta” di allegorie, in cui l’autore spiega l'opera nella sua costruzione tout court, in un processo totale, che passa dal disegno alla pittura, per espandersi nel video, nella scrittura, nella performance.

 

 

INFO MOSTRA

La mostra sarà visitabile presso SITE MILL, SITE ART e PALAZZO BENEVENTANO dall' 7 agosto al 7 settembre 2014

 

ORARI

Gli spazi gestiti da SITE SPECIFIC saranno aperti da mercoledì a domenica, dalle 18:00 alle 23:00

Su appuntamento telefonare a Francesca Vinci Mortillaro: T. +39 327 88 35 695


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