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Libri
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Autore: Fabrizio Mandreoli e Marco Giovannoni
Editore: Il pozzo di Giacobbe
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Pozzallo, 27 novembre 2019 – Sarà presentato a Pozzallo il volume di Fabrizio Mandreoli e Marco Giovannoni Spazio europeo e Mediterraneo. Le analisi profetiche di Dossetti e La Pira. Il libro  fa parte di una collana che la casa editrice Il pozzo di Giacobbe sta pubblicando. La collana, curata dalla Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia meridionale, si chiama Sponde. Pensare il Mediterraneo.

Il libro sarà presentato venerdì 29 novembre alle ore 17, 30 presso l’aula magna dell’Istituto Comprensivo Giuseppe Rogasi

L’iniziativa è stata promossa dall’Associazione per la gioventù Giorgio La Pira di Pozzallo, dal Club per l’UNESCO di Pozzallo in collaborazione con l’Istituto Comprensivo Giuseppe Rogasi e l’Istituto d’Istruzione Superiore Giorgio La Pira.

Mons. Gualtiero Bassetti, presidente della Conferenza Episcopale Italiana, scrive nella prefazione del libro:  La lezione che ci viene da Dossetti e da La Pira è che il Mediterraneo non è solo un groviglio di problemi dettati dalla inevitabile conflittualità delle differenze, ma una risorsa che risiede nella fecondità storica ( e teologale insieme ) dell’incontro delle differenze. Non è una fatalità, ma una scelta: la scelta di rénverser les crosaides .

Alla presentazione sarà presente Marco Giovannoni ordinario di Storia della Chiesa presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose della Toscana. Marco Giovannoni per la collana  I libri della Badia  della Fondazione Giorgio La Pira ha curato la pubblicazione Il grande lago di Tiberiade. Lettere di Giorgio La Pira per la pace nel Mediterraneo: 1954-1977 e con il fratello Pietro Domenico, l’edizione in italiano e inglese de Le città non possono morire di Giorgio La Pira.

Soffermandoci un sul titolo, in particolare su  “ analisi profetiche “ :  …  profeta è colui che aiuta a leggere la posta in gioco e le conseguenze delle scelte a partire dalla parola di dio ascoltata dentro la storia degli uomini. Il principio di responsabilità ha origine in questa visione a matrice profetica: si è responsabili per le scelte del proprio tempo, ma anche per il tempo successivo ossia per quanto le scelte fatte – o non fatte – lasciano a chi viene dopo.  

La Pira e Dossetti sono stati profeti che hanno indicato percorsi e processi politici utili per  il raggiungimento del bene, del bene comune, del bene per tutti, a partire dalla povera gente.

Giorgio La Pira chiamava il  Mediterraneo grande Lago di Tiberiade, quel lago intorno al quale  si è svolta la maggior parte dell’attività di Gesù,  lago che nel vangelo di Marco assume un valore simbolico: è luogo di frontiera tra Ebrei e pagani.

La Pira ispirato ai racconti evangelici, di come Gesù di Nazaret solcando le acque del lago di Tiberiade aprisse la strada per l’abbattimento di ogni barriera etnica, pensò che anche il Mar Mediterraneo potesse divenire lo strumento per il superamento delle divisioni dei popoli che vi si affacciano e lo ribattezzò  grande lago di Tiberiade.  

Il Mediterraneo, scrive Marco Giovannoni, è “ mare di tre continenti , dopo il secondo conflitto mondiale era destinato a segnare il punto di contatto o di frattura fra il mondo occidentale della sponda nord … Durante i Convegni per la pace e la civiltà cristiana, e il Convegno dei sindaci delle capitali del mondo vengono descritti da La Pira i fondamenti per una nova strategia che si fonda sul fatto che  .. Ebrei, Cristiani e musulmani hanno in comune le stesse radici. La radice comune è Abramo… Un tassello senza il quale non è possibile comprendere il … pensiero politico internazionale di La Pira  fondato sul riconoscimento e la valorizzazione del pluralismo religioso e culturale e in cui il ruolo delle diverse culture religiose, delle diverse  “ civiltà metafisiche “ che è posto come fondamento della politica delle relazioni fra popoli e nazioni.

Un’ intuizione di La Pira è:  … la vocazione comune dei popoli appartenenti alla triplice famiglia di Abramo si fonda sulla scoperta che l’agire di Dio rende anche le religioni non cristiane veicoli dei valori autentici della trascendenza e sono - anche se inconsapevolmente – animate dalla presenza del risorto, centro e orizzonte della storia …  Dio non si serve solamente dei cristiani per ricomporre l’unità della famiglia umana , ma di tutti i popoli che compongono la discendenza di Abramo… e…per permettere il dialogo fra le tre religioni monoteiste occorresse ribaltare radicalmente la mentalità di conquista e di scontro secolarmente iscritta nella storia mediterranea e per tanti aspetti iscritta nella stessa grammatica delle diverse tradizioni religiose.  

Era necessario rovesciare le crociate, ma come rovesciare le crociate ?

Cambiando prospettiva: Per La Pira il musulmano non rappresentava la quinta essenza del diverso del nemico ! … Per lui il popolo ebraico non rappresentava un popolo reietto e deicida !

Com’è possibile che da instancabile promotore della civiltà cristiana, La Pira sia stato anche pioniere del dialogo fra le religioni ?

La risposta che Marco Giovannoni da è :  Io credo che il segreto risieda soprattutto nella sua anima contemplativa, che gli permise di intuire e scorgere che la Misericordia di Dio non è così limitata da fermarsi ai confini delle nostre distinzioni, ma agisce nel cuore degli uomini proprio a partire dalle loro differenze.

In Principi , nel dicembre del 1939 La Pira scriveva: “ Tutti gli uomini sono, ordinatamente membri di una sola grande società che abbraccia l’intiero genere umano. Verità sulla quale bisogna spesso ritornare e che bisogna sempre meditare: siamo tutti, perché figli di un medesimo Dio e riscattati dallo stesso Redentore, eguali e fratelli. Se si tenesse davanti agli occhi questa verità, anziché insinuare cattive divisioni razziali che rendono gli uomini gli uni agli altri nemici ! “

Quale dovrebbe essere oggi il ruolo, la vocazione mediterranea dell’Italia ?

In una lettera scritta a Nasser il 10 agosto 1958,  La Pira indicava il ruolo dell’Italia nel Mediterraneo, ovvero che lItalia deve costruire un ponte :  .. il “ ponte “ da edificare fra l’ Italia e le nazione araba è un ponte essenziale per la pace, la civiltà, il progresso e la prosperità delle nazioni tutte: ne ha bisogno l’Italia, l’Europa, l’Occidente: ma ne ha bisogno pure – essenzialmente bisogno – la nazione araba intiera e tutte le nazioni del Mediterraneo e del mondo. Per costruire validamente un ponte siffatto ci vogliono architetti adeguati: architetti capaci di intuire il valore storico e il destino storico delle sponde fra le quali questo ponte deve essere costruito.

Nella lettera del 14 maggio 1951 ai monasteri di clausura La Pira scriveva : “ … che si costruisca nel mondo una società nuova, ad ispirazione cristiana, nella quale tutte le creature umane sia assicurato il lavoro, la casa, il pane quotidiano, e quanto è essenziale ad una modesta ma dignitosa vita umana… Bisogna quindi procedere ad uno sforzo gigantesco di solidarietà mondiale, tale da poter rapidamente pervenire a questo grande obiettivo di fraternità e di pace “.

 

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